<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731</id><updated>2011-07-08T05:43:43.411-03:00</updated><category term='RELIGIÓN'/><category term='COMUNICACIÓN SOCIAL'/><category term='VIDEOS'/><category term='VIDA DE FAMILIA'/><category term='COLEGIO'/><category term='SALESIANIDAD'/><title type='text'>JUAN MELCHOR BOSCO</title><subtitle type='html'>"Facia alegre, cuore in mano, ecco fato il salesiano"</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>77</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-8659162339976549226</id><published>2010-03-18T15:11:00.000-03:00</published><updated>2010-03-18T15:11:59.702-03:00</updated><title type='text'>Instituto Salesiano de Formación Docente</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.donbosconorte.org.ar/ambitos/escuelas/142-instituto-salesiano-de-formacion-docente"&gt;Instituto Salesiano de Formación Docente&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-8659162339976549226?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.donbosconorte.org.ar/ambitos/escuelas/142-instituto-salesiano-de-formacion-docente' title='Instituto Salesiano de Formación Docente'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/8659162339976549226/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=8659162339976549226&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/8659162339976549226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/8659162339976549226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/2010/03/instituto-salesiano-de-formacion.html' title='Instituto Salesiano de Formación Docente'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-8938085431474308038</id><published>2009-01-30T15:22:00.005-02:00</published><updated>2009-01-30T15:25:09.529-02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SALESIANIDAD'/><title type='text'>¿A CUÁL DON BOSCO DEBEMOS RETORNAR?</title><content type='html'>Centocinquant'anni di vita della Società salesiana&lt;br /&gt;A quale don Bosco&lt;br /&gt;vogliamo ritornare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Francesco Motto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centocinquant'anni sono passati da quel 18 dicembre 1859, allorché in un'umile cameretta di Torino, don Giovanni Bosco, con un prete e sedici giovani fondava la società salesiana "allo scopo ed in un spirito di promuovere e conservare lo spirito di vera carità che richiedesi nell'Opera degli Oratorii per la gioventù abbandonata e pericolante". Ha avuto un seguito quella seduta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta non può essere che positiva. Oltre 30.000 persone hanno speso la vita nell'attuazione del progetto salvifico di Dio proposto da don Bosco. Oggi i salesiani sono 15.750 presenti in 1.870 case, sparse in 129 Paesi. A essi andrebbero aggiunte quasi altrettante Figlie di Maria Ausiliatrice, senza contare lo stuolo dei Cooperatori e quella che è oggi la famiglia salesiana. Ma occorre anche guardare avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il recente Capitolo generale dei salesiani (2008) ha invitato a "ritornare a don Bosco", "ad amarlo, studiarlo, imitarlo, invocarlo e farlo conoscere, applicandosi alla conoscenza della sua storia e allo studio delle origini della congregazione, in costante ascolto delle attese dei giovani e delle provocazioni della cultura odierna". In pratica ha ripreso il motu proprio postconciliare Ecclesiae Sanctae che nel 1966 aveva invitato tutti i religiosi a ritornare alle fonti per un'accommodata renovatio della loro vita, in riferimento alle mutate condizioni dei tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'appello va ben compreso. Il pur apprezzabilissimo ritorno a don Bosco rivela infatti uno sfondo ideologico, quale quello di recuperare lo spirito di don Bosco e del suo primo manipolo di seguaci, nella certezza di trovare in esso uno stimolo e una guida per l'aggiornamento della propria vita religiosa nei nuovi contesti. Ma se lo osserviamo dal punto di vista storiografico - quello che interessa in questo momento - esso mette in ombra quella continuità di vita della società salesiana avutasi dopo don Bosco, quella che, con gli inevitabili adattamenti, ha permesso di arrivare fino a oggi. Soprattutto oscura il fatto che anche le origini di una congregazione sono parte di un ciclo evolutivo che ha avuto un inizio, ma poi si è sviluppato in varie direzioni. Don Bosco non è tutto, anche se è stato l'inizio di tutto; il suo Sistema preventivo ha un'anima, ma anche una storia. Un'attenta riflessione ermeneutica si impone necessariamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto oggi ci possiamo chiedere: a quale don Bosco vogliamo ritornare? A quello delle fiction e dei recital? A quello del mito? A quello della storia? E se tante sono le immagini del don Bosco storico, ancor più sono quelle del don Bosco attualizzato dalla continuità, senza scissioni, della società salesiana, grazie proprio alla fedeltà al fondatore; fedeltà che è stata la sollecitudine permanente di tutti i grandi rettori maggiori - due beatificati - che non sono mancati in questi centocinquanta anni. Dunque un anniversario non può solo ricordare la data dell'evento fondativo, ma anche la lunga storia nata da esso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fase iniziale è stata quella del fondatore, che è riuscito ad avviare un movimento che alla sua morte aveva ormai coinvolto oltre 700 salesiani (e 400 Figlie di Maria Ausiliatrice), presenti in una cinquantina di case sparse per 4 Paesi europei e 5 sudamericani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1888, mentre esponenti della gerarchia ecclesiastica pensavano che l'opera salesiana non potesse sopravvivere al fondatore, don Michele Rua ne prese in mano le redini e, con l'aiuto di un manipolo di salesiani cresciuti con lui accanto a don Bosco, la rilanciò in tutte le sue potenzialità. La società salesiana fu ritenuta ovunque moderna, efficiente, utile, tanto per le società civili che chiedevano educatori e istruttori della gioventù nella nuova fase di sviluppo economico-sociale di fine ottocento, quanto per la Chiesa che doveva lottare contro molte forze a lei avverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1890 al 1897 i salesiani si raddoppiarono - da 1.000 a 2.000 - e negli altri tredici anni, fino alla morte di don Rua (1910), fecero altrettanto - da 2.000 a 4.000. Intanto le case erano cresciute da 58 a 387, sparse per una trentina di Paesi in quattro continenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel secondo decennio del secolo xx lo sviluppo continuò, sia pure rallentato. Alla morte del Rettor maggiore don Paolo Albera (1921), i salesiani risultavano comunque cresciuti "solamente" di 600 persone e di 130 case. Evidentemente la guerra mondiale si era fatta pesantemente sentire, nonostante i novizi fossero sempre stati centinaia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel ventennio fra le due guerre i salesiani divennero 12.000, con un incremento medio annuo di 370 unità e il raddoppio delle case. E nel ventennio seguente al conflitto, la demografia salesiana s'impennò ancor di più: con un incremento annuo di 400 persone e di 15 case, i 13.500 soci del 1947 divennero 21.600 nel 1967 - il massimo storico - operanti in un'ottantina di Paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a un tale impressionante sviluppo Papa Paolo VI poteva definire quello salesiano "uno dei fatti più notevoli, più benefici, più esemplari, più promettenti del cattolicesimo del secolo scorso e del nostro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali le ragioni? Ovviamente moltissime. Con molta approssimazione, si potrebbe dire che la società salesiana aveva vissuto della luce riflessa di un fondatore che godeva di immensa simpatia nell'immaginario collettivo. I salesiani avevano continuato a essere considerati ottimi educatori di giovani nei loro oratori e centri giovanili; nelle loro scuole umanistiche e professionali; nelle loro parrocchie e missioni; nei loro centri culturali ed editoriali. Il "sistema salesiano" in tutte le sue dimensioni spirituali, pedagogiche, organizzative, aveva funzionato quasi alla perfezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma con il 1968 ebbe inizio la crisi, che vide il numero dei salesiani ridursi in un decennio di oltre 5.000 unità. Non riuscì a fermare l'emorragia il Capitolo generale xix del 1965, le cui potenzialità di una vera svolta vennero compromesse dall'invito a tutti i religiosi di rinnovare, tramite un "Capitolo speciale", le proprie Costituzioni conformemente ai suggerimenti conciliari. Ma prima che esso avesse luogo, scoppiò il famoso Sessantotto con tutto quello ha significato, in bene e in male. La grande assise Capitolare del 1971 comunque produsse una mole di documenti condensandoli nelle Costituzioni rinnovate. Nel volgere di qualche anno il tasso di decremento, grazie anche all'allungamento della vita media, tese a stabilizzarsi, tant'è che nel trentennio 1978-2007 il numero dei salesiani si mantenne quasi costante, con un minimo di 16.300 nel 1982 e 2002. Nello stesso periodo le opere continuarono però a crescere annualmente di una decina di unità (1.877 attualmente), mentre il numero dei novizi in 30 anni rimase quasi sempre oltre i 500.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ottimismo dei numeri viene però ridimensionato se si considera il trend negativo, più lento in America e molto più rapido in Europa, dove con il 44 per cento del totale dei salesiani si ha solo il 14 per cento dei novizi. È evidente che, salvo un auspicabile cambio di tendenza di cui non si percepiscono ancora i segni, il futuro prossimo nelle aree europee e americane si presenterà con un saldo sempre in rosso. La società salesiana a 150 anni dalla sua nascita - il ricordo comincia il 30 gennaio e si concluderà il 18 dicembre prossimo - sembra dunque avviarsi a una svolta molto significativa, a un cambio del colore della pelle, ubicandosi su nuove frontiere geografiche e operative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il problema non sono tanto i numeri o le statistiche; la domanda più inquietante non è tanto di indole sociologica - se i salesiani siano di più o di meno, dove crescano e dove calino - ma di carattere carismatico: se siano adatti, capaci e preparati oggi a stare significativamente in mezzo ai giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presenza salesiana, così capillarmente diffusa nel mondo intero, dimostra quel che può fare "un uomo mandato da Dio". La santità di oltre 100 salesiani dimostra quel che può fare Dio. L'evento don Bosco non è quindi un fatto compiuto, viene portato a compimento dai suoi "figli" come lui "carismatici", perché "a disposizione di Dio". Dare spazio alla creatività, uscire dagli uffici, stare con i giovani, ascoltare le intuizioni, leggere attentamente i "segni dei tempi" aiuta a non rifare quel che si è sempre fatto e che oggi non funziona più qui, e domani là.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giovani devono ritrovare l'identità salesiana non sulle carte, nelle mozioni di convegni e delle assemblee, ma negli educatori che dovrebbero stare e vivere con loro e per loro. Il Sistema preventivo non fa sconti: se l'educatore non è presente, i giovani emigrano da soli; se l'educatore non arriva prima di loro, raccoglierà solo i cocci; se arriverà fuori tempo massimo, sarà emergenza. L'insegna la storia di questi 150 anni. È cambiata la società, la famiglia, il giovane; i salesiani devono cambiare, ma paradossalmente restando sempre loro, presenti in cortile, a scuola, in strada, al cinema, in teatro, in internet, ovunque ci siano i giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto di non ritorno sarà recuperare la grazia d'unità fra azione e contemplazione. Il concentrarsi non su tutto in ordine sparso, ma tutti e tutto su punti vitali del carisma è essenziale, pena la vanificazione di esso, anche se rimane vero che su un tronco secco lo Spirito Santo potrà sempre far sbocciare nuovi germogli. Il "progetto Europa" si gioca soprattutto sulla sponda della rivitalizzazione endogena, come sostiene il rettor maggiore don Pascual Chávez. È questa la sfida che 150 anni di storia lanciano alla società salesiana, che ne uscirà vincitrice solo se saprà affrontarla con la consapevolezza, il coraggio, l'umiltà e la fede dei suoi inizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(©L'Osservatore Romano - 31 gennaio 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-8938085431474308038?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#0' title='¿A CUÁL DON BOSCO DEBEMOS RETORNAR?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/8938085431474308038/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=8938085431474308038&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' 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scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SALESIANIDAD'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VIDEOS'/><title type='text'>BEATO CEFERINO NAMUNCURÁ</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EiwSQXJeVuA&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/EiwSQXJeVuA&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-6246563631849231309?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/6246563631849231309/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link 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DE SAN PABLO, JUNTOS BUSCANDO LA UNIDAD'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-5726069654433073104</id><published>2008-07-19T18:59:00.000-03:00</published><updated>2008-07-19T19:12:27.246-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='COLEGIO'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VIDA DE FAMILIA'/><title type='text'>A LOS AMIGOS</title><content type='html'>&lt;h3&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/ricardocampoli/SIJkEOoRYWI/AAAAAAAAAk8/Xc8yqMPqGKw/s1600-h/giovani2%5B5%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="180" alt="giovani2" src="http://lh4.ggpht.com/ricardocampoli/SIJkFDvhqjI/AAAAAAAAAlA/ZRDQywQtlfw/giovani2_thumb%5B3%5D.jpg?imgmax=800" width="273" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;h3&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Pristina" color="#0000a0" size="5"&gt;A los viejos amigos y de siempre,&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Pristina" color="#0000a0" size="5"&gt;a los que tengo un tanto descuidados,&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Pristina" color="#0000a0" size="5"&gt;a los nuevos,&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Pristina" color="#0000a0" size="5"&gt;a los que he perdido por varios motivos,&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Pristina" color="#0000a0" size="5"&gt;a los amigos hechos durante una jornada de trabajo o estudio,&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Pristina" color="#0000a0" size="5"&gt;a los amigos &amp;#8220;on line&amp;#8221;,&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Pristina" color="#0000a0" size="5"&gt;a los que deseo encontrar pero algunas situaciones lo impiden,&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Pristina" color="#0000a0" size="5"&gt;a todos aquellos a los que no se los he dicho pero los siento amigos,&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Pristina" color="#0000a0" size="5"&gt;a los futuros amigos&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font face="Pristina" color="#0000a0" size="5"&gt;que seguir&amp;#233; haciendo en la vida.&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#800000"&gt;&lt;font face="Pristina" size="5"&gt;Gracias por haber aceptado que nos encontr&amp;#225;ramos en alg&amp;#250;n momento de nuestra historia. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="right"&gt;&lt;b&gt;&lt;em&gt;&lt;font color="#004080"&gt;(Hno. Ariel Fresia sdb)&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;b&gt;&lt;/b&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;font color="#800000" size="5"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#800000"&gt;&amp;#161;Feliz d&amp;#237;a&lt;/font&gt; &lt;font color="#800000"&gt;amigos!&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Ricardo C&amp;#225;mpoli sdb&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-5726069654433073104?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/5726069654433073104/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=5726069654433073104&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/5726069654433073104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/5726069654433073104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/2008/07/los-amigos.html' title='A LOS AMIGOS'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/ricardocampoli/SIJkFDvhqjI/AAAAAAAAAlA/ZRDQywQtlfw/s72-c/giovani2_thumb%5B3%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-6401020228329695585</id><published>2008-06-01T23:18:00.000-03:00</published><updated>2008-06-01T23:20:02.788-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RELIGIÓN'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='COLEGIO'/><title type='text'>CAPÍTULO UNDÉCIMO: LA PROMOCIÓN DE LA PAZ</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;I. ASPECTOS B&amp;#205;BLICOS&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;488 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Antes que un don de Dios al hombre y un proyecto humano conforme al designio divino, la paz es, ante todo, un atributo esencial de Dios&lt;/i&gt;: &amp;#171; Yahveh- Paz &amp;#187; (&lt;i&gt;Jc &lt;/i&gt;6,24). La creaci&amp;#243;n, que es un reflejo de la gloria divina, aspira a la paz. Dios crea todas las cosas y todo lo creado forma un conjunto arm&amp;#243;nico,&lt;i&gt; bueno&lt;/i&gt; en todas sus partes (cf.&lt;i&gt; Gn&lt;/i&gt; 1,4.10.12.18. 21.25.31).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La paz se funda en la relaci&amp;#243;n primaria entre todo ser creado y Dios mismo, una relaci&amp;#243;n marcada por la rectitud (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;17,1). Como consecuencia del acto voluntario con el cual el hombre altera el orden divino, el mundo conoce el derramamiento de sangre y la divisi&amp;#243;n: la violencia se manifiesta en las relaciones interpersonales (cf. &lt;i&gt;Gn &lt;/i&gt;4,1-16) y en las sociales (cf. &lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 11,1-9). La paz y la violencia no pueden habitar juntas, donde hay violencia no puede estar Dios (cf.&lt;i&gt; 1 Cro&lt;/i&gt; 22,8-9).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;489 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En la Revelaci&amp;#243;n b&amp;#237;blica, la paz es mucho m&amp;#225;s que la simple ausencia de guerra: representa la plenitud de la vida &lt;/i&gt;(cf.&lt;i&gt; Ml&lt;/i&gt; 2,5); m&amp;#225;s que una construcci&amp;#243;n humana, es un sumo don divino ofrecido a todos los hombres, que comporta la obediencia al plan de Dios. La paz es el efecto de la bendici&amp;#243;n de Dios sobre su pueblo: &amp;#171; Yahveh te muestre su rostro y te conceda la paz &amp;#187; (&lt;i&gt;Nm&lt;/i&gt; 6,26). Esta paz genera fecundidad (cf.&lt;i&gt; Is &lt;/i&gt;48,19), bienestar (cf.&lt;i&gt; Is&lt;/i&gt; 48,18), prosperidad (cf. &lt;i&gt;Is&lt;/i&gt; 54,13), ausencia de temor (cf.&lt;i&gt; Lv&lt;/i&gt; 26,6) y alegr&amp;#237;a profunda (cf.&lt;i&gt; Pr&lt;/i&gt; 12,20).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;490 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La paz es la meta de la convivencia social, como aparece de forma extraordinaria en la visi&amp;#243;n mesi&amp;#225;nica de la paz: cuando todos los pueblos acudir&amp;#225;n a la casa del Se&amp;#241;or y &amp;#201;l les mostrar&amp;#225; sus caminos, ellos podr&amp;#225;n caminar por las sendas de la paz&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Is &lt;/i&gt;2,2-5). Un mundo nuevo de paz, que alcanza toda la naturaleza, ha sido prometido para la era mesi&amp;#225;nica (cf. &lt;i&gt;Is&lt;/i&gt; 11,6-9) y al mismo Mes&amp;#237;as se le llama &amp;#171; Pr&amp;#237;ncipe de Paz &amp;#187; (&lt;i&gt;Is&lt;/i&gt; 9,5). All&amp;#237; donde reina su paz, all&amp;#237; donde es anticipada, aunque sea parcialmente, nadie podr&amp;#225; turbar al pueblo de Dios (cf. &lt;i&gt;Sof &lt;/i&gt;3,13). La paz ser&amp;#225; entonces duradera, porque cuando el rey gobierna seg&amp;#250;n la justicia de Dios, la rectitud brota y la paz abunda &amp;#171; hasta que no haya luna &amp;#187; (&lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt; 72,7). Dios anhela dar la paz a su pueblo: &amp;#171; S&amp;#237;, Yahveh habla de paz para su pueblo y para sus amigos, con tal que a su torpeza no retornen &amp;#187; (&lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt; 85,9). El salmista, escuchando lo que Dios dice a su pueblo sobre la paz, oye estas palabras: &amp;#171; Amor y Verdad se han dado cita, Justicia y Paz se abrazan &amp;#187; (&lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt; 85,11).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;491 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La promesa de paz, que recorre todo el Antiguo Testamento, halla su cumplimiento en la Persona de Jes&amp;#250;s&lt;/i&gt;. La paz es el bien mesi&amp;#225;nico por excelencia, que engloba todos los dem&amp;#225;s bienes salv&amp;#237;ficos. La palabra hebrea &amp;#171; &lt;i&gt;shalom&lt;/i&gt; &amp;#187;, en el sentido etimol&amp;#243;gico de &amp;#171; &lt;i&gt;entereza&lt;/i&gt; &amp;#187;, expresa el concepto de &amp;#171; paz &amp;#187; en la plenitud de su significado (cf.&lt;i&gt; Is &lt;/i&gt;9,5s.; &lt;i&gt;Mi&lt;/i&gt; 5,1-4). El reino del Mes&amp;#237;as es precisamente el reino de la paz (cf.&lt;i&gt; Jb &lt;/i&gt;25,2;&lt;i&gt; Sal&lt;/i&gt; 29,11; 37,11; 72,3.7; 85,9.11; 119,165; 125,5; 128,6; 147,14;&lt;i&gt; Ct &lt;/i&gt;8,10;&lt;i&gt; Is&lt;/i&gt; 26,3.12; 32,17s; 52,7; 54,10; 57,19; 60,17; 66,12;&lt;i&gt; Ag&lt;/i&gt; 2,9; &lt;i&gt;Zc &lt;/i&gt;9,10&lt;i&gt; et alibi&lt;/i&gt;). Jes&amp;#250;s &amp;#171; es nuestra paz &amp;#187; (&lt;i&gt;Ef&lt;/i&gt; 2,14), &amp;#201;l ha derribado el muro de la enemistad entre los hombres, reconcili&amp;#225;ndoles con Dios (cf. &lt;i&gt;Ef&lt;/i&gt; 2,14-16). De este modo, San Pablo, con eficaz sencillez, indica la raz&amp;#243;n fundamental que impulsa a los cristianos hacia una vida y una misi&amp;#243;n de paz.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La vigilia de su muerte, Jes&amp;#250;s habla de su relaci&amp;#243;n de amor con el Padre y de la fuerza unificadora que este amor irradia sobre sus disc&amp;#237;pulos; es un discurso de despedida que muestra el sentido profundo de su vida y que puede considerarse una s&amp;#237;ntesis de toda su ense&amp;#241;anza. El don de la paz sella su testamento espiritual: &amp;#171; Os dejo la paz, mi paz os doy; no os la doy como la da el mundo &amp;#187; (&lt;i&gt;Jn&lt;/i&gt; 14,27). Las palabras del Resucitado no suenan diferentes; cada vez que se encuentra con sus disc&amp;#237;pulos, estos reciben de &amp;#201;l su saludo y el don de la paz: &amp;#171; La paz con vosotros &amp;#187; (&lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt; 24,36; &lt;i&gt;Jn&lt;/i&gt; 20,19.21.26).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;492 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La paz de Cristo es, ante todo, la reconciliaci&amp;#243;n con el Padre, que se realiza mediante la misi&amp;#243;n apost&amp;#243;lica confiada por Jes&amp;#250;s a sus disc&amp;#237;pulos y que comienza con un anuncio de paz&lt;/i&gt;: &amp;#171; En la casa en que entr&amp;#233;is, decid primero: &amp;#8220;Paz a esta casa&amp;#8221; &amp;#187; (&lt;i&gt;Lc &lt;/i&gt;10,5-6; cf. &lt;i&gt;Rm &lt;/i&gt;1,7).&lt;i&gt; La paz es adem&amp;#225;s reconciliaci&amp;#243;n con los hermanos&lt;/i&gt;, porque Jes&amp;#250;s, en la oraci&amp;#243;n que nos ense&amp;#241;&amp;#243;, el &amp;#171; Padre nuestro &amp;#187;, asocia el perd&amp;#243;n pedido a Dios con el que damos a los hermanos: &amp;#171; Perd&amp;#243;nanos nuestras deudas, as&amp;#237; como nosotros hemos perdonado a nuestros deudores &amp;#187; (&lt;i&gt;Mt&lt;/i&gt; 6,12). Con esta doble reconciliaci&amp;#243;n, el cristiano puede convertirse en art&amp;#237;fice de paz y, por tanto, part&amp;#237;cipe del Reino de Dios, seg&amp;#250;n lo que Jes&amp;#250;s mismo proclama: &amp;#171; Bienaventurados los que trabajan por la paz, porque ellos ser&amp;#225;n llamados hijos de Dios &amp;#187; (&lt;i&gt;Mt&lt;/i&gt; 5,9).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;493 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La acci&amp;#243;n por la paz nunca est&amp;#225; separada del anuncio del Evangelio, que es ciertamente &amp;#171; la Buena Nueva de la paz &amp;#187; &lt;/i&gt;(&lt;i&gt;Hch &lt;/i&gt;10,36; cf.&lt;i&gt; Ef&lt;/i&gt; 6,15)&lt;i&gt; dirigida a todos los hombres&lt;/i&gt;. En el centro del&lt;i&gt; &amp;#171; Evangelio de paz &amp;#187; &lt;/i&gt;(&lt;i&gt;Ef&lt;/i&gt; 6,15) se encuentra el misterio de la Cruz, porque la paz es inseparable del sacrificio de Cristo (cf.&lt;i&gt; Is&lt;/i&gt; 53,5: &amp;#171; El soport&amp;#243; el castigo que nos trae la paz, y con sus cardenales hemos sido curados &amp;#187;): Jes&amp;#250;s crucificado ha anulado la divisi&amp;#243;n, instaurando la paz y la reconciliaci&amp;#243;n precisamente &amp;#171; por medio de la cruz, dando en s&amp;#237; mismo muerte a la Enemistad &amp;#187; (&lt;i&gt;Ef &lt;/i&gt;2,16) y donando a los hombres la salvaci&amp;#243;n de la Resurrecci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;II. &lt;/font&gt;&lt;a name="LA_PAZ:_FRUTO_DE_LA_JUSTICIA_Y_DE_LA_CAR"&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;LA PAZ:         &lt;br /&gt;FRUTO DE &lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;LA JUSTICIA Y DE LA CARIDAD&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;494 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La paz es un valor&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;1015&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;y un deber universal;&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;1016&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;halla su fundamento en el orden racional y moral de la sociedad que tiene sus ra&amp;#237;ces en Dios mismo&lt;/i&gt;, &amp;#171; fuente primaria del ser, verdad esencial y bien supremo &amp;#187;.&lt;sup&gt;1017&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; La paz no es simplemente ausencia de guerra, ni siquiera un equilibrio estable entre fuerzas adversarias&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;1018&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;sino que se funda sobre una correcta concepci&amp;#243;n de la persona humana&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;1019&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;y requiere la edificaci&amp;#243;n de un orden seg&amp;#250;n la justicia y la caridad.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La paz es fruto de la justicia&lt;/i&gt; (cf. &lt;i&gt;Is &lt;/i&gt;32,17),&lt;sup&gt;1020&lt;/sup&gt; entendida en sentido amplio, como el respeto del equilibrio de todas las dimensiones de la persona humana. La paz peligra cuando al hombre no se le reconoce aquello que le es debido en cuanto hombre, cuando no se respeta su dignidad y cuando la convivencia no est&amp;#225; orientada hacia el bien com&amp;#250;n. Para construir una sociedad pac&amp;#237;fica y lograr el desarrollo integral de los individuos, pueblos y Naciones, resulta esencial la defensa y la promoci&amp;#243;n de los derechos humanos.&lt;sup&gt;1021&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La paz tambi&amp;#233;n es fruto del amor&lt;/i&gt;: &amp;#171; La verdadera paz tiene m&amp;#225;s de caridad que de justicia, porque a la justicia corresponde s&amp;#243;lo quitar los impedimentos de la paz: la ofensa y el da&amp;#241;o; pero la paz misma es un acto propio y espec&amp;#237;fico de caridad &amp;#187;.&lt;sup&gt;1022&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;495 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La paz se construye d&amp;#237;a a d&amp;#237;a en la b&amp;#250;squeda del orden querido por Dios&lt;/i&gt;&lt;sup&gt; 1023&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;y s&amp;#243;lo puede florecer cuando cada uno reconoce la propia responsabilidad para promoverla&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1024&lt;/sup&gt; Para prevenir conflictos y violencias, es absolutamente necesario que la paz comience a vivirse como un valor en el interior de cada persona: as&amp;#237; podr&amp;#225; extenderse a las familias y a las diversas formas de agregaci&amp;#243;n social, hasta alcanzar a toda la comunidad pol&amp;#237;tica.&lt;sup&gt;1025&lt;/sup&gt; En un dilatado clima de concordia y respeto de la justicia, puede madurar una aut&amp;#233;ntica cultura de paz,&lt;sup&gt;1026&lt;/sup&gt; capaz de extenderse tambi&amp;#233;n a la Comunidad Internacional. La paz es, por tanto, &amp;#171; el fruto del orden plantado en la sociedad humana por su divino Fundador, y que los hombres, sedientos siempre de una justicia m&amp;#225;s perfecta, han de llevar a cabo &amp;#187;.&lt;sup&gt;1027&lt;/sup&gt; Este ideal de paz &amp;#171; no se puede lograr si no se asegura el bien de las personas y la comunicaci&amp;#243;n espont&amp;#225;nea entre los hombres de sus riquezas de orden intelectual y espiritual &amp;#187;.&lt;sup&gt;1028&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;496 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La violencia no constituye jam&amp;#225;s una respuesta justa&lt;/i&gt;. La Iglesia proclama, con la convicci&amp;#243;n de su fe en Cristo y con la conciencia de su misi&amp;#243;n, &amp;#171; que la violencia es un mal, que la violencia es inaceptable como soluci&amp;#243;n de los problemas, que la violencia es indigna del hombre. La violencia es una mentira, porque va contra la verdad de nuestra fe, la verdad de nuestra humanidad. La violencia destruye lo que pretende defender: la dignidad, la vida, la libertad del ser humano &amp;#187;.&lt;sup&gt;1029&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El mundo actual necesita tambi&amp;#233;n el testimonio de profetas no armados, desafortunadamente ridiculizados en cada &amp;#233;poca&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;1030&lt;/sup&gt; &amp;#171; Los que renuncian a la acci&amp;#243;n violenta y sangrienta y recurren para la defensa de los derechos del hombre a medios que est&amp;#225;n al alcance de los m&amp;#225;s d&amp;#233;biles, dan testimonio de caridad evang&amp;#233;lica, siempre que esto se haga sin lesionar los derechos y obligaciones de los otros hombres y de las sociedades. Atestiguan leg&amp;#237;timamente la gravedad de los riesgos f&amp;#237;sicos y morales del recurso a la violencia con sus ruinas y sus muertes &amp;#187;.&lt;sup&gt;1031&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;III. &lt;/font&gt;&lt;a name="EL_FRACASO_DE_LA_PAZ:_LA_GUERRA"&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;EL FRACASO DE &lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;LA PAZ: LA GUERRA&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;497 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Magisterio condena &amp;#171; la crueldad de la guerra &amp;#187;&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;1032&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;y pide que sea considerada con una perspectiva completamente nueva&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;1033&lt;/sup&gt; &amp;#171; En nuestra &amp;#233;poca, que se jacta de poseer la energ&amp;#237;a at&amp;#243;mica, resulta un absurdo sostener que la guerra es un medio apto para resarcir el derecho violado &amp;#187;.&lt;sup&gt;1034&lt;/sup&gt; La guerra es un &amp;#171; flagelo &amp;#187; &lt;sup&gt;1035&lt;/sup&gt; y no representa jam&amp;#225;s un medio id&amp;#243;neo para resolver los problemas que surgen entre las Naciones: &amp;#171; No lo ha sido nunca y no lo ser&amp;#225; jam&amp;#225;s &amp;#187;,&lt;sup&gt;1036&lt;/sup&gt; porque genera nuevos y m&amp;#225;s complejos conflictos.&lt;sup&gt;1037&lt;/sup&gt; Cuando estalla, la guerra se convierte en &amp;#171; una matanza in&amp;#250;til &amp;#187;,&lt;sup&gt;1038&lt;/sup&gt; &amp;#171; aventura sin retorno &amp;#187;,&lt;sup&gt;1039&lt;/sup&gt; que amenaza el presente y pone en peligro el futuro de la humanidad:&lt;i&gt; &amp;#171; Nada se pierde con la paz; todo puede perderse con la guerra &amp;#187;&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1040&lt;/sup&gt; Los da&amp;#241;os causados por un conflicto armado no son solamente materiales, sino tambi&amp;#233;n morales.&lt;sup&gt;1041&lt;/sup&gt; La guerra es, en definitiva, &amp;#171; el fracaso de todo aut&amp;#233;ntico humanismo &amp;#187;,&lt;sup&gt;1042&lt;/sup&gt; &amp;#171; siempre es una derrota de la humanidad &amp;#187;: &lt;sup&gt;1043&lt;/sup&gt; &amp;#171; nunca m&amp;#225;s los unos contra los otros, &amp;#161;nunca m&amp;#225;s! ... &amp;#161;nunca m&amp;#225;s la guerra, nunca m&amp;#225;s la guerra! &amp;#187;.&lt;sup&gt;1044&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;498 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La b&amp;#250;squeda de soluciones alternativas a la guerra para resolver los conflictos internacionales ha adquirido hoy un car&amp;#225;cter de dram&amp;#225;tica urgencia,&lt;/i&gt; ya que &amp;#171; el ingente poder de los medios de destrucci&amp;#243;n, accesibles incluso a las medias y peque&amp;#241;as potencias, y la conexi&amp;#243;n cada vez m&amp;#225;s estrecha entre los pueblos de toda la tierra, hacen muy arduo o pr&amp;#225;cticamente imposible limitar las consecuencias de un conflicto &amp;#187;.&lt;sup&gt;1045&lt;/sup&gt; Es, pues, esencial la b&amp;#250;squeda de las causas que originan un conflicto b&amp;#233;lico, ante todo las relacionadas con situaciones estructurales de injusticia, de miseria y de explotaci&amp;#243;n, sobre las que hay que intervenir con el objeto de eliminarlas: &amp;#171; Por eso, el otro nombre de la paz es&lt;i&gt; el desarrollo&lt;/i&gt;. Igual que existe la responsabilidad colectiva de evitar la guerra, tambi&amp;#233;n existe la responsabilidad colectiva de promover el desarrollo &amp;#187;.&lt;sup&gt;1046&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;499 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los Estados no siempre disponen de los instrumentos adecuados para proveer eficazmente a su defensa: de ah&amp;#237; la necesidad y la importancia de las Organizaciones internacionales y regionales, &lt;/i&gt;que deben ser capaces de colaborar para hacer frente a los conflictos y fomentar la paz, instaurando relaciones de confianza rec&amp;#237;proca, que hagan impensable el recurso a la guerra.&lt;sup&gt;1047&lt;/sup&gt; &amp;#171; Cabe esperar que los pueblos, por medio de relaciones y contactos institucionalizados, lleguen a conocer mejor los v&amp;#237;nculos sociales con que la naturaleza humana los une entre s&amp;#237; y a comprender con claridad creciente que entre los principales deberes de la com&amp;#250;n naturaleza humana hay que colocar el de que las relaciones individuales e internacionales obedezcan al amor y no al temor, porque ante todo es propio del amor llevar a los hombres a una sincera y m&amp;#250;ltiple colaboraci&amp;#243;n material y espiritual, de la que tantos bienes pueden derivarse para ellos &amp;#187;.&lt;sup&gt;1048&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="La_leg&amp;#237;tima_defensa"&gt;&lt;b&gt;La leg&amp;#237;tima defensa&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;500 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una guerra de agresi&amp;#243;n es intr&amp;#237;nsecamente inmoral. En el tr&amp;#225;gico caso que estalle la guerra, los responsables del Estado agredido tienen el derecho y el deber de organizar la defensa, incluso usando la fuerza de las armas&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1049&lt;/sup&gt; Para que sea l&amp;#237;cito el uso de la fuerza, se deben cumplir simult&amp;#225;neamente unas condiciones rigurosas: &amp;#171; &amp;#8212;que el da&amp;#241;o causado por el agresor a la Naci&amp;#243;n o a la comunidad de las naciones sea duradero, grave y cierto; &amp;#8212;que todos los dem&amp;#225;s medios para poner fin a la agresi&amp;#243;n hayan resultado impracticables o ineficaces; &amp;#8212;que se re&amp;#250;nan las condiciones serias de &amp;#233;xito; &amp;#8212;que el empleo de las armas no entra&amp;#241;e males y des&amp;#243;rdenes m&amp;#225;s graves que el mal que se pretende eliminar. El poder de los medios modernos de destrucci&amp;#243;n obliga a una prudencia extrema en la apreciaci&amp;#243;n de esta condici&amp;#243;n. Estos son los elementos tradicionales enumerados en la doctrina llamada de la &amp;#8220;guerra justa&amp;#8221;. La apreciaci&amp;#243;n de estas condiciones de legitimidad moral pertenece al juicio prudente de quienes est&amp;#225;n a cargo del bien com&amp;#250;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;1050&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Esta responsabilidad justifica la posesi&amp;#243;n de medios suficientes para ejercer&lt;i&gt; el derecho a la defensa;&lt;/i&gt; sin embargo, los Estados siguen teniendo la obligaci&amp;#243;n de hacer todo lo posible para &amp;#171; garantizar las condiciones de la paz, no s&amp;#243;lo en su propio territorio, sino en todo el mundo &amp;#187;.&lt;sup&gt;1051&lt;/sup&gt; No se puede olvidar que &amp;#171; una cosa es utilizar la fuerza militar para defenderse con justicia y otra muy distinta querer someter a otras Naciones. La potencia b&amp;#233;lica no legitima cualquier uso militar o pol&amp;#237;tico de ella. Y una vez estallada la guerra lamentablemente, no por eso todo es l&amp;#237;cito entre los beligerantes &amp;#187;.&lt;sup&gt;1052&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;501 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Carta&lt;/i&gt;&lt;i&gt; de las Naciones Unidas, surgida de la tragedia de la Segunda Guerra Mundial, y dirigida a preservar las generaciones futuras del flagelo de la guerra, se basa en la prohibici&amp;#243;n generalizada del recurso a la fuerza para resolver los conflictos entre los Estados, con excepci&amp;#243;n de dos casos: la leg&amp;#237;tima defensa y las medidas tomadas por el Consejo de Seguridad, en el &amp;#225;mbito de sus responsabilidades, para mantener la paz&lt;/i&gt;. En cualquier caso, el ejercicio del derecho a defenderse debe respetar &amp;#171; los tradicionales l&amp;#237;mites de la&lt;i&gt; necesidad &lt;/i&gt;y de la&lt;i&gt; proporcionalidad&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;1053&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Una acci&amp;#243;n b&amp;#233;lica preventiva, emprendida sin pruebas evidentes de que una agresi&amp;#243;n est&amp;#225; por desencadenarse, no deja de plantear graves interrogantes de tipo moral y jur&amp;#237;dico&lt;/i&gt;. Por tanto, s&amp;#243;lo una decisi&amp;#243;n de los organismos competentes, basada en averiguaciones exhaustivas y con fundados motivos, puede otorgar legitimaci&amp;#243;n internacional al uso de la fuerza armada, autorizando una injerencia en la esfera de la soberan&amp;#237;a propia de un Estado, en cuanto identifica determinadas situaciones como una amenaza para la paz.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Defender_la_paz"&gt;&lt;b&gt;Defender la paz&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;502 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las exigencias de la leg&amp;#237;tima defensa justifican la existencia de las fuerzas armadas en los Estados, cuya acci&amp;#243;n debe estar al servicio de la paz: quienes custodian con ese esp&amp;#237;ritu la seguridad y la libertad de un pa&amp;#237;s, dan una aut&amp;#233;ntica contribuci&amp;#243;n a la paz&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1054&lt;/sup&gt; Las personas que prestan su servicio en las fuerzas armadas, tienen el deber espec&amp;#237;fico de defender el bien, la verdad y la justicia en el mundo; no son pocos los que en este contexto han sacrificado la propia vida por estos valores y por defender vidas inocentes. El n&amp;#250;mero creciente de militares que trabajan en fuerzas multinacionales, en el &amp;#225;mbito de las &amp;#171; misiones humanitarias y de paz &amp;#187;, promovidas por las Naciones Unidas, es un hecho significativo.&lt;sup&gt;1055&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;503 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los miembros de las fuerzas armadas est&amp;#225;n moralmente obligados a oponerse a las &amp;#243;rdenes que prescriben cumplir cr&amp;#237;menes contra el derecho de gentes y sus principios universales&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1056&lt;/sup&gt; Los militares son plenamente responsables de los actos que realizan violando los derechos de las personas y de los pueblos o las normas del derecho internacional humanitario. Estos actos no se pueden justificar con el motivo de la obediencia a &amp;#243;rdenes superiores.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Los objetores de conciencia, que rechazan por principio la prestaci&amp;#243;n del servicio militar en los casos en que sea obligatorio&lt;/i&gt;,&lt;i&gt; porque su conciencia les lleva a rechazar cualquier uso de la fuerza, o bien la participaci&amp;#243;n en un determinado conflicto, deben estar disponibles a prestar otras formas de servicio&lt;/i&gt;: &amp;#171; Parece razonable que las leyes tengan en cuenta, con sentido humano, el caso de los que se niegan a tomar las armas por motivo de conciencia y aceptan al mismo tiempo servir a la comunidad humana de otra forma &amp;#187;.&lt;sup&gt;1057&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="El_deber_de_proteger_a_los_inocentes"&gt;&lt;b&gt;El deber de proteger a los inocentes&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;504 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El derecho al uso de la fuerza en leg&amp;#237;tima defensa est&amp;#225; asociado al deber de proteger y ayudar a las v&amp;#237;ctimas inocentes que no pueden defenderse de la agresi&amp;#243;n&lt;/i&gt;. En los conflictos de la era moderna, frecuentemente al interno de un mismo Estado, &lt;i&gt;tambi&amp;#233;n deben ser plenamente respetadas las disposiciones del derecho internacional humanitario&lt;/i&gt;. Con mucha frecuencia la poblaci&amp;#243;n civil es atacada, a veces incluso como objetivo b&amp;#233;lico. En algunos casos es brutalmente asesinada o erradicada de sus casas y de la propia tierra con emigraciones forzadas, bajo el pretexto de una &amp;#171; limpieza &amp;#233;tnica &amp;#187; &lt;sup&gt;1058&lt;/sup&gt; inaceptable. En estas tr&amp;#225;gicas circunstancias, es necesario que las ayudas humanitarias lleguen a la poblaci&amp;#243;n civil y que nunca sean utilizadas para condicionar a los beneficiarios: el bien de la persona humana debe tener la precedencia sobre los intereses de las partes en conflicto.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;505 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El principio de humanidad, inscrito en la conciencia de cada persona y pueblo, conlleva la obligaci&amp;#243;n de proteger a la poblaci&amp;#243;n civil de los efectos de la guerra&lt;/i&gt;: &amp;#171; Esa m&amp;#237;nima protecci&amp;#243;n de la dignidad de todo ser humano, garantizada por el derecho internacional humanitario, muy a menudo es violada en nombre de exigencias militares o pol&amp;#237;ticas, que jam&amp;#225;s deber&amp;#237;an prevalecer sobre el valor de la persona humana. Es necesario hoy lograr un nuevo consenso sobre los principios humanitarios y reforzar sus fundamentos, para impedir que se repitan atrocidades y abusos &amp;#187;.&lt;sup&gt;1059&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Una categor&amp;#237;a especial de v&amp;#237;ctimas de la guerra son los&lt;i&gt; refugiados&lt;/i&gt;, que a causa de los combates se ven obligados a huir de los lugares donde viven habitualmente, hasta encontrar protecci&amp;#243;n en pa&amp;#237;ses diferentes de donde nacieron. La Iglesia muestra por ellos un especial cuidado, no s&amp;#243;lo con la presencia pastoral y el socorro material, sino tambi&amp;#233;n con el compromiso de defender su dignidad humana: &amp;#171; La solicitud por los refugiados nos debe estimular a reafirmar y subrayar los derechos humanos, universalmente reconocidos, y a pedir que tambi&amp;#233;n para ellos sean efectivamente aplicados &amp;#187;.&lt;sup&gt;1060&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;506 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los conatos de eliminar enteros grupos nacionales, &amp;#233;tnicos, religiosos o ling&amp;#252;&amp;#237;sticos son delitos contra Dios y contra la misma humanidad, y los autores de estos cr&amp;#237;menes deben responder ante la justicia&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1061&lt;/sup&gt; El siglo XX se ha caracterizado tr&amp;#225;gicamente por diversos genocidios: el de los armenios, los ucranios, los camboyanos, los acaecidos en &amp;#193;frica y en los Balcanes. Entre ellos sobresale el holocausto del pueblo hebreo, la Shoah: &amp;#171; Los d&amp;#237;as de la&lt;i&gt; shoah&lt;/i&gt; han marcado una verdadera noche en la historia, registrando cr&amp;#237;menes inauditos contra Dios y contra el hombre &amp;#187;.&lt;sup&gt;1062&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La Comunidad Internacional&lt;/i&gt;&lt;i&gt; en su conjunto tiene la obligaci&amp;#243;n moral de intervenir a favor de aquellos grupos cuya misma supervivencia est&amp;#225; amenazada o cuyos derechos humanos fundamentales son gravemente violados&lt;/i&gt;. Los Estados, en cuanto parte de una Comunidad Internacional, no pueden permanecer indiferentes; al contrario, si todos los dem&amp;#225;s medios a disposici&amp;#243;n se revelaran ineficaces, &amp;#171; es leg&amp;#237;timo, e incluso obligado, emprender iniciativas concretas para desarmar al agresor &amp;#187;.&lt;sup&gt;1063&lt;/sup&gt; El principio de la soberan&amp;#237;a nacional no se puede aducir como pretexto para impedir la intervenci&amp;#243;n en defensa de las v&amp;#237;ctimas.&lt;sup&gt;1064&lt;/sup&gt; Las medidas adoptadas deben aplicarse respetando plenamente el derecho internacional y el principio fundamental de la igualdad entre los Estados.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La Comunidad Internacional se ha dotado de un&lt;i&gt; Tribunal Penal Internacional&lt;/i&gt; para castigar a los responsables de actos particularmente graves: cr&amp;#237;menes de genocidio, cr&amp;#237;menes contra la humanidad, cr&amp;#237;menes de guerra, crimen de agresi&amp;#243;n. El Magisterio no ha dejado de animar repetidamente esta iniciativa.&lt;sup&gt;1065&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;d) &lt;a name="Medidas_contra_quien_amenaza_la_paz"&gt;&lt;b&gt;Medidas contra quien amenaza la paz&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;507 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las sanciones, en las formas previstas por el ordenamiento internacional contempor&amp;#225;neo, buscan corregir el comportamiento del gobierno de un pa&amp;#237;s que viola las reglas de la pac&amp;#237;fica y ordenada convivencia internacional o que practica graves formas de opresi&amp;#243;n contra la poblaci&amp;#243;n&lt;/i&gt;. Las finalidades de las sanciones deben ser precisadas de manera inequ&amp;#237;voca y las medidas adoptadas deben ser peri&amp;#243;dicamente verificadas por los organismos competentes de la Comunidad Internacional, con el fin de lograr una estimaci&amp;#243;n objetiva de su eficacia y de su impacto real en la poblaci&amp;#243;n civil.&lt;i&gt; La verdadera finalidad de estas medidas es abrir paso a la negociaci&amp;#243;n y al di&amp;#225;logo. Las sanciones no deben constituir jam&amp;#225;s un instrumento de castigo directo contra toda la poblaci&amp;#243;n&lt;/i&gt;: no es l&amp;#237;cito que a causa de estas sanciones tengan que sufrir poblaciones enteras, especialmente sus miembros m&amp;#225;s vulnerables.&lt;i&gt; Las sanciones econ&amp;#243;micas, en particular, son un instrumento que ha de usarse con gran ponderaci&amp;#243;n y someterse a estrictos criterios jur&amp;#237;dicos y &amp;#233;ticos&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1066&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;El embargo econ&amp;#243;mico &lt;/i&gt;debe ser limitado en el tiempo y no puede ser justificado cuando los efectos que produce se revelan indiscriminados.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;e) &lt;a name="El_desarme"&gt;&lt;b&gt;El desarme&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;508 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social propone la meta de un &amp;#171; desarme general, equilibrado y controlado &amp;#187;&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1067&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;El enorme aumento de las armas representa una amenaza grave para la estabilidad y la paz&lt;/i&gt;.&lt;i&gt; El principio de suficiencia&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;en virtud del cual un Estado puede poseer &amp;#250;nicamente los medios necesarios para su leg&amp;#237;tima defensa, debe ser aplicado tanto por los Estados que compran armas, como por aquellos que las producen y venden&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1068&lt;/sup&gt; Cualquier acumulaci&amp;#243;n excesiva de armas, o su comercio generalizado, no pueden ser justificados moralmente; estos fen&amp;#243;menos deben tambi&amp;#233;n juzgarse a la luz de la normativa internacional en materia de no-proliferaci&amp;#243;n, producci&amp;#243;n, comercio y uso de los diferentes tipos de armamento. Las armas nunca deben ser consideradas seg&amp;#250;n los mismos criterios de otros bienes econ&amp;#243;micos a nivel mundial o en los mercados internos.&lt;sup&gt;1069&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;El Magisterio, tambi&amp;#233;n ha formulado una valoraci&amp;#243;n moral del fen&amp;#243;meno de la &lt;i&gt;disuasi&amp;#243;n&lt;/i&gt;: &amp;#171; La &lt;i&gt;acumulaci&amp;#243;n de armas&lt;/i&gt; es para muchos como una manera parad&amp;#243;jica de apartar de la guerra a posibles adversarios. Ven en ella el m&amp;#225;s eficaz de los medios, para asegurar la paz entre las Naciones. Este procedimiento de disuasi&amp;#243;n merece severas reservas morales. La&lt;i&gt; carrera de armamentos &lt;/i&gt;no asegura la paz. En lugar de eliminar las causas de guerra, corre el riesgo de agravarlas &amp;#187;.&lt;sup&gt;1070&lt;/sup&gt; Las pol&amp;#237;ticas de disuasi&amp;#243;n nuclear, t&amp;#237;picas del per&amp;#237;odo de la llamada Guerra Fr&amp;#237;a, deben ser sustituidas por medidas concretas de desarme, basadas en el di&amp;#225;logo y la negociaci&amp;#243;n multilateral.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;509 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las armas de destrucci&amp;#243;n masiva &amp;#8212;biol&amp;#243;gicas, qu&amp;#237;micas y nucleares&amp;#8212; representan una amenaza particularmente grave; quienes las poseen tienen una enorme responsabilidad delante de Dios y de la humanidad entera&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1071&lt;/sup&gt; El principio de la no-proliferaci&amp;#243;n de armas nucleares, junto con las medidas para el desarme nuclear, as&amp;#237; como la prohibici&amp;#243;n de pruebas nucleares, constituyen objetivos estrechamente unidos entre s&amp;#237;, que deben alcanzarse en el menor tiempo posible por medio de controles eficaces a nivel internacional.&lt;sup&gt;1072&lt;/sup&gt; La prohibici&amp;#243;n de desarrollar, producir, acumular y emplear armas qu&amp;#237;micas y biol&amp;#243;gicas, as&amp;#237; como las medidas que exigen su destrucci&amp;#243;n, completan el cuadro normativo internacional para proscribir estas armas nefastas,&lt;sup&gt;1073&lt;/sup&gt; cuyo uso ha sido expl&amp;#237;citamente reprobado por el Magisterio: &amp;#171; Toda acci&amp;#243;n b&amp;#233;lica que tiende indiscriminadamente a la destrucci&amp;#243;n de ciudades enteras o de extensas regiones junto con sus habitantes, es un crimen contra Dios y la humanidad que hay que condenar con firmeza y sin vacilaciones &amp;#187;.&lt;sup&gt;1074&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;510 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El desarme debe extenderse a la interdicci&amp;#243;n de armas que infligen efectos traum&amp;#225;ticos excesivos o que golpean indiscriminadamente, as&amp;#237; como las minas antipersona, un tipo de peque&amp;#241;os artefactos, inhumanamente insidiosos, porque siguen da&amp;#241;ando durante mucho tiempo despu&amp;#233;s del fin de las hostilidades&lt;/i&gt;: los Estados que las producen, comercializan o las usan todav&amp;#237;a, deben cargar con la responsabilidad de retrasar gravemente la total eliminaci&amp;#243;n de estos instrumentos mort&amp;#237;feros.&lt;sup&gt;1075&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;La Comunidad Internacional&lt;/i&gt;&lt;i&gt; debe continuar empe&amp;#241;&amp;#225;ndose en la limpieza de campos minados&lt;/i&gt;, promoviendo una eficaz cooperaci&amp;#243;n, incluida la formaci&amp;#243;n t&amp;#233;cnica, con los pa&amp;#237;ses que no disponen de medios propios aptos para efectuar esta urgente labor de sanear sus territorios y que no est&amp;#225;n en condiciones de proporcionar una asistencia adecuada a las v&amp;#237;ctimas de las minas.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;511 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Es necesario que se adopten las medidas apropiadas para el control de la producci&amp;#243;n, la venta, la importaci&amp;#243;n y la exportaci&amp;#243;n de armas ligeras e individuales, que favorecen muchas manifestaciones de violencia&lt;/i&gt;. La venta y el tr&amp;#225;fico de estas armas constituyen una seria amenaza para la paz: son las que matan un mayor n&amp;#250;mero de personas y las m&amp;#225;s usadas en los conflictos no internacionales; su disponibilidad aumenta el riesgo de nuevos conflictos y la intensidad de aquellos en curso. La actitud de los Estados que aplican r&amp;#237;gidos controles al tr&amp;#225;fico internacional de armas pesadas, mientras que no prev&amp;#233;n nunca, o s&amp;#243;lo en raras ocasiones, restricciones al comercio de armas ligeras e individuales, es una contradicci&amp;#243;n inaceptable. Es indispensable y urgente que los Gobiernos adopten medidas apropiadas para controlar la producci&amp;#243;n, acumulaci&amp;#243;n, venta y tr&amp;#225;fico de estas armas,&lt;sup&gt;1076&lt;/sup&gt; con el fin de contrarrestar su creciente difusi&amp;#243;n, en gran parte entre grupos de combatientes que no pertenecen a las fuerzas armadas de un Estado.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;512 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Debe denunciarse la utilizaci&amp;#243;n de ni&amp;#241;os y adolescentes como soldados en conflictos armados, a pesar de que su corta edad deber&amp;#237;a impedir su reclutamiento&lt;/i&gt;. &amp;#201;stos se ven obligados a combatir a la fuerza, o bien lo eligen por propia iniciativa sin ser plenamente conscientes de las consecuencias. Se trata de ni&amp;#241;os privados no s&amp;#243;lo de la instrucci&amp;#243;n que deber&amp;#237;an recibir y de una infancia normal, sino adem&amp;#225;s adiestrados para matar: todo esto constituye un crimen intolerable. Su empleo en las    &lt;br /&gt;fuerzas combatientes de cualquier tipo debe suprimirse; al mismo tiempo, es necesario proporcionar toda la ayuda posible para el cuidado, la educaci&amp;#243;n y la rehabilitaci&amp;#243;n de aquellos que han participado en combates.&lt;sup&gt;1077&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;f) &lt;a name="La_condena_del_terrorismo"&gt;&lt;b&gt;La condena del terrorismo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;513 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El terrorismo es una de las formas m&amp;#225;s brutales de violencia que actualmente perturba a la Comunidad Internacional, pues siembra odio, muerte, deseo de venganza y de represalia&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1078&lt;/sup&gt; De estrategia subversiva, t&amp;#237;pica s&amp;#243;lo de algunas organizaciones extremistas, dirigida a la destrucci&amp;#243;n de las cosas y al asesinato de las personas, el terrorismo se ha transformado en una red oscura de complicidades pol&amp;#237;ticas, que utiliza tambi&amp;#233;n sofisticados medios t&amp;#233;cnicos, se vale frecuentemente de ingentes cantidades de recursos financieros y elabora estrategias a gran escala, atacando personas totalmente inocentes, v&amp;#237;ctimas casuales de las acciones terroristas.&lt;sup&gt;1079&lt;/sup&gt; Los objetivos de los ataques terroristas son, en general, los lugares de la vida cotidiana y no objetivos militares en el contexto de una guerra declarada. El terrorismo act&amp;#250;a y golpea a ciegas, fuera de las reglas con las que los hombres han tratado de regular sus conflictos, por ejemplo mediante el derecho internacional humanitario: &amp;#171; En muchos casos se admite como nuevo sistema de guerra el uso de los m&amp;#233;todos del terrorismo &amp;#187;.&lt;sup&gt;1080&lt;/sup&gt; No se deben desatender las causas que originan esta inaceptable forma de reivindicaci&amp;#243;n. La lucha contra el terrorismo presupone el deber moral de contribuir a crear las condiciones para que no nazca ni se desarrolle.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;514 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El terrorismo se debe condenar de la manera m&amp;#225;s absoluta. Manifiesta un desprecio total de la vida humana, y ninguna motivaci&amp;#243;n puede justificarlo, en cuanto el hombre es siempre fin, y nunca medio&lt;/i&gt;. Los actos de terrorismo hieren profundamente la dignidad humana y constituyen una ofensa a la humanidad entera: &amp;#171; &lt;i&gt;Existe por tanto, un derecho a defenderse del terrorismo&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;1081&lt;/sup&gt; Este derecho no puede, sin embargo, ejercerse sin reglas morales y jur&amp;#237;dicas, porque la lucha contra los terroristas debe conducirse respetando los derechos del hombre y los principios de un Estado de derecho.&lt;sup&gt;1082&lt;/sup&gt; La identificaci&amp;#243;n de los culpables debe estar debidamente probada, ya que la responsabilidad penal es siempre personal y, por tanto, no se puede extender a las religiones, las Naciones o las razas a las que pertenecen los terroristas. La colaboraci&amp;#243;n internacional contra la actividad terrorista &amp;#171; &lt;i&gt;no puede reducirse s&amp;#243;lo a operaciones represivas y punitivas&lt;/i&gt;. Es esencial que incluso el recurso necesario a la fuerza vaya acompa&amp;#241;ado por un an&amp;#225;lisis l&amp;#250;cido y decidido de los &lt;i&gt;motivos subyacentes a los ataques terroristas&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;1083&lt;/sup&gt; Es necesario tambi&amp;#233;n un compromiso decidido en el plano &amp;#171; pol&amp;#237;tico y pedag&amp;#243;gico &amp;#187; &lt;sup&gt;1084&lt;/sup&gt; para resolver, con valent&amp;#237;a y determinaci&amp;#243;n, los problemas que en algunas dram&amp;#225;ticas situaciones pueden alimentar el terrorismo: &amp;#171; El reclutamiento de los terroristas resulta m&amp;#225;s f&amp;#225;cil en los contextos sociales donde los derechos son conculcados y las injusticias se toleran durante demasiado tiempo &amp;#187;.&lt;sup&gt;1085&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;515 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Es una profanaci&amp;#243;n y una blasfemia proclamarse terroristas en nombre de Dios&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;1086&lt;/sup&gt; de ese modo se instrumentaliza, no s&amp;#243;lo al hombre, sino tambi&amp;#233;n a Dios, al creer que se posee totalmente su verdad, en vez de querer ser pose&amp;#237;dos por ella. Definir &amp;#171; m&amp;#225;rtires &amp;#187; a quienes mueren cumpliendo actos terroristas es subvertir el concepto de martirio, ya que &amp;#233;ste es un testimonio de quien se deja matar por no renunciar a Dios y a su amor, no de quien asesina en nombre de Dios.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Ninguna religi&amp;#243;n puede tolerar el terrorismo ni, menos a&amp;#250;n, predicarlo&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1087&lt;/sup&gt; Las religiones est&amp;#225;n m&amp;#225;s bien comprometidas en colaborar para eliminar las causas del terrorismo y promover la amistad entre los pueblos.&lt;sup&gt;1088&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;IV. &lt;/font&gt;&lt;a name="LA_APORTACI&amp;#211;N_DE_LA_IGLESIA_A_LA_PAZ"&gt;&lt;/a&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;LA APORTACI&amp;#211;N DE LA IGLESIA A LA PAZ&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;516 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La promoci&amp;#243;n de la paz en el mundo es parte integrante de la misi&amp;#243;n con la que la Iglesia prosigue la obra redentora de Cristo sobre la tierra&lt;/i&gt;. La Iglesia, en efecto, es, en Cristo &amp;#171; &amp;#8220;sacramento&amp;#8221;, es decir signo e instrumento de paz en el mundo y para el mundo &amp;#187;.&lt;sup&gt;1089&lt;/sup&gt; La promoci&amp;#243;n de la verdadera paz es una expresi&amp;#243;n de la fe cristiana en el amor que Dios nutre por cada ser humano. De la fe liberadora en el amor de Dios se desprenden una nueva visi&amp;#243;n del mundo y un nuevo modo de acercarse a los dem&amp;#225;s, tanto a una sola persona como a un pueblo entero: es una fe que cambia y renueva la vida, inspirada por la paz que Cristo ha dejado a sus disc&amp;#237;pulos (cf. &lt;i&gt;Jn &lt;/i&gt;14,27). Movida &amp;#250;nicamente por esta fe, la Iglesia promueve la unidad de los cristianos y una fecunda colaboraci&amp;#243;n con los creyentes de otras religiones. Las diferencias religiosas no pueden y no deben constituir causa de conflicto: la b&amp;#250;squeda com&amp;#250;n de la paz por parte de todos los creyentes es un decisivo factor de unidad entre los pueblos.&lt;sup&gt;1090&lt;/sup&gt; La Iglesia exhorta a personas, pueblos, Estados y Naciones a hacerse part&amp;#237;cipes de su preocupaci&amp;#243;n por el restablecimiento y la consolidaci&amp;#243;n de la paz destacando, en particular, la importante funci&amp;#243;n del derecho internacional.&lt;sup&gt;1091&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;517 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Iglesia&lt;/i&gt;&lt;i&gt; ense&amp;#241;a que una verdadera paz es posible s&amp;#243;lo mediante el perd&amp;#243;n y la reconciliaci&amp;#243;n&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1092&lt;/sup&gt; No es f&amp;#225;cil perdonar a la vista de las consecuencias de la guerra y de los conflictos, porque la violencia, especialmente cuando llega &amp;#171; hasta los l&amp;#237;mites de lo inhumano y de la aflicci&amp;#243;n &amp;#187;,&lt;sup&gt;1093&lt;/sup&gt; deja siempre como herencia una pesada carga de dolor, que s&amp;#243;lo puede aliviarse mediante una reflexi&amp;#243;n profunda, leal, valiente y com&amp;#250;n entre los contendientes, capaz de afrontar las dificultades del presente con una actitud purificada por el arrepentimiento. El peso del pasado, que no se puede olvidar, puede ser aceptado s&amp;#243;lo en presencia de un perd&amp;#243;n rec&amp;#237;procamente ofrecido y recibido: se trata de un recorrido largo y dif&amp;#237;cil, pero no imposible.&lt;sup&gt;1094&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;518 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El perd&amp;#243;n rec&amp;#237;proco no debe anular las exigencias de la justicia&lt;/i&gt;,&lt;i&gt; ni mucho menos impedir el camino que conduce a la verdad: justicia y verdad representan, en cambio, los requisitos concretos de la reconciliaci&amp;#243;n&lt;/i&gt;. Resultan oportunas las iniciativas que tienden a instituir Organismos judiciales internacionales. Semejantes Organismos, vali&amp;#233;ndose del principio de jurisdicci&amp;#243;n universal y apoyados en procedimientos adecuados, respetuosos de los derechos de los imputados y de las v&amp;#237;ctimas, pueden encontrar la verdad sobre los cr&amp;#237;menes perpetrados durante los conflictos armados.&lt;sup&gt;1095&lt;/sup&gt; Es necesario, sin embargo, ir m&amp;#225;s all&amp;#225; de la determinaci&amp;#243;n de los comportamientos delictivos, ya sean de acci&amp;#243;n o de omisi&amp;#243;n, y de las decisiones sobre los procedimientos de reparaci&amp;#243;n, para llegar al restablecimiento de relaciones de rec&amp;#237;proco entendimiento entre los pueblos divididos, en nombre de la reconciliaci&amp;#243;n.&lt;sup&gt;1096&lt;/sup&gt; Es necesario, adem&amp;#225;s, promover el respeto del&lt;i&gt; derecho a la paz&lt;/i&gt;: este derecho &amp;#171; favorece la construcci&amp;#243;n de una sociedad en cuyo seno las relaciones de fuerza se sustituyen por relaciones de colaboraci&amp;#243;n con vistas al bien com&amp;#250;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;1097&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;519 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Iglesia&lt;/i&gt;&lt;i&gt; lucha por la paz con la oraci&amp;#243;n&lt;/i&gt;. La oraci&amp;#243;n abre el coraz&amp;#243;n, no s&amp;#243;lo a una profunda relaci&amp;#243;n con Dios, sino tambi&amp;#233;n al encuentro con el pr&amp;#243;jimo inspirado por sentimientos de respeto, confianza, comprensi&amp;#243;n, estima y amor.&lt;sup&gt;1098&lt;/sup&gt; La oraci&amp;#243;n infunde valor y sostiene a &amp;#171; los verdaderos amigos de la paz &amp;#187;,&lt;sup&gt;1099&lt;/sup&gt; a los que tratan de promoverla en las diversas circunstancias en que viven. La oraci&amp;#243;n lit&amp;#250;rgica es &amp;#171; la cumbre a la cual tiende la actividad de la Iglesia y, al mismo tiempo, la fuente de donde mana toda su fuerza &amp;#187;; &lt;sup&gt;1100&lt;/sup&gt; en particular la celebraci&amp;#243;n eucar&amp;#237;stica, &amp;#171; fuente y cumbre de toda la vida cristiana &amp;#187;,&lt;sup&gt;1101&lt;/sup&gt; es el manantial inagotable de todo aut&amp;#233;ntico compromiso cristiano por la paz.&lt;sup&gt;1102&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;520 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las Jornadas Mundiales de la Paz son celebraciones de especial intensidad para orar invocando la paz y para comprometerse a construir un mundo de paz&lt;/i&gt;. El Papa Pablo VI las instituy&amp;#243; con el fin de &amp;#171; dedicar a los pensamientos y a los prop&amp;#243;sitos de la Paz, una celebraci&amp;#243;n particular en el d&amp;#237;a primero del a&amp;#241;o civil &amp;#187;.&lt;sup&gt;1103&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; Los Mensajes Pontificios para esta ocasi&amp;#243;n anual constituyen una rica fuente de actualizaci&amp;#243;n y desarrollo de la doctrina social,&lt;/i&gt; e indican la constante acci&amp;#243;n pastoral de la Iglesia en favor de la paz: &amp;#171; La Paz se afianza solamente con la paz; la paz no separada de los deberes de justicia, sino alimentada por el propio sacrificio, por la clemencia, por la misericordia, por la caridad &amp;#187;.&lt;sup&gt;1104&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-6401020228329695585?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/6401020228329695585/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=6401020228329695585&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/6401020228329695585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/6401020228329695585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/2008/06/captulo-undcimo-la-promocin-de-la-paz.html' title='CAPÍTULO UNDÉCIMO: LA PROMOCIÓN DE LA PAZ'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-8527616308245005113</id><published>2008-06-01T23:15:00.000-03:00</published><updated>2008-06-01T23:15:47.771-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RELIGIÓN'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='COLEGIO'/><title type='text'>CAPÍTULO DÉCIMO: SALVAGUARDAR EL MEDIO AMBIENTE</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;I. ASPECTOS B&amp;#205;BLICOS&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;451 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La experiencia viva de la presencia divina en la historia es el fundamento de la fe del pueblo de Dios&lt;/i&gt;: &amp;#171; &amp;#201;ramos esclavos de Fara&amp;#243;n de Egipto, y Yahv&amp;#233;h nos sac&amp;#243; de Egipto con mano fuerte &amp;#187; (&lt;i&gt;Dt&lt;/i&gt; 6,21). La reflexi&amp;#243;n sobre la historia permite reasumir el pasado y descubrir la obra de Dios desde sus ra&amp;#237;ces: &amp;#171; Mi Padre era un arameo errante &amp;#187; (&lt;i&gt;Dt&lt;/i&gt; 26,5). Un Dios que puede decir a su pueblo: &amp;#171; Yo tom&amp;#233; a vuestro padre Abrah&amp;#225;n del otro lado del R&amp;#237;o &amp;#187; (&lt;i&gt;Jos &lt;/i&gt;24,3). Es una reflexi&amp;#243;n que permite mirar confiadamente al futuro, gracias a la promesa y a la alianza que Dios renueva continuamente.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La fe de Israel vive en el tiempo y en el espacio de este mundo, que se percibe no como un ambiente hostil o un mal del cual liberarse, sino como el don mismo de Dios, el lugar y el proyecto que &amp;#201;l conf&amp;#237;a a la gu&amp;#237;a responsable y al trabajo del hombre&lt;/i&gt;. La naturaleza, obra de la acci&amp;#243;n creadora de Dios, no es una peligrosa adversaria. Dios, que ha hecho todas las cosas, de cada una de ellas &amp;#171; vio que estaba bien &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn &lt;/i&gt;1,4.10.12.18.21.25). En la cumbre de su creaci&amp;#243;n, el Creador coloc&amp;#243; al hombre como algo que &amp;#171; estaba muy bien &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 1,31). S&amp;#243;lo el hombre y la mujer, entre todas las criaturas, han sido queridos por Dios &amp;#171; a imagen suya &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 1,27): a ellos el Se&amp;#241;or conf&amp;#237;a la responsabilidad de toda la creaci&amp;#243;n, la tarea de tutelar su armon&amp;#237;a y desarrollo (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;1,26-30). El v&amp;#237;nculo especial con Dios explica la posici&amp;#243;n privilegiada de la pareja humana en el orden de la creaci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;452 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La relaci&amp;#243;n del hombre con el mundo es un elemento constitutivo de la identidad humana. Se trata de una relaci&amp;#243;n que nace como fruto de la uni&amp;#243;n, todav&amp;#237;a m&amp;#225;s profunda, del hombre con Dios&lt;/i&gt;. El Se&amp;#241;or ha querido a la persona humana como su interlocutor: s&amp;#243;lo en el di&amp;#225;logo con Dios la criatura humana encuentra la propia verdad, en la que halla inspiraci&amp;#243;n y normas para proyectar el futuro del mundo, un&lt;i&gt; jard&amp;#237;n &lt;/i&gt;que Dios le ha dado para que sea cultivado y custodiado (cf.&lt;i&gt; Gn&lt;/i&gt; 2,15). Ni siquiera el pecado suprime esta misi&amp;#243;n, aun cuando haya marcado con el dolor y el sufrimiento la nobleza del trabajo (cf.&lt;i&gt; Gn&lt;/i&gt; 3,17-19).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La creaci&amp;#243;n es constante objeto de alabanza en la oraci&amp;#243;n de Israel&lt;/i&gt;: &amp;#171; &amp;#161;Cu&amp;#225;n numerosas tus obras, oh Yahv&amp;#233;h! Todas las has hecho con sabidur&amp;#237;a &amp;#187; (&lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt; 104,24). La salvaci&amp;#243;n de Dios se concibe como una&lt;i&gt; nueva creaci&amp;#243;n&lt;/i&gt;, que restablece la armon&amp;#237;a y la potencialidad de desarrollo que el pecado ha puesto en peligro: &amp;#171; Yo creo cielos nuevos y tierra nueva &amp;#187; (&lt;i&gt;Is &lt;/i&gt;65,17) &amp;#8212;dice el Se&amp;#241;or&amp;#8212;, &amp;#171; se har&amp;#225; la estepa un vergel ... y la justicia morar&amp;#225; en el vergel ... Y habitar&amp;#225; mi pueblo en albergue de paz &amp;#187; (&lt;i&gt;Is&lt;/i&gt; 32,15-18).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;453 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La salvaci&amp;#243;n definitiva que Dios ofrece a toda la humanidad por medio de su propio Hijo, no se realiza fuera de este mundo. Aun herido por el pecado, el mundo est&amp;#225; destinado a conocer una purificaci&amp;#243;n radical&lt;/i&gt; (cf. &lt;i&gt;2 P&lt;/i&gt; 3,10) de la que saldr&amp;#225; renovado (cf. &lt;i&gt;Is &lt;/i&gt;65,17; 66,22;&lt;i&gt; Ap&lt;/i&gt; 21,1), convirti&amp;#233;ndose por fin en el lugar donde establemente &amp;#171; habite la justicia &amp;#187; (&lt;i&gt;2 P&lt;/i&gt; 3,13).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;En su ministerio p&amp;#250;blico, Jes&amp;#250;s valora los elementos naturales&lt;/i&gt;. De la naturaleza, &amp;#201;l es, no s&amp;#243;lo su int&amp;#233;rprete sabio en las im&amp;#225;genes y en las par&amp;#225;bolas que ama ofrecer, sino tambi&amp;#233;n su dominador (cf. el episodio de la tempestad calmada en&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 14,22-33;&lt;i&gt; Mc&lt;/i&gt; 6,45-52; &lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt; 8,22-25; &lt;i&gt;Jn&lt;/i&gt; 6,16-21): el Se&amp;#241;or pone la naturaleza al servicio de su designio redentor. A sus disc&amp;#237;pulos les pide mirar las cosas, las estaciones y los hombres con la confianza de los hijos que saben no ser&amp;#225;n abandonados por el Padre providente (cf.&lt;i&gt; Lc &lt;/i&gt;11,11-13).&lt;i&gt; En cambio de hacerse esclavo de las cosas, el disc&amp;#237;pulo de Cristo debe saber servirse de ellas para compartir y crear fraternidad &lt;/i&gt;(cf. &lt;i&gt;Lc &lt;/i&gt;16,9-13).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;454 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El ingreso de Jesucristo en la historia del mundo tiene su culmen en la Pascua, donde la naturaleza misma participa del drama del Hijo de Dios rechazado y de la victoria de la Resurrecci&amp;#243;n &lt;/i&gt;(cf.&lt;i&gt; Mt &lt;/i&gt;27,45.51; 28,2). Atravesando la muerte e injertando en ella la resplandeciente novedad de la Resurrecci&amp;#243;n, Jes&amp;#250;s inaugura un mundo nuevo en el que todo est&amp;#225; sometido a &amp;#201;l (cf. &lt;i&gt;1 Co&lt;/i&gt; 15,20-28) y restablece las relaciones de orden y armon&amp;#237;a que el pecado hab&amp;#237;a destruido. La conciencia de los desequilibrios entre el hombre y la naturaleza debe ir acompa&amp;#241;ada de la convicci&amp;#243;n que en Jes&amp;#250;s se ha realizado la reconciliaci&amp;#243;n del hombre y del mundo con Dios, de tal forma que el ser humano, consciente del amor divino, puede reencontrar la paz perdida: &amp;#171; Por tanto, el que est&amp;#225; en Cristo, es una nueva creaci&amp;#243;n; pas&amp;#243; lo viejo, todo es nuevo &amp;#187; (&lt;i&gt;2 Co &lt;/i&gt;5,17). La naturaleza, que en el Verbo hab&amp;#237;a sido creada, por medio del mismo Verbo hecho carne, ha sido reconciliada con Dios y pacificada (cf. &lt;i&gt;Col &lt;/i&gt;1,15-20).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;455 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;No s&amp;#243;lo la interioridad del hombre ha sido sanada, tambi&amp;#233;n su corporeidad ha sido elevada por la fuerza redentora de Cristo; toda la creaci&amp;#243;n toma parte en la renovaci&amp;#243;n que brota de la Pascua del Se&amp;#241;or&lt;/i&gt;, aun gimiendo con dolores de parto (cf. &lt;i&gt;Rm &lt;/i&gt;8,19-23), en espera de dar a luz &amp;#171; un nuevo cielo y una tierra nueva &amp;#187; (&lt;i&gt;Ap&lt;/i&gt; 21,1) que son el don del fin de los tiempos, de la salvaci&amp;#243;n cumplida. Mientras tanto, nada es extra&amp;#241;o a esta salvaci&amp;#243;n: en cualquier condici&amp;#243;n de vida, el cristiano est&amp;#225; llamado a servir a Cristo, a vivir seg&amp;#250;n su Esp&amp;#237;ritu, dej&amp;#225;ndose guiar por el amor, principio de una vida nueva, que reporta el mundo y el hombre al proyecto de sus or&amp;#237;genes: &amp;#171; El mundo, la vida, la muerte, el presente, el futuro, todo es vuestro; y vosotros, de Cristo y Cristo, de Dios &amp;#187; (&lt;i&gt;1 Co &lt;/i&gt;3,22-23).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;II. &lt;/font&gt;&lt;a name="EL_HOMBRE_Y_EL_UNIVERSO_DE_LAS_COSAS"&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;EL HOMBRE Y EL UNIVERSO DE LAS COSAS&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;456 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La visi&amp;#243;n b&amp;#237;blica inspira las actitudes de los cristianos con respecto al uso de la tierra, y al desarrollo de la ciencia y de la t&amp;#233;cnica&lt;/i&gt;. El Concilio Vaticano II declara que &amp;#171; tiene raz&amp;#243;n el hombre, participante de la luz de la inteligencia divina, cuando afirma que por virtud de su inteligencia es superior al universo material &amp;#187;.&lt;sup&gt;946&lt;/sup&gt; Los Padres Conciliares reconocen los progresos realizados gracias a la aplicaci&amp;#243;n incesante del ingenio humano a lo largo de los siglos, en las ciencias emp&amp;#237;ricas, en la t&amp;#233;cnica y en las disciplinas liberales.&lt;sup&gt;947&lt;/sup&gt; El hombre &amp;#171; en nuestros d&amp;#237;as, gracias a la ciencia y la t&amp;#233;cnica, ha logrado dilatar y sigue dilatando el campo de su dominio sobre casi toda la naturaleza &amp;#187;.&lt;sup&gt;948&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Puesto que el hombre, &amp;#171; creado a imagen de Dios, recibi&amp;#243; el mandato de gobernar el mundo en justicia y santidad, sometiendo a s&amp;#237; la tierra y cuanto en ella se contiene, y de orientar a Dios la propia persona y el universo entero, reconociendo a Dios como Creador de todo, de modo que con el sometimiento de todas las cosas al hombre sea admirable el nombre de Dios en el mundo &amp;#187;, el Concilio ense&amp;#241;a que &amp;#171; la actividad humana, individual y colectiva o el conjunto ingente de esfuerzos realizados por el hombre a lo largo de los siglos para lograr mejores condiciones de vida, considerado en s&amp;#237; mismo, responde a la voluntad de Dios &amp;#187;.&lt;sup&gt;949&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;457 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los resultados de la ciencia y de la t&amp;#233;cnica son, en s&amp;#237; mismos, positivos&lt;/i&gt;: los cristianos &amp;#171; lejos de pensar que las conquistas logradas por el hombre se oponen al poder de Dios y que la criatura racional pretende rivalizar con el Creador, est&amp;#225;n, por el contrario persuadidos de que las victorias del hombre son signo de la grandeza de Dios y consecuencia de su inefable designio &amp;#187;.&lt;sup&gt;950&lt;/sup&gt; Los Padres Conciliares subrayan tambi&amp;#233;n el hecho de que &amp;#171; cuanto m&amp;#225;s se acrecienta el poder del hombre, m&amp;#225;s amplia es su responsabilidad individual y colectiva &amp;#187;,&lt;sup&gt;951&lt;/sup&gt; y que toda la actividad humana debe encaminarse, seg&amp;#250;n el designio de Dios y su voluntad, al bien de la humanidad.&lt;sup&gt;952&lt;/sup&gt; En esta perspectiva, el Magisterio ha subrayado frecuentemente que la Iglesia cat&amp;#243;lica no se opone en modo alguno al progreso,&lt;sup&gt;953&lt;/sup&gt; al contrario, considera &amp;#171; la ciencia y la tecnolog&amp;#237;a... un maravilloso producto de la creatividad humana donada por Dios, ellas nos han proporcionado estupendas posibilidades y nos hemos beneficiado de ellas agradecidamente &amp;#187;.&lt;sup&gt;954&lt;/sup&gt; Por eso, &amp;#171; como creyentes en Dios, que ha juzgado &amp;#8220;buena&amp;#8221; la naturaleza creada por &amp;#201;l, nosotros gozamos de los progresos t&amp;#233;cnicos y econ&amp;#243;micos que el hombre con su inteligencia logra realizar &amp;#187;.&lt;sup&gt;955&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;458 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las consideraciones del Magisterio sobre la ciencia y la tecnolog&amp;#237;a en general, se extienden tambi&amp;#233;n en sus aplicaciones al medio ambiente y a la agricultura&lt;/i&gt;. La Iglesia aprecia &amp;#171; las ventajas que resultan &amp;#8212;y que a&amp;#250;n pueden resultar&amp;#8212; del estudio y de las aplicaciones de la biolog&amp;#237;a molecular, completada con otras disciplinas, como la gen&amp;#233;tica, y su aplicaci&amp;#243;n tecnol&amp;#243;gica en la agricultura y en la industria &amp;#187;.&lt;sup&gt;956&lt;/sup&gt; En efecto, &amp;#171; &lt;i&gt;la t&amp;#233;cnica&lt;/i&gt; podr&amp;#237;a constituirse, si se aplicara rectamente, en un valioso instrumento para resolver graves problemas, comenzando por el del hambre y la enfermedad, mediante la producci&amp;#243;n de variedades de plantas m&amp;#225;s avanzadas y resistentes y de muy &amp;#250;tiles medicamentos &amp;#187;.&lt;sup&gt;957&lt;/sup&gt; Es importante, sin embargo, reafirmar el concepto de &amp;#171; recta aplicaci&amp;#243;n &amp;#187;, porque &amp;#171; sabemos que este potencial no es neutral: puede ser usado tanto para el progreso del hombre como para su degradaci&amp;#243;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;958&lt;/sup&gt; Por esta raz&amp;#243;n, &amp;#171; es necesario mantener un actitud de prudencia y analizar con ojo atento&lt;i&gt; la naturaleza, la finalidad y los modos&lt;/i&gt; de las diversas formas de tecnolog&amp;#237;a aplicada &amp;#187;.&lt;sup&gt;959&lt;/sup&gt; Los cient&amp;#237;ficos, pues, deben &amp;#171; utilizar verdaderamente su investigaci&amp;#243;n y su capacidad t&amp;#233;cnica para el servicio de la humanidad &amp;#187;,&lt;sup&gt;960&lt;/sup&gt; sabiendo subordinarlas &amp;#171; a los principios morales que respetan y realizan en su plenitud la dignidad del hombre &amp;#187;.&lt;sup&gt;961&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;459 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Punto central de referencia para toda aplicaci&amp;#243;n cient&amp;#237;fica y t&amp;#233;cnica es el respeto del hombre, que debe ir acompa&amp;#241;ado por una necesaria actitud de respeto hacia las dem&amp;#225;s criaturas vivientes&lt;/i&gt;. Incluso cuando se plantea una alteraci&amp;#243;n de &amp;#233;stas, &amp;#171; conviene tener en cuenta&lt;i&gt; la naturaleza de cada ser &lt;/i&gt;y su &lt;i&gt;mutua conexi&amp;#243;n&lt;/i&gt; en un sistema ordenado &amp;#187;.&lt;sup&gt;962&lt;/sup&gt; En este sentido, las formidables posibilidades de la investigaci&amp;#243;n biol&amp;#243;gica suscitan profunda inquietud, ya que &amp;#171; no se ha llegado a&amp;#250;n a calcular las alteraciones provocadas en la naturaleza por una indiscriminada manipulaci&amp;#243;n gen&amp;#233;tica y por el desarrollo irreflexivo de nuevas especies de plantas y formas de vida animal, por no hablar de inaceptables intervenciones sobre los or&amp;#237;genes de la misma vida humana &amp;#187;.&lt;sup&gt;963&lt;/sup&gt; De hecho, &amp;#171; se ha constatado que la aplicaci&amp;#243;n de algunos descubrimientos en el campo industrial y agr&amp;#237;cola produce, a largo plazo, efectos negativos. Todo esto ha demostrado crudamente c&amp;#243;mo toda intervenci&amp;#243;n en una &amp;#225;rea del ecosistema debe considerar sus consecuencias en otras &amp;#225;reas y, en general, en el bienestar de las generaciones futuras &amp;#187;.&lt;sup&gt;964&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;460 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El hombre, pues, no debe olvidar que &amp;#171; su capacidad de transformar y, en cierto sentido, de &amp;#8220;crear&amp;#8221; el mundo con el propio trabajo... se desarrolla siempre sobre la base de la primera y originaria donaci&amp;#243;n de las cosas por parte de Dios &amp;#187;&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;965&lt;/sup&gt; No debe &amp;#171; disponer arbitrariamente de la tierra, someti&amp;#233;ndola sin reservas a su voluntad, como si ella no tuviese una fisonom&amp;#237;a propia y un destino anterior dados por Dios, y que el hombre puede desarrollar ciertamente, pero que no debe traicionar &amp;#187;.&lt;sup&gt;966&lt;/sup&gt; Cuando se comporta de este modo, &amp;#171; en vez de desempe&amp;#241;ar su papel de colaborador de Dios en la obra de la creaci&amp;#243;n, el hombre suplanta a Dios y con ello provoca la rebeli&amp;#243;n de la naturaleza, m&amp;#225;s bien tiranizada que gobernada por &amp;#233;l &amp;#187;.&lt;sup&gt;967&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Si el hombre interviene sobre la naturaleza sin abusar de ella ni da&amp;#241;arla, se puede decir que &amp;#171; interviene no para modificar la naturaleza, sino para ayudarla a desarrollarse en su l&amp;#237;nea, la de la creaci&amp;#243;n, la querida por Dios. Trabajando en este campo, sin duda delicado, el investigador se adhiere al designio de Dios. Dios ha querido que el hombre sea el rey de la creaci&amp;#243;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;968&lt;/sup&gt; En el fondo, es Dios mismo quien ofrece al hombre el honor de cooperar con todas las fuerzas de su inteligencia en la obra de la creaci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;III. &lt;/font&gt;&lt;a name="LA_CRISIS_EN_LA_RELACI&amp;#211;N_ENTRE_EL_HOMBRE"&gt;&lt;/a&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;LA CRISIS EN LA RELACI&amp;#211;N       &lt;br /&gt;ENTRE EL HOMBRE Y EL MEDIO AMBIENTE&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;461 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El mensaje b&amp;#237;blico y el Magisterio de la Iglesia constituyen los puntos de referencia esenciales para valorar los problemas que se plantean en las relaciones entre el hombre y el medio ambiente&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;969&lt;/sup&gt; En el origen de estos problemas se puede percibir la pretensi&amp;#243;n de ejercer un dominio absoluto sobre las cosas por parte del hombre, un hombre indiferente a las consideraciones de orden moral que deben caracterizar toda actividad humana.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La tendencia a la explotaci&amp;#243;n &amp;#171; inconsiderada &amp;#187;&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;970&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;de los recursos de la creaci&amp;#243;n es el resultado de un largo proceso hist&amp;#243;rico y cultural&lt;/i&gt;: &amp;#171; La &amp;#233;poca moderna ha experimentado la creciente capacidad de intervenci&amp;#243;n transformadora del hombre. El aspecto de conquista y de explotaci&amp;#243;n de los recursos ha llegado a predominar y a extenderse, y amenaza hoy la misma capacidad de acogida del medio ambiente: el ambiente como &lt;i&gt;&amp;#8220;recurso&amp;#8221;&lt;/i&gt; pone en peligro el ambiente como&lt;i&gt; &amp;#8220;casa&amp;#8221;&lt;/i&gt;. A causa de los poderosos medios de transformaci&amp;#243;n que brinda la civilizaci&amp;#243;n tecnol&amp;#243;gica, a veces parece que el equilibrio hombre&amp;#8212;ambiente ha alcanzado un punto cr&amp;#237;tico &amp;#187;.&lt;sup&gt;971&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;462 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La naturaleza aparece como un instrumento en las manos del hombre, una realidad que &amp;#233;l debe manipular constantemente, especialmente mediante la tecnolog&amp;#237;a&lt;/i&gt;. A partir del presupuesto, que se ha revelado errado, de que existe una cantidad ilimitada de energ&amp;#237;a y de recursos utilizables, que su regeneraci&amp;#243;n inmediata es posible y que los efectos negativos de las manipulaciones de la naturaleza pueden ser f&amp;#225;cilmente absorbidos, se ha difundido y prevalece una concepci&amp;#243;n reductiva que entiende el mundo natural en clave mecanicista y el desarrollo en clave consumista. El primado atribuido al hacer y al tener m&amp;#225;s que al ser, es causa de graves formas de alienaci&amp;#243;n humana.&lt;sup&gt;972&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Una actitud semejante no deriva de la investigaci&amp;#243;n cient&amp;#237;fica y tecnol&amp;#243;gica, sino de una ideolog&amp;#237;a cientificista y tecn&amp;#243;crata que tiende a condicionarla&lt;/i&gt;. La ciencia y la t&amp;#233;cnica, con su progreso, no eliminan la necesidad de trascendencia y no son de por s&amp;#237; causa de la secularizaci&amp;#243;n exasperada que conduce al nihilismo; mientras avanzan en su camino, plantean cuestiones acerca de su sentido y hacen crecer la necesidad de respetar la dimensi&amp;#243;n trascendente de la persona humana y de la misma creaci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;463 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una correcta concepci&amp;#243;n del medio ambiente, si por una parte no puede reducir utilitariamente la naturaleza a un mero objeto de manipulaci&amp;#243;n y explotaci&amp;#243;n, por otra parte, tampoco debe absolutizarla y colocarla, en dignidad, por encima de la misma persona humana&lt;/i&gt;. En este &amp;#250;ltimo caso, se llega a divinizar la naturaleza o la tierra, como puede f&amp;#225;cilmente verse en algunos movimientos ecologistas que piden se otorgue un reconocimiento institucional internacionalmente garantizado a sus ideas.&lt;sup&gt;973&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El Magisterio ha motivado su contrariedad a una noci&amp;#243;n del medio ambiente inspirada en el ecocentrismo y el biocentrismo&lt;/i&gt;, porque &amp;#233;sta &amp;#171; se propone eliminar la diferencia ontol&amp;#243;gica y axiol&amp;#243;gica entre el hombre y los dem&amp;#225;s seres vivos, considerando la biosfera como una unidad bi&amp;#243;tica de valor indiferenciado. As&amp;#237; se elimina &lt;i&gt;la responsabilidad superior del hombre &lt;/i&gt;en favor de una consideraci&amp;#243;n igualitaria de la &amp;#8220;dignidad&amp;#8221; de todos los seres vivos &amp;#187;.&lt;sup&gt;974&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;464 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una visi&amp;#243;n del hombre y de las cosas desligada de toda referencia a la trascendencia ha llevado a rechazar el concepto de creaci&amp;#243;n y a atribuir al hombre y a la naturaleza una existencia completamente aut&amp;#243;noma&lt;/i&gt;. El v&amp;#237;nculo que une el mundo con Dios ha sido as&amp;#237; roto: esta ruptura ha acabado desvinculando tambi&amp;#233;n al hombre de la tierra y, m&amp;#225;s radicalmente, ha empobrecido su misma identidad. El ser humano ha llegado a considerarse extra&amp;#241;o al contexto ambiental en el que vive. La consecuencia que deriva de todo ello es muy clara: &amp;#171; La relaci&amp;#243;n que el hombre tiene con Dios determina la relaci&amp;#243;n del hombre con sus semejantes y con su ambiente. Por eso la cultura cristiana ha reconocido siempre en las criaturas que rodean al hombre otros tantos dones de Dios que se han de cultivar y custodiar con sentido de gratitud hacia el Creador. En particular, la espiritualidad benedictina y la franciscana han testimoniado esta especie de parentesco del hombre con el medio ambiente, alimentando en &amp;#233;l una actitud de respeto a toda realidad del mundo que lo rodea &amp;#187;.&lt;sup&gt;975&lt;/sup&gt; Debe darse un mayor relieve a la profunda conexi&amp;#243;n que existe entre ecolog&amp;#237;a ambiental y &amp;#171; &lt;i&gt;ecolog&amp;#237;a humana&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;976&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;465 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Magisterio subraya la responsabilidad humana de preservar un ambiente &amp;#237;ntegro y sano para todos&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;977&lt;/sup&gt; &amp;#171; La humanidad de hoy, si logra conjugar las nuevas capacidades cient&amp;#237;ficas con una fuerte dimensi&amp;#243;n &amp;#233;tica, ciertamente ser&amp;#225; capaz de promover el ambiente como casa y como recurso, en favor del hombre y de todos los hombres; de eliminar los factores de contaminaci&amp;#243;n; y de asegurar condiciones de adecuada higiene y salud tanto para peque&amp;#241;os grupos como para grandes asentamientos humanos. La tecnolog&amp;#237;a que contamina, tambi&amp;#233;n puede descontaminar; la producci&amp;#243;n que acumula, tambi&amp;#233;n puede distribuir equitativamente, a condici&amp;#243;n de que prevalezca la &amp;#233;tica del respeto a la vida, a la dignidad del hombre y a los derechos de las generaciones humanas presentes y futuras &amp;#187;.&lt;sup&gt;978&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;IV. UNA RESPONSABILIDAD COM&amp;#218;N&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="El_ambiente,_un_bien_colectivo"&gt;&lt;b&gt;El ambiente, un bien colectivo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;466 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La tutela del medio ambiente constituye un desaf&amp;#237;o para la entera humanidad: se trata del deber, com&amp;#250;n y universal, de respetar un bien colectivo&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;979&lt;/sup&gt; destinado a todos, impidiendo que se puedan &amp;#171; utilizar impunemente las diversas categor&amp;#237;as de seres, vivos o inanimados &amp;#8212;animales, plantas, elementos naturales&amp;#8212;, como mejor apetezca, seg&amp;#250;n las propias exigencias &amp;#187;.&lt;sup&gt;980&lt;/sup&gt; Es una responsabilidad que debe crecer, teniendo en cuenta la globalidad de la actual crisis ecol&amp;#243;gica y la consiguiente necesidad de afrontarla globalmente, ya que todos los seres dependen unos de otros en el orden universal establecido por el Creador: &amp;#171; Conviene tener en cuenta la&lt;i&gt; naturaleza de cada ser&lt;/i&gt; y su &lt;i&gt;mutua conexi&amp;#243;n &lt;/i&gt;en un sistema ordenado, que es precisamente el cosmos &amp;#187;.&lt;sup&gt;981&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Esta perspectiva adquiere una importancia particular cuando se considera, en el contexto de los estrechos v&amp;#237;nculos que unen entre s&amp;#237; a los diversos ecosistemas,&lt;i&gt; el valor ambiental de la biodiversidad&lt;/i&gt;, que se ha de tratar con sentido de responsabilidad y proteger adecuadamente, porque constituye una riqueza extraordinaria para toda la humanidad. Al respecto, cada uno puede advertir con facilidad, por ejemplo, la importancia de la regi&amp;#243;n de amaz&amp;#243;nica, &amp;#171; uno de los espacios naturales m&amp;#225;s apreciados en el mundo por su diversidad biol&amp;#243;gica, siendo vital para el equilibrio ambiental de todo el planeta &amp;#187;.&lt;sup&gt;982&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; Los bosques&lt;/i&gt; contribuyen a mantener los esenciales equilibrios naturales, indispensables para la vida.&lt;sup&gt;983&lt;/sup&gt; Su destrucci&amp;#243;n, incluida la causada por los irrazonables incendios dolosos, acelera los procesos de desertificaci&amp;#243;n con peligrosas consecuencias para las reservas de agua y pone en peligro la vida de muchos pueblos ind&amp;#237;genas y el bienestar de las futuras generaciones. Todos, personas y sujetos institucionales, deben sentirse comprometidos en la protecci&amp;#243;n del patrimonio forestal y, donde sea necesario, promover programas adecuados de reforestaci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;467 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La responsabilidad de salvaguardar el medio ambiente, patrimonio com&amp;#250;n del g&amp;#233;nero humano, se extiende no s&amp;#243;lo a las exigencias del presente, sino tambi&amp;#233;n a las del futuro&lt;/i&gt;: &amp;#171; Herederos de generaciones pasadas y benefici&amp;#225;ndonos del trabajo de nuestros contempor&amp;#225;neos, estamos obligados para con todos y no podemos desinteresarnos de los que vendr&amp;#225;n a aumentar todav&amp;#237;a m&amp;#225;s el c&amp;#237;rculo de la familia humana. La solidaridad universal, que es un hecho y un beneficio para todos, es tambi&amp;#233;n un deber &amp;#187;.&lt;sup&gt;984&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;Se trata de una responsabilidad que las generaciones presentes tienen respecto a las futuras&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;985&lt;/sup&gt; una responsabilidad que incumbe tambi&amp;#233;n a cada Estado y a la Comunidad Internacional.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;468 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La responsabilidad respecto al medio ambiente debe encontrar una traducci&amp;#243;n adecuada en &amp;#225;mbito jur&amp;#237;dico&lt;/i&gt;. Es importante que la Comunidad Internacional elabore reglas uniformes, de manera que esta reglamentaci&amp;#243;n permita a los Estados controlar m&amp;#225;s eficazmente las diversas actividades que determinan efectos negativos sobre el ambiente y preservar los ecosistemas, previniendo posibles incidentes: &amp;#171; Corresponde a cada Estado, en el &amp;#225;mbito del propio territorio, la funci&amp;#243;n de prevenir el deterioro de la atm&amp;#243;sfera y de la biosfera, controlando atentamente, entre otras cosas, los efectos de los nuevos descubrimientos tecnol&amp;#243;gicos o cient&amp;#237;ficos, y ofreciendo a los propios ciudadanos la garant&amp;#237;a de no verse expuestos a agentes contaminantes o a residuos t&amp;#243;xicos &amp;#187;.&lt;sup&gt;986&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;El contenido jur&amp;#237;dico del&lt;i&gt; &amp;#171; derecho a un ambiente natural seguro y saludable &amp;#187;&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;987&lt;/sup&gt; ser&amp;#225; el fruto de una gradual elaboraci&amp;#243;n, solicitada por la opini&amp;#243;n p&amp;#250;blica, preocupada por disciplinar el uso de los bienes de la creaci&amp;#243;n seg&amp;#250;n las exigencias del bien com&amp;#250;n y con una voluntad com&amp;#250;n de instituir sanciones para quienes contaminan. Las normas jur&amp;#237;dicas, sin embargo, no bastan por s&amp;#237; solas; &lt;sup&gt;988&lt;/sup&gt; junto a ellas deben madurar un firme sentido de responsabilidad y un cambio efectivo en la mentalidad y en los estilos de vida.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;469 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las autoridades llamadas a tomar decisiones para hacer frente a los riesgos contra la salud y el medio ambiente, a menudo se encuentran ante situaciones en las que los datos cient&amp;#237;ficos disponibles son contradictorios o cuantitativamente escasos: puede ser oportuno entonces hacer una valoraci&amp;#243;n seg&amp;#250;n el &amp;#171; principio de precauci&amp;#243;n &amp;#187;, que no comporta la aplicaci&amp;#243;n de una regla, sino una orientaci&amp;#243;n para gestionar situaciones de incertidumbre&lt;/i&gt;. Este principio evidencia la necesidad de tomar una decisi&amp;#243;n provisional, que podr&amp;#225; ser modificada en base a nuevos conocimientos que eventualmente se logren. La decisi&amp;#243;n debe ser proporcionada a las medidas ya en acto para otros riesgos. Las pol&amp;#237;ticas preventivas, basadas sobre el principio de precauci&amp;#243;n, exigen que las decisiones se basen en una comparaci&amp;#243;n entre los riesgos y los beneficios hipot&amp;#233;ticos que comporta cada decisi&amp;#243;n alternativa posible, incluida la decisi&amp;#243;n de no intervenir. A este planteamiento precaucional est&amp;#225; vinculada la exigencia de promover seriamente la adquisici&amp;#243;n de conocimientos m&amp;#225;s profundos, aun sabiendo que la ciencia puede no llegar r&amp;#225;pidamente a la conclusi&amp;#243;n de una ausencia de riesgos. Las circunstancias de incertidumbre y provisionalidad hacen especialmente importante la transparencia en el proceso de toma de decisiones.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;470 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La programaci&amp;#243;n del desarrollo econ&amp;#243;mico debe considerar atentamente &amp;#171; la necesidad de respetar la integridad y los ritmos de la naturaleza &amp;#187;&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;989&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; porque los recursos naturales son limitados y algunos no son renovables&lt;/i&gt;. El actual ritmo de explotaci&amp;#243;n amenaza seriamente la disponibilidad de algunos recursos naturales para el presente y el futuro.&lt;sup&gt;990&lt;/sup&gt; La soluci&amp;#243;n del problema ecol&amp;#243;gico exige que la actividad econ&amp;#243;mica respete mejor el medio ambiente, conciliando las exigencias del desarrollo econ&amp;#243;mico con las de la protecci&amp;#243;n ambiental. &lt;i&gt;Cualquier actividad econ&amp;#243;mica que se sirva de los recursos naturales debe preocuparse tambi&amp;#233;n de la salvaguardia del medio ambiente y prever sus costos&lt;/i&gt;, que se han de considerar como &amp;#171; un elemento esencial del coste actual de la actividad econ&amp;#243;mica &amp;#187;.&lt;sup&gt;991&lt;/sup&gt; En este contexto se deben considerar las relaciones entre la actividad humana y los &lt;i&gt;cambios clim&amp;#225;ticos&lt;/i&gt; que, debido a su extrema complejidad, deben ser oportuna y constantemente vigilados a nivel cient&amp;#237;fico, pol&amp;#237;tico y jur&amp;#237;dico, nacional e internacional. El clima es un bien que debe ser protegido y requiere que los consumidores y los agentes de las actividades industriales desarrollen un mayor sentido de responsabilidad en sus comportamientos.&lt;sup&gt;992&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Una econom&amp;#237;a que respete el medio ambiente no buscar&amp;#225; &amp;#250;nicamente el objetivo del m&amp;#225;ximo beneficio, porque la protecci&amp;#243;n ambiental no puede asegurarse s&amp;#243;lo en base al c&amp;#225;lculo financiero de costos y beneficios&lt;/i&gt;. El ambiente es uno de esos bienes que los mecanismos del mercado no son capaces de defender o de promover adecuadamente.&lt;sup&gt;993&lt;/sup&gt; Todos los pa&amp;#237;ses, en particular los desarrollados, deben advertir la urgente obligaci&amp;#243;n de reconsiderar las modalidades de uso de los bienes naturales. La investigaci&amp;#243;n en el campo de las innovaciones que pueden reducir el impacto sobre el medio ambiente provocado por la producci&amp;#243;n y el consumo, deber&amp;#225; incentivarse eficazmente.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Una particular atenci&amp;#243;n deber&amp;#225; atribuirse a la compleja problem&amp;#225;tica de los&lt;i&gt; recursos energ&amp;#233;ticos&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;994&lt;/sup&gt; Los recursos no renovables, a los que recurren los pa&amp;#237;ses altamente industrializados y los de reciente industrializaci&amp;#243;n, deben ser puestos al servicio de toda la humanidad. En una perspectiva moral caracterizada por la equidad y la solidaridad intergeneracional, tambi&amp;#233;n se deber&amp;#225; continuar, con la contribuci&amp;#243;n de la comunidad cient&amp;#237;fica, a identificar nuevas fuentes energ&amp;#233;ticas, a desarrollar las alternativas y a elevar los niveles de seguridad de la energ&amp;#237;a nuclear.&lt;sup&gt;995&lt;/sup&gt; El uso de la energ&amp;#237;a, por su vinculaci&amp;#243;n con las cuestiones del desarrollo y el ambiente, exige la responsabilidad pol&amp;#237;tica de los Estados, de la Comunidad Internacional y de los agentes econ&amp;#243;micos; estas responsabilidades deber&amp;#225;n ser iluminadas y guiadas por la b&amp;#250;squeda continua del bien com&amp;#250;n universal.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;471 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La relaci&amp;#243;n que los pueblos ind&amp;#237;genas tienen con su tierra y sus recursos merece una consideraci&amp;#243;n especial: se trata de una expresi&amp;#243;n fundamental de su identidad&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;996&lt;/sup&gt; Muchos pueblos han perdido o corren el riesgo de perder las tierras en que viven,&lt;sup&gt;997&lt;/sup&gt; a las que est&amp;#225; vinculado el sentido de su existencia, a causa de poderosos intereses agr&amp;#237;colas e industriales, o condicionados por procesos de asimilaci&amp;#243;n y de urbanizaci&amp;#243;n.&lt;sup&gt;998&lt;/sup&gt; Los derechos de los pueblos ind&amp;#237;genas deben ser tutelados oportunamente.&lt;sup&gt;999&lt;/sup&gt; Estos pueblos ofrecen un ejemplo de vida en armon&amp;#237;a con el medio ambiente, que han aprendido a conocer y a preservar: &lt;sup&gt;1000&lt;/sup&gt; su extraordinaria experiencia, que es una riqueza insustituible para toda la humanidad, corre el peligro de perderse junto con el medio ambiente en que surgi&amp;#243;.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="El_uso_de_las_biotecnolog&amp;#237;as"&gt;&lt;b&gt;El uso de las biotecnolog&amp;#237;as&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;472 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En los &amp;#250;ltimos a&amp;#241;os se ha impuesto con fuerza la cuesti&amp;#243;n del uso de las nuevas biotecnolog&amp;#237;as con finalidades ligadas a la agricultura, la zootecnia, la medicina y la protecci&amp;#243;n del medio ambiente&lt;/i&gt;.&lt;i&gt; Las nuevas posibilidades que ofrecen las actuales t&amp;#233;cnicas biol&amp;#243;gicas y biogen&amp;#233;ticas suscitan, por una parte, esperanzas y entusiasmos y, por otra, alarma y hostilidad.&lt;/i&gt; Las aplicaciones de las biotecnolog&amp;#237;as, su licitud desde el punto de vista moral, sus consecuencias para la salud del hombre, su impacto sobre el medio ambiente y la econom&amp;#237;a, son objeto de profundo estudio y de animado debate. Se trata de cuestiones controvertidas que afectan a cient&amp;#237;ficos e investigadores, pol&amp;#237;ticos y legisladores, economistas y ambientalistas, productores y consumidores. Los cristianos no son indiferentes a estos problemas, conscientes de la importancia de los valores que est&amp;#225;n en juego.&lt;sup&gt;1001&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;473 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La visi&amp;#243;n cristiana de la creaci&amp;#243;n conlleva un juicio positivo sobre la licitud de las intervenciones del hombre en la naturaleza, sin excluir los dem&amp;#225;s seres vivos, y, al mismo tiempo, comporta una en&amp;#233;rgica llamada al sentido de la responsabilidad&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1002&lt;/sup&gt; La naturaleza, en efecto, no es una realidad sagrada o divina, vedada a la acci&amp;#243;n humana. Es, m&amp;#225;s bien, un don entregado por el Creador a la comunidad humana, confiado a la inteligencia y a la responsabilidad moral del hombre. Por ello, el hombre no comete un acto il&amp;#237;cito cuando, respetando el orden, la belleza y la utilidad de cada ser vivo y de su funci&amp;#243;n en el ecosistema, interviene modificando algunas de las caracter&amp;#237;sticas y propiedades de estos. Si bien, las intervenciones del hombre que da&amp;#241;an los seres vivos o el medio ambiente son deplorables, son en cambio encomiables las que se traducen en una mejora de aqu&amp;#233;llos. &lt;i&gt;La licitud del uso de las t&amp;#233;cnicas biol&amp;#243;gicas y biogen&amp;#233;ticas no agota toda la problem&amp;#225;tica &amp;#233;tica&lt;/i&gt;: como en cualquier comportamiento humano, es necesario valorar cuidadosamente su utilidad real y sus posibles consecuencias, tambi&amp;#233;n en t&amp;#233;rminos de riesgo. En el &amp;#225;mbito de las intervenciones t&amp;#233;cnico-cient&amp;#237;ficas que poseen una amplia y profunda repercusi&amp;#243;n sobre los organismos vivos, con la posibilidad de consecuencias notables a largo plazo, no es l&amp;#237;cito actuar con irresponsabilidad ni a la ligera.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;474 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las modernas biotecnolog&amp;#237;as tienen un fuerte impacto social, econ&amp;#243;mico y pol&amp;#237;tico, en el plano local, nacional e internacional: se han de valorar seg&amp;#250;n los criterios &amp;#233;ticos que deben orientar siempre las actividades y las relaciones humanas en el &amp;#225;mbito socioecon&amp;#243;mico y pol&amp;#237;tico&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;1003&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;Es necesario tener presentes, sobre todo, los criterios de justicia y solidaridad&lt;/i&gt;, a los que deben sujetarse, en primer lugar, los individuos y grupos que trabajan en la investigaci&amp;#243;n y la comercializaci&amp;#243;n en el campo de las biotecnolog&amp;#237;as. En cualquier caso, no se debe caer en el error de creer que la sola difusi&amp;#243;n de los beneficios vinculados a las nuevas biotecnolog&amp;#237;as pueda resolver todos los apremiantes problemas de pobreza y subdesarrollo que subyugan a&amp;#250;n a tantos pa&amp;#237;ses del mundo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;475 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Con esp&amp;#237;ritu de solidaridad internacional, se pueden poner en pr&amp;#225;ctica diversas medidas relacionadas con el uso de las nuevas biotecnolog&amp;#237;as&lt;/i&gt;. Se ha de facilitar, en primer lugar, el&lt;i&gt; intercambio comercial equitativo&lt;/i&gt;,&lt;i&gt; libre de v&amp;#237;nculos injustos&lt;/i&gt;. Sin embargo, la promoci&amp;#243;n del desarrollo de los pueblos m&amp;#225;s necesitados no ser&amp;#225; aut&amp;#233;ntica y eficaz si se reduce al mero intercambio de productos. Es indispensable favorecer tambi&amp;#233;n la &lt;i&gt;maduraci&amp;#243;n de una necesaria autonom&amp;#237;a cient&amp;#237;fica y tecnol&amp;#243;gica&lt;/i&gt; por parte de esos mismos pueblos, promoviendo el &lt;i&gt;intercambio de conocimientos cient&amp;#237;ficos y tecnol&amp;#243;gicos y la transferencia de tecnolog&amp;#237;as hacia los pa&amp;#237;ses en v&amp;#237;as de desarrollo.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;476 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La solidaridad implica tambi&amp;#233;n una llamada a la responsabilidad que tienen los pa&amp;#237;ses en v&amp;#237;as de desarrollo y, particularmente sus autoridades pol&amp;#237;ticas, en la promoci&amp;#243;n de una pol&amp;#237;tica comercial favorable a sus pueblos y del intercambio de tecnolog&amp;#237;as que puedan mejorar sus condiciones de alimentaci&amp;#243;n y salud.&lt;/i&gt; En estos pa&amp;#237;ses debe crecer la inversi&amp;#243;n en investigaci&amp;#243;n, con especial atenci&amp;#243;n a las caracter&amp;#237;sticas y a las necesidades particulares del propio territorio y de la propia poblaci&amp;#243;n, sobre todo teniendo en cuenta que algunas investigaciones en el campo de las biotecnolog&amp;#237;as, potencialmente beneficiosas, requieren inversiones relativamente modestas. Con tal fin, ser&amp;#237;a &amp;#250;til crear Organismos nacionales dedicados a la protecci&amp;#243;n del bien com&amp;#250;n mediante una gesti&amp;#243;n inteligente de los riesgos.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;477 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los cient&amp;#237;ficos y los t&amp;#233;cnicos que operan en el sector de las biotecnolog&amp;#237;as deben trabajar con inteligencia y perseverancia en la b&amp;#250;squeda de las mejores soluciones para los graves y urgentes problemas de la alimentaci&amp;#243;n y de la salud.&lt;/i&gt; No han de olvidar que sus actividades ata&amp;#241;en a materiales, vivos o inanimados, que son parte del patrimonio de la humanidad, destinado tambi&amp;#233;n a las generaciones futuras; para los creyentes, se trata de un don recibido del Creador, confiado a la inteligencia y la libertad humanas, que son tambi&amp;#233;n &amp;#233;stas un don del Alt&amp;#237;simo. Los cient&amp;#237;ficos han de saber empe&amp;#241;ar sus energ&amp;#237;as y capacidades en una investigaci&amp;#243;n apasionada, guiada por una conciencia limpia y honesta.&lt;sup&gt;1004&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;478 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los empresarios y los responsables de los entes p&amp;#250;blicos que se ocupan de la investigaci&amp;#243;n, la producci&amp;#243;n y el comercio de los productos derivados de las nuevas biotecnolog&amp;#237;as deben tener en cuenta no s&amp;#243;lo el leg&amp;#237;timo beneficio, sino tambi&amp;#233;n el bien com&amp;#250;n&lt;/i&gt;. Este principio, que vale para toda actividad econ&amp;#243;mica, resulta particularmente importante cuando se trata de actividades relacionadas con la alimentaci&amp;#243;n, la medicina, la protecci&amp;#243;n del medio ambiente y el cuidado de la salud. Los empresarios y los responsables de los entes p&amp;#250;blicos interesados pueden orientar, con sus decisiones, el sector de las biotecnolog&amp;#237;as hacia metas con un importante impacto en lo que se refiere a la lucha contra el hambre, especialmente en los pa&amp;#237;ses m&amp;#225;s pobres, la lucha contra las enfermedades y la lucha por salvaguardar el ecosistema, patrimonio de todos.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;479 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los pol&amp;#237;ticos, los legisladores y los administradores p&amp;#250;blicos tienen la responsabilidad de valorar las potencialidades, las ventajas y los eventuales riesgos vinculados al uso de las biotecnolog&amp;#237;as&lt;/i&gt;. Es inaceptable que sus decisiones, a nivel nacional o internacional, est&amp;#233;n dictadas por presiones procedentes de intereses particulares. Las autoridades p&amp;#250;blicas deben favorecer tambi&amp;#233;n una correcta informaci&amp;#243;n de la opini&amp;#243;n p&amp;#250;blica y saber tomar las decisiones m&amp;#225;s convenientes para el bien com&amp;#250;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;480 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los responsables de la informaci&amp;#243;n tienen tambi&amp;#233;n una tarea importante en este &amp;#225;mbito, que han de ejercer con prudencia y objetividad&lt;/i&gt;. La sociedad espera de ellos una informaci&amp;#243;n completa y objetiva, que ayude a los ciudadanos a formarse una opini&amp;#243;n correcta sobre los productos biotecnol&amp;#243;gicos, porque se trata de algo que les concierne en primera persona, en cuanto posibles consumidores. Se debe evitar, por tanto, caer en la tentaci&amp;#243;n de una informaci&amp;#243;n superficial, alimentada por f&amp;#225;ciles entusiasmos o por alarmismos injustificados.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="Medio_ambiente_y_distribuci&amp;#243;n_de_los_bie"&gt;&lt;b&gt;Medio ambiente y distribuci&amp;#243;n de los bienes&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;481 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Tambi&amp;#233;n en el campo de la ecolog&amp;#237;a la doctrina social invita a tener presente que los bienes de la tierra han sido creados por Dios para ser sabiamente usados por todos: estos bienes deben ser equitativamente compartidos, seg&amp;#250;n la justicia y la caridad&lt;/i&gt;. Se trata fundamentalmente de impedir la injusticia de un acaparamiento de los recursos: la avidez, ya sea individual o colectiva, es contraria al orden de la creaci&amp;#243;n.&lt;sup&gt;1005&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; Los actuales problemas ecol&amp;#243;gicos, de car&amp;#225;cter planetario, pueden ser afrontados eficazmente s&amp;#243;lo gracias a una cooperaci&amp;#243;n internacional capaz de garantizar una mayor coordinaci&amp;#243;n en el uso de los recursos de la tierra&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;482 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El principio del destino universal de los bienes ofrece una orientaci&amp;#243;n fundamental, moral y cultural, para deshacer el complejo y dram&amp;#225;tico nexo que une la crisis ambiental con la pobreza&lt;/i&gt;. La actual crisis ambiental afecta particularmente a los m&amp;#225;s pobres, bien porque viven en tierras sujetas a la erosi&amp;#243;n y a la desertizaci&amp;#243;n, est&amp;#225;n implicados en conflictos armados o son obligados a migraciones forzadas, bien porque no disponen de los medios econ&amp;#243;micos y tecnol&amp;#243;gicos para protegerse de las calamidades.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Multitudes de estos pobres viven en los suburbios contaminados de las ciudades, en alojamientos fortuitos o en conglomerados de casas degradadas y peligrosas (&lt;i&gt;slums, bidonvilles, barrios, favelas&lt;/i&gt;). En el caso que se deba proceder a su traslado, y para no a&amp;#241;adir m&amp;#225;s sufrimiento al que ya padecen, es necesario proporcionar una informaci&amp;#243;n adecuada y previa, ofrecer alternativas de alojamientos dignos e implicar directamente a los interesados.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;T&amp;#233;ngase presente, adem&amp;#225;s, la situaci&amp;#243;n de los pa&amp;#237;ses penalizados por las reglas de un comercio internacional injusto, en los que la persistente escasez de capitales se agrava, con frecuencia, por el peso de la deuda externa: en estos casos, el hambre y la pobreza hacen casi inevitable una explotaci&amp;#243;n intensiva y excesiva del medio ambiente.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;483 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El estrecho v&amp;#237;nculo que existe entre el desarrollo de los pa&amp;#237;ses m&amp;#225;s pobres, los cambios demogr&amp;#225;ficos y un uso sostenible del ambiente, no debe utilizarse como pretexto para decisiones pol&amp;#237;ticas y econ&amp;#243;micas poco conformes a la dignidad de la persona humana&lt;/i&gt;. En el Norte del planeta se asiste a una &amp;#171; &lt;i&gt;ca&amp;#237;da de la tasa de natalidad&lt;/i&gt;, con repercusiones en el envejecimiento de la poblaci&amp;#243;n, incapaz incluso de renovarse biol&amp;#243;gicamente &amp;#187;,&lt;sup&gt;1006&lt;/sup&gt; mientras que en el Sur la situaci&amp;#243;n es diversa. Si bien es cierto que la desigual distribuci&amp;#243;n de la poblaci&amp;#243;n y de los recursos disponibles crean obst&amp;#225;culos al desarrollo y al uso sostenible del ambiente, debe reconocerse que el crecimiento demogr&amp;#225;fico es plenamente compatible con un desarrollo integral y solidario: &lt;sup&gt;1007&lt;/sup&gt; &amp;#171; Todos est&amp;#225;n de acuerdo en que la pol&amp;#237;tica demogr&amp;#225;fica representa s&amp;#243;lo una parte de una estrategia global de desarrollo. As&amp;#237; pues, es importante que cualquier discusi&amp;#243;n sobre pol&amp;#237;ticas demogr&amp;#225;ficas tenga en cuenta el desarrollo actual y futuro de las Naciones y las zonas. Al mismo tiempo, es imposible no considerar la verdadera naturaleza de lo que significa el t&amp;#233;rmino &amp;quot;desarrollo&amp;quot;. Todo desarrollo digno de este nombre ha de ser integral, es decir, ha de buscar el verdadero bien de toda persona y de toda la persona &amp;#187;.&lt;sup&gt;1008&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;484 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El principio del destino universal de los bienes, naturalmente, se aplica tambi&amp;#233;n al agua, considerada en la Sagrada Escritura s&amp;#237;mbolo de purificaci&amp;#243;n&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Sal&lt;/i&gt; 51,4; &lt;i&gt;Jn&lt;/i&gt; 13,8)&lt;i&gt; y de vida&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Jn &lt;/i&gt;3,5;&lt;i&gt; Ga&lt;/i&gt; 3,27): &amp;#171; Como don de Dios, el agua es instrumento vital, imprescindible para la supervivencia y, por tanto, un derecho de todos &amp;#187;.&lt;sup&gt;1009&lt;/sup&gt; La utilizaci&amp;#243;n del agua y de los servicios a ella vinculados debe estar orientada a satisfacer las necesidades de todos y sobre todo de las personas que viven en la pobreza. El acceso limitado al agua potable repercute sobre el bienestar de un n&amp;#250;mero enorme de personas y es con frecuencia causa de enfermedades, sufrimientos, conflictos, pobreza e incluso de muerte: para resolver adecuadamente esta cuesti&amp;#243;n, &amp;#171; se debe enfocar de forma que se establezcan criterios morales basados precisamente en el valor de la vida y en el respeto de los derechos humanos y de la dignidad de todos los seres humanos &amp;#187;.&lt;sup&gt;1010&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;485 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El agua, por su misma naturaleza, no puede ser tratada como una simple mercanc&amp;#237;a m&amp;#225;s entre las otras, y su uso debe ser racional y solidario&lt;/i&gt;. Su distribuci&amp;#243;n forma parte, tradicionalmente, de las responsabilidades de los entes p&amp;#250;blicos, porque el agua ha sido considerada siempre como un bien p&amp;#250;blico, una caracter&amp;#237;stica que debe mantenerse, aun cuando la gesti&amp;#243;n fuese confiada al sector privado. El derecho al agua,&lt;sup&gt;1011&lt;/sup&gt; como todos los derechos del hombre, se basa en la dignidad humana y no en valoraciones de tipo meramente cuantitativo, que consideran el agua s&amp;#243;lo como un bien econ&amp;#243;mico. Sin agua, la vida est&amp;#225; amenazada. Por tanto, el derecho al agua es un derecho universal e inalienable.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;d) &lt;a name="Nuevos_estilos_de_vida"&gt;&lt;b&gt;Nuevos estilos de vida&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;486 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los graves problemas ecol&amp;#243;gicos requieren un efectivo cambio de mentalidad que lleve a adoptar nuevos estilos de vida&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;1012&lt;/sup&gt; &amp;#171; a tenor de los cuales la b&amp;#250;squeda de la verdad, de la belleza y del bien, as&amp;#237; como la comuni&amp;#243;n con los dem&amp;#225;s hombres para un desarrollo com&amp;#250;n, sean los elementos que determinen las opciones del consumo, de los ahorros y de las inversiones &amp;#187;.&lt;sup&gt;1013&lt;/sup&gt; Tales estilos de vida deben estar presididos por la sobriedad, la templanza, la autodisciplina, tanto a nivel personal como social. Es necesario abandonar la l&amp;#243;gica del mero consumo y promover formas de producci&amp;#243;n agr&amp;#237;cola e industrial que respeten el orden de la creaci&amp;#243;n y satisfagan las necesidades primarias de todos. Una actitud semejante, favorecida por la renovada conciencia de la interdependencia que une entre s&amp;#237; a todos los habitantes de la tierra, contribuye a eliminar diversas causas de desastres ecol&amp;#243;gicos y garantiza una capacidad de pronta respuesta cuando estos percances afectan a pueblos y territorios.&lt;sup&gt;1014&lt;/sup&gt; La cuesti&amp;#243;n ecol&amp;#243;gica no debe ser afrontada &amp;#250;nicamente en raz&amp;#243;n de las terribles perspectivas que presagia la degradaci&amp;#243;n ambiental: tal cuesti&amp;#243;n debe ser, principalmente, una vigorosa motivaci&amp;#243;n para promover una aut&amp;#233;ntica solidaridad de dimensi&amp;#243;n mundial.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;487 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La actitud que debe caracterizar al hombre ante la creaci&amp;#243;n es esencialmente la de la gratitud y el reconocimiento&lt;/i&gt;: &lt;i&gt;el mundo, en efecto, orienta hacia el misterio de Dios, que lo ha creado y lo sostiene. &lt;/i&gt;Si se coloca entre par&amp;#233;ntesis la relaci&amp;#243;n con Dios, la naturaleza pierde su significado profundo, se la empobrece. En cambio, si se contempla la naturaleza en su dimensi&amp;#243;n de criatura, se puede establecer con ella una relaci&amp;#243;n comunicativa, captar su significado evocativo y simb&amp;#243;lico y penetrar as&amp;#237; en el horizonte del &lt;i&gt;misterio&lt;/i&gt;, que abre al hombre el paso hacia Dios, Creador de los cielos y de la tierra.&lt;i&gt; El mundo se presenta a la mirada del hombre como huella de Dios&lt;/i&gt;, lugar donde se revela su potencia creadora, providente y redentora.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-8527616308245005113?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/8527616308245005113/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=8527616308245005113&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/8527616308245005113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/8527616308245005113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/2008/06/captulo-dcimo-salvaguardar-el-medio.html' title='CAPÍTULO DÉCIMO: SALVAGUARDAR EL MEDIO AMBIENTE'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-4347515528821055967</id><published>2008-06-01T23:12:00.000-03:00</published><updated>2008-06-01T23:12:09.454-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RELIGIÓN'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='COLEGIO'/><title type='text'>CAPÍTULO NOVENO: LA COMUNIDAD INTERNACIONAL</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;I. ASPECTOS B&amp;#205;BLICOS&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a)&lt;b&gt; &lt;a name="La_unidad_de_la_familia_humana"&gt;La unidad de la familia humana&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;428 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las narraciones b&amp;#237;blicas sobre los or&amp;#237;genes muestran la unidad del g&amp;#233;nero humano y ense&amp;#241;an que el Dios de Israel es el Se&amp;#241;or de la historia y del cosmos&lt;/i&gt;: su acci&amp;#243;n abarca todo el mundo y la entera familia humana, a la cual est&amp;#225; destinada la obra de la creaci&amp;#243;n. La decisi&amp;#243;n de Dios de hacer al hombre a su imagen y semejanza (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;1,26-27) confiere a la criatura humana una dignidad &amp;#250;nica, que se extiende a todas las generaciones (cf. &lt;i&gt;Gn &lt;/i&gt;5) y sobre toda la tierra (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;10). &lt;i&gt;El libro del G&amp;#233;nesis muestra, adem&amp;#225;s, que el ser humano no ha sido creado aislado, sino dentro de un contexto&lt;/i&gt; del cual son parte integrante el espacio vital, que le asegura la libertad (el jard&amp;#237;n), la disponibilidad de alimentos (los &amp;#225;rboles del jard&amp;#237;n), el trabajo (el mandato de cultivar) y sobre todo la comunidad (el don de la ayuda de alguien semejante a &amp;#233;l) (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;2,8-24). Las condiciones que aseguran plenitud a la vida humana son, en todo el Antiguo Testamento, objeto de la bendici&amp;#243;n divina. Dios quiere garantizar al hombre los bienes necesarios para su crecimiento, la posibilidad de expresarse libremente, el resultado positivo del trabajo, la riqueza de relaciones entre seres semejantes.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;429 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La alianza de Dios con No&amp;#233; &lt;/i&gt;(cf.&lt;i&gt; Gn&lt;/i&gt; 9,1-17),&lt;i&gt; y en &amp;#233;l con toda la humanidad, despu&amp;#233;s de la destrucci&amp;#243;n causada por el diluvio, manifiesta que Dios quiere mantener para la comunidad humana la bendici&amp;#243;n de la fecundidad,&lt;/i&gt; la tarea de dominar la creaci&amp;#243;n y la absoluta dignidad e intangibilidad de la vida humana que hab&amp;#237;an caracterizado la primera creaci&amp;#243;n, no obstante que en ella se haya introducido, con el pecado, la degeneraci&amp;#243;n de la violencia y de la injusticia, castigada con el diluvio. El libro del &lt;i&gt;G&amp;#233;nesis&lt;/i&gt; presenta con admiraci&amp;#243;n la variedad de los pueblos, obra de la acci&amp;#243;n creadora de Dios (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;10,1-32) y, al mismo tiempo, estigmatiza el rechazo por parte del hombre de su condici&amp;#243;n de criatura, en el episodio de la torre de Babel (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;11,1-9). Todos los pueblos, en el plan divino, ten&amp;#237;an &amp;#171; un mismo lenguaje e id&amp;#233;nticas palabras &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 11,1), pero los hombres se dividen, dando la espalda al Creador (cf. &lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 11,4).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;430 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La alianza establecida por Dios con Abraham, elegido como &amp;#171; padre de una muchedumbre de pueblos &amp;#187;&lt;/i&gt; (&lt;i&gt;Gn &lt;/i&gt;17,4),&lt;i&gt; abre el camino para la reunificaci&amp;#243;n de la familia humana con su Creador. &lt;/i&gt;La historia de salvaci&amp;#243;n induce al pueblo de Israel a pensar que la acci&amp;#243;n divina est&amp;#233; limitada a su tierra. Sin embargo, poco a poco, se va consolidando la convicci&amp;#243;n que Dios act&amp;#250;a tambi&amp;#233;n entre las otras Naciones (cf.&lt;i&gt; Is&lt;/i&gt; 19,18-25). Los Profetas anunciar&amp;#225;n para el tiempo escatol&amp;#243;gico la peregrinaci&amp;#243;n de los pueblos al templo del Se&amp;#241;or y una era de paz entre las Naciones (cf.&lt;i&gt; Is&lt;/i&gt; 2,2-5; 66,18-23). Israel, disperso en el exilio, tomar&amp;#225; definitivamente conciencia de su papel de testigo del &amp;#250;nico Dios (cf. &lt;i&gt;Is &lt;/i&gt;44,6-8), Se&amp;#241;or del mundo y de la historia de los pueblos (cf.&lt;i&gt; Is&lt;/i&gt; 44,24-28).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Jesucristo_prototipo_y_fundamento_de_la_"&gt;&lt;b&gt;Jesucristo prototipo y fundamento de la nueva humanidad&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;431 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Se&amp;#241;or Jes&amp;#250;s es el prototipo y el fundamento de la nueva humanidad.&lt;/i&gt; En &amp;#201;l, verdadera &amp;#171; imagen de Dios &amp;#187; (&lt;i&gt;2 Co &lt;/i&gt;4,4), encuentra su plenitud el hombre creado por Dios a su imagen. En el testimonio definitivo de amor que Dios ha manifestado en la Cruz de Cristo, todas las barreras de enemistad han sido derribadas (cf.&lt;i&gt; Ef &lt;/i&gt;2,12-18) y para cuantos viven la vida nueva en Cristo, las diferencias raciales y culturales no son ya motivo de divisi&amp;#243;n (cf. &lt;i&gt;Rm&lt;/i&gt; 10,12;&lt;i&gt; Ga &lt;/i&gt;3,26-28;&lt;i&gt; Col&lt;/i&gt; 3,11).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Gracias al Esp&amp;#237;ritu, la Iglesia conoce el designio divino que alcanza a todo el g&amp;#233;nero humano&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Hch &lt;/i&gt;17,26) y que est&amp;#225; destinado a reunir, en el misterio de una salvaci&amp;#243;n realizada bajo el se&amp;#241;or&amp;#237;o de Cristo (cf. &lt;i&gt;Ef&lt;/i&gt; 1,8-10), toda la realidad creatural fragmentada y dispersa. Desde el d&amp;#237;a de Pentecost&amp;#233;s, cuando la Resurrecci&amp;#243;n es anunciada a los diversos pueblos y comprendida por cada uno en su propia lengua (cf.&lt;i&gt; Hch &lt;/i&gt;2,6), la Iglesia cumple la misi&amp;#243;n de restaurar y testimoniar la unidad perdida en Babel: gracias a este ministerio eclesial, la familia humana est&amp;#225; llamada a redescubrir su unidad y a reconocer la riqueza de sus diferencias, para alcanzar en Cristo &amp;#171; la unidad completa &amp;#187;.&lt;sup&gt;873&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="La_vocaci&amp;#243;n_universal_del_cristianismo"&gt;&lt;b&gt;La vocaci&amp;#243;n universal del cristianismo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;432 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El mensaje cristiano ofrece una visi&amp;#243;n universal de la vida de los hombres y de los pueblos sobre la tierra&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;874&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; que hace comprender la unidad de la familia humana&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;875&lt;/sup&gt; Esta unidad no se construye con la fuerza de las armas, del terror o de la prepotencia; es m&amp;#225;s bien el resultado de aquel &amp;#171; supremo&lt;i&gt; modelo de unidad&lt;/i&gt;, reflejo de la vida &amp;#237;ntima de Dios, Uno en tres personas... que los cristianos expresamos con la palabra &amp;#8220;&lt;i&gt;comuni&amp;#243;n&lt;/i&gt;&amp;#8221; &amp;#187;,&lt;sup&gt;876&lt;/sup&gt; y una conquista de la&lt;i&gt; fuerza moral y cultural de la libertad&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;877&lt;/sup&gt; El mensaje cristiano ha sido decisivo para hacer entender a la humanidad que los pueblos tienden a unirse no s&amp;#243;lo en raz&amp;#243;n de formas de organizaci&amp;#243;n, de vicisitudes pol&amp;#237;ticas, de proyectos econ&amp;#243;micos o en nombre de un internacionalismo abstracto e ideol&amp;#243;gico, sino porque libremente se orientan hacia la cooperaci&amp;#243;n, conscientes de &amp;#171; pertenecer como miembros vivos a la gran comunidad mundial &amp;#187;.&lt;sup&gt;878&lt;/sup&gt; La comunidad mundial debe proponerse cada vez m&amp;#225;s y mejor como figura concreta de la unidad querida por el Creador: &amp;#171; Ninguna &amp;#233;poca podr&amp;#225; borrar la unidad social de los hombres, puesto que consta de individuos que poseen con igual derecho una misma dignidad natural. Por esta causa, ser&amp;#225; siempre necesario, por imperativos de la misma naturaleza, atender debidamente al bien&lt;i&gt; universal&lt;/i&gt;, es decir, al que afecta a toda la familia humana &amp;#187;.&lt;sup&gt;879&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;II. LAS REGLAS FUNDAMENTALES       &lt;br /&gt;DE LA COMUNIDAD INTERNACIONAL&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="Comunidad_Internacional_y_valores"&gt;&lt;b&gt;Comunidad Internacional y valores&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;433 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La centralidad de la persona humana y la natural tendencia de las personas y de los pueblos a estrechar relaciones entre s&amp;#237;, son los elementos fundamentales para construir una verdadera Comunidad Internacional, cuya organizaci&amp;#243;n debe orientarse al efectivo bien com&amp;#250;n universal&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;880&lt;/sup&gt; A pesar de que est&amp;#233; ampliamente difundida la aspiraci&amp;#243;n hacia una aut&amp;#233;ntica comunidad internacional, la unidad de la familia humana no encuentra todav&amp;#237;a realizaci&amp;#243;n, puesto que se ve obstaculizada por ideolog&amp;#237;as materialistas y nacionalistas que niegan los valores propios de la persona considerada integralmente, en todas sus dimensiones, material y espiritual, individual y comunitaria. En particular, es moralmente inaceptable cualquier teor&amp;#237;a o comportamiento inspirados en el racismo y en la discriminaci&amp;#243;n racial.&lt;sup&gt;881&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La convivencia entre las Naciones se funda en los mismos valores que deben orientar la de los seres humanos entre s&amp;#237;: la verdad, la justicia, la solidaridad y la libertad&lt;sup&gt;882&lt;/sup&gt;&lt;/i&gt;. La ense&amp;#241;anza de la Iglesia en el &amp;#225;mbito de los principios constitutivos de la Comunidad Internacional, exhorta a las relaciones entre los pueblos y las comunidades pol&amp;#237;ticas encuentren su justa regulaci&amp;#243;n en la raz&amp;#243;n, la equidad, el derecho, la negociaci&amp;#243;n, al tiempo que excluye el recurso a la violencia y a la guerra, a formas de discriminaci&amp;#243;n, de intimidaci&amp;#243;n y de enga&amp;#241;o.&lt;sup&gt;883&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;434 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El derecho se presenta como instrumento de garant&amp;#237;a del orden internacional&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;884&lt;/sup&gt; es decir, de la convivencia entre comunidades pol&amp;#237;ticas que individualmente buscan el bien com&amp;#250;n de sus ciudadanos y que colectivamente deben tender al de todos los pueblos,&lt;sup&gt;885&lt;/sup&gt; con la convicci&amp;#243;n de que el bien com&amp;#250;n de una Naci&amp;#243;n es inseparable del bien de toda la familia humana.&lt;sup&gt;886&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La Comunidad Internacional&lt;/i&gt;&lt;i&gt; es una comunidad jur&amp;#237;dica fundada en la soberan&amp;#237;a de cada uno de los Estados miembros, sin v&amp;#237;nculos de subordinaci&amp;#243;n que nieguen o limiten su independencia&lt;sup&gt;887&lt;/sup&gt;&lt;/i&gt;. Concebir de este modo la comunidad internacional&lt;i&gt; no significa en absoluto relativizar o eliminar las diferencias y caracter&amp;#237;sticas peculiares de cada pueblo, sino favorecer sus expresiones&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;888&lt;/sup&gt; La valoraci&amp;#243;n de las diferentes identidades ayuda a superar las diversas formas de divisi&amp;#243;n que tienden a separar los pueblos y hacerlos portadores de un ego&amp;#237;smo de efectos desestabilizadores.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;435 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Magisterio reconoce la importancia de la soberan&amp;#237;a nacional, concebida ante todo como expresi&amp;#243;n de la libertad que debe regular las relaciones entre los Estados&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;889&lt;/sup&gt; La soberan&amp;#237;a representa la&lt;i&gt; subjetividad&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;890&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;de una Naci&amp;#243;n&lt;/i&gt; en su perfil pol&amp;#237;tico, econ&amp;#243;mico, social y cultural. La dimensi&amp;#243;n cultural adquiere un valor decisivo como punto de apoyo para resistir los actos de agresi&amp;#243;n o las formas de dominio que condicionan la libertad de un pa&amp;#237;s: la cultura constituye la garant&amp;#237;a para conservar la identidad de un pueblo, expresa y promueve su&lt;i&gt; soberan&amp;#237;a espiritual&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;891&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La soberan&amp;#237;a nacional no es, sin embargo, un absoluto. Las Naciones pueden renunciar libremente al ejercicio de algunos de sus derechos, en orden a lograr un objetivo com&amp;#250;n, &lt;/i&gt;con la conciencia de formar una &amp;#171; familia &amp;#187;,&lt;sup&gt;892&lt;/sup&gt; donde deben reinar la confianza rec&amp;#237;proca, el apoyo y respeto mutuos. En esta perspectiva, merece una atenta consideraci&amp;#243;n la ausencia de un acuerdo internacional que vele adecuadamente por &amp;#171; los derechos de las Naciones &amp;#187;,&lt;sup&gt;893&lt;/sup&gt; cuya preparaci&amp;#243;n podr&amp;#237;a resolver de manera oportuna las cuestiones relacionadas con la justicia y la libertad en el mundo contempor&amp;#225;neo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Relaciones_fundadas_sobre_la_armon&amp;#237;a_ent"&gt;&lt;b&gt;Relaciones fundadas sobre la armon&amp;#237;a entre el orden jur&amp;#237;dico y el orden moral&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;436 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Para realizar y consolidar un orden internacional que garantice eficazmente la pac&amp;#237;fica convivencia entre los pueblos, la misma ley moral que rige la vida de los hombres debe regular tambi&amp;#233;n las relaciones entre los Estados&lt;/i&gt;: &amp;#171; Ley moral, cuya observancia debe ser inculcada y promovida por la opini&amp;#243;n p&amp;#250;blica de todas las Naciones y de todos los Estados con tal unanimidad de voz y de fuerza, que ninguno pueda osar ponerla en duda o atenuar su v&amp;#237;nculo obligante &amp;#187;.&lt;sup&gt;894&lt;/sup&gt; Es necesario que la&lt;i&gt; ley moral universal, &lt;/i&gt;escrita en el coraz&amp;#243;n del hombre, sea considerada efectiva e inderogable cual viva expresi&amp;#243;n de la conciencia que la humanidad tiene en com&amp;#250;n, una &amp;#171; gram&amp;#225;tica &amp;#187; &lt;sup&gt;895&lt;/sup&gt; capaz de orientar el di&amp;#225;logo sobre el futuro del mundo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;437 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El respeto universal de los principios que inspiran una &amp;#171; ordenaci&amp;#243;n jur&amp;#237;dica del Estado, la cual responde a las normas de la moral &amp;#187;&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;896&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;es condici&amp;#243;n necesaria para la estabilidad de la vida internacional. La b&amp;#250;squeda de tal estabilidad ha propiciado la gradual elaboraci&amp;#243;n de un derecho de gentes&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;897&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;&amp;#171; ius gentium &amp;#187;&lt;/i&gt;, que puede considerarse como el &amp;#171; antepasado del derecho internacional &amp;#187;.&lt;sup&gt;898&lt;/sup&gt; La reflexi&amp;#243;n jur&amp;#237;dica y teol&amp;#243;gica, vinculada al derecho natural, ha formulado &amp;#171; principios universales que son anteriores y superiores al derecho interno de los Estados &amp;#187;,&lt;sup&gt;899&lt;/sup&gt; como son la unidad del g&amp;#233;nero humano, la igual dignidad de todos los pueblos, el rechazo de la guerra para superar las controversias, la obligaci&amp;#243;n de cooperar al bien com&amp;#250;n, la exigencia de mantener los acuerdos suscritos (&amp;#171; &lt;i&gt;pacta sunt servanda &amp;#187;&lt;/i&gt;). Este &amp;#250;ltimo principio se debe subrayar especialmente a fin de evitar &amp;#171; la tentaci&amp;#243;n de apelar al&lt;i&gt; derecho de la fuerza &lt;/i&gt;m&amp;#225;s que a la &lt;i&gt;fuerza del derecho&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;900&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;438 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Para resolver los conflictos que surgen entre las diversas comunidades pol&amp;#237;ticas y que comprometen la estabilidad de las Naciones y la seguridad internacional, es indispensable pactar reglas comunes derivadas del di&amp;#225;logo, renunciando definitivamente a la idea de buscar la justicia mediante el recurso a la guerra&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;901&lt;/sup&gt; &amp;#171; La guerra puede terminar, sin vencedores ni vencidos, en un suicidio de la humanidad; por lo cual hay que repudiar la l&amp;#243;gica que conduce a ella, la idea de que la lucha por la destrucci&amp;#243;n del adversario, la contradicci&amp;#243;n y la guerra misma sean factores de progreso y de avance de la historia &amp;#187;.&lt;sup&gt;902&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La Carta&lt;/i&gt;&lt;i&gt; de las Naciones Unidas repudia no s&amp;#243;lo el recurso a la fuerza, sino tambi&amp;#233;n la misma amenaza de emplearla&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;903&lt;/sup&gt; esta disposici&amp;#243;n naci&amp;#243; de la tr&amp;#225;gica experiencia de la Segunda Guerra Mundial. El Magisterio no hab&amp;#237;a dejado de se&amp;#241;alar, durante aquel conflicto, algunos factores indispensables para edificar un nuevo orden internacional: la libertad y la integridad territorial de cada Naci&amp;#243;n; la tutela de los derechos de las minor&amp;#237;as; un reparto equitativo de los bienes de la tierra; el rechazo de la guerra y la puesta en pr&amp;#225;ctica del desarme; la observancia de los pactos acordados; el cese de la persecuci&amp;#243;n religiosa.&lt;sup&gt;904&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;439 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Para consolidar el primado del derecho, es importante ante todo consolidar el principio de la confianza rec&amp;#237;proca&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;905&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;En esta perspectiva, es necesario remozar los instrumentos normativos para la soluci&amp;#243;n pac&amp;#237;fica de las controversias de modo que se refuercen su alcance y su obligatoriedad. &lt;/i&gt;Las instituciones de la negociaci&amp;#243;n, la mediaci&amp;#243;n, la conciliaci&amp;#243;n y el arbitraje, que son expresi&amp;#243;n de la legalidad internacional, deben apoyarse en la creaci&amp;#243;n de &amp;#171; &lt;i&gt;una autoridad judicial totalmente efectiva&lt;/i&gt; en un mundo en paz &amp;#187;.&lt;sup&gt;906&lt;/sup&gt; Un progreso en esta direcci&amp;#243;n permitir&amp;#225; a la Comunidad Internacional presentarse no ya como un simple momento de agrupaci&amp;#243;n de la vida de los Estados, sino como una estructura en la que los conflictos pueden resolverse pac&amp;#237;ficamente: &amp;#171; As&amp;#237; como dentro de cada Estado (...) el sistema de la venganza privada y de la represalia ha sido sustituido por el imperio de la ley, as&amp;#237; tambi&amp;#233;n es urgente ahora que semejante progreso tenga lugar en la Comunidad internacional &amp;#187;.&lt;sup&gt;907&lt;/sup&gt; En definitiva, el derecho internacional &amp;#171; debe evitar que prevalezca la ley del m&amp;#225;s fuerte &amp;#187;.&lt;sup&gt;908&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;III. LA ORGANIZACI&amp;#211;N       &lt;br /&gt;DE LA COMUNIDAD INTERNACIONAL&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="El_valor_de_las_Organizaciones_Internaci"&gt;&lt;b&gt;El valor de las Organizaciones Internacionales&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;440 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Iglesia&lt;/i&gt;&lt;i&gt; favorece el camino hacia una aut&amp;#233;ntica &amp;#171; comunidad &amp;#187; internacional, que ha asumido una direcci&amp;#243;n precisa mediante la instituci&amp;#243;n de la Organizaci&amp;#243;n de las Naciones Unidas en 1945&lt;/i&gt;. Esta organizaci&amp;#243;n &amp;#171; ha contribuido a promover notablemente el respeto de la dignidad humana, la libertad de los pueblos y la exigencia del desarrollo, preparando el terreno cultural e institucional sobre el cual construir la paz &amp;#187;.&lt;sup&gt;909&lt;/sup&gt; La doctrina social, en general, considera positivo el papel de las Organizaciones intergubernamentales, en particular de las que act&amp;#250;an en sectores espec&amp;#237;ficos,&lt;sup&gt;910&lt;/sup&gt; si bien ha expresado reservas cuando afrontan los problemas de forma incorrecta.&lt;sup&gt;911&lt;/sup&gt; El Magisterio recomienda que la acci&amp;#243;n de los Organismos internacionales responda a las necesidades humanas en la vida social y en los ambientes relevantes para la convivencia pac&amp;#237;fica y ordenada de las Naciones y de los pueblos.&lt;sup&gt;912&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;441 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La solicitud por lograr una ordenada y pac&amp;#237;fica convivencia de la familia humana impulsa al Magisterio a destacar la exigencia de instituir &amp;#171; una autoridad p&amp;#250;blica universal reconocida por todos, con poder eficaz para garantizar la seguridad, el cumplimiento de la justicia y el respeto de los derechos &amp;#187;&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;913&lt;/sup&gt; En el curso de la historia, no obstante los cambios de perspectiva de las diversas &amp;#233;pocas, se ha advertido constantemente la necesidad de una autoridad semejante para responder a los problemas de dimensi&amp;#243;n mundial que presenta la b&amp;#250;squeda del bien com&amp;#250;n: es esencial que esta autoridad sea el fruto de un acuerdo y no de una imposici&amp;#243;n, y no se entienda como un &amp;#171; super-estado global &amp;#187;.&lt;sup&gt;914&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Una autoridad pol&amp;#237;tica ejercida en el marco de la Comunidad Internacional debe estar regulada por el derecho, ordenada al bien com&amp;#250;n y ser respetuosa del principio de subsidiaridad&lt;/i&gt;: &amp;#171; No corresponde a esta autoridad mundial limitar la esfera de acci&amp;#243;n o invadir la competencia propia de la autoridad p&amp;#250;blica de cada Estado. Por el contrario, la autoridad mundial debe procurar que en todo el mundo se cree un ambiente dentro del cual no s&amp;#243;lo los poderes p&amp;#250;blicos de cada Naci&amp;#243;n, sino tambi&amp;#233;n los individuos y los grupos intermedios, puedan con mayor seguridad realizar sus funciones, cumplir sus deberes y defender sus derechos &amp;#187;.&lt;sup&gt;915&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;442 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una pol&amp;#237;tica internacional que tienda al objetivo de la paz y del desarrollo mediante la adopci&amp;#243;n de medidas coordinadas&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;916&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;es m&amp;#225;s que nunca necesaria a causa de la globalizaci&amp;#243;n de los problemas&lt;/i&gt;. El Magisterio subraya que la interdependencia entre los hombres y entre las Naciones adquiere una dimensi&amp;#243;n moral y determina las relaciones del mundo actual en el &amp;#225;mbito econ&amp;#243;mico, cultural, pol&amp;#237;tico y religioso. En este contexto es de desear una revisi&amp;#243;n de las Organizaciones internacionales; es &amp;#233;ste un proceso que &amp;#171; supone la superaci&amp;#243;n de las rivalidades pol&amp;#237;ticas y la renuncia a la voluntad de instrumentalizar dichas organizaciones, cuya raz&amp;#243;n &amp;#250;nica debe ser el&lt;i&gt; bien com&amp;#250;n&lt;/i&gt; &amp;#187;,&lt;sup&gt;917&lt;/sup&gt; con el objetivo de conseguir &amp;#171; &lt;i&gt;un grado superior de ordenamiento internacional&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;918&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;En particular, las estructuras intergubernamentales deben ejercitar eficazmente sus funciones de control y gu&amp;#237;a en el campo de la econom&amp;#237;a, &lt;/i&gt;ya que el logro del bien com&amp;#250;n es hoy en d&amp;#237;a una meta inalcanzable para cada uno de los Estados, aun cuando posean un gran dominio en t&amp;#233;rminos de poder, riqueza, fuerza pol&amp;#237;tica.&lt;sup&gt;919&lt;/sup&gt; Los Organismos internacionales deben, adem&amp;#225;s, garantizar la igualdad, que es el fundamento del derecho de todos a la participaci&amp;#243;n en el proceso de pleno desarrollo, respetando las leg&amp;#237;timas diversidades.&lt;sup&gt;920&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;443 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Magisterio valora positivamente el papel de las agrupaciones que se han ido creando en la sociedad civil para desarrollar una importante funci&amp;#243;n de formaci&amp;#243;n y sensibilizaci&amp;#243;n de la opini&amp;#243;n p&amp;#250;blica en los diversos aspectos de la vida internacional&lt;/i&gt;, con una especial atenci&amp;#243;n por el respeto de los derechos del hombre, como lo demuestra &amp;#171; el n&amp;#250;mero de asociaciones privadas, algunas de alcance mundial, de reciente creaci&amp;#243;n, y casi todas comprometidas en seguir con extremo cuidado y loable objetividad los acontecimientos internacionales en un campo tan delicado &amp;#187;.&lt;sup&gt;921&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Los Gobiernos deber&amp;#237;an sentirse animados a la vista de este esfuerzo, que busca poner en pr&amp;#225;ctica los ideales que inspiran la comunidad internacional, &amp;#171; especialmente a trav&amp;#233;s de los gestos concretos de solidaridad y de paz de tantas personas que trabajan en las &lt;i&gt;Organizaciones No Gubernativas&lt;/i&gt; y en los&lt;i&gt; Movimientos &lt;/i&gt;en favor de los derechos humanos &amp;#187;.&lt;sup&gt;922&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="La_personalidad_jur&amp;#237;dica_de_la_Santa_Sed"&gt;&lt;b&gt;La personalidad jur&amp;#237;dica de &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;la Santa Sede&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;444 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Santa Sede&lt;/i&gt;&lt;i&gt; &amp;#8212;o Sede Apost&amp;#243;lica&lt;/i&gt;&amp;#8212; &lt;sup&gt;923&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; goza de plena subjetividad internacional, en cuanto autoridad soberana que realiza actos jur&amp;#237;dicamente propios. Ejerce una soberan&amp;#237;a externa, reconocida en el marco de la Comunidad Internacional, que refleja la ejercida dentro de la Iglesia&lt;/i&gt; y que se caracteriza por la &lt;i&gt;unidad organizativa &lt;/i&gt;y la&lt;i&gt; independencia&lt;/i&gt;. La Iglesia se sirve de las modalidades jur&amp;#237;dicas que son necesarias o &amp;#250;tiles para el desempe&amp;#241;o de su misi&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La actividad internacional de la Santa Sede se manifiesta objetivamente seg&amp;#250;n diversos aspectos, entre los que se hallan&lt;/i&gt;: el derecho de legaci&amp;#243;n activo y pasivo; el ejercicio del &amp;#171; &lt;i&gt;ius contrahendi&lt;/i&gt; &amp;#187;, con la estipulaci&amp;#243;n de tratados; la participaci&amp;#243;n en organizaciones intergubernamentales, como por ejemplo, las que pertenecen al sistema de las Naciones Unidas; las iniciativas de mediaci&amp;#243;n en caso de conflicto. Esta actividad pretende ofrecer un servicio desinteresado a la Comunidad Internacional, ya que no busca beneficios de parte, sino el bien com&amp;#250;n de toda la familia humana. En este contexto, la Santa Sede se sirve especialmente del propio personal diplom&amp;#225;tico.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;445 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El servicio diplom&amp;#225;tico de la Santa Sede, fruto de una praxis antigua y consolidada, es un instrumento que act&amp;#250;a no s&amp;#243;lo para la &lt;/i&gt;&amp;#171; libertas Ecclesiae &amp;#187;&lt;i&gt;, sino tambi&amp;#233;n para la defensa y la promoci&amp;#243;n de la dignidad humana, as&amp;#237; como para establecer un orden social basado en los valores de la &lt;/i&gt;justicia, la verdad, la libertad y el amor: &amp;#171; Por un nativo derecho inherente a nuestra misma misi&amp;#243;n espiritual, favorecido por un secular desarrollo de acontecimientos hist&amp;#243;ricos, tambi&amp;#233;n Nos enviamos nuestros legados a las supremas autoridades de los Estados en los que est&amp;#225; radicada o presente de alguna manera la Iglesia Cat&amp;#243;lica. Es cierto que las finalidades de la Iglesia y del Estado son de orden diferente, y que ambas son sociedades perfectas, dotadas, por tanto, de medios propios, y son independientes en la propia esfera de acci&amp;#243;n; pero es tambi&amp;#233;n cierto que una y otra act&amp;#250;an en beneficio de un sujeto com&amp;#250;n, el hombre, llamado por Dios a la salvaci&amp;#243;n eterna y colocado en la tierra para permitirle, con la ayuda de la gracia, obtenerla mediante una vida de trabajo, que le proporcione bienestar en una convivencia pac&amp;#237;fica &amp;#187;.&lt;sup&gt;924&lt;/sup&gt; El bien de las personas y de las comunidades humanas resulta favorecido cuando existe un di&amp;#225;logo constructivo y articulado entre la Iglesia y las autoridades civiles, que se expresa tambi&amp;#233;n mediante la estipulaci&amp;#243;n de acuerdos rec&amp;#237;procos. Este di&amp;#225;logo tiende a establecer o reforzar relaciones de rec&amp;#237;proca comprensi&amp;#243;n y colaboraci&amp;#243;n, as&amp;#237; como a prevenir o a sanar eventuales tensiones, con el fin de contribuir al progreso de cada pueblo y de toda la humanidad en la justicia y en la paz.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;IV. LA COOPERACI&amp;#211;N INTERNACIONAL       &lt;br /&gt;PARA EL DESARROLLO&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="Colaboraci&amp;#243;n_para_garantizar_el_derecho_"&gt;&lt;b&gt;Colaboraci&amp;#243;n para garantizar el derecho al desarrollo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;446 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La soluci&amp;#243;n al problema del desarrollo requiere la cooperaci&amp;#243;n entre las comunidades pol&amp;#237;ticas particulares: &lt;/i&gt;&amp;#171; Las Naciones, al hallarse necesitadas las unas de ayudas complementarias y las otras de ulteriores perfeccionamientos, s&amp;#243;lo podr&amp;#225;n atender a su propia utilidad mirando simult&amp;#225;neamente al provecho de los dem&amp;#225;s. Por lo cual es de todo punto preciso que los Estados se entiendan bien y se presten ayuda mutua &amp;#187;.&lt;sup&gt;925&lt;/sup&gt; El subdesarrollo parece una situaci&amp;#243;n imposible de eliminar, casi una condena fatal, si se considera que &amp;#233;ste no es s&amp;#243;lo fruto de decisiones humanas equivocadas, sino tambi&amp;#233;n resultado de &amp;#171; &lt;i&gt;mecanismos&lt;/i&gt; econ&amp;#243;micos, financieros y sociales &amp;#187; &lt;sup&gt;926&lt;/sup&gt; y de &amp;#171; estructuras de pecado &amp;#187; &lt;sup&gt;927&lt;/sup&gt; que impiden el pleno desarrollo de los hombres y de los pueblos.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Estas dificultades, sin embargo, deben ser afrontadas con determinaci&amp;#243;n firme y perseverante&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;porque el desarrollo no es s&amp;#243;lo una aspiraci&amp;#243;n, sino un derecho&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;928&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;que, como todo derecho, implica una obligaci&amp;#243;n&lt;/i&gt;: &amp;#171; La cooperaci&amp;#243;n al desarrollo de todo el hombre y de cada hombre es un deber de&lt;i&gt; todos para con todos&lt;/i&gt; y, al mismo tiempo, debe ser com&amp;#250;n a las cuatro partes del mundo: Este y Oeste, Norte y Sur &amp;#187;.&lt;sup&gt;929&lt;/sup&gt; En la visi&amp;#243;n del Magisterio,&lt;i&gt; el derecho al desarrollo&lt;/i&gt; se funda en los siguientes principios: unidad de origen y destino com&amp;#250;n de la familia humana; igualdad entre todas las personas y entre todas las comunidades, basada en la dignidad humana; destino universal de los bienes de la tierra; integridad de la noci&amp;#243;n de desarrollo; centralidad de la persona humana; solidaridad.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;447 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social induce a formas de cooperaci&amp;#243;n capaces de incentivar el acceso al mercado internacional de los pa&amp;#237;ses marcados por la pobreza y el subdesarrollo&lt;/i&gt;: &amp;#171; En a&amp;#241;os recientes se ha afirmado que el desarrollo de los pa&amp;#237;ses m&amp;#225;s pobres depend&amp;#237;a del aislamiento del mercado mundial, as&amp;#237; como de su confianza exclusiva en las propias fuerzas. La historia reciente ha puesto de manifiesto que los pa&amp;#237;ses que se han marginado han experimentado un estancamiento y retroceso; en cambio, han experimentado un desarrollo los pa&amp;#237;ses que han logrado introducirse en la interrelaci&amp;#243;n general de las actividades econ&amp;#243;micas a nivel internacional. Parece, pues, que el mayor problema est&amp;#225; en conseguir un acceso equitativo al mercado internacional, fundado no sobre el principio unilateral de la explotaci&amp;#243;n de los recursos naturales, sino sobre la valoraci&amp;#243;n de los recursos humanos &amp;#187;.&lt;sup&gt;930&lt;/sup&gt; Entre las causas que en mayor medida concurren a determinar el subdesarrollo y la pobreza, adem&amp;#225;s de la imposibilidad de acceder al mercado internacional,&lt;sup&gt;931&lt;/sup&gt; se encuentran el analfabetismo, las dificultades alimenticias, la ausencia de estructuras y servicios, la carencia de medidas que garanticen la asistencia b&amp;#225;sica en el campo de la salud, la falta de agua potable, la corrupci&amp;#243;n, la precariedad de las instituciones y de la misma vida pol&amp;#237;tica. Existe, en muchos pa&amp;#237;ses, una conexi&amp;#243;n entre la pobreza y la falta de libertad, de posibilidades de iniciativa econ&amp;#243;mica, de administraci&amp;#243;n estatal capaz de predisponer un adecuado sistema de educaci&amp;#243;n e informaci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;448 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El esp&amp;#237;ritu de cooperaci&amp;#243;n internacional requiere que, por encima de la estrecha l&amp;#243;gica del mercado, se desarrolle la conciencia del deber de solidaridad, de justicia social y de caridad universal&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;932&lt;/sup&gt; porque existe &amp;#171; &lt;i&gt;algo que es debido al hombre porque es hombre, &lt;/i&gt;en virtud de su eminente dignidad &amp;#187;.&lt;sup&gt;933&lt;/sup&gt; La cooperaci&amp;#243;n es la v&amp;#237;a en la que la Comunidad Internacional en su conjunto debe comprometerse y recorrer &amp;#171; seg&amp;#250;n una concepci&amp;#243;n adecuada del bien com&amp;#250;n con referencia a toda la familia humana &amp;#187;.&lt;sup&gt;934&lt;/sup&gt; De ella derivar&amp;#225;n efectos muy positivos, por ejemplo, un aumento de confianza en las potencialidades de las personas pobres y, por tanto, de los pa&amp;#237;ses pobres y una equitativa distribuci&amp;#243;n de los bienes.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Lucha_contra_la_pobreza"&gt;&lt;b&gt;Lucha contra la pobreza&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;449 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Al comienzo del nuevo milenio, la pobreza de miles de millones de hombres y mujeres es &amp;#171; la cuesti&amp;#243;n que, m&amp;#225;s que cualquier otra, interpela nuestra conciencia humana y cristiana &amp;#187;&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;935&lt;/sup&gt; La pobreza manifiesta un dram&amp;#225;tico problema de justicia: la pobreza, en sus diversas formas y consecuencias, se caracteriza por un crecimiento desigual y no reconoce a cada pueblo el &amp;#171; igual derecho a &amp;#8220;sentarse a la mesa del banquete com&amp;#250;n&amp;#8221; &amp;#187;.&lt;sup&gt;936&lt;/sup&gt; Esta pobreza hace imposible la realizaci&amp;#243;n de aquel&lt;i&gt; humanismo pleno &lt;/i&gt;que la Iglesia auspicia y propone, a fin de que las personas y los pueblos puedan &amp;#171; ser m&amp;#225;s &amp;#187; &lt;sup&gt;937&lt;/sup&gt; y vivir en &amp;#171; condiciones m&amp;#225;s humanas &amp;#187;.&lt;sup&gt;938&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La lucha contra la pobreza encuentra una fuerte motivaci&amp;#243;n en la opci&amp;#243;n o amor preferencial de la Iglesia por los pobres&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;939&lt;/sup&gt; En toda su ense&amp;#241;anza social, la Iglesia no se cansa de confirmar tambi&amp;#233;n otros principios fundamentales: primero entre todos, el &lt;i&gt;destino universal de los bienes&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;940&lt;/sup&gt; Con la constante reafirmaci&amp;#243;n del principio de la&lt;i&gt; solidaridad&lt;/i&gt;, la doctrina social insta a pasar a la acci&amp;#243;n para promover &amp;#171; el bien de todos y cada uno, para que todos seamos verdaderamente responsables de todos &amp;#187;.&lt;sup&gt;941&lt;/sup&gt; El principio de solidaridad, tambi&amp;#233;n en la lucha contra la pobreza, debe ir siempre acompa&amp;#241;ado oportunamente por el de &lt;i&gt;subsidiaridad&lt;/i&gt;, gracias al cual es posible estimular el esp&amp;#237;ritu de iniciativa, base fundamental de todo desarrollo socioecon&amp;#243;mico, en los mismos pa&amp;#237;ses pobres: &lt;sup&gt;942&lt;/sup&gt; a los pobres se les debe mirar &amp;#171; no como un problema, sino como los que pueden llegar a ser sujetos y protagonistas de un futuro nuevo y m&amp;#225;s humano para todo el mundo &amp;#187;.&lt;sup&gt;943&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="La_deuda_externa"&gt;&lt;b&gt;La deuda externa&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;450 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El derecho al desarrollo debe tenerse en cuenta en las cuestiones vinculadas a la crisis deudora de muchos pa&amp;#237;ses pobres&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;944&lt;/sup&gt; Esta crisis tiene en su origen causas complejas de naturaleza diversa, tanto de car&amp;#225;cter internacional &amp;#8212;fluctuaci&amp;#243;n de los cambios, especulaci&amp;#243;n financiera, neocolonialismo econ&amp;#243;mico&amp;#8212; como internas a los pa&amp;#237;ses endeudados &amp;#8212;corrupci&amp;#243;n, mala gesti&amp;#243;n del dinero p&amp;#250;blico, utilizaci&amp;#243;n distorsionada de los pr&amp;#233;stamos recibidos&amp;#8212;. Los mayores sufrimientos, atribuibles a cuestiones estructurales pero tambi&amp;#233;n a comportamientos personales, recaen sobre la poblaci&amp;#243;n de los pa&amp;#237;ses endeudados y pobres, que no tiene culpa alguna. La comunidad internacional no puede desentenderse de semejante situaci&amp;#243;n: incluso reafirmando el principio de que la deuda adquirida debe ser saldada, es necesario encontrar los caminos para no comprometer el &amp;#171; derecho fundamental de los pueblos a la subsistencia y al progreso &amp;#187;.&lt;sup&gt;945&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-4347515528821055967?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/4347515528821055967/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=4347515528821055967&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/4347515528821055967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/4347515528821055967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/2008/06/captulo-noveno-la-comunidad.html' title='CAPÍTULO NOVENO: LA COMUNIDAD INTERNACIONAL'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-4098422517812841986</id><published>2008-06-01T23:08:00.001-03:00</published><updated>2008-06-01T23:08:33.129-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RELIGIÓN'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='COLEGIO'/><title type='text'>CAPÍTULO OCTAVO: LA COMUNIDAD POLÍTICA</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;I. ASPECTOS B&amp;#205;BLICOS&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a)&lt;b&gt; &lt;a name="El_se&amp;#241;or&amp;#237;o_de_Dios"&gt;El se&amp;#241;or&amp;#237;o de Dios&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;377 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El pueblo de Israel, en la fase inicial de su historia, no tiene rey, como los otros pueblos, porque reconoce solamente el se&amp;#241;or&amp;#237;o de Yahv&amp;#233;h. Dios interviene en la historia a trav&amp;#233;s de hombres carism&amp;#225;ticos, &lt;/i&gt;como atestigua el Libro de los Jueces. Al &amp;#250;ltimo de estos hombres, Samuel, juez y profeta, el pueblo le pedir&amp;#225; un rey (cf. &lt;i&gt;1 S&lt;/i&gt; 8,5; 10,18-19). Samuel advierte a los israelitas las consecuencias de un ejercicio desp&amp;#243;tico de la realeza (cf.&lt;i&gt; 1 S&lt;/i&gt; 8,11-18). El poder real, sin embargo, tambi&amp;#233;n se puede experimentar como un don de Yahv&amp;#233;h que viene en auxilio de su pueblo (cf.&lt;i&gt; 1 S&lt;/i&gt; 9,16). Al final, Sa&amp;#250;l recibir&amp;#225; la unci&amp;#243;n real (cf.&lt;i&gt; 1 S &lt;/i&gt;10,1-2). El acontecimiento subraya las tensiones que llevaron a Israel a una concepci&amp;#243;n de la realeza diferente de la de los pueblos vecinos: el rey, elegido por Yahv&amp;#233;h (cf.&lt;i&gt; Dt&lt;/i&gt; 17,15;&lt;i&gt; 1 S &lt;/i&gt;9,16) y por &amp;#233;l consagrado (cf.&lt;i&gt; 1 S &lt;/i&gt;16,12-13), ser&amp;#225; visto como su hijo (cf.&lt;i&gt; Sal&lt;/i&gt; 2,7) y deber&amp;#225; hacer visible su se&amp;#241;or&amp;#237;o y su dise&amp;#241;o de salvaci&amp;#243;n (cf. &lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt; 72). Deber&amp;#225;, por tanto, hacerse defensor de los d&amp;#233;biles y asegurar al pueblo la justicia: las denuncias de los profetas se dirigir&amp;#225;n precisamente a los extrav&amp;#237;os de los reyes (cf.&lt;i&gt; 1R&lt;/i&gt; 21;&lt;i&gt; Is&lt;/i&gt; 10, 1-4;&lt;i&gt; Am&lt;/i&gt; 2,6-8; 8,4-8;&lt;i&gt; Mi&lt;/i&gt; 3,1-4).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;378 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El prototipo de rey elegido por Yahv&amp;#233;h es David, cuya condici&amp;#243;n humilde es subrayada con satisfacci&amp;#243;n por la narraci&amp;#243;n b&amp;#237;blica&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; 1 S &lt;/i&gt;16,1- 13). David es el depositario de la promesa (cf. &lt;i&gt;2 S&lt;/i&gt; 7,13-16;&lt;i&gt; Sal &lt;/i&gt;89,2-38; 132,11-18), que lo hace iniciador de una especial tradici&amp;#243;n real, la tradici&amp;#243;n &amp;#171; mesi&amp;#225;nica &amp;#187;. &amp;#201;sta, a pesar de todos los pecados y las infidelidades del mismo David y de sus sucesores, culmina en Jesucristo, el &amp;#171; ungido de Yahv&amp;#233;h &amp;#187; (es decir, &amp;#171; consagrado del Se&amp;#241;or &amp;#187;: cf.&lt;i&gt; 1 S&lt;/i&gt; 2,35; 24,7.11; 26,9.16; ver tambi&amp;#233;n&lt;i&gt; Ex &lt;/i&gt;30,22-32) por excelencia, hijo de David (cf. la genealog&amp;#237;a en: &lt;i&gt;Mt&lt;/i&gt; 1,1-17 y &lt;i&gt;Lc &lt;/i&gt;3,23-38; ver tambi&amp;#233;n&lt;i&gt; Rm&lt;/i&gt; 1,3).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El fracaso de la realeza en el plano hist&amp;#243;rico no llevar&amp;#225; a la desaparici&amp;#243;n del ideal de un rey que, fiel a Yahv&amp;#233;h, gobierne con sabidur&amp;#237;a y realice la justicia. &lt;/i&gt;Esta esperanza reaparece con frecuencia en los Salmos (cf.&lt;i&gt; Sal&lt;/i&gt; 2; 18; 20; 21; 72). En los or&amp;#225;culos mesi&amp;#225;nicos se espera para el tiempo escatol&amp;#243;gico la figura de un rey en quien inhabita el Esp&amp;#237;ritu del Se&amp;#241;or, lleno de sabidur&amp;#237;a y capaz de hacer justicia a los pobres (cf. &lt;i&gt;Is&lt;/i&gt; 11,2-5;&lt;i&gt; Jr&lt;/i&gt; 23,5-6). Verdadero pastor del pueblo de Israel (cf. &lt;i&gt;Ez&lt;/i&gt; 34,23-24; 37,24), &amp;#233;l traer&amp;#225; la paz a los pueblos (cf. &lt;i&gt;Za&lt;/i&gt; 9,9-10). En la literatura sapiencial, el rey es presentado como aquel que pronuncia juicios justos y aborrece la iniquidad (cf. &lt;i&gt;Pr&lt;/i&gt; 16,12), juzga a los pobres con justicia (cf. &lt;i&gt;Pr&lt;/i&gt; 29,14) y es amigo del hombre de coraz&amp;#243;n puro (cf. &lt;i&gt;Pr&lt;/i&gt; 22,11). Poco a poco se va haciendo m&amp;#225;s expl&amp;#237;cito el anuncio de cuanto los Evangelios y los dem&amp;#225;s textos del Nuevo Testamento ven realizado en Jes&amp;#250;s de Nazaret, encarnaci&amp;#243;n definitiva de la figura del rey descrita en el Antiguo Testamento.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Jes&amp;#250;s_y_la_autoridad_pol&amp;#237;tica"&gt;&lt;b&gt;Jes&amp;#250;s y la autoridad pol&amp;#237;tica&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;379 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Jes&amp;#250;s rechaza el poder opresivo y desp&amp;#243;tico de los jefes sobre las Naciones&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Mc &lt;/i&gt;10,42)&lt;i&gt; y su pretensi&amp;#243;n de hacerse llamar benefactores&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Lc&lt;/i&gt; 22,25), &lt;i&gt;pero jam&amp;#225;s rechaza directamente las autoridades de su tiempo.&lt;/i&gt; En la diatriba sobre el pago del tributo al C&amp;#233;sar (cf. &lt;i&gt;Mc &lt;/i&gt;12,13-17; &lt;i&gt;Mt&lt;/i&gt; 22,15-22;&lt;i&gt; Lc&lt;/i&gt; 20,20-26), afirma que es necesario dar a Dios lo que es de Dios, condenando impl&amp;#237;citamente cualquier intento de divinizar y de absolutizar el poder temporal: s&amp;#243;lo Dios puede exigir todo del hombre. Al mismo tiempo, el poder temporal tiene derecho a aquello que le es debido: Jes&amp;#250;s no considera injusto el tributo al C&amp;#233;sar.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Jes&amp;#250;s, el Mes&amp;#237;as prometido, ha combatido y derrotado la tentaci&amp;#243;n de un mesianismo pol&amp;#237;tico, caracterizado por el dominio sobre las Naciones&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 4,8-11; &lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt; 4,5-8). &amp;#201;l es el Hijo del hombre que ha venido &amp;#171; a servir y a dar su vida &amp;#187; (&lt;i&gt;Mc &lt;/i&gt;10,45; cf. &lt;i&gt;Mt&lt;/i&gt; 20,24-28; &lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt; 22,24-27). A los disc&amp;#237;pulos que discuten sobre qui&amp;#233;n es el m&amp;#225;s grande, el Se&amp;#241;or les ense&amp;#241;a a hacerse los &amp;#250;ltimos y a servir a todos (cf.&lt;i&gt; Mc &lt;/i&gt;9,33-35), se&amp;#241;alando a los hijos de Zebedeo, Santiago y Juan, que ambicionan sentarse a su derecha, el camino de la cruz (cf. &lt;i&gt;Mc&lt;/i&gt; 10,35-40; &lt;i&gt;Mt&lt;/i&gt; 20,20-23).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="Las_primeras_comunidades_cristianas"&gt;&lt;b&gt;Las primeras comunidades cristianas&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;380 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La sumisi&amp;#243;n, no pasiva, sino por razones de conciencia&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Rm&lt;/i&gt; 13,5),&lt;i&gt; al poder constituido responde al orden establecido por Dios&lt;/i&gt;. San Pablo define las relaciones y los deberes de los cristianos hacia las autoridades (cf.&lt;i&gt; Rm&lt;/i&gt; 13,1-7). Insiste en el deber c&amp;#237;vico de pagar los tributos: &amp;#171; Dad a cada cual lo que se le debe: a quien impuestos, impuestos; a quien tributo, tributo; a quien respeto, respeto; a quien honor, honor &amp;#187; (&lt;i&gt;Rm &lt;/i&gt;13,7). El Ap&amp;#243;stol no intenta ciertamente legitimar todo poder, sino m&amp;#225;s bien ayudar a los cristianos a &amp;#171; &lt;i&gt;procurar el bien ante todos los hombres&lt;/i&gt; &amp;#187; (&lt;i&gt;Rm &lt;/i&gt;12,17), incluidas las relaciones con la autoridad, en cuanto est&amp;#225; al servicio de Dios para el bien de la persona (cf. &lt;i&gt;Rm &lt;/i&gt;13,4; &lt;i&gt;1 Tm&lt;/i&gt; 2,1-2;&lt;i&gt; Tt&lt;/i&gt; 3,1) y &amp;#171; para hacer justicia y castigar al que obra el mal &amp;#187; (&lt;i&gt;Rm &lt;/i&gt;13,4).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;San Pedro exhorta a los cristianos a permanecer sometidos &amp;#171; a causa del Se&amp;#241;or, a toda instituci&amp;#243;n humana &amp;#187; (&lt;i&gt;1 P&lt;/i&gt; 2,13). El rey y sus gobernantes est&amp;#225;n para el &amp;#171; castigo de los que obran el mal y alabanza de los que obran el bien &amp;#187; (&lt;i&gt;1 P &lt;/i&gt;2,14). Su autoridad debe ser &amp;#171; honrada &amp;#187; (cf.&lt;i&gt; 1 P&lt;/i&gt; 2,17), es decir reconocida, porque Dios exige un comportamiento recto, que cierre &amp;#171; &lt;i&gt;la boca a los ignorantes insensatos&lt;/i&gt; &amp;#187; (&lt;i&gt;1 P&lt;/i&gt; 2,15). La libertad no puede ser usada para cubrir la propia maldad, sino para servir a Dios (cf.&lt;i&gt; 1 P &lt;/i&gt;2,16). Se trata entonces de una obediencia libre y responsable a una autoridad que hace respetar la justicia, asegurando el bien com&amp;#250;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;381 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La oraci&amp;#243;n por los gobernantes, recomendada por San Pablo durante las persecuciones, se&amp;#241;ala expl&amp;#237;citamente lo que debe garantizar la autoridad pol&amp;#237;tica: una vida pac&amp;#237;fica y tranquila, que transcurra con toda piedad y dignidad&lt;/i&gt; (&lt;i&gt;1Tm&lt;/i&gt; 2,1-2). Los cristianos deben estar &amp;#171; prontos para toda obra buena &amp;#187; (&lt;i&gt;Tt &lt;/i&gt;3,1), &amp;#171; mostrando una perfecta mansedumbre con todos los hombres &amp;#187; (&lt;i&gt;Tt&lt;/i&gt; 3,2), conscientes de haber sido salvados no por sus obras, sino por la misericordia de Dios. Sin el &amp;#171; ba&amp;#241;o de regeneraci&amp;#243;n y de renovaci&amp;#243;n del Esp&amp;#237;ritu Santo, que &amp;#233;l derram&amp;#243; sobre nosotros con largueza por medio de Jesucristo nuestro Salvador &amp;#187; (&lt;i&gt;Tt &lt;/i&gt;3,5-6), todos los hombres son &amp;#171; insensatos, desobedientes, descarriados, esclavos de toda suerte de pasiones y placeres, viviendo en malicia y envidia, aborrecibles y aborreci&amp;#233;ndonos unos a otros &amp;#187; (&lt;i&gt;Tt &lt;/i&gt;3,3). No se debe olvidar la miseria de la condici&amp;#243;n humana, marcada por el pecado y rescatada por el amor de Dios.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;382 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Cuando el poder humano se extralimita del orden querido por Dios, se auto-diviniza y reclama absoluta sumisi&amp;#243;n: se convierte entonces en la Bestia del Apocalipsis, imagen del poder imperial perseguidor, &lt;/i&gt;ebrio de &amp;#171; la sangre de los santos y la sangre de los m&amp;#225;rtires de Jes&amp;#250;s &amp;#187; (&lt;i&gt;Ap &lt;/i&gt;17,6). La Bestia tiene a su servicio al &amp;#171; falso profeta &amp;#187; (&lt;i&gt;Ap &lt;/i&gt;19,20), que mueve a los hombres a adorarla con portentos que seducen. Esta visi&amp;#243;n se&amp;#241;ala prof&amp;#233;ticamente todas las insidias usadas por Satan&amp;#225;s para gobernar a los hombres, insinu&amp;#225;ndose en su esp&amp;#237;ritu con la mentira. Pero Cristo es el Cordero Vencedor de todo poder que en el curso de la historia humana se absolutiza. Frente a este poder, San Juan recomienda la resistencia de los m&amp;#225;rtires: de este modo los creyentes dan testimonio de que el poder corrupto y sat&amp;#225;nico ha sido vencido, porque no tiene ninguna influencia sobre ellos.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;383 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Iglesia&lt;/i&gt;&lt;i&gt; anuncia que Cristo, vencedor de la muerte, reina sobre el universo que &amp;#201;l mismo ha rescatado. Su Reino incluye tambi&amp;#233;n el tiempo presente y terminar&amp;#225; s&amp;#243;lo cuando todo ser&amp;#225; consignado al Padre y la historia humana se concluir&amp;#225; con el juicio final&lt;/i&gt; (cf. &lt;i&gt;1 Co&lt;/i&gt; 15,20-28). Cristo revela a la autoridad humana, siempre tentada por el dominio, que su significado aut&amp;#233;ntico y pleno es de servicio. Dios es Padre &amp;#250;nico y Cristo &amp;#250;nico maestro para todos los hombres, que son hermanos. La soberan&amp;#237;a pertenece a Dios. El Se&amp;#241;or, sin embargo, &amp;#171; no ha querido retener para &amp;#201;l solo el ejercicio de todos los poderes. Entrega a cada criatura las funciones que es capaz de ejercer, seg&amp;#250;n las capacidades de su naturaleza. Este modo de gobierno debe ser imitado en la vida social. El comportamiento de Dios en el gobierno del mundo, que manifiesta tanto respeto a la libertad humana, debe inspirar la sabidur&amp;#237;a de los que gobiernan las comunidades humanas. Estos deben comportarse como ministros de la providencia divina &amp;#187;.&lt;sup&gt;773&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;El mensaje b&amp;#237;blico inspira incesantemente el pensamiento cristiano sobre el poder pol&amp;#237;tico, recordando que &amp;#233;ste procede de Dios y es parte integrante del orden creado por &amp;#201;l. Este orden es percibido por las conciencias y se realiza, en la vida social, mediante la verdad, la justicia, la libertad y la solidaridad que procuran la paz.&lt;sup&gt;774&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;II. EL FUNDAMENTO       &lt;br /&gt;Y EL FIN DE LA COMUNIDAD POL&amp;#205;TICA&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="Comunidad_pol&amp;#237;tica,_persona_humana_y_pue"&gt;&lt;b&gt;Comunidad pol&amp;#237;tica, persona humana y pueblo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;384&lt;/b&gt;&lt;i&gt; La persona humana es el fundamento y el fin de la convivencia pol&amp;#237;tica&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;775&lt;/sup&gt; Dotado de racionalidad, el hombre es responsable de sus propias decisiones y capaz de perseguir proyectos que dan sentido a su vida, en el plano individual y social. La apertura a la Trascendencia y a los dem&amp;#225;s es el rasgo que la caracteriza y la distingue: s&amp;#243;lo en relaci&amp;#243;n con la Trascendencia y con los dem&amp;#225;s, la persona humana alcanza su plena y completa realizaci&amp;#243;n. Esto significa que por ser una criatura social y pol&amp;#237;tica por naturaleza, &amp;#171; la vida social no es, pues, para el hombre sobrecarga accidental &amp;#187;,&lt;sup&gt;776&lt;/sup&gt; sino una dimensi&amp;#243;n esencial e ineludible.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La comunidad pol&amp;#237;tica deriva de la naturaleza de las personas, cuya conciencia &amp;#171; descubre y manda observar estrictamente &amp;#187; &lt;/i&gt;&lt;sup&gt;777&lt;/sup&gt; el orden inscrito por Dios en todas sus criaturas: se trata de &amp;#171; una ley moral basada en la religi&amp;#243;n, la cual posee capacidad muy superior a la de cualquier otra fuerza o utilidad material para resolver los problemas de la vida individual y social, as&amp;#237; en el interior de las Naciones como en el seno de la sociedad internacional &amp;#187;.&lt;sup&gt;778&lt;/sup&gt; Este orden debe ser gradualmente descubierto y desarrollado por la humanidad. La comunidad pol&amp;#237;tica, realidad connatural a los hombres, existe para obtener un fin de otra manera inalcanzable: el crecimiento m&amp;#225;s pleno de cada uno de sus miembros, llamados a colaborar establemente para realizar el bien com&amp;#250;n,&lt;sup&gt;779&lt;/sup&gt; bajo el impulso de su natural inclinaci&amp;#243;n hacia la verdad y el bien.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;385 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La comunidad pol&amp;#237;tica encuentra en la referencia al pueblo su aut&amp;#233;ntica dimensi&amp;#243;n&lt;/i&gt;: ella &amp;#171; es, y debe ser en realidad, la unidad org&amp;#225;nica y organizadora de un verdadero pueblo &amp;#187;.&lt;sup&gt;780&lt;/sup&gt; El pueblo no es una multitud amorfa, una masa inerte para manipular e instrumentalizar, sino un conjunto de personas, cada una de las cuales &amp;#8212;&amp;#171; en su propio puesto y seg&amp;#250;n su manera propia &amp;#187; &lt;sup&gt;781&lt;/sup&gt; &amp;#8212; tiene la posibilidad de formar su opini&amp;#243;n acerca de la cosa p&amp;#250;blica y la libertad de expresar su sensibilidad pol&amp;#237;tica y hacerla valer de manera conveniente al bien com&amp;#250;n. El pueblo &amp;#171; vive de la plenitud de vida de los hombres que lo componen, cada uno de los cuales... es una persona consciente de su propia responsabilidad y de sus propias convicciones &amp;#187;.&lt;sup&gt;782&lt;/sup&gt; Quienes pertenecen a una comunidad pol&amp;#237;tica, aun estando unidos&lt;i&gt; org&amp;#225;nicamente&lt;/i&gt; entre s&amp;#237; como pueblo, conservan, sin embargo, una insuprimible &lt;i&gt;autonom&amp;#237;a&lt;/i&gt; en su existencia personal y en los fines que persiguen.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;386 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Lo que caracteriza en primer lugar a un pueblo es el hecho de compartir la vida y los valores, fuente de comuni&amp;#243;n espiritual y moral&lt;/i&gt;: &amp;#171; La sociedad humana... tiene que ser considerada, ante todo, como una realidad de orden principalmente espiritual: que impulse a los hombres, iluminados por la verdad, a comunicarse entre s&amp;#237; los m&amp;#225;s diversos conocimientos; a defender sus derechos y cumplir sus deberes; a desear los bienes del esp&amp;#237;ritu; a disfrutar en com&amp;#250;n del justo placer de la belleza en todas sus manifestaciones; a sentirse inclinados continuamente a compartir con los dem&amp;#225;s lo mejor de s&amp;#237; mismos; a asimilar con af&amp;#225;n, en provecho propio, los bienes espirituales del pr&amp;#243;jimo. Todos estos valores informan y, al mismo tiempo, dirigen las manifestaciones de la cultura, de la econom&amp;#237;a, de la convivencia social, del progreso y del orden pol&amp;#237;tico, del ordenamiento jur&amp;#237;dico y, finalmente, de cuantos elementos constituyen la expresi&amp;#243;n externa de la comunidad humana en su incesante desarrollo &amp;#187;.&lt;sup&gt;783&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;387 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;A&lt;/i&gt;&lt;i&gt; cada pueblo corresponde normalmente una Naci&amp;#243;n, pero, por diversas razones, no siempre los confines nacionales coinciden con los &amp;#233;tnicos&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;784&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; Surge as&amp;#237; la cuesti&amp;#243;n de las minor&amp;#237;as, que hist&amp;#243;ricamente han dado lugar a no pocos conflictos. El Magisterio afirma que las minor&amp;#237;as constituyen grupos con espec&amp;#237;ficos derechos y deberes&lt;/i&gt;. En primer lugar, un grupo minoritario tiene derecho a la propia existencia: &amp;#171; Este derecho puede no ser tenido en cuenta de modos diversos, pudiendo llegar hasta el extremo de ser negado mediante formas evidentes o indirectas de genocidio &amp;#187;.&lt;sup&gt;785&lt;/sup&gt; Adem&amp;#225;s, las minor&amp;#237;as tienen derecho a mantener su cultura, incluida la lengua, as&amp;#237; como sus convicciones religiosas, incluida la celebraci&amp;#243;n del culto. En la leg&amp;#237;tima reivindicaci&amp;#243;n de sus derechos, las minor&amp;#237;as pueden verse empujadas a buscar una mayor autonom&amp;#237;a o incluso la independencia: en estas delicadas circunstancias, el di&amp;#225;logo y la negociaci&amp;#243;n son el camino para alcanzar la paz. En todo caso, el recurso al terrorismo es injustificable y da&amp;#241;ar&amp;#237;a la causa que se pretende defender. Las minor&amp;#237;as tienen tambi&amp;#233;n deberes que cumplir, entre los cuales se encuentra, sobre todo, la cooperaci&amp;#243;n al bien com&amp;#250;n del Estado en que se hallan insertos. En particular, &amp;#171; el grupo minoritario tiene el deber de promover la libertad y la dignidad de cada uno de sus miembros y de respetar las decisiones de cada individuo, incluso cuando uno de ellos decidiera pasar a la cultura mayoritaria &amp;#187;.&lt;sup&gt;786&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Tutelar_y_promover_los_derechos_humanos"&gt;&lt;b&gt;Tutelar y promover los derechos humanos&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;388 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Considerar a la persona humana como fundamento y fin de la comunidad pol&amp;#237;tica significa trabajar, ante todo, por el reconocimiento y el respeto de su dignidad mediante la tutela y la promoci&amp;#243;n de los derechos fundamentales e inalienables del hombre&lt;/i&gt;: &amp;#171; En la &amp;#233;poca actual se considera que el bien com&amp;#250;n consiste principalmente en la defensa de los derechos y deberes de la persona humana &amp;#187;.&lt;sup&gt;787&lt;/sup&gt; En los derechos humanos est&amp;#225;n condensadas las principales exigencias morales y jur&amp;#237;dicas que deben presidir la construcci&amp;#243;n de la comunidad pol&amp;#237;tica. Estos constituyen una norma objetiva que es el fundamento del derecho positivo y que no puede ser ignorada por la comunidad pol&amp;#237;tica, porque la persona es, desde el punto de vista ontol&amp;#243;gico y como finalidad, anterior a aqu&amp;#233;lla: el derecho positivo debe garantizar la satisfacci&amp;#243;n de las exigencias humanas fundamentales.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;389 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La comunidad pol&amp;#237;tica tiende al bien com&amp;#250;n cuando act&amp;#250;a a favor de la creaci&amp;#243;n de un ambiente humano en el que se ofrezca a los ciudadanos la posibilidad del ejercicio real de los derechos humanos y del cumplimiento pleno de los respectivos deberes&lt;/i&gt;: &amp;#171; De hecho, la experiencia ense&amp;#241;a que, cuando falta una acci&amp;#243;n apropiada de los poderes p&amp;#250;blicos en lo econ&amp;#243;mico, lo pol&amp;#237;tico o lo cultural, se produce entre los ciudadanos, sobre todo en nuestra &amp;#233;poca, un mayor n&amp;#250;mero de desigualdades en sectores cada vez m&amp;#225;s amplios, resultando as&amp;#237; que los derechos y deberes de la persona humana carecen de toda eficacia pr&amp;#225;ctica &amp;#187;.&lt;sup&gt;788&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La plena realizaci&amp;#243;n del bien com&amp;#250;n requiere que la comunidad pol&amp;#237;tica desarrolle, en el &amp;#225;mbito de los derechos humanos, una doble y complementaria acci&amp;#243;n, de defensa y de promoci&amp;#243;n&lt;/i&gt;: debe &amp;#171; evitar, por un lado, que la preferencia dada a los derechos de algunos particulares o de determinados grupos venga a ser origen de una posici&amp;#243;n de privilegio en la Naci&amp;#243;n, y para soslayar, por otro, el peligro de que, por defender los derechos de todos, incurran en la absurda posici&amp;#243;n de impedir el pleno desarrollo de los derechos de cada uno &amp;#187;.&lt;sup&gt;789&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="La_convivencia_basada_en_la_amistad_civi"&gt;&lt;b&gt;La convivencia basada en la amistad civil&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;390 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El significado profundo de la convivencia civil y pol&amp;#237;tica no surge inmediatamente del elenco de los derechos y deberes de la persona. Esta convivencia adquiere todo su significado si est&amp;#225; basada en la amistad civil y en la fraternidad&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;790&lt;/sup&gt; El campo del derecho, en efecto, es el de la tutela del inter&amp;#233;s y el respeto exterior, el de la protecci&amp;#243;n de los bienes materiales y su distribuci&amp;#243;n seg&amp;#250;n reglas establecidas. El campo de la amistad, por el contrario, es el del desinter&amp;#233;s, el desapego de los bienes materiales, la donaci&amp;#243;n, la disponibilidad interior a las exigencias del otro.&lt;sup&gt;791&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;La amistad civil&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;792&lt;/sup&gt; as&amp;#237; entendida, es la actuaci&amp;#243;n m&amp;#225;s aut&amp;#233;ntica del principio de fraternidad, que es inseparable de los de libertad y de igualdad.&lt;sup&gt;793&lt;/sup&gt; Se trata de un principio que se ha quedado en gran parte sin practicar en las sociedades pol&amp;#237;ticas modernas y contempor&amp;#225;neas, sobre todo a causa del influjo ejercido por las ideolog&amp;#237;as individualistas y colectivistas.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;391 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una comunidad est&amp;#225; s&amp;#243;lidamente fundada cuando tiende a la promoci&amp;#243;n integral de la persona y del bien com&amp;#250;n. En este caso, el derecho se define, se respeta y se vive tambi&amp;#233;n seg&amp;#250;n las modalidades de la solidaridad y la dedicaci&amp;#243;n al pr&amp;#243;jimo.&lt;/i&gt; La justicia requiere que cada uno pueda gozar de sus propios bienes, de sus propios derechos, y puede ser considerada como la medida m&amp;#237;nima del amor.&lt;sup&gt;794&lt;/sup&gt; La convivencia es tanto m&amp;#225;s humana cuanto m&amp;#225;s est&amp;#225; caracterizada por el esfuerzo hacia una conciencia m&amp;#225;s madura del ideal al que ella debe tender, que es la &amp;#171; civilizaci&amp;#243;n del amor &amp;#187;.&lt;sup&gt;795&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El hombre es una persona, no s&amp;#243;lo un individuo&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;796&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; Con el t&amp;#233;rmino &amp;#171; persona &amp;#187; se indica &amp;#171; una naturaleza dotada de inteligencia y de libre albedr&amp;#237;o &amp;#187;&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;797&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; es por tanto una realidad muy superior a la de un sujeto que se expresa en las necesidades producidas por la sola dimensi&amp;#243;n material. &lt;/i&gt;La persona humana, en efecto, aun cuando participa activamente en la tarea de satisfacer las necesidades en el seno de la sociedad familiar, civil y pol&amp;#237;tica, no encuentra su plena realizaci&amp;#243;n mientras no supera la l&amp;#243;gica de la necesidad para proyectarse en la de la gratuidad y del don, que responde con mayor plenitud a su esencia y vocaci&amp;#243;n comunitarias.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;392 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El precepto evang&amp;#233;lico de la caridad ilumina a los cristianos sobre el significado m&amp;#225;s profundo de la convivencia pol&amp;#237;tica. &lt;/i&gt;La mejor manera de hacerla verdaderamente humana &amp;#171; es fomentar el sentido interior de la justicia, de la benevolencia y del servicio al bien com&amp;#250;n y robustecer las convicciones fundamentales en lo que toca a la naturaleza verdadera de la comunidad pol&amp;#237;tica y al fin, recto ejercicio y l&amp;#237;mites de los poderes p&amp;#250;blicos &amp;#187;.&lt;sup&gt;798&lt;/sup&gt; El objetivo que los creyentes deben proponerse es&lt;i&gt; la realizaci&amp;#243;n de relaciones comunitarias entre las personas&lt;/i&gt;. La visi&amp;#243;n cristiana de la sociedad pol&amp;#237;tica otorga la m&amp;#225;xima importancia al valor de la &lt;i&gt;comunidad&lt;/i&gt;, ya sea como modelo organizativo de la convivencia, ya sea como estilo de vida cotidiana.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;III. LA AUTORIDAD POL&amp;#205;TICA&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="El_fundamento_de_la_autoridad_pol&amp;#237;tica"&gt;&lt;b&gt;El fundamento de la autoridad pol&amp;#237;tica&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;393 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Iglesia&lt;/i&gt;&lt;i&gt; se ha confrontado con diversas concepciones de la autoridad, teniendo siempre cuidado de defender y proponer un modelo fundado en la naturaleza social de las personas&lt;/i&gt;: &amp;#171; En efecto, como Dios ha creado a los hombres sociales por naturaleza y ninguna sociedad puede conservarse sin un jefe supremo que mueva a todos y a cada uno con un mismo impulso eficaz, encaminado al bien com&amp;#250;n, resulta necesaria en toda sociedad humana una autoridad que la dirija; una autoridad que, como la misma sociedad, surge y deriva de la naturaleza, y, por tanto, del mismo Dios, que es su autor &amp;#187;.&lt;sup&gt;799&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;La autoridad pol&amp;#237;tica es por tanto necesaria&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;800&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;en raz&amp;#243;n de las tareas que se le asignan y debe ser un componente positivo e insustituible de la convivencia civil&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;801&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;394 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La autoridad pol&amp;#237;tica debe garantizar la vida ordenada y recta de la comunidad, sin suplantar la libre actividad de los personas y de los grupos, sino disciplin&amp;#225;ndola y orient&amp;#225;ndola hacia la realizaci&amp;#243;n del bien com&amp;#250;n, respetando y tutelando la independencia de los sujetos individuales y sociales. &lt;/i&gt;La autoridad pol&amp;#237;tica es el instrumento de coordinaci&amp;#243;n y de direcci&amp;#243;n mediante el cual los particulares y los cuerpos intermedios se deben orientar hacia un orden cuyas relaciones, instituciones y procedimientos est&amp;#233;n al servicio del crecimiento humano integral. El ejercicio de la autoridad pol&amp;#237;tica, en efecto, &amp;#171; as&amp;#237; en la comunidad en cuanto tal como en las instituciones representativas, debe realizarse siempre dentro de los l&amp;#237;mites del orden moral para procurar el bien com&amp;#250;n &amp;#8212;concebido din&amp;#225;micamente&amp;#8212; seg&amp;#250;n el orden jur&amp;#237;dico leg&amp;#237;timamente establecido o por establecer. Es entonces cuando los ciudadanos est&amp;#225;n obligados en conciencia a obedecer &amp;#187;.&lt;sup&gt;802&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;395 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El sujeto de la autoridad pol&amp;#237;tica es el pueblo, considerado en su totalidad como titular de la soberan&amp;#237;a.&lt;/i&gt; El pueblo transfiere de diversos modos el ejercicio de su soberan&amp;#237;a a aquellos que elige libremente como sus representantes, pero conserva la facultad de ejercitarla en el control de las acciones de los gobernantes y tambi&amp;#233;n en su sustituci&amp;#243;n, en caso de que no cumplan satisfactoriamente sus funciones. Si bien esto es un derecho v&amp;#225;lido en todo Estado y en cualquier r&amp;#233;gimen pol&amp;#237;tico, el sistema de la democracia, gracias a sus procedimientos de control, permite y garantiza su mejor actuaci&amp;#243;n.&lt;sup&gt;803&lt;/sup&gt; El solo consenso popular, sin embargo, no es suficiente para considerar justas las modalidades del ejercicio de la autoridad pol&amp;#237;tica.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="La_autoridad_como_fuerza_moral"&gt;&lt;b&gt;La autoridad como fuerza moral&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;396 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La autoridad debe dejarse guiar por la ley moral: toda su dignidad deriva de ejercitarla en el &amp;#225;mbito del orden moral&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;804&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; &amp;#171; que tiene a Dios como primer principio y &amp;#250;ltimo fin &amp;#187;&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;805&lt;/sup&gt; En raz&amp;#243;n de la necesaria referencia a este orden, que la precede y la funda, de sus finalidades y destinatarios, la autoridad no puede ser entendida como una fuerza determinada por criterios de car&amp;#225;cter puramente sociol&amp;#243;gico e hist&amp;#243;rico: &amp;#171; Hay, en efecto, quienes osan negar la existencia de una ley moral objetiva, superior a la realidad externa y al hombre mismo, absolutamente necesaria y universal y, por &amp;#250;ltimo, igual para todos. Por esto, al no reconocer los hombres una &amp;#250;nica ley de justicia con valor universal, no pueden llegar en nada a un acuerdo pleno y seguro &amp;#187;.&lt;sup&gt;806&lt;/sup&gt; En este orden, &amp;#171; si se niega la idea de Dios, esos preceptos necesariamente se desintegran por completo &amp;#187;.&lt;sup&gt;807&lt;/sup&gt; Precisamente de este orden proceden la fuerza que la autoridad tiene para obligar &lt;sup&gt;808&lt;/sup&gt; y su legitimidad moral; &lt;sup&gt;809&lt;/sup&gt; no del arbitrio o de la voluntad de poder,&lt;sup&gt;810&lt;/sup&gt; y tiene el deber de traducir este orden en acciones concretas para alcanzar el bien com&amp;#250;n.&lt;sup&gt;811&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;397 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La autoridad debe reconocer, respetar y promover los valores humanos y morales esenciales. &lt;/i&gt;Estos son innatos, &amp;#171; derivan de la verdad misma del ser humano y expresan y tutelan la dignidad de la persona. Son valores, por tanto, que ning&amp;#250;n individuo, ninguna mayor&amp;#237;a y ning&amp;#250;n Estado nunca pueden crear, modificar o destruir &amp;#187;.&lt;sup&gt;812&lt;/sup&gt; Estos valores no se fundan en &amp;#171; mayor&amp;#237;as &amp;#187; de opini&amp;#243;n, provisionales y mudables, sino que deben ser simplemente reconocidos, respetados y promovidos como elementos de una ley moral objetiva, ley natural inscrita en el coraz&amp;#243;n del hombre (cf.&lt;i&gt; Rm&lt;/i&gt; 2,15), y punto de referencia normativo de la misma ley civil.&lt;sup&gt;813&lt;/sup&gt; Si, a causa de un tr&amp;#225;gico oscurecimiento de la conciencia colectiva, el escepticismo lograse poner en duda los principios fundamentales de la ley moral,&lt;sup&gt;814&lt;/sup&gt; el mismo ordenamiento estatal quedar&amp;#237;a desprovisto de sus fundamentos, reduci&amp;#233;ndose a un puro mecanismo de regulaci&amp;#243;n pragm&amp;#225;tica de los diversos y contrapuestos intereses.&lt;sup&gt;815&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;398 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La autoridad debe emitir leyes justas, es decir, conformes a la dignidad de la persona humana y a los dict&amp;#225;menes de la recta raz&amp;#243;n&lt;/i&gt;: &amp;#171; En tanto la ley humana es tal en cuanto es conforme a la recta raz&amp;#243;n y por tanto deriva de la ley eterna. Cuando por el contrario una ley est&amp;#225; en contraste con la raz&amp;#243;n, se le denomina ley inicua; en tal caso cesa de ser ley y se convierte m&amp;#225;s bien en un acto de violencia &amp;#187;.&lt;sup&gt;816&lt;/sup&gt; La autoridad que gobierna seg&amp;#250;n la raz&amp;#243;n pone al ciudadano en relaci&amp;#243;n no tanto de sometimiento con respecto a otro hombre, cuanto m&amp;#225;s bien de obediencia al orden moral y, por tanto, a Dios mismo que es su fuente &amp;#250;ltima.&lt;sup&gt;817&lt;/sup&gt; Quien rechaza obedecer a la autoridad que act&amp;#250;a seg&amp;#250;n el orden moral &amp;#171; se rebela contra el orden divino &amp;#187; (&lt;i&gt;Rm &lt;/i&gt;13,2).&lt;sup&gt;818&lt;/sup&gt; An&amp;#225;logamente la autoridad p&amp;#250;blica, que tiene su fundamento en la naturaleza humana y pertenece al orden preestablecido por Dios,&lt;sup&gt;819&lt;/sup&gt; si no act&amp;#250;a en orden al bien com&amp;#250;n, desatiende su fin propio y por ello mismo se hace ileg&amp;#237;tima.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="El_derecho_a_la_objeci&amp;#243;n_de_conciencia"&gt;&lt;b&gt;El derecho a la objeci&amp;#243;n de conciencia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;399&lt;/b&gt;&lt;i&gt; El ciudadano no est&amp;#225; obligado en conciencia a seguir las prescripciones de las autoridades civiles si &amp;#233;stas son contrarias a las exigencias del orden moral, a los derechos fundamentales de las personas o a las ense&amp;#241;anzas del Evangelio&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;820&lt;/sup&gt; Las leyes injustas colocan a la persona moralmente recta ante dram&amp;#225;ticos problemas de conciencia:&lt;i&gt; cuando son llamados a colaborar en acciones moralmente il&amp;#237;citas, tienen la obligaci&amp;#243;n de negarse&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;821&lt;/sup&gt; Adem&amp;#225;s de ser un deber moral, este rechazo es tambi&amp;#233;n un derecho humano elemental que, precisamente por ser tal, la misma ley civil debe reconocer y proteger: &amp;#171; Quien recurre a la objeci&amp;#243;n de conciencia debe estar a salvo no s&amp;#243;lo de sanciones penales, sino tambi&amp;#233;n de cualquier da&amp;#241;o en el plano legal, disciplinar, econ&amp;#243;mico y profesional &amp;#187;.&lt;sup&gt;822&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Es un grave deber de conciencia no prestar colaboraci&amp;#243;n, ni siquiera formal, a aquellas pr&amp;#225;cticas que, aun siendo admitidas por la legislaci&amp;#243;n civil, est&amp;#225;n en contraste con la ley de Dios.&lt;/i&gt; Tal cooperaci&amp;#243;n, en efecto, no puede ser jam&amp;#225;s justificada, ni invocando el respeto de la libertad de otros, ni apoy&amp;#225;ndose en el hecho de que es prevista y requerida por la ley civil. Nadie puede sustraerse jam&amp;#225;s a la responsabilidad moral de los actos realizados y sobre esta responsabilidad cada uno ser&amp;#225; juzgado por Dios mismo (cf.&lt;i&gt; Rm &lt;/i&gt;2,6; 14,12).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;d) &lt;a name="El_derecho_de_resistencia"&gt;&lt;b&gt;El derecho de resistencia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;400 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Reconocer que el derecho natural funda y limita el derecho positivo significa admitir que es leg&amp;#237;timo resistir a la autoridad en caso de que &amp;#233;sta viole grave y repetidamente los principios del derecho natural. &lt;/i&gt;Santo Tom&amp;#225;s de Aquino escribe que &amp;#171; se est&amp;#225; obligado a obedecer ... por cuanto lo exige el orden de la justicia &amp;#187;.&lt;sup&gt;823&lt;/sup&gt; El fundamento del derecho de resistencia es, pues, el derecho de naturaleza.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Las expresiones concretas que la realizaci&amp;#243;n de este derecho puede adoptar son diversas. Tambi&amp;#233;n pueden ser diversos los &lt;i&gt;fines &lt;/i&gt;perseguidos. La resistencia a la autoridad se propone confirmar la validez de una visi&amp;#243;n diferente de las cosas, ya sea cuando se busca obtener un cambio parcial, por ejemplo, modificando algunas leyes, ya sea cuando se lucha por un cambio radical de la situaci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;401 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social indica los criterios para el ejercicio del derecho de resistencia&lt;/i&gt;: &amp;#171; La&lt;i&gt; resistencia&lt;/i&gt; a la opresi&amp;#243;n de quienes gobiernan no podr&amp;#225; recurrir leg&amp;#237;timamente a las armas sino cuando se re&amp;#250;nan las condiciones siguientes: 1) en caso de violaciones ciertas, graves y prolongadas de los derechos fundamentales; 2) despu&amp;#233;s de haber agotado todos los otros recursos; 3) sin provocar des&amp;#243;rdenes peores; 4) que haya esperanza fundada de &amp;#233;xito; 5) si es imposible prever razonablemente soluciones mejores &amp;#187;.&lt;sup&gt;824&lt;/sup&gt; La lucha armada debe considerarse un remedio extremo para poner fin a una &amp;#171; tiran&amp;#237;a evidente y prolongada que atentase gravemente a los derechos fundamentales de la persona y da&amp;#241;ase peligrosamente el bien com&amp;#250;n del pa&amp;#237;s &amp;#187;.&lt;sup&gt;825&lt;/sup&gt; La gravedad de los peligros que el recurso a la violencia comporta hoy evidencia que es siempre preferible el camino de la &lt;i&gt;resistencia pasiva&lt;/i&gt;, &amp;#171; m&amp;#225;s conforme con los principios morales y no menos prometedor del &amp;#233;xito &amp;#187;.&lt;sup&gt;826&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;e) &lt;a name="Infligir_las_penas"&gt;&lt;b&gt;Infligir las penas&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;402 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Para tutelar el bien com&amp;#250;n, la autoridad p&amp;#250;blica leg&amp;#237;tima tiene el derecho y el deber de conminar penas proporcionadas a la gravedad de los delitos&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;827&lt;/sup&gt; El Estado tiene la doble tarea de&lt;i&gt; reprimir &lt;/i&gt;los comportamientos lesivos de los derechos del hombre y de las reglas fundamentales de la convivencia civil, y &lt;i&gt;remediar&lt;/i&gt;, mediante el sistema de las penas, el desorden causado por la acci&amp;#243;n delictiva. En el&lt;i&gt; Estado de Derecho&lt;/i&gt;, el poder de infligir penas queda justamente confiado a la Magistratura: &amp;#171; Las Constituciones de los Estados modernos, al definir las relaciones que deben existir entre los poderes legislativo, ejecutivo y judicial, garantizan a este &amp;#250;ltimo la independencia necesaria en el &amp;#225;mbito de la ley &amp;#187;.&lt;sup&gt;828&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;403 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La pena no sirve &amp;#250;nicamente para defender el orden p&amp;#250;blico y garantizar la seguridad de las personas; &amp;#233;sta se convierte, adem&amp;#225;s, en instrumento de correcci&amp;#243;n del culpable, una correcci&amp;#243;n que asume tambi&amp;#233;n el valor moral de expiaci&amp;#243;n cuando el culpable acepta voluntariamente su pena&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;829&lt;/sup&gt; La finalidad a la que tiende es doble: por una parte, &lt;i&gt;favorecer la reinserci&amp;#243;n de las personas condenadas&lt;/i&gt;; por otra parte, &lt;i&gt;promover una justicia reconciliadora&lt;/i&gt;, capaz de restaurar las relaciones de convivencia armoniosa rotas por el acto criminal.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;En este campo, es importante la actividad que los capellanes de las c&amp;#225;rceles est&amp;#225;n llamados a desempe&amp;#241;ar, no s&amp;#243;lo desde el punto de vista espec&amp;#237;ficamente religioso, sino tambi&amp;#233;n en defensa de la dignidad de las personas detenidas&lt;/i&gt;. Lamentablemente, las condiciones en que &amp;#233;stas cumplen su pena no favorecen siempre el respeto de su dignidad. Con frecuencia las prisiones se convierten incluso en escenario de nuevos cr&amp;#237;menes. El ambiente de los Institutos Penitenciarios ofrece, sin embargo, un terreno privilegiado para dar testimonio, una vez m&amp;#225;s, de la solicitud cristiana en el campo social: &amp;#171; Estaba... en la c&amp;#225;rcel y vinisteis a verme &amp;#187; (&lt;i&gt;Mt &lt;/i&gt;25,35-36).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;404 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La actividad de los entes encargados de la averiguaci&amp;#243;n de la responsabilidad penal, que es siempre de car&amp;#225;cter personal, ha de tender a la rigurosa b&amp;#250;squeda de la verdad y se ha de ejercer con respeto pleno de la dignidad y de los derechos de la persona humana&lt;/i&gt;: se trata de garantizar los derechos tanto del culpable como del inocente. Se debe tener siempre presente el principio jur&amp;#237;dico general en base al cual no se puede aplicar una pena si antes no se ha probado el delito.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;En la realizaci&amp;#243;n de las averiguaciones se debe observar escrupulosamente la regla que proh&amp;#237;be la pr&amp;#225;ctica de la tortura,&lt;/i&gt; aun en el caso de los cr&amp;#237;menes m&amp;#225;s graves: &amp;#171; El disc&amp;#237;pulo de Cristo rechaza todo recurso a tales medios, que nada es capaz de justificar y que envilecen la dignidad del hombre, tanto en quien es la v&amp;#237;ctima como en quien es su verdugo &amp;#187;.&lt;sup&gt;830&lt;/sup&gt; Los instrumentos jur&amp;#237;dicos internacionales que velan por los derechos del hombre indican justamente la prohibici&amp;#243;n de la tortura como un principio que no puede ser derogado en ninguna circunstancia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Queda excluido adem&amp;#225;s &amp;#171; el recurso a una detenci&amp;#243;n motivada s&amp;#243;lo por el intento de obtener noticias significativas para el proceso &amp;#187;.&lt;sup&gt;831&lt;/sup&gt; Tambi&amp;#233;n, se ha de asegurar &amp;#171; la rapidez de los procesos: una duraci&amp;#243;n excesiva de los mismos resulta intolerable para los ciudadanos y termina por convertirse en una verdadera injusticia &amp;#187;.&lt;sup&gt;832&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Los magistrados est&amp;#225;n obligados a la necesaria reserva en el desarrollo de sus investigaciones&lt;/i&gt; para no violar el derecho a la intimidad de los indagados y para no debilitar el principio de la presunci&amp;#243;n de inocencia. Puesto que tambi&amp;#233;n un juez puede equivocarse, es oportuno que la legislaci&amp;#243;n establezca una justa indemnizaci&amp;#243;n para las v&amp;#237;ctimas de los errores judiciales.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;405 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Iglesia&lt;/i&gt;&lt;i&gt; ve como un signo de esperanza &lt;/i&gt;&amp;#171; la &lt;i&gt;aversi&amp;#243;n cada vez m&amp;#225;s difundida en la opini&amp;#243;n p&amp;#250;blica a la pena de muerte, &lt;/i&gt;incluso como instrumento de &amp;#8220;leg&amp;#237;tima defensa&amp;#8221; social, al considerar las posibilidades con las que cuenta una sociedad moderna para reprimir eficazmente el crimen de modo que, neutralizando a quien lo ha cometido, no se le prive definitivamente de la posibilidad de redimirse &amp;#187;.&lt;sup&gt;833&lt;/sup&gt; Aun cuando la ense&amp;#241;anza tradicional de la Iglesia no excluya &amp;#8212;supuesta la plena comprobaci&amp;#243;n de la identidad y de la responsabilidad del culpable&amp;#8212; la pena de muerte &amp;#171; si esta fuera el &amp;#250;nico camino posible para defender eficazmente del agresor injusto las vidas humanas &amp;#187;,&lt;sup&gt;834&lt;/sup&gt; los m&amp;#233;todos incruentos de represi&amp;#243;n y castigo son preferibles, ya que &amp;#171; corresponden mejor a las condiciones concretas del bien com&amp;#250;n y son m&amp;#225;s conformes con la dignidad de la persona humana &amp;#187;.&lt;sup&gt;835&lt;/sup&gt; El n&amp;#250;mero creciente de pa&amp;#237;ses que adoptan disposiciones para abolir la pena de muerte o para suspender su aplicaci&amp;#243;n es tambi&amp;#233;n una prueba de que los casos en los cuales es absolutamente necesario eliminar al reo &amp;#171; son ya muy raros, por no decir pr&amp;#225;cticamente inexistentes &amp;#187;.&lt;sup&gt;836&lt;/sup&gt; La creciente aversi&amp;#243;n de la opini&amp;#243;n p&amp;#250;blica a la pena de muerte y las diversas disposiciones que tienden a su abolici&amp;#243;n o a la suspensi&amp;#243;n de su aplicaci&amp;#243;n, constituyen manifestaciones visibles de una mayor sensibilidad moral.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;IV. EL SISTEMA DE LA DEMOCRACIA&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;406 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Un juicio expl&amp;#237;cito y articulado sobre la democracia est&amp;#225; contenido en la enc&amp;#237;clica &amp;#171; Centesimus annus &amp;#187;&lt;/i&gt;: &amp;#171; La Iglesia aprecia el sistema de la democracia, en la medida en que asegura la participaci&amp;#243;n de los ciudadanos en las opciones pol&amp;#237;ticas y garantiza a los gobernados la posibilidad de elegir y controlar a sus propios gobernantes, o bien la de sustituirlos oportunamente de manera pac&amp;#237;fica. Por esto mismo, no puede favorecer la formaci&amp;#243;n de grupos dirigentes restringidos que, por intereses particulares o por motivos ideol&amp;#243;gicos, usurpan el poder del Estado. Una aut&amp;#233;ntica democracia es posible solamente en un Estado de derecho y sobre la base de una recta concepci&amp;#243;n de la persona humana. Requiere que se den las condiciones necesarias para la promoci&amp;#243;n de las personas concretas, mediante la educaci&amp;#243;n y la formaci&amp;#243;n en los verdaderos ideales, as&amp;#237; como de la &amp;#8220;subjetividad&amp;#8221; de la sociedad mediante la creaci&amp;#243;n de estructuras de participaci&amp;#243;n y de corresponsabilidad &amp;#187;.&lt;sup&gt;837&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="Los_valores_y_la_democracia"&gt;&lt;b&gt;Los valores y la democracia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;407 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una aut&amp;#233;ntica democracia no es s&amp;#243;lo el resultado de un respeto formal de las reglas, sino que es el fruto de la aceptaci&amp;#243;n convencida de los valores que inspiran los procedimientos democr&amp;#225;ticos: la dignidad de toda persona humana, el respeto de los derechos del hombre, la asunci&amp;#243;n del &amp;#171; bien com&amp;#250;n &amp;#187; como fin y criterio regulador de la vida pol&amp;#237;tica. &lt;/i&gt;Si no existe un consenso general sobre estos valores, se pierde el significado de la democracia y se compromete su estabilidad.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La doctrina social individ&amp;#250;a uno de los mayores riesgos para las democracias actuales en el relativismo &amp;#233;tico, que induce a considerar inexistente un criterio objetivo y universal para establecer el fundamento y la correcta jerarqu&amp;#237;a de valores&lt;/i&gt;: &amp;#171; Hoy se tiende a afirmar que el agnosticismo y el relativismo esc&amp;#233;ptico son la filosof&amp;#237;a y la actitud fundamental correspondientes a las formas pol&amp;#237;ticas democr&amp;#225;ticas, y que cuantos est&amp;#225;n convencidos de conocer la verdad y se adhieren a ella con firmeza no son fiables desde el punto de vista democr&amp;#225;tico, al no aceptar que la verdad sea determinada por la mayor&amp;#237;a o que sea variable seg&amp;#250;n los diversos equilibrios pol&amp;#237;ticos. A este prop&amp;#243;sito, hay que observar que, si no existe una verdad &amp;#250;ltima, la cual gu&amp;#237;a y orienta la acci&amp;#243;n pol&amp;#237;tica, entonces las ideas y las convicciones humanas pueden ser instrumentalizadas f&amp;#225;cilmente para fines de poder. Una democracia sin valores se convierte con facilidad en un totalitarismo visible o encubierto, como demuestra la historia &amp;#187;.&lt;sup&gt;838&lt;/sup&gt; La democracia es fundamentalmente &amp;#171; un &amp;#8220;ordenamiento&amp;#8221; y, como tal, un instrumento y no un fin. Su car&amp;#225;cter &amp;#8220;moral&amp;#8221; no es autom&amp;#225;tico, sino que depende de su conformidad con la ley moral a la que, como cualquier otro comportamiento humano, debe someterse; esto es, depende de la moralidad de los fines que persigue y de los medios de que se sirve &amp;#187;.&lt;sup&gt;839&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Instituciones_y_democracia"&gt;&lt;b&gt;Instituciones y democracia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;408 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Magisterio reconoce la validez del principio de la divisi&amp;#243;n de poderes en un Estado&lt;/i&gt;: &amp;#171; Es preferible que un poder est&amp;#233; equilibrado por otros poderes y otras esferas de competencia, que lo mantengan en su justo l&amp;#237;mite. Es &amp;#233;ste el principio del &amp;#8220;Estado de derecho&amp;#8221;, en el cual es soberana la ley y no la voluntad arbitraria de los hombres &amp;#187;.&lt;sup&gt;840&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;En el sistema democr&amp;#225;tico, la autoridad pol&amp;#237;tica es responsable ante el pueblo&lt;/i&gt;. Los organismos representativos deben estar sometidos a un efectivo control por parte del cuerpo social. Este control es posible ante todo mediante elecciones libres, que permiten la elecci&amp;#243;n y tambi&amp;#233;n la sustituci&amp;#243;n de los representantes. La obligaci&amp;#243;n por parte de los electos de&lt;i&gt; rendir cuentas &lt;/i&gt;de su proceder, garantizado por el respeto de los plazos electorales, es un elemento constitutivo de la representaci&amp;#243;n democr&amp;#225;tica.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;409 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En su campo espec&amp;#237;fico (elaboraci&amp;#243;n de leyes, actividad de gobierno y control sobre ella), los electos deben empe&amp;#241;arse en la b&amp;#250;squeda y en la actuaci&amp;#243;n de lo que pueda ayudar al buen funcionamiento de la convivencia civil en su conjunto&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;841&lt;/sup&gt; La obligaci&amp;#243;n de los gobernantes de responder a los gobernados no implica en absoluto que los representantes sean simples agentes pasivos de los electores. El control ejercido por los ciudadanos, en efecto, no excluye la necesaria libertad que tienen los electos, en el ejercicio de su mandato, con relaci&amp;#243;n a los objetivos que se deben proponer: estos no dependen exclusivamente de intereses de parte, sino en medida mucho mayor de la funci&amp;#243;n de s&amp;#237;ntesis y de mediaci&amp;#243;n en vistas al bien com&amp;#250;n, que constituye una de las finalidades esenciales e irrenunciables de la autoridad pol&amp;#237;tica.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="La_componente_moral_de_la_representaci&amp;#243;n"&gt;&lt;b&gt;La componente moral de la representaci&amp;#243;n pol&amp;#237;tica&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;410 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Quienes tienen responsabilidades pol&amp;#237;ticas no deben olvidar o subestimar la dimensi&amp;#243;n moral de la representaci&amp;#243;n,&lt;/i&gt; que consiste en el compromiso de compartir el destino del pueblo y en buscar soluciones a los problemas sociales. En esta perspectiva, una autoridad responsable significa tambi&amp;#233;n una autoridad ejercida mediante el recurso a las virtudes que favorecen &lt;i&gt;la pr&amp;#225;ctica del poder con esp&amp;#237;ritu de servicio&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;842&lt;/sup&gt; (paciencia, modestia, moderaci&amp;#243;n, caridad, generosidad); una autoridad ejercida por personas capaces de asumir aut&amp;#233;nticamente como finalidad de su actuaci&amp;#243;n el bien com&amp;#250;n y no el prestigio o el logro de ventajas personales.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;411 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Entre las deformaciones del sistema democr&amp;#225;tico, la corrupci&amp;#243;n pol&amp;#237;tica es una de las m&amp;#225;s graves&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;843&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;porque traiciona al mismo tiempo los principios de la moral y las normas de la justicia social&lt;/i&gt;; compromete el correcto funcionamiento del Estado, influyendo negativamente en la relaci&amp;#243;n entre gobernantes y gobernados; introduce una creciente desconfianza respecto a las instituciones p&amp;#250;blicas, causando un progresivo menosprecio de los ciudadanos por la pol&amp;#237;tica y sus representantes, con el consiguiente debilitamiento de las instituciones. La corrupci&amp;#243;n distorsiona de ra&amp;#237;z el papel de las instituciones representativas, porque las usa como terreno de intercambio pol&amp;#237;tico entre peticiones clientelistas y prestaciones de los gobernantes. De este modo, las opciones pol&amp;#237;ticas favorecen los objetivos limitados de quienes poseen los medios para influenciarlas e impiden la realizaci&amp;#243;n del bien com&amp;#250;n de todos los ciudadanos.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;412 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La administraci&amp;#243;n p&amp;#250;blica, a cualquier nivel &amp;#8212;nacional, regional, municipal&amp;#8212;, como instrumento del Estado, tiene como finalidad servir a los ciudadanos&lt;/i&gt;: &amp;#171; El Estado, al servicio de los ciudadanos, es el gestor de los bienes del pueblo, que debe administrar en vista del bien com&amp;#250;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;844&lt;/sup&gt; Esta perspectiva se opone a la &lt;i&gt;burocratizaci&amp;#243;n excesiva&lt;/i&gt;, que se verifica cuando &amp;#171; las instituciones, volvi&amp;#233;ndose complejas en su organizaci&amp;#243;n y pretendiendo gestionar toda &amp;#225;rea a disposici&amp;#243;n, terminan por ser abatidas por el funcionalismo impersonal, por la exagerada burocracia, por los injustos intereses privados, por el f&amp;#225;cil y generalizado encogerse de hombros &amp;#187;.&lt;sup&gt;845&lt;/sup&gt; El papel de quien trabaja en la administraci&amp;#243;n p&amp;#250;blica no ha de concebirse como algo impersonal y burocr&amp;#225;tico, sino como una ayuda sol&amp;#237;cita al ciudadano, ejercitada con esp&amp;#237;ritu de servicio.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;d) &lt;a name="Instrumentos_de_participaci&amp;#243;n_pol&amp;#237;tica"&gt;&lt;b&gt;Instrumentos de participaci&amp;#243;n pol&amp;#237;tica&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;413 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los partidos pol&amp;#237;ticos tienen la tarea de favorecer una amplia participaci&amp;#243;n y el acceso de todos a las responsabilidades p&amp;#250;blicas.&lt;/i&gt; Los partidos est&amp;#225;n llamados a interpretar las aspiraciones de la sociedad civil orient&amp;#225;ndolas al bien com&amp;#250;n,&lt;sup&gt;846&lt;/sup&gt; ofreciendo a los ciudadanos la posibilidad efectiva de concurrir a la formaci&amp;#243;n de las opciones pol&amp;#237;ticas. Los partidos deben ser democr&amp;#225;ticos en su estructura interna, capaces de s&amp;#237;ntesis pol&amp;#237;tica y con visi&amp;#243;n de futuro.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El refer&amp;#233;ndum es tambi&amp;#233;n un instrumento de participaci&amp;#243;n pol&amp;#237;tica,&lt;/i&gt; con &amp;#233;l se realiza una forma directa de elaborar las decisiones pol&amp;#237;ticas. La representaci&amp;#243;n pol&amp;#237;tica no excluye, en efecto, que los ciudadanos puedan ser interpelados directamente en las decisiones de mayor importancia para la vida social.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;e) &lt;a name="Informaci&amp;#243;n_y_democracia"&gt;&lt;b&gt;Informaci&amp;#243;n y democracia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;414 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La informaci&amp;#243;n se encuentra entre los principales instrumentos de participaci&amp;#243;n democr&amp;#225;tica.&lt;/i&gt; Es impensable la participaci&amp;#243;n sin el conocimiento de los problemas de la comunidad pol&amp;#237;tica, de los datos de hecho y de las varias propuestas de soluci&amp;#243;n. Es necesario asegurar un pluralismo real en este delicado &amp;#225;mbito de la vida social, garantizando una multiplicidad de formas e instrumentos en el campo de la informaci&amp;#243;n y de la comunicaci&amp;#243;n, y facilitando condiciones de igualdad en la posesi&amp;#243;n y uso de estos instrumentos mediante leyes apropiadas. Entre los obst&amp;#225;culos que se interponen a la plena realizaci&amp;#243;n del derecho a la objetividad en la informaci&amp;#243;n,&lt;sup&gt;847&lt;/sup&gt; merece particular atenci&amp;#243;n el fen&amp;#243;meno de las concentraciones editoriales y televisivas, con peligrosos efectos sobre todo el sistema democr&amp;#225;tico cuando a este fen&amp;#243;meno corresponden v&amp;#237;nculos cada vez m&amp;#225;s estrechos entre la actividad gubernativa, los poderes financieros y la informaci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;415 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los medios de comunicaci&amp;#243;n social se deben utilizar para edificar y sostener la comunidad humana, en los diversos sectores, econ&amp;#243;mico, pol&amp;#237;tico, cultural, educativo, religioso&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;848&lt;/sup&gt; &amp;#171; La informaci&amp;#243;n de estos medios es un servicio del bien com&amp;#250;n. La sociedad tiene derecho a una informaci&amp;#243;n fundada en la verdad, la libertad, la justicia y la solidaridad &amp;#187;.&lt;sup&gt;849&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La cuesti&amp;#243;n esencial en este &amp;#225;mbito es si el actual sistema informativo contribuye a hacer a la persona humana realmente mejor, es decir, m&amp;#225;s madura espiritualmente, m&amp;#225;s consciente de su dignidad humana, m&amp;#225;s responsable, m&amp;#225;s abierta a los dem&amp;#225;s, en particular a los m&amp;#225;s necesitados y a los m&amp;#225;s d&amp;#233;biles. Otro aspecto de gran importancia es la necesidad de que las nuevas tecnolog&amp;#237;as respeten las leg&amp;#237;timas diferencias culturales.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;416 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En el mundo de los medios de comunicaci&amp;#243;n social las dificultades intr&amp;#237;nsecas de la comunicaci&amp;#243;n frecuentemente se agigantan a causa de la ideolog&amp;#237;a, del deseo de ganancia y de control pol&amp;#237;tico, de las rivalidades y conflictos entre grupos, y otros males sociales&lt;/i&gt;. Los valores y principios morales valen tambi&amp;#233;n para el sector de las comunicaciones sociales: &amp;#171; La dimensi&amp;#243;n &amp;#233;tica no s&amp;#243;lo ata&amp;#241;e al contenido de la comunicaci&amp;#243;n (el mensaje) y al proceso de comunicaci&amp;#243;n (c&amp;#243;mo se realiza la comunicaci&amp;#243;n), sino tambi&amp;#233;n a cuestiones fundamentales, estructurales y sistem&amp;#225;ticas, que a menudo incluyen m&amp;#250;ltiples asuntos de pol&amp;#237;tica acerca de la distribuci&amp;#243;n de tecnolog&amp;#237;a y productos de alta calidad (&amp;#191;qui&amp;#233;n ser&amp;#225; rico y qui&amp;#233;n pobre en informaci&amp;#243;n?) &amp;#187;.&lt;sup&gt;850&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;En estas tres &amp;#225;reas &amp;#8212;el mensaje, el proceso, las cuestiones estructurales&amp;#8212; se debe aplicar un principio moral fundamental: la persona y la comunidad humana son el fin y la medida del uso de los medios de comunicaci&amp;#243;n social&lt;/i&gt;.&lt;i&gt; Un segundo principio es complementario del primero: el bien de las personas no se puede realizar independientemente del bien com&amp;#250;n de las comunidades a las que pertenecen&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;851&lt;/sup&gt; Es necesaria una participaci&amp;#243;n en el proceso de la toma de decisiones acerca de la pol&amp;#237;tica de las comunicaciones. Esta participaci&amp;#243;n, de forma p&amp;#250;blica, debe ser aut&amp;#233;nticamente representativa y no dirigida a favorecer grupos particulares, cuando los medios de comunicaci&amp;#243;n social persiguen fines de lucro.&lt;sup&gt;852&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;V. LA COMUNIDAD POL&amp;#205;TICA       &lt;br /&gt;AL SERVICIO DE LA SOCIEDAD CIVIL&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="El_valor_de_la_sociedad_civil"&gt;&lt;b&gt;El valor de la sociedad civil&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;417 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La comunidad pol&amp;#237;tica se constituye para servir a la sociedad civil, de la cual deriva. &lt;/i&gt;La Iglesia ha contribuido a establecer la distinci&amp;#243;n entre comunidad pol&amp;#237;tica y sociedad civil, sobre todo con su visi&amp;#243;n del hombre, entendido como ser aut&amp;#243;nomo, relacional, abierto a la Trascendencia: esta visi&amp;#243;n contrasta tanto con las ideolog&amp;#237;as pol&amp;#237;ticas de car&amp;#225;cter individualista, cuanto con las totalitarias que tienden a absorber la sociedad civil en la esfera del Estado. El empe&amp;#241;o de la Iglesia en favor del pluralismo social se propone conseguir una realizaci&amp;#243;n m&amp;#225;s adecuada del bien com&amp;#250;n y de la misma democracia, seg&amp;#250;n los principios de la solidaridad, la subsidiaridad y la justicia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La sociedad civil es un conjunto de relaciones y de recursos, culturales y asociativos, relativamente aut&amp;#243;nomos del &amp;#225;mbito pol&amp;#237;tico y del econ&amp;#243;mico&lt;/i&gt;: &amp;#171; El fin establecido para la sociedad civil alcanza a todos, en cuanto persigue el bien com&amp;#250;n, del cual es justo que participen todos y cada uno seg&amp;#250;n la proporci&amp;#243;n debida &amp;#187;.&lt;sup&gt;853&lt;/sup&gt; Se caracteriza por su capacidad de iniciativa, orientada a favorecer una convivencia social m&amp;#225;s libre y justa, en la que los diversos grupos de ciudadanos se asocian y se movilizan para elaborar y expresar sus orientaciones, para hacer frente a sus necesidades fundamentales y para defender sus leg&amp;#237;timos intereses.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="El_primado_de_la_sociedad_civil"&gt;&lt;b&gt;El primado de la sociedad civil&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;418 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La comunidad pol&amp;#237;tica y la sociedad civil, aun cuando est&amp;#233;n rec&amp;#237;procamente vinculadas y sean interdependientes, no son iguales en la jerarqu&amp;#237;a de los fines. &lt;/i&gt;La comunidad pol&amp;#237;tica est&amp;#225; esencialmente al servicio de la sociedad civil y, en &amp;#250;ltimo an&amp;#225;lisis, de las personas y de los grupos que la componen.&lt;sup&gt;854&lt;/sup&gt; La sociedad civil, por tanto, no puede considerarse un mero ap&amp;#233;ndice o una variable de la comunidad pol&amp;#237;tica: al contrario, ella tiene la preeminencia, ya que es precisamente la sociedad civil la que justifica la existencia de la comunidad pol&amp;#237;tica.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El Estado debe aportar un marco jur&amp;#237;dico adecuado para el libre ejercicio de la actividades de los sujetos sociales y estar preparado a intervenir, cuando sea necesario y respetando el principio de subsidiaridad&lt;/i&gt;, para orientar al bien com&amp;#250;n la dial&amp;#233;ctica entre las libres asociaciones activas en la vida democr&amp;#225;tica. La sociedad civil es heterog&amp;#233;nea y fragmentaria, no carente de ambig&amp;#252;edades y contradicciones: es tambi&amp;#233;n lugar de enfrentamiento entre intereses diversos, con el riesgo de que el m&amp;#225;s fuerte prevalezca sobre el m&amp;#225;s indefenso.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="La_aplicaci&amp;#243;n_del_principio_de_subsidiar"&gt;&lt;b&gt;La aplicaci&amp;#243;n del principio de subsidiaridad&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;419 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La comunidad pol&amp;#237;tica debe regular sus relaciones con la sociedad civil seg&amp;#250;n el principio de subsidiaridad&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;855&lt;/sup&gt; es esencial que el crecimiento de la vida democr&amp;#225;tica comience en el tejido social. Las actividades de la sociedad civil &amp;#8212;sobre todo de &lt;i&gt;voluntariado y cooperaci&amp;#243;n &lt;/i&gt;en el &amp;#225;mbito&lt;i&gt; privado-social, &lt;/i&gt;sint&amp;#233;ticamente definido &amp;#171; &lt;i&gt;tercer sector&lt;/i&gt; &amp;#187; para distinguirlo de los &amp;#225;mbitos del Estado y del mercado&amp;#8212; constituyen las modalidades m&amp;#225;s adecuadas para desarrollar la dimensi&amp;#243;n social de la persona, que en tales actividades puede encontrar espacio para su plena manifestaci&amp;#243;n. La progresiva expansi&amp;#243;n de las iniciativas sociales fuera de la esfera estatal crea nuevos espacios para la presencia activa y para la acci&amp;#243;n directa de los ciudadanos, integrando las funciones desarrolladas por el Estado. Este importante fen&amp;#243;meno con frecuencia se ha realizado por caminos y con instrumentos informales, dando vida a modalidades nuevas y positivas de ejercicio de los derechos de la persona que enriquecen cualitativamente la vida democr&amp;#225;tica.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;420 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La cooperaci&amp;#243;n, incluso en sus formas menos estructuradas, se delinea como una de las respuestas m&amp;#225;s fuertes a la l&amp;#243;gica del conflicto y de la competencia sin l&amp;#237;mites, que hoy aparece como predominante.&lt;/i&gt; Las relaciones que se instauran en un clima de cooperaci&amp;#243;n y solidaridad superan las divisiones ideol&amp;#243;gicas, impulsando a la b&amp;#250;squeda de lo que une m&amp;#225;s all&amp;#225; de lo que divide.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Muchas experiencias de voluntariado constituyen un ulterior ejemplo de gran valor, que lleva a considerar la sociedad civil como el lugar donde siempre es posible recomponer una &amp;#233;tica p&amp;#250;blica centrada en la solidaridad, la colaboraci&amp;#243;n concreta y el di&amp;#225;logo fraterno.&lt;/i&gt; Todos deben mirar con confianza estas potencialidades y colaborar con su acci&amp;#243;n personal para el bien de la comunidad en general y en particular de los m&amp;#225;s d&amp;#233;biles y necesitados. Es tambi&amp;#233;n as&amp;#237; como se refuerza el principio de la &amp;#171; subjetividad de la sociedad &amp;#187;.&lt;sup&gt;856&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;VI. EL ESTADO Y LAS COMUNIDADES RELIGIOSAS&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A) &lt;a name="LA_LIBERTAD_RELIGIOSA,_UN_DERECHO_HUMANO"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;LA LIBERTAD RELIGIOSA&lt;/b&gt;&lt;b&gt;, UN DERECHO HUMANO FUNDAMENTAL&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;421 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Concilio Vaticano II ha comprometido a la Iglesia Cat&amp;#243;lica en la promoci&amp;#243;n de la libertad religiosa.&lt;/i&gt; La Declaraci&amp;#243;n &amp;#171; &lt;i&gt;Dignitatis humanae&lt;/i&gt; &amp;#187; precisa en el subt&amp;#237;tulo que pretende proclamar &amp;#171; el derecho de la persona y de las comunidades a la libertad social y civil en materia religiosa &amp;#187;. Para que esta libertad, querida por Dios e inscrita en la naturaleza humana, pueda ejercerse, no debe ser obstaculizada, dado que &amp;#171; la verdad no se impone de otra manera que por la fuerza de la misma verdad &amp;#187;.&lt;sup&gt;857&lt;/sup&gt; La dignidad de la persona y la naturaleza misma de la b&amp;#250;squeda de Dios, exigen para todos los hombres la inmunidad frente a cualquier coacci&amp;#243;n en el campo religioso.&lt;sup&gt;858&lt;/sup&gt; La sociedad y el Estado no deben constre&amp;#241;ir a una persona a actuar contra su conciencia, ni impedirle actuar conforme a ella.&lt;sup&gt;859&lt;/sup&gt; La libertad religiosa no supone una licencia moral para adherir al error, ni un impl&amp;#237;cito derecho al error.&lt;sup&gt;860&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;422 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La libertad de conciencia y de religi&amp;#243;n &amp;#171; corresponde al hombre individual y socialmente considerado &amp;#187;&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;861&lt;/sup&gt; El derecho a la libertad religiosa debe ser reconocido en el ordenamiento jur&amp;#237;dico y sancionado como derecho civil.&lt;sup&gt;862&lt;/sup&gt; Sin embargo, no es de por s&amp;#237; un derecho ilimitado. Los&lt;i&gt; justos l&amp;#237;mites&lt;/i&gt; al ejercicio de la libertad religiosa deben ser determinados para cada situaci&amp;#243;n social mediante la prudencia pol&amp;#237;tica, seg&amp;#250;n las exigencias del bien com&amp;#250;n, y ratificados por la autoridad civil mediante normas jur&amp;#237;dicas conformes al orden moral objetivo. Son normas exigidas &amp;#171; por la tutela eficaz, en favor de todos los ciudadanos, de estos derechos, y por la pac&amp;#237;fica composici&amp;#243;n de tales derechos; por la adecuada promoci&amp;#243;n de esa honesta paz p&amp;#250;blica, que es la ordenada convivencia en la verdadera justicia; y por la debida custodia de la moralidad p&amp;#250;blica &amp;#187;.&lt;sup&gt;863&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;423 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En raz&amp;#243;n de sus v&amp;#237;nculos hist&amp;#243;ricos y culturales con una Naci&amp;#243;n, una comunidad religiosa puede recibir un especial reconocimiento por parte del Estado: este reconocimiento no debe, en modo alguno, generar una discriminaci&amp;#243;n de orden civil o social respecto a otros grupos religiosos&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;864&lt;/sup&gt; La visi&amp;#243;n de las relaciones entre los Estados y las organizaciones religiosas, promovida por el Concilio Vaticano II, corresponde a las exigencias del Estado de derecho y a las normas del derecho internacional.&lt;sup&gt;865&lt;/sup&gt; La Iglesia es perfectamente consciente de que no todos comparten esta visi&amp;#243;n: por desgracia, &amp;#171; numerosos Estados violan este derecho [a la libertad religiosa], hasta tal punto que dar, hacer dar la catequesis o recibirla llega a ser un delito susceptible de sanci&amp;#243;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;866&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;B)&lt;b&gt; &lt;a name="IGLESIA_CAT&amp;#211;LICA_Y_COMUNIDAD_POL&amp;#205;TICA"&gt;IGLESIA CAT&amp;#211;LICA Y COMUNIDAD POL&amp;#205;TICA&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="Autonom&amp;#237;a_e_independencia"&gt;&lt;b&gt;Autonom&amp;#237;a e independencia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;424 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Iglesia&lt;/i&gt;&lt;i&gt; y la comunidad pol&amp;#237;tica, si bien se expresan ambas con estructuras organizativas visibles, son de naturaleza diferente, tanto por su configuraci&amp;#243;n como por las finalidades que persiguen&lt;/i&gt;. El Concilio Vaticano II ha reafirmado solemnemente que &amp;#171; la comunidad pol&amp;#237;tica y la Iglesia son independientes y aut&amp;#243;nomas, cada una en su propio terreno &amp;#187;.&lt;sup&gt;867&lt;/sup&gt; La Iglesia se organiza con formas adecuadas para satisfacer las exigencias espirituales de sus fieles, mientras que las diversas comunidades pol&amp;#237;ticas generan relaciones e instituciones al servicio de todo lo que pertenece al bien com&amp;#250;n temporal. La autonom&amp;#237;a e independencia de las dos realidades se muestran claramente sobre todo en el orden de los fines.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;El deber de respetar la libertad religiosa impone a la comunidad pol&amp;#237;tica que garantice a la Iglesia el necesario espacio de acci&amp;#243;n. Por su parte, la Iglesia no tiene un campo de competencia espec&amp;#237;fica en lo que se refiere a la estructura de la comunidad pol&amp;#237;tica: &amp;#171; La Iglesia respeta &lt;i&gt;la leg&amp;#237;tima autonom&amp;#237;a del orden democr&amp;#225;tico;&lt;/i&gt; pero no posee t&amp;#237;tulo alguno para expresar preferencias por una u otra soluci&amp;#243;n institucional o constitucional &amp;#187;,&lt;sup&gt;868&lt;/sup&gt; ni tiene tampoco la tarea de valorar los programas pol&amp;#237;ticos, si no es por sus implicaciones religiosas y morales.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Colaboraci&amp;#243;n"&gt;&lt;b&gt;Colaboraci&amp;#243;n&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;425 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La rec&amp;#237;proca autonom&amp;#237;a de la Iglesia y la comunidad pol&amp;#237;tica no comporta una separaci&amp;#243;n tal que excluya la colaboraci&amp;#243;n&lt;/i&gt;: ambas, aunque a t&amp;#237;tulo diverso, est&amp;#225;n al servicio de la vocaci&amp;#243;n personal y social de los mismos hombres. La Iglesia y la comunidad pol&amp;#237;tica, en efecto, se expresan mediante formas organizativas que no constituyen un fin en s&amp;#237; mismas, sino que est&amp;#225;n al servicio del hombre, para permitirle el pleno ejercicio de sus derechos, inherentes a su identidad de ciudadano y de cristiano, y un correcto cumplimiento de los correspondientes deberes. La Iglesia y la comunidad pol&amp;#237;tica pueden desarrollar su servicio &amp;#171; con tanta mayor eficacia, para bien de todos, cuanto mejor cultiven ambas entre s&amp;#237; una sana cooperaci&amp;#243;n, habida cuenta de las circunstancias de lugar y tiempo &amp;#187;.&lt;sup&gt;869&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;426 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Iglesia&lt;/i&gt;&lt;i&gt; tiene derecho al reconocimiento jur&amp;#237;dico de su propia identidad&lt;/i&gt;. Precisamente porque su misi&amp;#243;n abarca toda la realidad humana, la Iglesia, sinti&amp;#233;ndose &amp;#171; &amp;#237;ntima y realmente solidaria del genero humano y de su historia &amp;#187;,&lt;sup&gt;870&lt;/sup&gt; reivindica la libertad de expresar su juicio moral sobre estas realidades, cuantas veces lo exija la defensa de los derechos fundamentales de la persona o la salvaci&amp;#243;n de las almas.&lt;sup&gt;871&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La Iglesia por tanto pide: libertad de expresi&amp;#243;n, de ense&amp;#241;anza, de evangelizaci&amp;#243;n; libertad de ejercer el culto p&amp;#250;blicamente; libertad de organizarse y tener sus reglamentos internos; libertad de elecci&amp;#243;n, de educaci&amp;#243;n, de nombramiento y de traslado de sus ministros; libertad de construir edificios religiosos; libertad de adquirir y poseer bienes adecuados para su actividad; libertad de asociarse para fines no s&amp;#243;lo religiosos, sino tambi&amp;#233;n educativos, culturales, de salud y caritativos.&lt;sup&gt;872&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;427 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Con el fin de prevenir y atenuar posibles conflictos entre la Iglesia y la comunidad pol&amp;#237;tica, la experiencia jur&amp;#237;dica de la Iglesia y del Estado ha delineado diversas formas estables de relaci&amp;#243;n e instrumentos aptos para garantizar relaciones arm&amp;#243;nicas.&lt;/i&gt; Esta experiencia es un punto de referencia esencial para los casos en que el Estado pretende invadir el campo de acci&amp;#243;n de la Iglesia, obstaculizando su libre actividad, incluso hasta perseguirla abiertamente o, viceversa, en los casos en que las organizaciones eclesiales no act&amp;#250;en correctamente con respecto al Estado.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-4098422517812841986?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/4098422517812841986/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=4098422517812841986&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/4098422517812841986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/4098422517812841986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/2008/06/captulo-octavo-la-comunidad-poltica.html' title='CAPÍTULO OCTAVO: LA COMUNIDAD POLÍTICA'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-7517958545150341928</id><published>2008-06-01T23:05:00.001-03:00</published><updated>2008-06-01T23:05:33.816-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RELIGIÓN'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='COLEGIO'/><title type='text'>CAPÍTULO SÉPTIMO: LA VIDA ECONÓMICA</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;I. ASPECTOS B&amp;#205;BLICOS&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a)&lt;b&gt; &lt;a name="El_hombre,_pobreza_y_riqueza"&gt;El hombre, pobreza y riqueza&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;323 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En el Antiguo Testamento se encuentra una doble postura frente a los bienes econ&amp;#243;micos y la riqueza. Por un lado, de aprecio a la disponibilidad de bienes materiales considerados necesarios para la vida:&lt;/i&gt; en ocasiones, la abundancia &amp;#8212;pero no la riqueza o el lujo&amp;#8212; es vista como una bendici&amp;#243;n de Dios. En la literatura sapiencial, la pobreza se describe como una consecuencia negativa del ocio y de la falta de laboriosidad (cf. &lt;i&gt;Pr&lt;/i&gt; 10,4), pero tambi&amp;#233;n como un hecho natural (cf.&lt;i&gt; Pr &lt;/i&gt;22,2). &lt;i&gt;Por otro lado, los bienes econ&amp;#243;micos y la riqueza no son condenados en s&amp;#237; mismos, sino por su mal uso&lt;/i&gt;. La tradici&amp;#243;n prof&amp;#233;tica estigmatiza las estafas, la usura, la explotaci&amp;#243;n, las injusticias evidentes, especialmente con respecto a los m&amp;#225;s pobres (cf.&lt;i&gt; Is &lt;/i&gt;58,3-11; &lt;i&gt;Jr&lt;/i&gt; 7,4-7; &lt;i&gt;Os&lt;/i&gt; 4,1-2; &lt;i&gt;Am&lt;/i&gt; 2,6-7;&lt;i&gt; Mi &lt;/i&gt;2,1-2). Esta tradici&amp;#243;n, si bien considera un mal la pobreza de los oprimidos, de los d&amp;#233;biles, de los indigentes, ve tambi&amp;#233;n en ella un s&amp;#237;mbolo de la situaci&amp;#243;n del hombre delante de Dios; de &amp;#201;l proviene todo bien como un don que hay que administrar y compartir.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;324 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Quien reconoce su pobreza ante Dios, en cualquier situaci&amp;#243;n que viva, es objeto de una atenci&amp;#243;n particular por parte de Dios&lt;/i&gt;: cuando el pobre busca, el Se&amp;#241;or responde; cuando grita, &amp;#201;l lo escucha. A los pobres se dirigen las promesas divinas: ellos ser&amp;#225;n los herederos de la alianza entre Dios y su pueblo. La intervenci&amp;#243;n salv&amp;#237;fica de Dios se actuar&amp;#225; mediante un nuevo David (cf.&lt;i&gt; Ez&lt;/i&gt; 34,22-31), el cual, como y m&amp;#225;s que el rey David, ser&amp;#225; defensor de los pobres y promotor de la justicia; &amp;#201;l establecer&amp;#225; una nueva alianza y escribir&amp;#225; una nueva ley en el coraz&amp;#243;n de los creyentes (cf. &lt;i&gt;Jr&lt;/i&gt; 31,31-34).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La pobreza, cuando es aceptada o buscada con esp&amp;#237;ritu religioso, predispone al reconocimiento y a la aceptaci&amp;#243;n del orden creatural&lt;/i&gt;; en esta perspectiva, el &amp;#171; rico &amp;#187; es aquel que pone su confianza en las cosas que posee m&amp;#225;s que en Dios, el hombre que se hace fuerte mediante las obras de sus manos y que conf&amp;#237;a s&amp;#243;lo en esta fuerza. La pobreza se eleva a valor moral cuando se manifiesta como humilde disposici&amp;#243;n y apertura a Dios, confianza en &amp;#201;l. Estas actitudes hacen al hombre capaz de reconocer lo relativo de los bienes econ&amp;#243;micos y de tratarlos como dones divinos que hay que administrar y compartir, porque la propiedad originaria de todos los bienes pertenece a Dios.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;325 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Jes&amp;#250;s asume toda la tradici&amp;#243;n del Antiguo Testamento, tambi&amp;#233;n sobre los bienes econ&amp;#243;micos, sobre la riqueza y la pobreza, confiri&amp;#233;ndole una definitiva claridad y plenitud&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 6,24 y 13,22;&lt;i&gt; Lc &lt;/i&gt;6,20-24 y 12,15-21;&lt;i&gt; Rm&lt;/i&gt; 14,6-8 y&lt;i&gt; 1 Tm&lt;/i&gt; 4,4). &amp;#201;l, infundiendo su Esp&amp;#237;ritu y cambiando los corazones, instaura el &amp;#171; Reino de Dios &amp;#187;, que hace posible una nueva convivencia en la justicia, en la fraternidad, en la solidaridad y en el compartir. El Reino inaugurado por Cristo perfecciona la bondad originaria de la creaci&amp;#243;n y de la actividad humana, herida por el pecado. Liberado del mal y reincorporado en la comuni&amp;#243;n con Dios, todo hombre puede continuar la obra de Jes&amp;#250;s con la ayuda de su Esp&amp;#237;ritu: hacer justicia a los pobres, liberar a los oprimidos, consolar a los afligidos, buscar activamente un nuevo orden social, en el que se ofrezcan soluciones adecuadas a la pobreza material y se contrarresten m&amp;#225;s eficazmente las fuerzas que obstaculizan los intentos de los m&amp;#225;s d&amp;#233;biles para liberarse de una condici&amp;#243;n de miseria y de esclavitud. Cuando esto sucede, el Reino de Dios se hace ya presente sobre esta tierra, aun no perteneciendo a ella. En &amp;#233;l encontrar&amp;#225;n finalmente cumplimiento las promesas de los Profetas.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;326 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;A&lt;/i&gt;&lt;i&gt; la luz de la Revelaci&amp;#243;n, la actividad econ&amp;#243;mica ha de considerarse y ejercerse como una respuesta agradecida a la vocaci&amp;#243;n que Dios reserva a cada hombre&lt;/i&gt;. &amp;#201;ste ha sido colocado en el jard&amp;#237;n para cultivarlo y custodiarlo, us&amp;#225;ndolo seg&amp;#250;n unos limites bien precisos (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;2,16-17), con el compromiso de perfeccionarlo (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;1,26-30; 2,15-16;&lt;i&gt; Sb &lt;/i&gt;9,2-3). Al hacerse testigo de la grandeza y de la bondad del Creador, el hombre camina hacia la plenitud de la libertad a la que Dios lo llama. Una buena administraci&amp;#243;n de los dones recibidos, incluidos los dones materiales, es una obra de justicia hacia s&amp;#237; mismo y hacia los dem&amp;#225;s hombres: lo que se recibe ha de ser bien usado, conservado, multiplicado, como ense&amp;#241;a la par&amp;#225;bola de los talentos (cf. &lt;i&gt;Mt &lt;/i&gt;25,14-31; &lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt; 19,12-27).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La actividad econ&amp;#243;mica y el progreso material deben ponerse al servicio del hombre y de la sociedad&lt;/i&gt;: dedic&amp;#225;ndose a ellos con la fe, la esperanza y la caridad de los disc&amp;#237;pulos de Cristo, la econom&amp;#237;a y el progreso pueden transformarse en lugares de salvaci&amp;#243;n y de santificaci&amp;#243;n. Tambi&amp;#233;n en estos &amp;#225;mbitos es posible expresar un amor y una solidaridad m&amp;#225;s que humanos y contribuir al crecimiento de una humanidad nueva, que prefigure el mundo de los &amp;#250;ltimos tiempos.&lt;sup&gt;683&lt;/sup&gt; Jes&amp;#250;s sintetiza toda la Revelaci&amp;#243;n pidiendo al creyente&lt;i&gt; enriquecerse delante de Dios&lt;/i&gt; (cf. &lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt; 12,21): y la econom&amp;#237;a es &amp;#250;til a este fin, cuando no traiciona su funci&amp;#243;n de instrumento para el crecimiento integral del hombre y de las sociedades, de la calidad humana de la vida.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;327 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La fe en Jesucristo permite una comprensi&amp;#243;n correcta del desarrollo social, en el contexto de un humanismo integral y solidario. &lt;/i&gt;Para ello resulta muy &amp;#250;til la contribuci&amp;#243;n de la reflexi&amp;#243;n teol&amp;#243;gica ofrecida por el Magisterio social: &amp;#171; &lt;i&gt;La fe en Cristo redentor&lt;/i&gt;, mientras ilumina interiormente la naturaleza del desarrollo, gu&amp;#237;a tambi&amp;#233;n en la tarea de colaboraci&amp;#243;n. En la carta de san Pablo a los Colosenses leemos que Cristo es &amp;#8220;el primog&amp;#233;nito de toda la creaci&amp;#243;n&amp;#8221; y que &amp;#8220;todo fue creado por &amp;#233;l y para &amp;#233;l&amp;#8221; (1,15-16). En efecto, &amp;#8220;todo tiene en &amp;#233;l su consistencia&amp;#8221; porque &amp;#8220;Dios tuvo a bien hacer residir en &amp;#233;l toda la plenitud y reconciliar por &amp;#233;l y para &amp;#233;l todas la cosas&amp;#8221; (&lt;i&gt;ib&amp;#237;d&lt;/i&gt;., 1,20). En este plan divino, que comienza desde la eternidad en Cristo, &amp;#8220;Imagen&amp;#8221; perfecta del Padre, y culmina en &amp;#233;l, &amp;#8220;Primog&amp;#233;nito de entre los muertos&amp;#8221; (&lt;i&gt;ib&amp;#237;d.&lt;/i&gt;, 1,15.18),&lt;i&gt; se inserta nuestra historia&lt;/i&gt;, marcada por nuestro esfuerzo personal y colectivo por elevar la condici&amp;#243;n humana, vencer los obst&amp;#225;culos que surgen siempre en nuestro camino, disponi&amp;#233;ndonos as&amp;#237; a participar en la plenitud que &amp;#8220;reside en el Se&amp;#241;or&amp;#8221; y que &amp;#233;l comunica &amp;#8220;a su cuerpo, la Iglesia&amp;#8221; (&lt;i&gt;ib&amp;#237;d&lt;/i&gt;., 1,18; cf.&lt;i&gt; Ef&lt;/i&gt; 1,22-23), mientras el pecado, que siempre nos acecha y compromete nuestras realizaciones humanas, es vencido y rescatado por la &amp;#8220;reconciliaci&amp;#243;n&amp;#8221; obrada por Cristo (cf.&lt;i&gt; Col &lt;/i&gt;1,20) &amp;#187;.&lt;sup&gt;684&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="La_riqueza_existe_para_ser_compartida"&gt;&lt;b&gt;La riqueza existe para ser compartida&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;328 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los bienes, aun cuando son pose&amp;#237;dos leg&amp;#237;timamente, conservan siempre un destino universal. Toda forma de acumulaci&amp;#243;n indebida es inmoral, porque se halla en abierta contradicci&amp;#243;n con el destino universal que Dios creador asign&amp;#243; a todos los bienes.&lt;/i&gt; La salvaci&amp;#243;n cristiana es una liberaci&amp;#243;n integral del hombre, liberaci&amp;#243;n de la necesidad, pero tambi&amp;#233;n de la posesi&amp;#243;n misma: &amp;#171; Porque la ra&amp;#237;z de todos los males es el af&amp;#225;n de dinero, y algunos, por dejarse llevar de &amp;#233;l, se extraviaron en la fe &amp;#187; (&lt;i&gt;1 Tm&lt;/i&gt; 6,10). Los Padres de la Iglesia insisten en la necesidad de la conversi&amp;#243;n y de la transformaci&amp;#243;n de las conciencias de los creyentes, m&amp;#225;s que en la exigencia de cambiar las estructuras sociales y pol&amp;#237;ticas de su tiempo, instando a quien desarrolla una actividad econ&amp;#243;mica y posee bienes a considerarse administrador de cuanto Dios le ha confiado.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;329 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las riquezas realizan su funci&amp;#243;n de servicio al hombre cuando son destinadas a producir beneficios para los dem&amp;#225;s y para la sociedad&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;685&lt;/sup&gt; &amp;#171; &amp;#191;C&amp;#243;mo podr&amp;#237;amos hacer el bien al pr&amp;#243;jimo &amp;#8212;se pregunta Clemente de Alejandr&amp;#237;a&amp;#8212; si nadie poseyese nada? &amp;#187;.&lt;sup&gt;686&lt;/sup&gt; En la visi&amp;#243;n de San Juan Cris&amp;#243;stomo, las riquezas pertenecen a algunos para que estos puedan ganar m&amp;#233;ritos comparti&amp;#233;ndolas con los dem&amp;#225;s.&lt;sup&gt;687&lt;/sup&gt; Las riquezas son un bien que viene de Dios: quien lo posee lo debe usar y hacer circular, de manera que tambi&amp;#233;n los necesitados puedan gozar de &amp;#233;l; el mal se encuentra en el apego desordenado a las riquezas, en el deseo de acapararlas. San Basilio el Grande invita a los ricos a abrir las puertas de sus almacenes y exclama: &amp;#171; Un gran r&amp;#237;o se vierte, en mil canales, sobre el terreno f&amp;#233;rtil: as&amp;#237;, por mil caminos, t&amp;#250; haces llegar la riqueza a las casas de los pobres &amp;#187;.&lt;sup&gt;688&lt;/sup&gt; La riqueza, explica San Basilio, es como el agua que brota cada vez m&amp;#225;s pura de la fuente si se bebe de ella con frecuencia, mientras que se pudre si la fuente permanece inutilizada.&lt;sup&gt;689&lt;/sup&gt; El rico, dir&amp;#225; m&amp;#225;s tarde San Gregorio Magno, no es sino un administrador de lo que posee; dar lo necesario a quien carece de ello es una obra que hay que cumplir con humildad, porque los bienes no pertenecen a quien los distribuye. Quien tiene las riquezas s&amp;#243;lo para s&amp;#237; no es inocente; darlas a quien tiene necesidad significa pagar una deuda.&lt;sup&gt;690&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;II. &lt;/font&gt;&lt;a name="MORAL_Y_ECONOM&amp;#205;A"&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;MORAL Y ECONOM&amp;#205;A&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;330 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social de la Iglesia insiste en la connotaci&amp;#243;n moral de la econom&amp;#237;a.&lt;/i&gt; P&amp;#237;o XI, en un texto de la enc&amp;#237;clica&lt;i&gt; Quadragesimo anno,&lt;/i&gt; recuerda la relaci&amp;#243;n entre la econom&amp;#237;a y la moral: &amp;#171; Aun cuando la econom&amp;#237;a y la disciplina moral, cada cual en su &amp;#225;mbito, tienen principios propios, a pesar de ello es err&amp;#243;neo que el orden econ&amp;#243;mico y el moral est&amp;#233;n tan distanciados y ajenos entre s&amp;#237;, que bajo ning&amp;#250;n aspecto dependa aqu&amp;#233;l de &amp;#233;ste. Las leyes llamadas econ&amp;#243;micas, fundadas sobre la naturaleza de las cosas y en la &amp;#237;ndole del cuerpo y del alma humanos, establecen, desde luego, con toda certeza qu&amp;#233; fines no y cu&amp;#225;les s&amp;#237;, y con qu&amp;#233; medios, puede alcanzar la actividad humana dentro del orden econ&amp;#243;mico; pero la raz&amp;#243;n tambi&amp;#233;n, apoy&amp;#225;ndose igualmente en la naturaleza de las cosas y del hombre, individual y socialmente considerado, demuestra claramente que a ese orden econ&amp;#243;mico en su totalidad le ha sido prescrito un fin por Dios Creador. Una y la misma es, efectivamente, la ley moral que nos manda buscar, as&amp;#237; como directamente en la totalidad de nuestras acciones nuestro fin supremo y &amp;#250;ltimo, as&amp;#237; tambi&amp;#233;n en cada uno de los &amp;#243;rdenes particulares esos fines que entendemos que la naturaleza o, mejor dicho, el autor de la naturaleza, Dios, ha fijado a cada orden de cosas factibles, y someterlos subordinadamente a aqu&amp;#233;l &amp;#187;.&lt;sup&gt;691&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;331 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La relaci&amp;#243;n entre moral y econom&amp;#237;a es necesaria e intr&amp;#237;nseca: actividad econ&amp;#243;mica y comportamiento moral se compenetran &amp;#237;ntimamente. La necesaria distinci&amp;#243;n entre moral y econom&amp;#237;a no comporta una separaci&amp;#243;n entre los dos &amp;#225;mbitos, sino al contrario, una reciprocidad importante&lt;/i&gt;. As&amp;#237; como en el &amp;#225;mbito moral se deben tener en cuenta las razones y las exigencias de la econom&amp;#237;a, la actuaci&amp;#243;n en el campo econ&amp;#243;mico debe estar abierta a las instancias morales: &amp;#171; Tambi&amp;#233;n en la vida econ&amp;#243;mico-social deben respetarse y promoverse la dignidad de la persona humana, su entera vocaci&amp;#243;n y el bien de toda la sociedad. Porque el hombre es el autor, el centro y el fin de toda la vida econ&amp;#243;mico-social &amp;#187;.&lt;sup&gt;692&lt;/sup&gt; Dar el justo y debido peso a las razones propias de la econom&amp;#237;a no significa rechazar como irracional toda consideraci&amp;#243;n de orden metaecon&amp;#243;mico, precisamente porque el fin de la econom&amp;#237;a no est&amp;#225; en la econom&amp;#237;a misma, sino en su destinaci&amp;#243;n humana y social.&lt;sup&gt;693&lt;/sup&gt; A la econom&amp;#237;a, en efecto, tanto en el &amp;#225;mbito cient&amp;#237;fico, como en el nivel pr&amp;#225;ctico, no se le conf&amp;#237;a el fin de la realizaci&amp;#243;n del hombre y de la buena convivencia humana, sino una tarea parcial: la producci&amp;#243;n, la distribuci&amp;#243;n y el consumo de bienes materiales y de servicios.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;332 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La dimensi&amp;#243;n moral de la econom&amp;#237;a hace entender que la eficiencia econ&amp;#243;mica y la promoci&amp;#243;n de un desarrollo solidario de la humanidad son finalidades estrechamente vinculadas, m&amp;#225;s que separadas o alternativas. &lt;/i&gt;La moral, constitutiva de la vida econ&amp;#243;mica, no es ni contraria ni neutral: cuando se inspira en la justicia y la solidaridad, constituye un factor de eficiencia social para la misma econom&amp;#237;a. Es un deber desarrollar de manera eficiente la actividad de producci&amp;#243;n de los bienes, de otro modo se desperdician recursos; pero no es aceptable un crecimiento econ&amp;#243;mico obtenido con menoscabo de los seres humanos, de grupos sociales y pueblos enteros, condenados a la indigencia y a la exclusi&amp;#243;n. La expansi&amp;#243;n de la riqueza, visible en la disponibilidad de bienes y servicios, y la exigencia moral de una justa difusi&amp;#243;n de estos &amp;#250;ltimos deben estimular al hombre y a la sociedad en su conjunto a practicar la virtud esencial de la solidaridad,&lt;sup&gt;694&lt;/sup&gt; para combatir con esp&amp;#237;ritu de justicia y de caridad, dondequiera que existan, las &amp;#171; estructuras de pecado &amp;#187; &lt;sup&gt;695&lt;/sup&gt; que generan y mantienen la pobreza, el subdesarrollo y la degradaci&amp;#243;n. Estas estructuras est&amp;#225;n edificadas y consolidadas por muchos actos concretos de ego&amp;#237;smo humano.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;333 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Para asumir un perfil moral, la actividad econ&amp;#243;mica debe tener como sujetos a todos los hombres y a todos los pueblos.&lt;/i&gt; Todos tienen el derecho de participar en la vida econ&amp;#243;mica y el deber de contribuir, seg&amp;#250;n sus capacidades, al progreso del propio pa&amp;#237;s y de la entera familia humana.&lt;sup&gt;696&lt;/sup&gt; Si, en alguna medida, todos son responsables de todos, cada uno tiene el deber de comprometerse en el desarrollo econ&amp;#243;mico de todos: &lt;sup&gt;697&lt;/sup&gt; es un deber de solidaridad y de justicia, pero tambi&amp;#233;n es la v&amp;#237;a mejor para hacer progresar a toda la humanidad. Cuando se vive con sentido moral, la econom&amp;#237;a se realiza como prestaci&amp;#243;n de un servicio rec&amp;#237;proco, mediante la producci&amp;#243;n de bienes y servicios &amp;#250;tiles al crecimiento de cada uno, y se convierte para cada hombre en una oportunidad de vivir la solidaridad y la vocaci&amp;#243;n a la &amp;#171; comuni&amp;#243;n con los dem&amp;#225;s hombres, para lo cual fue creado por Dios &amp;#187;.&lt;sup&gt;698&lt;/sup&gt; El esfuerzo de concebir y realizar proyectos econ&amp;#243;mico-sociales capaces de favorecer una sociedad m&amp;#225;s justa y un mundo m&amp;#225;s humano representa un desaf&amp;#237;o dif&amp;#237;cil, pero tambi&amp;#233;n un deber estimulante, para todos los agentes econ&amp;#243;micos y para quienes se dedican a las ciencias econ&amp;#243;micas.&lt;sup&gt;699&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;334 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Objeto de la econom&amp;#237;a es la formaci&amp;#243;n de la riqueza y su incremento progresivo, en t&amp;#233;rminos no s&amp;#243;lo cuantitativos, sino cualitativos: todo lo cual es moralmente correcto si est&amp;#225; orientado al desarrollo global y solidario del hombre y de la sociedad en la que vive y trabaja. &lt;/i&gt;El desarrollo, en efecto, no puede reducirse a un mero proceso de acumulaci&amp;#243;n de bienes y servicios. Al contrario, la pura acumulaci&amp;#243;n, aun cuando fuese en pro del bien com&amp;#250;n, no es una condici&amp;#243;n suficiente para la realizaci&amp;#243;n de la aut&amp;#233;ntica felicidad humana. En este sentido, el Magisterio social pone en guardia contra la insidia que esconde un tipo de desarrollo s&amp;#243;lo cuantitativo, ya que la &amp;#171; excesiva disponibilidad de toda clase de bienes materiales para algunas categor&amp;#237;as sociales, f&amp;#225;cilmente hace a los hombres esclavos de la &amp;#8220;posesi&amp;#243;n&amp;#8221; y del goce inmediato... Es la llamada civilizaci&amp;#243;n del &amp;#8220;consumo&amp;#8221; o consumismo... &amp;#187;.&lt;sup&gt;700&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;335 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En la perspectiva del desarrollo integral y solidario, se puede apreciar justamente la valoraci&amp;#243;n moral que la doctrina social hace sobre la econom&amp;#237;a de mercado, o simplemente econom&amp;#237;a libre&lt;/i&gt;: &amp;#171; Si por &amp;#8220;capitalismo&amp;#8221; se entiende un sistema econ&amp;#243;mico que reconoce el papel fundamental y positivo de la empresa, del mercado, de la propiedad privada y de la consiguiente responsabilidad para con los medios productivos, de la libre creatividad humana en el sector de la econom&amp;#237;a, la respuesta es ciertamente positiva, aunque quiz&amp;#225; ser&amp;#237;a m&amp;#225;s apropiado hablar de &amp;#8220;econom&amp;#237;a de empresa&amp;#8221;, &amp;#8220;econom&amp;#237;a de mercado&amp;#8221; o simplemente de &amp;#8220;econom&amp;#237;a libre&amp;#8221;. Pero si por &amp;#8220;capitalismo&amp;#8221; se entiende un sistema en el cual la libertad, en el &amp;#225;mbito econ&amp;#243;mico, no est&amp;#225; encuadrada en un s&amp;#243;lido contexto jur&amp;#237;dico que la ponga al servicio de la libertad humana integral y la considere como una particular dimensi&amp;#243;n de la misma, cuyo centro es &amp;#233;tico y religioso, entonces la respuesta es absolutamente negativa &amp;#187;.&lt;sup&gt;701&lt;/sup&gt; De este modo queda definida la perspectiva cristiana acerca de las condiciones sociales y pol&amp;#237;ticas de la actividad econ&amp;#243;mica: no s&amp;#243;lo sus reglas, sino tambi&amp;#233;n su calidad moral y su significado.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a name="III._INICIATIVA_PRIVADA_Y_EMPRESA"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;III. INICIATIVA PRIVADA Y EMPRESA&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;336 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social de la Iglesia considera la libertad de la persona en campo econ&amp;#243;mico un valor fundamental y un derecho inalienable que hay que promover y tutelar&lt;/i&gt;: &amp;#171; Cada uno tiene el&lt;i&gt; derecho de iniciativa econ&amp;#243;mica&lt;/i&gt;, y podr&amp;#225; usar leg&amp;#237;timamente de sus talentos para contribuir a una abundancia provechosa para todos, y para recoger los justos frutos de sus esfuerzos &amp;#187;.&lt;sup&gt;702&lt;/sup&gt; Esta ense&amp;#241;anza pone en guardia contra las consecuencias negativas que se derivar&amp;#237;an de la restricci&amp;#243;n o de la negaci&amp;#243;n del &lt;i&gt;derecho de iniciativa econ&amp;#243;mica&lt;/i&gt;: &amp;#171; La experiencia nos demuestra que la negaci&amp;#243;n de tal derecho o su limitaci&amp;#243;n en nombre de una pretendida &amp;#8220;igualdad&amp;#8221; de todos en la sociedad reduce o, sin m&amp;#225;s, destruye de hecho el esp&amp;#237;ritu de iniciativa, es decir, &lt;i&gt;la subjetividad creativa del ciudadano&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;703&lt;/sup&gt; En este sentido, la libre y responsable iniciativa en campo econ&amp;#243;mico puede definirse tambi&amp;#233;n como un acto que revela la humanidad del hombre en cuanto sujeto creativo y relacional. La iniciativa econ&amp;#243;mica debe gozar, por tanto, de&lt;i&gt; un espacio amplio&lt;/i&gt;. El Estado tiene la obligaci&amp;#243;n moral de imponer v&amp;#237;nculos restrictivos s&amp;#243;lo en orden a las incompatibilidades entre la persecuci&amp;#243;n del bien com&amp;#250;n y el tipo de actividad econ&amp;#243;mica puesta en marcha, o sus modalidades de desarrollo.&lt;sup&gt;704&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;337 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La dimensi&amp;#243;n creativa es un elemento esencial de la acci&amp;#243;n humana, tambi&amp;#233;n en el campo empresarial, y se manifiesta especialmente en la aptitud para elaborar proyectos e innovar&lt;/i&gt;: &amp;#171; Organizar ese esfuerzo productivo, programar su duraci&amp;#243;n en el tiempo, procurar que corresponda de manera positiva a las necesidades que debe satisfacer, asumiendo los riesgos necesarios: todo esto es tambi&amp;#233;n una fuente de riqueza en la sociedad actual. As&amp;#237; se hace cada vez m&amp;#225;s evidente y determinante &lt;i&gt;el papel del trabajo humano,&lt;/i&gt; disciplinado y creativo, y&lt;i&gt; el de las capacidades de iniciativa y de esp&amp;#237;ritu emprendedor,&lt;/i&gt; como parte esencial del mismo trabajo &amp;#187;.&lt;sup&gt;705&lt;/sup&gt; Como fundamento de esta ense&amp;#241;anza hay que se&amp;#241;alar la convicci&amp;#243;n de que &amp;#171; el principal recurso del hombre es, junto con la tierra, el hombre mismo. Es su inteligencia la que descubre las potencialidades productivas de la tierra y las m&amp;#250;ltiples modalidades con que se pueden satisfacer las necesidades humanas &amp;#187;.&lt;sup&gt;706&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="La_empresa_y_sus_fines"&gt;&lt;b&gt;La empresa y sus fines&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;338 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La empresa debe caracterizarse por la capacidad de servir al bien com&amp;#250;n de la sociedad mediante la producci&amp;#243;n de bienes y servicios &amp;#250;tiles.&lt;/i&gt; En esta producci&amp;#243;n de bienes y servicios con una l&amp;#243;gica de eficiencia y de satisfacci&amp;#243;n de los intereses de los diversos sujetos implicados, la empresa crea riqueza para toda la sociedad: no s&amp;#243;lo para los propietarios, sino tambi&amp;#233;n para los dem&amp;#225;s sujetos interesados en su actividad. Adem&amp;#225;s de esta funci&amp;#243;n t&amp;#237;picamente econ&amp;#243;mica,&lt;i&gt; la empresa desempe&amp;#241;a tambi&amp;#233;n una funci&amp;#243;n social, creando oportunidades de encuentro, de colaboraci&amp;#243;n, de valoraci&amp;#243;n de las capacidades de las personas implicadas. &lt;/i&gt;En la empresa, por tanto, la dimensi&amp;#243;n econ&amp;#243;mica es condici&amp;#243;n para el logro de objetivos no s&amp;#243;lo econ&amp;#243;micos, sino tambi&amp;#233;n sociales y morales, que deben perseguirse conjuntamente.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El objetivo de la empresa se debe llevar a cabo en t&amp;#233;rminos y con criterios econ&amp;#243;micos, pero sin descuidar los valores aut&amp;#233;nticos que permiten el desarrollo concreto de la persona y de la sociedad. &lt;/i&gt;En esta visi&amp;#243;n personalista y comunitaria, &amp;#171; la empresa no puede considerarse &amp;#250;nicamente como una &amp;#8220;sociedad de capitales&amp;#8221;; es, al mismo tiempo, una &amp;#8220;sociedad de personas&amp;#8221;, en la que entran a formar parte de manera diversa y con responsabilidades espec&amp;#237;ficas los que aportan el capital necesario para su actividad y los que colaboran con su trabajo &amp;#187;.&lt;sup&gt;707&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;339 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los componentes de la empresa deben ser conscientes de que la&amp;#160; comunidad en la que trabajan representa un bien para todos y no una estructura que permite satisfacer exclusivamente los intereses personales de alguno&lt;/i&gt;. S&amp;#243;lo esta conciencia permite llegar a construir una econom&amp;#237;a verdaderamente al servicio del hombre y elaborar un proyecto de cooperaci&amp;#243;n real entre las partes sociales.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Un ejemplo muy importante y significativo en la direcci&amp;#243;n indicada procede de la actividad de las empresas cooperativas, de la peque&amp;#241;a y mediana empresa, de las empresas artesanales y de las agr&amp;#237;colas de dimensiones familiares&lt;/i&gt;. La doctrina social ha subrayado la contribuci&amp;#243;n que estas empresas ofrecen a la valoraci&amp;#243;n del trabajo, al crecimiento del sentido de responsabilidad personal y social, a la vida democr&amp;#225;tica, a los valores humanos &amp;#250;tiles para el progreso del mercado y de la sociedad.&lt;sup&gt;708&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;340 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social reconoce la justa funci&amp;#243;n del beneficio, como primer indicador del buen funcionamiento de la empresa: &lt;/i&gt;&amp;#171; Cuando una empresa da beneficios significa que los factores productivos han sido utilizados adecuadamente &amp;#187;.&lt;sup&gt;709&lt;/sup&gt; Esto no puede hacer olvidar el hecho que&lt;i&gt; no siempre el beneficio indica que la empresa est&amp;#233; sirviendo adecuadamente a la sociedad&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;710&lt;/sup&gt; Es posible, por ejemplo, &amp;#171; que los balances econ&amp;#243;micos sean correctos y que al mismo tiempo los hombres, que constituyen el patrimonio m&amp;#225;s valioso de la empresa, sean humillados y ofendidos en su dignidad &amp;#187;.&lt;sup&gt;711&lt;/sup&gt; Esto sucede cuando la empresa opera en sistemas socioculturales caracterizados por la explotaci&amp;#243;n de las personas, propensos a rehuir las obligaciones de justicia social y a violar los derechos de los trabajadores.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Es indispensable que, dentro de la empresa, la leg&amp;#237;tima b&amp;#250;squeda del beneficio se armonice con la irrenunciable tutela de la dignidad de las personas que a t&amp;#237;tulo diverso trabajan en la misma.&lt;/i&gt; Estas dos exigencias no se oponen en absoluto, ya que, por una parte, no ser&amp;#237;a realista pensar que el futuro de la empresa est&amp;#233; asegurado sin la producci&amp;#243;n de bienes y servicios y sin conseguir beneficios que sean el fruto de la actividad econ&amp;#243;mica desarrollada; por otra parte, permitiendo el crecimiento de la persona que trabaja, se favorece una mayor productividad y eficacia del trabajo mismo. La empresa debe ser una comunidad solidaria&lt;sup&gt;712 &lt;/sup&gt;no encerrada en los intereses corporativos, tender a una &amp;#171; ecolog&amp;#237;a social &amp;#187; &lt;sup&gt;713&lt;/sup&gt; del trabajo, y contribuir al bien com&amp;#250;n, incluida la salvaguardia del ambiente natural.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;341 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Si en la actividad econ&amp;#243;mica y financiera la b&amp;#250;squeda de un justo beneficio es aceptable, el recurso a la usura est&amp;#225; moralmente condenado&lt;/i&gt;: &amp;#171; Los traficantes cuyas pr&amp;#225;cticas usurarias y mercantiles provocan el hambre y la muerte de sus hermanos los hombres, cometen indirectamente un homicidio. Este les es imputable &amp;#187;.&lt;sup&gt;714&lt;/sup&gt; Esta condena se extiende tambi&amp;#233;n a las relaciones econ&amp;#243;micas internacionales, especialmente en lo que se refiere a la situaci&amp;#243;n de los pa&amp;#237;ses menos desarrollados, a los que no se pueden aplicar &amp;#171; sistemas financieros abusivos, si no usurarios &amp;#187;.&lt;sup&gt;715&lt;/sup&gt; El Magisterio reciente ha usado palabras fuertes y claras a prop&amp;#243;sito de esta pr&amp;#225;ctica todav&amp;#237;a dram&amp;#225;ticamente difundida: &amp;#171; La usura, delito que tambi&amp;#233;n en nuestros d&amp;#237;as es una infame realidad, capaz de estrangular la vida de muchas personas &amp;#187;.&lt;sup&gt;716&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;342 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La empresa se mueve hoy en el marco de escenarios econ&amp;#243;micos de dimensiones cada vez m&amp;#225;s amplias,&lt;/i&gt; donde los Estados nacionales tienen una capacidad limitada de gobernar los r&amp;#225;pidos procesos de cambio que afectan a las relaciones econ&amp;#243;mico-financieras internacionales; esta situaci&amp;#243;n induce a las empresas a &lt;i&gt;asumir responsabilidades nuevas y mayores con respecto al pasado.&lt;/i&gt; Su papel, hoy m&amp;#225;s que nunca, resulta determinante para un desarrollo aut&amp;#233;nticamente solidario e integral de la humanidad e igualmente decisivo, en este sentido, su aceptaci&amp;#243;n del hecho que &amp;#171; el desarrollo o se convierte en un &lt;i&gt;hecho com&amp;#250;n &lt;/i&gt;a todas las partes del mundo o sufre un&lt;i&gt; proceso de retroceso &lt;/i&gt;aun en las zonas marcadas por un constante progreso. Fen&amp;#243;meno este particularmente indicador de la naturaleza del &lt;i&gt;aut&amp;#233;ntico &lt;/i&gt;desarrollo: o participan de &amp;#233;l todas las Naciones del mundo, o no ser&amp;#225; tal, ciertamente &amp;#187;.&lt;sup&gt;717&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="El_papel_del_empresario_y_del_dirigente_"&gt;&lt;b&gt;El papel del empresario y del dirigente de empresa&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;343 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La iniciativa econ&amp;#243;mica es expresi&amp;#243;n de la inteligencia humana y de la exigencia de responder a las necesidades del hombre con creatividad y en colaboraci&amp;#243;n&lt;/i&gt;. En la creatividad y en la cooperaci&amp;#243;n se halla inscrita la aut&amp;#233;ntica noci&amp;#243;n de la competencia empresarial: un&lt;i&gt; cum-petere&lt;/i&gt;, es decir, un buscar juntos las soluciones m&amp;#225;s adecuadas para responder del modo m&amp;#225;s id&amp;#243;neo a las necesidades que van surgiendo progresivamente. El sentido de responsabilidad que brota de la libre iniciativa econ&amp;#243;mica se configura no s&amp;#243;lo como&lt;i&gt; virtud individual &lt;/i&gt;indispensable para el crecimiento humano del individuo, sino tambi&amp;#233;n como&lt;i&gt; virtud social &lt;/i&gt;necesaria para el desarrollo de una comunidad solidaria: &amp;#171; En este proceso est&amp;#225;n implicadas importantes virtudes, como son la diligencia, la laboriosidad, la prudencia en asumir los riesgos razonables, la fiabilidad y la lealtad en las relaciones interpersonales, la resoluci&amp;#243;n de &amp;#225;nimo en la ejecuci&amp;#243;n de decisiones dif&amp;#237;ciles y dolorosas, pero necesarias para el trabajo com&amp;#250;n de la empresa y para hacer frente a los eventuales reveses de fortuna &amp;#187;.&lt;sup&gt;718&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;344 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El papel del empresario y del dirigente revisten una importancia central desde el punto de vista social, porque se sit&amp;#250;an en el coraz&amp;#243;n de la red de v&amp;#237;nculos t&amp;#233;cnicos, comerciales, financieros y culturales, que caracterizan la moderna realidad de la empresa.&lt;/i&gt; Puesto que las decisiones empresariales producen, en raz&amp;#243;n de la complejidad creciente de la actividad empresarial, m&amp;#250;ltiples efectos conjuntos de gran relevancia no s&amp;#243;lo econ&amp;#243;mica, sino tambi&amp;#233;n social, el ejercicio de las responsabilidades empresariales y directivas exige, adem&amp;#225;s de un esfuerzo continuo de actualizaci&amp;#243;n espec&amp;#237;fica, una constante reflexi&amp;#243;n sobre los valores morales que deben guiar las opciones personales de quien est&amp;#225; investido de tales funciones.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Los empresarios y los dirigentes no pueden tener en cuenta exclusivamente el objetivo econ&amp;#243;mico de la empresa, los criterios de la eficiencia econ&amp;#243;mica, las exigencias del cuidado del &amp;#171; capital &amp;#187; como conjunto de medios de producci&amp;#243;n: el respeto concreto de la dignidad humana de los trabajadores que laboran en la empresa, es tambi&amp;#233;n su deber preciso&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;719&lt;/sup&gt; Las personas constituyen &amp;#171; el patrimonio m&amp;#225;s valioso de la empresa &amp;#187;,&lt;sup&gt;720&lt;/sup&gt; el factor decisivo de la producci&amp;#243;n.&lt;sup&gt;721&lt;/sup&gt; En las grandes decisiones estrat&amp;#233;gicas y financieras, de adquisici&amp;#243;n o de venta, de reajuste o cierre de instalaciones, en la pol&amp;#237;tica de fusiones, los criterios no pueden ser exclusivamente de naturaleza financiera o comercial.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;345 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social insiste en la necesidad de que el empresario y el dirigente se comprometan a estructurar la actividad laboral en sus empresas de modo que favorezcan la familia, especialmente a las madres de familia&lt;/i&gt; en el ejercicio de sus tareas; &lt;sup&gt;722&lt;/sup&gt; que&lt;i&gt; secunden, a la luz de una visi&amp;#243;n integral del hombre y del desarrollo, la demanda de calidad &lt;/i&gt;&amp;#171; de la mercanc&amp;#237;a que se produce y se consume; calidad de los servicios p&amp;#250;blicos que se disfrutan; calidad del ambiente y de la vida en general &amp;#187;; &lt;sup&gt;723&lt;/sup&gt; que inviertan, en caso de que se den las condiciones econ&amp;#243;micas y de estabilidad pol&amp;#237;tica para ello, en aquellos lugares y sectores productivos que ofrecen a los individuos y a los pueblos &amp;#171; la ocasi&amp;#243;n de dar valor al propio trabajo &amp;#187;.&lt;sup&gt;724&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;IV. &lt;/font&gt;&lt;a name="INSTITUCIONES_ECON&amp;#211;MICAS_AL_SERVICIO_DEL"&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;INSTITUCIONES ECON&amp;#211;MICAS         &lt;br /&gt;AL SERVICIO DEL HOMBRE&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;346 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una de las cuestiones prioritarias en econom&amp;#237;a es el empleo de los recursos&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;725&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; es decir, de todos aquellos bienes y servicios a los que los sujetos econ&amp;#243;micos, productores y consumidores, privados y p&amp;#250;blicos, atribuyen un valor debido a su inherente utilidad en el campo de la producci&amp;#243;n y del consumo.&lt;/i&gt; Los recursos son cuantitativamente escasos en la naturaleza, lo que implica, necesariamente, que el sujeto econ&amp;#243;mico particular, as&amp;#237; como la sociedad, tengan que inventar alguna estrategia para emplearlos del modo m&amp;#225;s racional posible, siguiendo una l&amp;#243;gica dictada por el &lt;i&gt;principio de economicidad.&lt;/i&gt; De esto dependen tanto la efectiva soluci&amp;#243;n del problema econ&amp;#243;mico m&amp;#225;s general, y fundamental, de la limitaci&amp;#243;n de los medios con respecto a las necesidades individuales y sociales, privadas y p&amp;#250;blicas, cuanto la eficiencia global, estructural y funcional, del entero sistema econ&amp;#243;mico. Tal eficiencia apela directamente a la responsabilidad y la capacidad de diversos sujetos, como el mercado, el Estado y los cuerpos sociales intermedios.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="El_papel_del_libre_mercado"&gt;&lt;b&gt;El papel del libre mercado&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;347 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El libre mercado es una instituci&amp;#243;n socialmente importante por su capacidad de garantizar resultados eficientes en la producci&amp;#243;n de bienes y servicios. &lt;/i&gt;Hist&amp;#243;ricamente, el mercado ha dado prueba de saber iniciar y sostener, a largo plazo, el desarrollo econ&amp;#243;mico. Existen buenas razones para retener que, en muchas circunstancias, &amp;#171; el&lt;i&gt; libre mercado&lt;/i&gt; sea el instrumento m&amp;#225;s eficaz para colocar los recursos y responder eficazmente a las necesidades &amp;#187;.&lt;sup&gt;726&lt;/sup&gt; La doctrina social de la Iglesia aprecia las seguras ventajas que ofrecen los mecanismos del libre mercado, tanto para utilizar mejor los recursos, como para agilizar el intercambio de productos: estos mecanismos, &amp;#171; sobre todo, dan la primac&amp;#237;a a la voluntad y a las preferencias de la persona, que, en el contrato, se confrontan con las de otras personas &amp;#187;.&lt;sup&gt;727&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Un mercado verdaderamente competitivo es un instrumento eficaz para conseguir importantes objetivos de justicia&lt;/i&gt;: moderar los excesos de ganancia de las empresas; responder a las exigencias de los consumidores; realizar una mejor utilizaci&amp;#243;n y ahorro de los recursos; premiar los esfuerzos empresariales y la habilidad de innovaci&amp;#243;n; hacer circular la informaci&amp;#243;n, de modo que realmente se puedan comparar y adquirir los productos en un contexto de sana competencia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;348 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El libre mercado no puede juzgarse prescindiendo de los fines que persigue y de los valores que transmite a nivel social.&lt;/i&gt; El mercado, en efecto, no puede encontrar en s&amp;#237; mismo el principio de la propia legitimaci&amp;#243;n. Pertenece a la conciencia individual y a la responsabilidad p&amp;#250;blica establecer una justa relaci&amp;#243;n entre medios y fines.&lt;sup&gt;728&lt;/sup&gt; La&lt;i&gt; utilidad individual&lt;/i&gt; del agente econ&amp;#243;mico, aunque leg&amp;#237;tima, no debe jam&amp;#225;s convertirse en el &amp;#250;nico objetivo. Al lado de &amp;#233;sta, existe otra, igualmente fundamental y superior, la &lt;i&gt;utilidad social,&lt;/i&gt; que debe procurarse no en contraste, sino en coherencia con la l&amp;#243;gica de mercado. Cuando realiza las importantes funciones antes recordadas, el libre mercado se orienta al bien com&amp;#250;n y al desarrollo integral del hombre, mientras que la inversi&amp;#243;n de la relaci&amp;#243;n entre medios y fines puede hacerlo degenerar en una instituci&amp;#243;n inhumana y alienante, con repercusiones incontrolables.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;349 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social de la Iglesia, aun reconociendo al mercado la funci&amp;#243;n de instrumento insustituible de regulaci&amp;#243;n dentro del sistema econ&amp;#243;mico, pone en evidencia la necesidad de sujetarlo a finalidades morales que aseguren y, al mismo tiempo, circunscriban adecuadamente el espacio de su autonom&amp;#237;a&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;729&lt;/sup&gt; La idea que se pueda confiar s&amp;#243;lo al mercado el suministro de todas las categor&amp;#237;as de bienes no puede compartirse, porque se basa en una visi&amp;#243;n reductiva de la persona y de la sociedad.&lt;sup&gt;730&lt;/sup&gt; Ante el riesgo concreto de una &amp;#171; idolatr&amp;#237;a &amp;#187; del mercado, la doctrina social de la Iglesia subraya sus l&amp;#237;mites, f&amp;#225;cilmente perceptibles en su comprobada incapacidad de satisfacer importantes exigencias humanas, que requieren bienes que, &amp;#171; por su naturaleza, no son ni pueden ser simples mercanc&amp;#237;as &amp;#187;,&lt;sup&gt;731&lt;/sup&gt; bienes no negociables seg&amp;#250;n la regla del &amp;#171; intercambio de equivalentes &amp;#187; y la l&amp;#243;gica del contrato, t&amp;#237;picas del mercado.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;350 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El mercado asume una funci&amp;#243;n social relevante en las sociedades contempor&amp;#225;neas, por lo cual es importante identificar sus mejores potencialidades y crear condiciones que permitan su concreto desarrollo.&lt;/i&gt; Los agentes deben ser efectivamente libres para comparar, evaluar y elegir entre las diversas opciones. Sin embargo la libertad, en &amp;#225;mbito econ&amp;#243;mico, debe estar regulada por un apropiado marco jur&amp;#237;dico, capaz de ponerla al servicio de la libertad humana integral: &amp;#171; La libertad econ&amp;#243;mica es solamente un elemento de la libertad humana. Cuando aqu&amp;#233;lla se vuelve aut&amp;#243;noma, es decir, cuando el hombre es considerado m&amp;#225;s como un productor o un consumidor de bienes que como un sujeto que produce y consume para vivir, entonces pierde su necesaria relaci&amp;#243;n con la persona humana y termina por alienarla y oprimirla &amp;#187;.&lt;sup&gt;732&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="La_acci&amp;#243;n_del_Estado"&gt;&lt;b&gt;La acci&amp;#243;n del Estado&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;351 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La acci&amp;#243;n del Estado y de los dem&amp;#225;s poderes p&amp;#250;blicos debe conformarse al principio de subsidiaridad y crear situaciones favorables al libre ejercicio de la actividad econ&amp;#243;mica; debe tambi&amp;#233;n inspirarse en el principio de solidaridad y establecer los l&amp;#237;mites a la autonom&amp;#237;a de las partes para defender a la m&amp;#225;s d&amp;#233;bil&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;733&lt;/sup&gt; La solidaridad sin subsidiaridad puede degenerar f&amp;#225;cilmente en asistencialismo, mientras que la subsidiaridad sin solidaridad corre el peligro de alimentar formas de localismo ego&amp;#237;sta. Para respetar estos dos principios fundamentales, la intervenci&amp;#243;n del Estado en &amp;#225;mbito econ&amp;#243;mico no debe ser ni ilimitada, ni insuficiente, sino proporcionada a las exigencias reales de la sociedad: &amp;#171; El Estado tiene el deber de secundar la actividad de las empresas, creando condiciones que aseguren oportunidades de trabajo, estimul&amp;#225;ndola donde sea insuficiente o sosteni&amp;#233;ndola en momentos de crisis. El Estado tiene, adem&amp;#225;s, el derecho a intervenir, cuando situaciones particulares de monopolio creen r&amp;#233;moras u obst&amp;#225;culos al desarrollo. Pero, aparte de estas incumbencias de armonizaci&amp;#243;n y direcci&amp;#243;n del desarrollo, el Estado puede ejercer&lt;i&gt; funciones de suplencia&lt;/i&gt; en situaciones excepcionales &amp;#187;.&lt;sup&gt;734&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;352 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La tarea fundamental del Estado en &amp;#225;mbito econ&amp;#243;mico es definir un marco jur&amp;#237;dico apto para regular las relaciones econ&amp;#243;micas, &lt;/i&gt;con el fin de &amp;#171; salvaguardar... las condiciones fundamentales de una econom&amp;#237;a libre, que presupone una cierta igualdad entre las partes, no sea que una de ellas supere talmente en poder a la otra que la pueda reducir pr&amp;#225;cticamente a esclavitud &amp;#187;.&lt;sup&gt;735&lt;/sup&gt; La actividad econ&amp;#243;mica, sobre todo en un contexto de libre mercado, no puede desarrollarse en un vac&amp;#237;o institucional, jur&amp;#237;dico y pol&amp;#237;tico: &amp;#171; Por el contrario, supone una seguridad que garantiza la libertad individual y la propiedad, adem&amp;#225;s de un sistema monetario estable y servicios p&amp;#250;blicos eficientes &amp;#187;.&lt;sup&gt;736&lt;/sup&gt; Para llevar a cabo su tarea, el Estado debe elaborar una oportuna legislaci&amp;#243;n, pero tambi&amp;#233;n dirigir con circunspecci&amp;#243;n las pol&amp;#237;ticas econ&amp;#243;micas y sociales, sin ocasionar un menoscabo en las diversas actividades de mercado, cuyo desarrollo debe permanecer libre de superestructuras y constricciones autoritarias o, peor a&amp;#250;n, totalitarias.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;353 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Es necesario que mercado y Estado act&amp;#250;en concertadamente y sean complementarios. El libre mercado puede proporcionar efectos ben&amp;#233;ficos a la colectividad solamente en presencia de una organizaci&amp;#243;n del Estado que defina y oriente la direcci&amp;#243;n del desarrollo econ&amp;#243;mico,&lt;/i&gt; que haga respetar reglas justas y transparentes, que intervenga tambi&amp;#233;n directamente, durante el tiempo estrictamente necesario,&lt;sup&gt;737&lt;/sup&gt; en los casos en que el mercado no alcanza a obtener los resultados de eficiencia deseados y cuando se trata de poner por obra el principio redistributivo. En efecto, en algunos &amp;#225;mbitos, el mercado no es capaz, apoy&amp;#225;ndose en sus propios mecanismos, de garantizar una distribuci&amp;#243;n equitativa de algunos bienes y servicios esenciales para el desarrollo humano de los ciudadanos: en este caso, la complementariedad entre Estado y mercado es m&amp;#225;s necesaria que nunca.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;354 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Estado puede instar a los ciudadanos y a las empresas para que promuevan el bien com&amp;#250;n, disponiendo y practicando una pol&amp;#237;tica econ&amp;#243;mica que favorezca la participaci&amp;#243;n de todos sus ciudadanos en las actividades productivas.&lt;/i&gt; El respeto del principio de subsidiaridad debe impulsar a las autoridades p&amp;#250;blicas a buscar las condiciones favorables al desarrollo de las capacidades de iniciativa individuales, de la autonom&amp;#237;a y de la responsabilidad personales de los ciudadanos, absteni&amp;#233;ndose de cualquier intervenci&amp;#243;n que pueda constituir un condicionamiento indebido de las fuerzas empresariales.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;En orden al bien com&amp;#250;n, proponerse con una constante determinaci&amp;#243;n el objetivo del justo equilibrio entre la libertad privada y la acci&amp;#243;n p&amp;#250;blica, entendida como intervenci&amp;#243;n directa en la econom&amp;#237;a o como actividad de apoyo al desarrollo econ&amp;#243;mico.&lt;/i&gt; En cualquier caso, la intervenci&amp;#243;n p&amp;#250;blica deber&amp;#225; atenerse a criterios de equidad, racionalidad y eficiencia, sin sustituir la acci&amp;#243;n de los particulares, contrariando su derecho a la libertad de iniciativa econ&amp;#243;mica. El Estado, en este caso, resulta nocivo para la sociedad: una intervenci&amp;#243;n directa demasiado amplia termina por anular la responsabilidad de los ciudadanos y produce un aumento excesivo de los aparatos p&amp;#250;blicos, guiados m&amp;#225;s por l&amp;#243;gicas burocr&amp;#225;ticas que por el objetivo de satisfacer las necesidades de las personas.&lt;sup&gt;738&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;355 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los ingresos fiscales y el gasto p&amp;#250;blico asumen una importancia econ&amp;#243;mica crucial para la comunidad civil y pol&amp;#237;tica: el objetivo hacia el cual se debe tender es lograr una finanza p&amp;#250;blica capaz de ser instrumento de desarrollo y de solidaridad. &lt;/i&gt;Una Hacienda p&amp;#250;blica justa, eficiente y eficaz, produce efectos virtuosos en la econom&amp;#237;a, porque logra favorecer el crecimiento de la ocupaci&amp;#243;n, sostener las actividades empresariales y las iniciativas sin fines de lucro, y contribuye a acrecentar la credibilidad del Estado como garante de los sistemas de previsi&amp;#243;n y de protecci&amp;#243;n social, destinados en modo particular a proteger a los m&amp;#225;s d&amp;#233;biles.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La finanza p&amp;#250;blica se orienta al bien com&amp;#250;n cuando se atiene a algunos principios fundamentales: el pago de impuestos&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;739&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;como especificaci&amp;#243;n del deber de solidaridad; racionalidad y equidad en la imposici&amp;#243;n de los tributos;&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;740&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;rigor e integridad en la administraci&amp;#243;n y en el destino de los recursos p&amp;#250;blicos&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;741&lt;/sup&gt; En la redistribuci&amp;#243;n de los recursos, las finanza p&amp;#250;blica debe seguir los principios de la solidaridad, de la igualdad, de la valoraci&amp;#243;n de los talentos, y prestar gran atenci&amp;#243;n al sostenimiento de las familias, destinando a tal fin una adecuada cantidad de recursos.&lt;sup&gt;742&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="La_funci&amp;#243;n_de_los_cuerpos_intermedios"&gt;&lt;b&gt;La funci&amp;#243;n de los cuerpos intermedios&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;356 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El sistema econ&amp;#243;mico-social debe caracterizarse por la presencia conjunta de la acci&amp;#243;n p&amp;#250;blica y privada, incluida la acci&amp;#243;n privada sin fines de lucro. Se configura as&amp;#237; una pluralidad de centros de decisi&amp;#243;n y de l&amp;#243;gicas de acci&amp;#243;n.&lt;/i&gt; Existen algunas categor&amp;#237;as de bienes, colectivos y de uso com&amp;#250;n, cuya utilizaci&amp;#243;n no puede depender de los mecanismos del mercado &lt;sup&gt;743&lt;/sup&gt; y que tampoco es de competencia exclusiva del Estado. La tarea del Estado, en relaci&amp;#243;n a estos bienes, es m&amp;#225;s bien la de valorizar todas las iniciativas sociales y econ&amp;#243;micas, promovidas por las formaciones intermedias que tienen efectos p&amp;#250;blicos. La sociedad civil, organizada en sus cuerpos intermedios, es capaz de contribuir al logro del bien com&amp;#250;n poni&amp;#233;ndose en una relaci&amp;#243;n de colaboraci&amp;#243;n y de eficaz complementariedad respecto al Estado y al mercado, favoreciendo as&amp;#237; el desarrollo de una oportuna democracia econ&amp;#243;mica. En un contexto semejante, la intervenci&amp;#243;n del Estado debe estructurarse en orden al ejercicio de una verdadera solidaridad, que como tal nunca debe estar separada de la subsidiaridad.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;357 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las organizaciones privadas sin fines de lucro tienen su espacio espec&amp;#237;fico en el &amp;#225;mbito econ&amp;#243;mico. Estas organizaciones se caracterizan por el valeroso intento de conjugar arm&amp;#243;nicamente eficiencia productiva y solidaridad.&lt;/i&gt; Normalmente, se constituyen en base a un pacto asociativo y son expresi&amp;#243;n de la tensi&amp;#243;n hacia un ideal com&amp;#250;n de los sujetos que libremente deciden su adhesi&amp;#243;n. El Estado debe respetar la naturaleza de estas organizaciones y valorar sus caracter&amp;#237;sticas, aplicando concretamente el principio de subsidiaridad, que postula precisamente el respeto y la promoci&amp;#243;n de la dignidad y de la aut&amp;#243;noma responsabilidad del sujeto &amp;#171; subsidiado &amp;#187;.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;d) &lt;a name="Ahorro_y_consumo"&gt;&lt;b&gt;Ahorro y consumo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;358 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los consumidores, que en muchos casos disponen de amplios m&amp;#225;rgenes de poder adquisitivo, muy superiores al umbral de subsistencia, pueden influir notablemente en la realidad econ&amp;#243;mica con su libre elecci&amp;#243;n entre consumo y ahorro.&lt;/i&gt; En efecto, la posibilidad de influir sobre las opciones del sistema econ&amp;#243;mico est&amp;#225; en manos de quien debe decidir sobre el destino de los propios recursos financieros. Hoy, m&amp;#225;s que en el pasado, es posible evaluar las alternativas disponibles, no s&amp;#243;lo en base al rendimiento previsto o a su grado de riesgo, sino tambi&amp;#233;n expresando un juicio de valor sobre los proyectos de inversi&amp;#243;n que los recursos financiar&amp;#225;n, conscientes de que &amp;#171; la opci&amp;#243;n de invertir en un lugar y no en otro, en un sector productivo en vez de en otro, es siempre una&lt;i&gt; opci&amp;#243;n moral y cultural&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;744&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;359 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La utilizaci&amp;#243;n del propio poder adquisitivo debe ejercitarse en el contexto de las exigencias morales de la justicia y de la solidaridad, y de responsabilidades sociales precisas&lt;/i&gt;: no se debe olvidar &amp;#171; el deber de la caridad, esto es, el deber de ayudar con lo propio &amp;#8220;superfluo&amp;#8221; y, a veces, incluso con lo propio &amp;#8220;necesario&amp;#8221;, para dar al pobre lo indispensable para vivir &amp;#187;.&lt;sup&gt;745&lt;/sup&gt; Esta responsabilidad confiere a los consumidores la posibilidad de orientar, gracias a la mayor circulaci&amp;#243;n de las informaciones, el comportamiento de los productores, mediante la decisi&amp;#243;n &amp;#8212;individual o colectiva&amp;#8212; de preferir los productos de unas empresas en vez de otras, teniendo en cuenta no s&amp;#243;lo los precios y la calidad de los productos, sino tambi&amp;#233;n la existencia de condiciones correctas de trabajo en las empresas, el empe&amp;#241;o por tutelar el ambiente natural que las circunda, etc.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;360 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El fen&amp;#243;meno del consumismo produce una orientaci&amp;#243;n persistente hacia el &amp;#171; tener &amp;#187; en vez de hacia el &amp;#171; ser &amp;#187;.&lt;/i&gt; El consumismo impide &amp;#171; distinguir correctamente las nuevas y m&amp;#225;s elevadas formas de satisfacci&amp;#243;n de las nuevas necesidades humanas, que son un obst&amp;#225;culo para la formaci&amp;#243;n de una personalidad madura &amp;#187;.&lt;sup&gt;746&lt;/sup&gt; Para contrastar este fen&amp;#243;meno es necesario esforzarse por construir &amp;#171; estilos de vida, a tenor de los cuales la b&amp;#250;squeda de la verdad, de la belleza y del bien, as&amp;#237; como la comuni&amp;#243;n con los dem&amp;#225;s hombres para un crecimiento com&amp;#250;n sean los elementos que determinen las opciones del consumo, de los ahorros y de las inversiones &amp;#187;.&lt;sup&gt;747&lt;/sup&gt; Es innegable que las influencias del contexto social sobre los estilos de vida son notables: por ello el desaf&amp;#237;o cultural, que hoy presenta el consumismo, debe ser afrontado en forma m&amp;#225;s incisiva, sobre todo si se piensa en las generaciones futuras, que corren el riesgo de tener que vivir en un ambiente natural esquilmado a causa de un consumo excesivo y desordenado.&lt;sup&gt;748&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;V. LAS &amp;#171; RES NOVAE &amp;#187; EN ECONOM&amp;#205;A&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="La_globalizaci&amp;#243;n:_oportunidades_y_riesgo"&gt;&lt;b&gt;La globalizaci&amp;#243;n: oportunidades y riesgos&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;361 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Nuestro tiempo est&amp;#225; marcado por el complejo fen&amp;#243;meno de la globalizaci&amp;#243;n econ&amp;#243;mico-financiera, &lt;/i&gt;esto es, por un proceso de creciente integraci&amp;#243;n de las econom&amp;#237;as nacionales, en el plano del comercio de bienes y servicios y de las transacciones financieras, en el que un n&amp;#250;mero cada vez mayor de operadores asume un horizonte global para las decisiones que debe realizar en funci&amp;#243;n de las oportunidades de crecimiento y de beneficio. El nuevo horizonte de la sociedad global no se da tanto por la presencia simplemente de v&amp;#237;nculos econ&amp;#243;micos y financieros entre agentes nacionales que operan en pa&amp;#237;ses diversos &amp;#8212;que, por otra parte, siempre han existido&amp;#8212;, sino m&amp;#225;s bien por la expansi&amp;#243;n y naturaleza absolutamente in&amp;#233;ditas del sistema de relaciones que se est&amp;#225; desarrollando. Resulta cada vez m&amp;#225;s decisivo y central el papel de los mercados financieros, cuyas dimensiones, a consecuencia de la liberalizaci&amp;#243;n del comercio y de la circulaci&amp;#243;n de los capitales, se han acrecentado enormemente con una velocidad impresionante, al punto de consentir a los operadores desplazar &amp;#171; en tiempo real &amp;#187;, de una parte a la otra del planeta, grandes cantidades de capital. Se trata de una realidad multiforme y no f&amp;#225;cil de descifrar, ya que se desarrolla en varios niveles y evoluciona continuamente, seg&amp;#250;n trayectorias dif&amp;#237;cilmente previsibles.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;362 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La globalizaci&amp;#243;n alimenta nuevas esperanzas, pero origina tambi&amp;#233;n grandes interrogantes&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;749&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Puede producir efectos potencialmente beneficiosos para toda la humanidad&lt;/i&gt;: entrelaz&amp;#225;ndose con el impetuoso desarrollo de las telecomunicaciones, el crecimiento de las relaciones econ&amp;#243;micas y financieras ha permitido simult&amp;#225;neamente una notable reducci&amp;#243;n en los costos de las comunicaciones y de las nuevas tecnolog&amp;#237;as, y una aceleraci&amp;#243;n en el proceso de extensi&amp;#243;n a escala planetaria de los intercambios comerciales y de las transacciones financieras. En otras palabras, ha sucedido que ambos fen&amp;#243;menos, globalizaci&amp;#243;n econ&amp;#243;mico-financiera y progreso tecnol&amp;#243;gico, se han reforzado mutuamente, haciendo extremamente r&amp;#225;pida toda la din&amp;#225;mica de la actual fase econ&amp;#243;mica.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Analizando el contexto actual, adem&amp;#225;s de identificar las oportunidades que se abren en la era de la econom&amp;#237;a global, se descubren tambi&amp;#233;n los riesgos ligados a las nuevas dimensiones de las relaciones comerciales y financieras.&lt;/i&gt; No faltan, en efecto, indicios reveladores de una tendencia al &lt;i&gt;aumento de las desigualdades,&lt;/i&gt; ya sea entre pa&amp;#237;ses avanzados y pa&amp;#237;ses en v&amp;#237;as de desarrollo, ya sea al interno de los pa&amp;#237;ses industrializados. La creciente riqueza econ&amp;#243;mica, hecha posible por los procesos descritos, va acompa&amp;#241;ada de un crecimiento de la pobreza relativa.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;363 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El crecimiento del bien com&amp;#250;n exige aprovechar las nuevas ocasiones de redistribuci&amp;#243;n de la riqueza entre las diversas &amp;#225;reas del planeta, a favor de las m&amp;#225;s necesitados, hasta ahora excluidas o marginadas del progreso social y econ&amp;#243;mico&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;750&lt;/sup&gt; &amp;#171; En definitiva, el desaf&amp;#237;o consiste en asegurar una globalizaci&amp;#243;n &lt;i&gt;en la solidaridad&lt;/i&gt;, una globalizaci&amp;#243;n &lt;i&gt;sin dejar a nadie al margen&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;751&lt;/sup&gt; El mismo progreso tecnol&amp;#243;gico corre el riesgo de repartir injustamente entre los pa&amp;#237;ses los propios efectos positivos. Las innovaciones, en efecto, pueden penetrar y difundirse en una colectividad determinada, si sus potenciales beneficiarios alcanzan un grado m&amp;#237;nimo de saber y de recursos financieros: es evidente que, en presencia de fuertes disparidades entre los pa&amp;#237;ses en el acceso a los conocimientos t&amp;#233;cnico-cient&amp;#237;ficos y a los m&amp;#225;s recientes productos tecnol&amp;#243;gicos, el proceso de globalizaci&amp;#243;n termina por dilatar, m&amp;#225;s que reducir, las desigualdades entre los pa&amp;#237;ses en t&amp;#233;rminos de desarrollo econ&amp;#243;mico y social. Dada la naturaleza de las din&amp;#225;micas en curso, la libre circulaci&amp;#243;n de capitales no basta por s&amp;#237; sola para favorecer el acercamiento de los pa&amp;#237;ses en v&amp;#237;as de desarrollo a los pa&amp;#237;ses m&amp;#225;s avanzados.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;364 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El comercio representa un componente fundamental de las relaciones econ&amp;#243;micas internacionales, contribuyendo de manera determinante a la especializaci&amp;#243;n productiva y al crecimiento econ&amp;#243;mico de los diversos pa&amp;#237;ses.&lt;/i&gt; Hoy, m&amp;#225;s que nunca, el comercio internacional, si se orienta oportunamente, promueve el desarrollo y es capaz de crear nuevas fuentes de trabajo y suministrar recursos &amp;#250;tiles. La doctrina social muchas veces ha denunciado las distorsiones del sistema de comercio internacional &lt;sup&gt;752&lt;/sup&gt; que, a menudo, a causa de las pol&amp;#237;ticas proteccionistas, discrimina los productos procedentes de los pa&amp;#237;ses pobres y obstaculiza el crecimiento de actividades industriales y la transferencia de tecnolog&amp;#237;a hacia estos pa&amp;#237;ses.&lt;sup&gt;753&lt;/sup&gt; El continuo deterioro en los t&amp;#233;rminos de intercambio de las materias primas y la agudizaci&amp;#243;n de las diferencias entre pa&amp;#237;ses ricos y pa&amp;#237;ses pobres, ha impulsado al Magisterio a reclamar la importancia de los criterios &amp;#233;ticos que deber&amp;#237;an orientar las relaciones econ&amp;#243;micas internacionales: la persecuci&amp;#243;n del bien com&amp;#250;n y el destino universal de los bienes; la equidad en las relaciones comerciales; la atenci&amp;#243;n a los derechos y a las necesidades de los m&amp;#225;s pobres en las pol&amp;#237;ticas comerciales y de cooperaci&amp;#243;n internacional. De no ser as&amp;#237;, &amp;#171; los pueblos pobres permanecen siempre pobres, y los ricos se hacen cada vez m&amp;#225;s ricos &amp;#187;.&lt;sup&gt;754&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;365 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una solidaridad adecuada a la era de la globalizaci&amp;#243;n exige la defensa de los derechos humanos&lt;/i&gt;. A este respecto, el Magisterio se&amp;#241;ala que la presencia &amp;#171; de una autoridad p&amp;#250;blica internacional al servicio de los derechos humanos, de la libertad y de la paz, no s&amp;#243;lo no se ha logrado a&amp;#250;n completamente, sino que se debe constatar, por desgracia, la frecuente indecisi&amp;#243;n de la comunidad internacional sobre el deber de respetar y aplicar los derechos humanos. Este deber ata&amp;#241;e a&lt;i&gt; todos&lt;/i&gt; los derechos fundamentales y no permite decisiones arbitrarias que acabar&amp;#237;an en formas de discriminaci&amp;#243;n e injusticia. Al mismo tiempo, somos testigos del incremento de una preocupante divergencia entre una serie de nuevos &amp;#8220;derechos&amp;#8221; promovidos en las sociedades tecnol&amp;#243;gicamente avanzadas y derechos humanos elementales que todav&amp;#237;a no son respetados en situaciones de subdesarrollo: pienso, por ejemplo, en el derecho a la alimentaci&amp;#243;n, al agua potable, a la vivienda, a la autodeterminaci&amp;#243;n y a la independencia &amp;#187;.&lt;sup&gt;755&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;366 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La extensi&amp;#243;n de la globalizaci&amp;#243;n debe estar acompa&amp;#241;ada de una toma de conciencia m&amp;#225;s madura, por parte de las organizaciones de la sociedad civil, de las nuevas tareas a las que est&amp;#225;n llamadas a nivel mundial.&lt;/i&gt; Gracias tambi&amp;#233;n a una acci&amp;#243;n decidida por parte de estas organizaciones, ser&amp;#225; posible colocar el actual proceso de crecimiento de la econom&amp;#237;a y de las finanzas a escala planetaria en un horizonte que garantice un efectivo respeto de los derechos del hombre y de los pueblos, adem&amp;#225;s de una justa distribuci&amp;#243;n de los recursos, dentro de cada pa&amp;#237;s y entre los diversos pa&amp;#237;ses: &amp;#171; El libre intercambio s&amp;#243;lo es equitativo si est&amp;#225; sometido a las exigencias de la justicia social &amp;#187;.&lt;sup&gt;756&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Especial atenci&amp;#243;n debe concederse a las especificidades locales y a las diversidades culturales, que corren el riesgo de ser comprometidas por los procesos econ&amp;#243;mico-financieros en acto:&lt;/i&gt; &amp;#171; La globalizaci&amp;#243;n no debe ser un nuevo tipo de colonialismo. Debe respetar la diversidad de las culturas que, en el &amp;#225;mbito de la armon&amp;#237;a universal de los pueblos, constituyen las claves de interpretaci&amp;#243;n de la vida. En particular, no tiene que despojar a los pobres de lo que es m&amp;#225;s valioso para ellos, incluidas sus creencias y pr&amp;#225;cticas religiosas, puesto que las convicciones religiosas aut&amp;#233;nticas son la manifestaci&amp;#243;n m&amp;#225;s clara de la libertad humana &amp;#187;.&lt;sup&gt;757&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;367 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En la &amp;#233;poca de la globalizaci&amp;#243;n, se debe subrayar con fuerza la solidaridad entre las generaciones&lt;/i&gt;: &amp;#171; Antes, la solidaridad entre las generaciones era en numerosos pa&amp;#237;ses una actitud natural por parte de la familia; ahora se ha convertido tambi&amp;#233;n en un deber de la comunidad &amp;#187;.&lt;sup&gt;758&lt;/sup&gt; Es l&amp;#243;gico que esta solidaridad se siga promoviendo en las comunidades pol&amp;#237;ticas nacionales, pero hoy el problema se plantea tambi&amp;#233;n en la comunidad pol&amp;#237;tica global, a fin de que la mundializaci&amp;#243;n no se lleve a cabo a expensas de los m&amp;#225;s d&amp;#233;biles y necesitados. La solidaridad entre las generaciones exige que en la planificaci&amp;#243;n global se act&amp;#250;e seg&amp;#250;n el principio del destino universal de los bienes, que hace moralmente il&amp;#237;cito y econ&amp;#243;micamente contraproducente descargar los costos actuales sobre las futuras generaciones: moralmente il&amp;#237;cito, porque significa no asumir las debidas responsabilidades, econ&amp;#243;micamente contraproducente porque la correcci&amp;#243;n de los da&amp;#241;os es m&amp;#225;s costosa que la prevenci&amp;#243;n. Este principio se ha de aplicar, sobre todo, &amp;#8212;aunque no s&amp;#243;lo&amp;#8212; en el campo de los recursos de la tierra y de la salvaguardia de la creaci&amp;#243;n, que resulta particularmente delicado por la globalizaci&amp;#243;n, la cual interesa a todo el planeta entendido como &amp;#250;nico ecosistema.&lt;sup&gt;759&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="El_sistema_financiero_internacional"&gt;&lt;b&gt;El sistema financiero internacional&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;368 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los mercados financieros no son ciertamente una novedad de nuestra &amp;#233;poca: desde hace ya mucho tiempo, de diversas formas, se ocuparon de responder a la exigencia de financiar actividades productivas. La experiencia hist&amp;#243;rica ense&amp;#241;a que en ausencia de sistemas financieros adecuados no habr&amp;#237;a sido posible el crecimiento econ&amp;#243;mico.&lt;/i&gt; Las inversiones a gran escala, t&amp;#237;picas de las modernas econom&amp;#237;as de mercado, no se habr&amp;#237;an realizado sin el papel fundamental de intermediario llevado a cabo por los mercados financieros, que ha permitido, entre otras cosas, apreciar las funciones positivas del ahorro para el desarrollo del sistema econ&amp;#243;mico y social. Si la creaci&amp;#243;n de lo que ha sido definido &amp;#171; el mercado global de capitales &amp;#187; ha producido efectos ben&amp;#233;ficos, gracias a que la mayor movilidad de los capitales ha facilitado la disponibilidad de recursos a las actividades productivas, el acrecentamiento de la movilidad, por otra parte, ha aumentado tambi&amp;#233;n el riesgo de crisis financieras. El desarrollo de las finanzas, cuyas transacciones han superado considerablemente en volumen, a las reales, corre el riesgo de seguir una l&amp;#243;gica cada vez m&amp;#225;s autoreferencial, sin conexi&amp;#243;n con la base real de la econom&amp;#237;a.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;369 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una econom&amp;#237;a financiera con fin en s&amp;#237; misma est&amp;#225; destinada a contradecir sus finalidades, ya que se priva de sus ra&amp;#237;ces y de su raz&amp;#243;n constitutiva, es decir, de su papel originario y esencial de servicio a la econom&amp;#237;a real y, en definitiva, de desarrollo de las personas y de las comunidades humanas. &lt;/i&gt;El cuadro global resulta a&amp;#250;n m&amp;#225;s preocupante a la luz de la configuraci&amp;#243;n fuertemente asim&amp;#233;trica que caracteriza al sistema financiero internacional: los procesos de innovaci&amp;#243;n y desregulaci&amp;#243;n de los mercados financieros tienden efectivamente a consolidarse s&amp;#243;lo en algunas partes del planeta. Lo cual es fuente de graves preocupaciones de naturaleza &amp;#233;tica, porque los pa&amp;#237;ses excluidos de los procesos descritos, aun no gozando de los beneficios de estos productos, no est&amp;#225;n sin embargo protegidos contra eventuales consecuencias negativas de inestabilidad financiera en sus sistemas econ&amp;#243;micos reales, sobre todo si son fr&amp;#225;giles y poco desarrollados.&lt;sup&gt;760&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La imprevista aceleraci&amp;#243;n de los procesos, como el enorme incremento en el valor de las carteras administrativas de las instituciones financieras y la r&amp;#225;pida proliferaci&amp;#243;n de nuevos y sofisticados instrumentos financieros hace &lt;i&gt;extremadamente urgente la identificaci&amp;#243;n de soluciones institucionales capaces de favorecer eficazmente la estabilidad del sistema, sin restarle potencialidades y eficiencia.&lt;/i&gt; Resulta indispensable introducir un marco normativo que permita tutelar tal estabilidad en todas sus complejas articulaciones, promover la competencia entre los intermediarios y asegurar la m&amp;#225;xima transparencia en favor de los inversionistas.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="La_funci&amp;#243;n_de_la_comunidad_internacional"&gt;&lt;b&gt;La funci&amp;#243;n de la comunidad internacional en la &amp;#233;poca de la econom&amp;#237;a global&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;370 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La p&amp;#233;rdida de centralidad por parte de los actores estatales debe coincidir con un mayor compromiso de la comunidad internacional en el ejercicio de una decidida funci&amp;#243;n de direcci&amp;#243;n econ&amp;#243;mica y financiera.&lt;/i&gt; Una importante consecuencia del proceso de globalizaci&amp;#243;n, en efecto, consiste en la gradual p&amp;#233;rdida de eficacia del Estado Naci&amp;#243;n en la gu&amp;#237;a de las din&amp;#225;micas econ&amp;#243;mico-financieras nacionales. Los gobiernos de cada uno de los pa&amp;#237;ses ven la propia acci&amp;#243;n en campo econ&amp;#243;mico y social condicionada cada vez con mayor fuerza por las expectativas de los mercados internacionales de capital y por la insistente demanda de credibilidad provenientes del mundo financiero. A causa de los nuevos v&amp;#237;nculos entre los operadores globales, las tradicionales medidas defensivas de los Estados aparecen condenadas al fracaso y, frente a las nuevas &amp;#225;reas de atribuciones, la noci&amp;#243;n misma de mercado nacional pasa a un segundo plano.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;371 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Cuanto mayores niveles de complejidad organizativa y funcional alcanza el sistema econ&amp;#243;mico-financiero mundial, tanto m&amp;#225;s prioritaria se presenta la tarea de regular dichos procesos, orient&amp;#225;ndolos a la consecuci&amp;#243;n del bien com&amp;#250;n de la familia humana. Surge concretamente la exigencia de que, m&amp;#225;s all&amp;#225; de los Estados nacionales, sea la misma comunidad internacional quien asuma esta delicada funci&amp;#243;n, con instrumentos pol&amp;#237;ticos y jur&amp;#237;dicos adecuados y eficaces.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Es, por tanto, indispensable que las instituciones econ&amp;#243;micas y financieras internacionales sepan hallar las soluciones institucionales m&amp;#225;s apropiadas y elaboren las estrategias de acci&amp;#243;n m&amp;#225;s oportunas con el fin de orientar un cambio que, de aceptarse pasivamente y abandonado a s&amp;#237; mismo, provocar&amp;#237;a resultados dram&amp;#225;ticos sobre todo en perjuicio de los estratos m&amp;#225;s d&amp;#233;biles e indefensos de la poblaci&amp;#243;n mundial.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;En los Organismos Internacionales deben estar igualmente representados los intereses de la gran familia humana; es necesario que estas instituciones, &amp;#171; a la hora de valorar las consecuencias de sus decisiones, tomen siempre en consideraci&amp;#243;n a los pueblos y pa&amp;#237;ses que tienen escaso peso en el mercado internacional y que, por otra parte, cargan con toda una serie de necesidades reales y acuciantes que requieren un mayor apoyo para un adecuado desarrollo &amp;#187;.&lt;sup&gt;761&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;372 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Tambi&amp;#233;n la pol&amp;#237;tica, al igual que la econom&amp;#237;a, debe saber extender su radio de acci&amp;#243;n m&amp;#225;s all&amp;#225; de los confines nacionales, adquiriendo r&amp;#225;pidamente una dimensi&amp;#243;n operativa mundial que le permita dirigir los procesos en curso a la luz de par&amp;#225;metros no s&amp;#243;lo econ&amp;#243;micos, sino tambi&amp;#233;n morales.&lt;/i&gt; El objetivo de fondo ser&amp;#225; guiar estos procesos asegurando el respeto de la dignidad del hombre y el desarrollo completo de su personalidad, en el horizonte del bien com&amp;#250;n.&lt;sup&gt;762&lt;/sup&gt; Asumir semejante tarea, conlleva la responsabilidad de acelerar la consolidaci&amp;#243;n de las instituciones existentes, as&amp;#237; como la creaci&amp;#243;n de nuevos organismos a los cuales confiar esta responsabilidad.&lt;sup&gt;763&lt;/sup&gt; El desarrollo econ&amp;#243;mico, en efecto, puede ser duradero si se realiza en un marco claro y definido de normas y en un amplio proyecto de crecimiento moral, civil y cultural de toda la familia humana.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;d) &lt;a name="Un_desarrollo_integral_y_solidario"&gt;&lt;b&gt;Un desarrollo integral y solidario&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;373 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una de las tareas fundamentales de los agentes de la econom&amp;#237;a internacional es la consecuci&amp;#243;n de un desarrollo integral y solidario para la humanidad,&lt;/i&gt; es decir, &amp;#171; promover a todos los hombres y a todo el hombre &amp;#187;.&lt;sup&gt;764&lt;/sup&gt; Esta tarea requiere una concepci&amp;#243;n de la econom&amp;#237;a que garantice, a nivel internacional, la distribuci&amp;#243;n equitativa de los recursos y responda a la conciencia de la interdependencia &amp;#8212;econ&amp;#243;mica, pol&amp;#237;tica y cultural&amp;#8212; que ya une definitivamente a los pueblos entre s&amp;#237; y les hace sentirse vinculados a un &amp;#250;nico destino.&lt;sup&gt;765&lt;/sup&gt; Los problemas sociales adquieren, cada vez m&amp;#225;s, una dimensi&amp;#243;n planetaria. Ning&amp;#250;n Estado puede por s&amp;#237; solo afrontarlos y resolverlos. Las actuales generaciones experimentan directamente la necesidad de la solidaridad y advierten concretamente la importancia de superar la cultura individualista.&lt;sup&gt;766&lt;/sup&gt; Se registra cada vez con mayor amplitud la exigencia de modelos de desarrollo que no prevean s&amp;#243;lo &amp;#171; de elevar a todos los pueblos al nivel del que gozan hoy los pa&amp;#237;ses m&amp;#225;s ricos, sino de fundar sobre el trabajo solidario una vida m&amp;#225;s digna, hacer crecer efectivamente la dignidad y la creatividad de toda persona, su capacidad de responder a la propia vocaci&amp;#243;n y, por tanto, a la llamada de Dios &amp;#187;.&lt;sup&gt;767&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;374 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Un desarrollo m&amp;#225;s humano y solidario ayudar&amp;#225; tambi&amp;#233;n a los mismos pa&amp;#237;ses ricos.&lt;/i&gt; Estos pa&amp;#237;ses &amp;#171; advierten a menudo una especie de extrav&amp;#237;o existencial, una incapacidad de vivir y de gozar rectamente el sentido de la vida, aun en medio de la abundancia de bienes materiales, una alienaci&amp;#243;n y p&amp;#233;rdida de la propia humanidad en muchas personas, que se sienten reducidas al papel de engranajes en el mecanismo de la producci&amp;#243;n y del consumo y no encuentran el modo de afirmar la propia dignidad de hombres, creados a imagen y semejanza de Dios &amp;#187;.&lt;sup&gt;768&lt;/sup&gt; Los pa&amp;#237;ses ricos han demostrado tener la capacidad de crear bienestar material, pero a menudo lo han hecho a costa del hombre y de las clases sociales m&amp;#225;s d&amp;#233;biles: &amp;#171; No se puede ignorar que las fronteras de la riqueza y de la pobreza atraviesan en su interior las mismas sociedades tanto desarrolladas como en v&amp;#237;as de desarrollo. Pues, al igual que existen desigualdades sociales hasta llegar a los niveles de miseria en los pa&amp;#237;ses ricos, tambi&amp;#233;n, de forma paralela, en los pa&amp;#237;ses menos desarrollados se ven a menudo manifestaciones de ego&amp;#237;smo y ostentaci&amp;#243;n desconcertantes y escandalosas &amp;#187;.&lt;sup&gt;769&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;e) &lt;a name="La_necesidad_de_una_gran_obra_educativa_"&gt;&lt;b&gt;La necesidad de una gran obra educativa y cultural&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;375 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Para la doctrina social, la econom&amp;#237;a &amp;#171; es s&amp;#243;lo un aspecto y una dimensi&amp;#243;n de la compleja actividad humana&lt;/i&gt;. Si es absolutizada, si la producci&amp;#243;n y el consumo de las mercanc&amp;#237;as ocupan el centro de la vida social y se convierten en el &amp;#250;nico valor de la sociedad, no subordinado a ning&amp;#250;n otro, la causa hay que buscarla no s&amp;#243;lo y no tanto en el sistema econ&amp;#243;mico mismo, cuanto en el hecho de que todo el sistema sociocultural, al ignorar la dimensi&amp;#243;n &amp;#233;tica y religiosa, se ha debilitado, limit&amp;#225;ndose &amp;#250;nicamente a la producci&amp;#243;n de bienes y servicios &amp;#187;.&lt;sup&gt;770&lt;/sup&gt; La vida del hombre, al igual que la vida social de la colectividad, no puede reducirse a una dimensi&amp;#243;n materialista, aun cuando los bienes materiales sean muy necesarios tanto para los fines de la supervivencia, cuanto para mejora del tenor de vida: &amp;#171; Acrecentar el sentido de Dios y el conocimiento de s&amp;#237; mismo constituye la base de todo desarrollo completo de la sociedad humana &amp;#187;.&lt;sup&gt;771&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;376 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Ante el r&amp;#225;pido desarrollo del progreso t&amp;#233;cnico-econ&amp;#243;mico y la mutaci&amp;#243;n, igualmente r&amp;#225;pida, de los procesos de producci&amp;#243;n y de consumo, el Magisterio advierte la exigencia de proponer una gran obra educativa y cultural&lt;/i&gt;: &amp;#171; La demanda de una existencia cualitativamente m&amp;#225;s satisfactoria y m&amp;#225;s rica es algo en s&amp;#237; leg&amp;#237;timo; sin embargo hay que poner de relieve las nuevas responsabilidades y peligros anejos a esta fase hist&amp;#243;rica... Al descubrir nuevas necesidades y nuevas modalidades para su satisfacci&amp;#243;n, es necesario dejarse guiar por una imagen integral del hombre, que respete todas las dimensiones de su ser y que subordine las materiales e instintivas a las interiores y espirituales... Es, pues, necesaria y urgente una &lt;i&gt;gran obra educativa y cultural,&lt;/i&gt; que comprenda la educaci&amp;#243;n de los consumidores para un uso responsable de su capacidad de elecci&amp;#243;n, la formaci&amp;#243;n de un profundo sentido de responsabilidad en los productores y sobre todo en los profesionales de los medios de comunicaci&amp;#243;n social, adem&amp;#225;s de la necesaria intervenci&amp;#243;n de las autoridades p&amp;#250;blicas &amp;#187;.&lt;sup&gt;772&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-7517958545150341928?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/7517958545150341928/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=7517958545150341928&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/7517958545150341928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/7517958545150341928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/2008/06/captulo-sptimo-la-vida-econmica.html' title='CAPÍTULO SÉPTIMO: LA VIDA ECONÓMICA'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-1939454815614861187</id><published>2008-06-01T23:01:00.000-03:00</published><updated>2008-06-01T23:02:05.912-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RELIGIÓN'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='COLEGIO'/><title type='text'>CAPÍTULO SEXTO: EL TRABAJO HUMANO</title><content type='html'>&lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;I. ASPECTOS B&amp;#205;BLICOS&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a)&lt;b&gt; &lt;a name="La_tarea_de_cultivar_y_custodiar_la_tier"&gt;La tarea de cultivar y custodiar la tierra&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;255 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Antiguo Testamento presenta a Dios como Creador omnipotente &lt;/i&gt;(cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;2,2; &lt;i&gt;Jb &lt;/i&gt;38-41; &lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt; 104;&lt;i&gt; Sal&lt;/i&gt; 147),&lt;i&gt; que plasma al hombre a su imagen y lo invita&lt;/i&gt; a&lt;i&gt; trabajar la tierra&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;2,5-6),&lt;i&gt; y a custodiar el jard&amp;#237;n del Ed&amp;#233;n en donde lo ha puesto&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;2,15). Dios conf&amp;#237;a a la primera pareja humana la tarea de &lt;i&gt;someter la tierra y de dominar todo ser viviente&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;1,28). El dominio del hombre sobre los dem&amp;#225;s seres vivos, sin embargo, no debe ser desp&amp;#243;tico e irracional; al contrario, &amp;#233;l debe &amp;#171; cultivar y custodiar &amp;#187; (cf.&lt;i&gt; Gn&lt;/i&gt; 2,15) los bienes creados por Dios: bienes que el hombre no ha creado sino que ha recibido como un don precioso, confiado a su responsabilidad por el Creador. Cultivar la tierra significa no abandonarla a s&amp;#237; misma; dominarla es tener cuidado de ella, as&amp;#237; como un rey sabio cuida de su pueblo y un pastor de su grey.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;En el designio del Creador, las realidades creadas, buenas en s&amp;#237; mismas, existen en funci&amp;#243;n del hombre&lt;/i&gt;. El asombro ante el misterio de la grandeza del hombre hace exclamar al salmista: &amp;#171; &amp;#191;Qu&amp;#233; es el hombre para que de &amp;#233;l te acuerdes, el hijo de Ad&amp;#225;n, para que de &amp;#233;l te cuides? Apenas inferior a un dios le hiciste, coron&amp;#225;ndole de gloria y de esplendor; le hiciste se&amp;#241;or de las obras de tus manos, todo fue puesto por ti bajo sus pies &amp;#187; (&lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt; 8,5-7).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;256 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo pertenece a la condici&amp;#243;n originaria del hombre y precede a su ca&amp;#237;da; no es, por ello, ni un castigo ni una maldici&amp;#243;n&lt;/i&gt;. Se convierte en fatiga y pena a causa del pecado de Ad&amp;#225;n y Eva, que rompen su relaci&amp;#243;n confiada y armoniosa con Dios (cf.&lt;i&gt; Gn &lt;/i&gt;3, 6-8). La prohibici&amp;#243;n de comer &amp;#171; del &amp;#225;rbol de la ciencia del bien y del mal &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn &lt;/i&gt;2,17) recuerda al hombre que ha recibido todo como don y que sigue siendo una criatura y no el Creador. El pecado de Ad&amp;#225;n y Eva fue provocado precisamente por esta tentaci&amp;#243;n: &amp;#171; ser&amp;#233;is como dioses &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 3,5). Quisieron tener el dominio absoluto sobre todas las cosas, sin someterse a la voluntad del Creador. Desde entonces, el suelo se ha vuelto avaro, ingrato, sordamente hostil (cf. &lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 4,12); s&amp;#243;lo con el sudor de la frente ser&amp;#225; posible obtener el alimento (cf. &lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 3,17.19). Sin embargo, a pesar del pecado de los primeros padres, el designio del Creador, el sentido de sus criaturas y, entre estas, del hombre, llamado a ser cultivador y custodio de la creaci&amp;#243;n, permanecen inalterados.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;257 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo debe ser honrado porque es fuente de riqueza o, al menos, de condiciones para una vida decorosa, y, en general, instrumento eficaz contra la pobreza&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Pr&lt;/i&gt; 10,4).&lt;i&gt; Pero no se debe ceder a la tentaci&amp;#243;n de idolatrarlo, porque en &amp;#233;l no se puede encontrar el sentido &amp;#250;ltimo y definitivo de la vida. El trabajo es esencial, pero es Dios, no el trabajo, la fuente de la vida y el fin del hombre&lt;/i&gt;. El principio fundamental de la sabidur&amp;#237;a es el temor del Se&amp;#241;or; la exigencia de justicia, que de &amp;#233;l deriva, precede a la del beneficio: &amp;#171; Mejor es poco con temor de Yahv&amp;#233;h, que gran tesoro con inquietud &amp;#187; (&lt;i&gt;Pr&lt;/i&gt; 15,16); &amp;#171; M&amp;#225;s vale poco, con justicia, que mucha renta sin equidad &amp;#187; (&lt;i&gt;Pr&lt;/i&gt; 16,8).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;258 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El culmen de la ense&amp;#241;anza b&amp;#237;blica sobre el trabajo es el mandamiento del descanso sab&amp;#225;tico&lt;/i&gt;. El descanso abre al hombre, sujeto a la necesidad del trabajo, la perspectiva de una libertad m&amp;#225;s plena, la del S&amp;#225;bado eterno (cf.&lt;i&gt; Hb &lt;/i&gt;4,9-10). El descanso permite a los hombres recordar y revivir las obras de Dios, desde la Creaci&amp;#243;n hasta la Redenci&amp;#243;n, reconocerse a s&amp;#237; mismos como obra suya (cf. &lt;i&gt;Ef &lt;/i&gt;2,10), y dar gracias por su vida y su subsistencia a &amp;#201;l, que de ellas es el Autor.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La memoria y la experiencia del s&amp;#225;bado constituyen un baluarte contra el sometimiento humano al trabajo, voluntario o impuesto, y contra cualquier forma de explotaci&amp;#243;n, oculta o manifiesta&lt;/i&gt;. El descanso sab&amp;#225;tico, en efecto, adem&amp;#225;s de permitir la participaci&amp;#243;n en el culto a Dios, ha sido instituido en defensa del pobre; su funci&amp;#243;n es tambi&amp;#233;n liberadora de las degeneraciones antisociales del trabajo humano. Este descanso, que puede durar incluso un a&amp;#241;o, comporta una expropiaci&amp;#243;n de los frutos de la tierra a favor de los pobres y la suspensi&amp;#243;n de los derechos de propiedad de los due&amp;#241;os del suelo: &amp;#171; Seis a&amp;#241;os sembrar&amp;#225;s tu tierra y recoger&amp;#225;s su producto; al s&amp;#233;ptimo la dejar&amp;#225;s descansar y en barbecho, para que coman los pobres de tu pueblo, y lo que quede lo comer&amp;#225;n los animales del campo. Har&amp;#225;s lo mismo con tu vi&amp;#241;a y tu olivar &amp;#187; (&lt;i&gt;Ex &lt;/i&gt;23,10-11). Esta costumbre responde a una profunda intuici&amp;#243;n: la acumulaci&amp;#243;n de bienes en manos de algunos se puede convertir en una privaci&amp;#243;n de bienes para otros.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b)&lt;b&gt; &lt;a name="Jes&amp;#250;s_hombre_del_trabajo"&gt;Jes&amp;#250;s hombre del trabajo&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;259 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En su predicaci&amp;#243;n, Jes&amp;#250;s ense&amp;#241;a a apreciar el trabajo&lt;/i&gt;. &amp;#201;l mismo &amp;#171; se hizo semejante a nosotros en todo, dedic&amp;#243; la mayor parte de los a&amp;#241;os de su vida terrena al&lt;i&gt; trabajo manual&lt;/i&gt; junto al banco del carpintero &amp;#187;,&lt;sup&gt;573&lt;/sup&gt; en el taller de Jos&amp;#233; (cf.&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 13,55; &lt;i&gt;Mc &lt;/i&gt;6,3), al cual estaba sometido (cf.&lt;i&gt; Lc&lt;/i&gt; 2,51). Jes&amp;#250;s condena el comportamiento del siervo perezoso, que esconde bajo tierra el talento (cf.&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 25,14-30) y alaba al siervo fiel y prudente a quien el patr&amp;#243;n encuentra realizando las tareas que se le han confiado (cf.&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 24,46).&lt;i&gt; &amp;#201;l describe su misma misi&amp;#243;n como un trabajar&lt;/i&gt;: &amp;#171; Mi Padre &lt;i&gt;trabaja&lt;/i&gt; siempre, y yo tambi&amp;#233;n&lt;i&gt; trabajo&lt;/i&gt; &amp;#187; (&lt;i&gt;Jn&lt;/i&gt; 5,17); y a sus disc&amp;#237;pulos como &lt;i&gt;obreros&lt;/i&gt; en la&lt;i&gt; mies del Se&amp;#241;or&lt;/i&gt;, que representa a la humanidad por evangelizar (cf.&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 9,37-38). Para estos obreros vale el principio general seg&amp;#250;n el cual &amp;#171; el obrero tiene derecho a su salario &amp;#187; (&lt;i&gt;Lc &lt;/i&gt;10,7); est&amp;#225;n autorizados a hospedarse en las casas donde los reciban, a comer y beber lo que les ofrezcan (cf. &lt;i&gt;ib&amp;#237;dem&lt;/i&gt;).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;260 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En su predicaci&amp;#243;n, Jes&amp;#250;s ense&amp;#241;a a los hombres a no dejarse dominar por el trabajo. Deben, ante todo, preocuparse por su alma; ganar el mundo entero no es el objetivo de su vida &lt;/i&gt;(cf.&lt;i&gt; Mc&lt;/i&gt; 8,36). Los tesoros de la tierra se consumen, mientras los del cielo son imperecederos: a estos debe apegar el hombre su coraz&amp;#243;n (cf. &lt;i&gt;Mt &lt;/i&gt;6,19-21). El trabajo no debe afanar (cf.&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 6,25.31.34): el hombre preocupado y agitado por muchas cosas, corre el peligro de descuidar el Reino de Dios y su justicia (cf.&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 6,33), del que tiene verdadera necesidad; todo lo dem&amp;#225;s, incluido el trabajo, encuentra su lugar, su sentido y su valor, s&amp;#243;lo si est&amp;#225; orientado a la &amp;#250;nica cosa necesaria, que no se le arrebatar&amp;#225; jam&amp;#225;s (cf.&lt;i&gt; Lc&lt;/i&gt; 10,40-42).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;261 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Durante su ministerio terreno, Jes&amp;#250;s trabaja incansablemente, realizando obras poderosas para liberar al hombre de la enfermedad, del sufrimiento y de la muerte&lt;/i&gt;. El s&amp;#225;bado, que el Antiguo Testamento hab&amp;#237;a puesto como d&amp;#237;a de liberaci&amp;#243;n y que, observado s&amp;#243;lo formalmente, se hab&amp;#237;a vaciado de su significado aut&amp;#233;ntico, es reafirmado por Jes&amp;#250;s en su valor originario: &amp;#171; &amp;#161;El s&amp;#225;bado ha sido instituido para el hombre y no el hombre para el s&amp;#225;bado! &amp;#187; (&lt;i&gt;Mc&lt;/i&gt; 2,27). Con las curaciones, realizadas en este d&amp;#237;a de descanso (cf. &lt;i&gt;Mt&lt;/i&gt; 12,9-14;&lt;i&gt; Mc &lt;/i&gt;3,1-6; &lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt; 6,6-11; 13,10-17; 14,1-6), Jes&amp;#250;s quiere demostrar que es Se&amp;#241;or del s&amp;#225;bado, porque &amp;#201;l es verdaderamente el Hijo de Dios, y que es el d&amp;#237;a en que el hombre debe dedicarse a Dios y a los dem&amp;#225;s. Liberar del mal, practicar la fraternidad y compartir, significa conferir al trabajo su significado m&amp;#225;s noble, es decir, lo que permite a la humanidad encaminarse hacia el S&amp;#225;bado eterno, en el cual, el descanso se transforma en la fiesta a la que el hombre aspira interiormente. Precisamente, en la medida en que orienta la humanidad a la experiencia del s&amp;#225;bado de Dios y de su vida de comuni&amp;#243;n, el trabajo inaugura sobre la tierra la nueva creaci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;262 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La actividad humana de enriquecimiento y de transformaci&amp;#243;n del universo puede y debe manifestar las perfecciones escondidas en &amp;#233;l, que tienen en el Verbo increado su principio y su modelo&lt;/i&gt;. Los escritos paulinos y jo&amp;#225;nicos destacan la dimensi&amp;#243;n trinitaria de la creaci&amp;#243;n y, en particular, la uni&amp;#243;n entre el Hijo-Verbo, el &amp;#171; &lt;i&gt;Logos&lt;/i&gt; &amp;#187;, y la creaci&amp;#243;n (cf.&lt;i&gt; Jn &lt;/i&gt;1,3;&lt;i&gt; 1 Co&lt;/i&gt; 8,6;&lt;i&gt; Col&lt;/i&gt; 1,15-17). Creado en &amp;#201;l y por medio de &amp;#201;l, redimido por &amp;#201;l, el universo no es una masa casual, sino un &amp;#171; cosmos &amp;#187;,&lt;sup&gt;574&lt;/sup&gt; cuyo orden el hombre debe descubrir, secundar y llevar a cumplimiento. &amp;#171; En Jesucristo, el mundo visible, creado por Dios para el hombre &amp;#8212;el mundo que, entrando el pecado, est&amp;#225; sujeto a la vanidad (&lt;i&gt;Rm&lt;/i&gt; 8,20; cf.&lt;i&gt; ib&amp;#237;d.&lt;/i&gt;, 8,19-22)&amp;#8212; adquiere nuevamente el v&amp;#237;nculo original con la misma fuente divina de la Sabidur&amp;#237;a y del Amor &amp;#187;.&lt;sup&gt;575&lt;/sup&gt; De esta manera, es decir, esclareciendo en progresi&amp;#243;n ascendente, &amp;#171; la inescrutable riqueza de Cristo &amp;#187; (&lt;i&gt;Ef&lt;/i&gt; 3,8) en la creaci&amp;#243;n, el trabajo humano se transforma en un servicio a la grandeza de Dios.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;263 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo representa una dimensi&amp;#243;n fundamental de la existencia humana no s&amp;#243;lo como participaci&amp;#243;n en la obra de la creaci&amp;#243;n, sino tambi&amp;#233;n de la redenci&amp;#243;n&lt;/i&gt;. Quien soporta la penosa fatiga del trabajo en uni&amp;#243;n con Jes&amp;#250;s coopera, en cierto sentido, con el Hijo de Dios en su obra redentora y se muestra como disc&amp;#237;pulo de Cristo llevando la Cruz cada d&amp;#237;a, en la actividad que est&amp;#225; llamado a cumplir. Desde esta perspectiva, el trabajo puede ser considerado como un medio de santificaci&amp;#243;n y una animaci&amp;#243;n de las realidades terrenas en el Esp&amp;#237;ritu de Cristo.&lt;sup&gt;576&lt;/sup&gt; El trabajo, as&amp;#237; presentado, es expresi&amp;#243;n de la plena humanidad del hombre, en su condici&amp;#243;n hist&amp;#243;rica y en su orientaci&amp;#243;n escatol&amp;#243;gica: su acci&amp;#243;n libre y responsable muestra su &amp;#237;ntima relaci&amp;#243;n con el Creador y su potencial creativo, mientras combate d&amp;#237;a a d&amp;#237;a la deformaci&amp;#243;n del pecado, tambi&amp;#233;n al ganarse el pan con el sudor de su frente.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="El_deber_de_trabajar"&gt;&lt;b&gt;El deber de trabajar&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;264 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La conciencia de la transitoriedad de la &amp;#171; escena de este mundo &amp;#187;&lt;/i&gt; (cf. &lt;i&gt;1 Co&lt;/i&gt; 7,31)&lt;i&gt; no exime de ninguna tarea hist&amp;#243;rica, mucho menos del trabajo &lt;/i&gt;(cf.&lt;i&gt; 2 Ts&lt;/i&gt; 3,7-15),&lt;i&gt; que es parte integrante de la condici&amp;#243;n humana, sin ser la &amp;#250;nica raz&amp;#243;n de la vida.&lt;/i&gt; Ning&amp;#250;n cristiano, por el hecho de pertenecer a una comunidad solidaria y fraterna, debe sentirse con derecho a no trabajar y vivir a expensas de los dem&amp;#225;s (cf. &lt;i&gt;2 Ts &lt;/i&gt;3,6-12). Al contrario, el ap&amp;#243;stol Pablo exhorta a todos a ambicionar &amp;#171; vivir en tranquilidad &amp;#187; con el&lt;i&gt; trabajo de las propias manos&lt;/i&gt;, para que &amp;#171; no necesit&amp;#233;is de nadie &amp;#187; (&lt;i&gt;1 Ts&lt;/i&gt; 4,11-12), y a practicar una solidaridad, incluso material, que comparta los frutos del trabajo con quien &amp;#171; se halle en necesidad &amp;#187; (&lt;i&gt;Ef &lt;/i&gt;4,28). Santiago defiende los derechos conculcados de los trabajadores: &amp;#171; Mirad; el salario que no hab&amp;#233;is pagado a los obreros que segaron vuestros campos est&amp;#225; gritando; y los gritos de los segadores han llegado a los o&amp;#237;dos del Se&amp;#241;or de los ej&amp;#233;rcitos &amp;#187; (&lt;i&gt;St &lt;/i&gt;5,4). Los creyentes deben vivir el trabajo al estilo de Cristo, convirti&amp;#233;ndolo en ocasi&amp;#243;n para dar un testimonio cristiano &amp;#171; ante los de fuera &amp;#187; (&lt;i&gt;1 Ts &lt;/i&gt;4,12).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;265 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los Padres de la Iglesia jam&amp;#225;s consideran el trabajo como &amp;#171; opus servile &amp;#187;, &amp;#8212;como era considerado, en cambio, en la cultura de su tiempo&amp;#8212;, sino siempre como &amp;#171; opus humanum &amp;#187;, y tratan de honrarlo en todas sus expresiones&lt;/i&gt;. Mediante el trabajo, el hombre gobierna el mundo colaborando con Dios; junto a &amp;#201;l, es se&amp;#241;or y realiza obras buenas para s&amp;#237; mismo y para los dem&amp;#225;s. El ocio perjudica el ser del hombre, mientras que la actividad es provechosa para su cuerpo y su esp&amp;#237;ritu.&lt;sup&gt;577&lt;/sup&gt; El cristiano est&amp;#225; obligado a trabajar no s&amp;#243;lo para ganarse el pan, sino tambi&amp;#233;n para atender al pr&amp;#243;jimo m&amp;#225;s pobre, a quien el Se&amp;#241;or manda dar de comer, de beber, vestirlo, acogerlo, cuidarlo y acompa&amp;#241;arlo (cf.&lt;i&gt; Mt &lt;/i&gt;25,35-36).&lt;sup&gt;578&lt;/sup&gt; Cada trabajador, afirma San Ambrosio, es la mano de Cristo que contin&amp;#250;a creando y haciendo el bien.&lt;sup&gt;579&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;266 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Con el trabajo y la laboriosidad, el hombre, part&amp;#237;cipe del arte y de la sabidur&amp;#237;a divina, embellece la creaci&amp;#243;n, el cosmos ya ordenado por el Padre&lt;/i&gt;;&lt;sup&gt; 580&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;suscita las energ&amp;#237;as sociales y comunitarias que alimentan el bien com&amp;#250;n&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;581&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;en beneficio sobre todo de los m&amp;#225;s necesitados&lt;/i&gt;. El trabajo humano, orientado hacia la caridad, se convierte en medio de contemplaci&amp;#243;n, se transforma en oraci&amp;#243;n devota, en vigilante ascesis y en anhelante esperanza del d&amp;#237;a que no tiene ocaso. &amp;#171; En esta visi&amp;#243;n superior, el trabajo, castigo y al mismo tiempo premio de la actividad humana, comporta otra relaci&amp;#243;n, esencialmente religiosa, que ha expresado felizmente la f&amp;#243;rmula benedictina: &lt;i&gt;&amp;#161;Ora et labora!&lt;/i&gt; El hecho religioso confiere al trabajo humano una espiritualidad animadora y redentora. Este parentesco entre trabajo y religi&amp;#243;n refleja la alianza misteriosa, pero real, que media entre el actuar humano y el providencial de Dios &amp;#187;.&lt;sup&gt;582&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;II. &lt;/font&gt;&lt;a name="EL_VALOR_PROF&amp;#201;TICO_DE_LA_&amp;#171;_RERUM_NOVARUM"&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;EL VALOR PROF&amp;#201;TICO         &lt;br /&gt;DE LA &amp;#171; RERUM NOVARUM &amp;#187;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;267 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El curso de la historia est&amp;#225; marcado por las profundas transformaciones y las grandes conquistas del trabajo, pero tambi&amp;#233;n por la explotaci&amp;#243;n de tantos trabajadores y las ofensas a su dignidad. La revoluci&amp;#243;n industrial plante&amp;#243; a la Iglesia un gran desaf&amp;#237;o, al que el Magisterio social respondi&amp;#243; con la fuerza prof&amp;#233;tica, afirmando principios de validez universal y de perenne actualidad, para bien del hombre que trabaja y de sus derechos.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Durante siglos, el mensaje de la Iglesia se dirig&amp;#237;a a una sociedad de tipo agr&amp;#237;cola, caracterizada por ritmos regulares y c&amp;#237;clicos; ahora hab&amp;#237;a que anunciar y vivir el Evangelio en un nuevo &lt;i&gt;are&amp;#243;pago&lt;/i&gt;, en el tumulto de los acontecimientos de una sociedad m&amp;#225;s din&amp;#225;mica, teniendo en cuenta la complejidad de los nuevos fen&amp;#243;menos y de las incre&amp;#237;bles transformaciones que la t&amp;#233;cnica hab&amp;#237;a hecho posibles. Como punto focal de la solicitud pastoral de la Iglesia se situaba cada vez m&amp;#225;s urgentemente &lt;i&gt;la cuesti&amp;#243;n obrera&lt;/i&gt;, es decir el problema de la explotaci&amp;#243;n de los trabajadores, producto de la nueva organizaci&amp;#243;n industrial del trabajo de matriz capitalista, y el problema, no menos grave, de la instrumentalizaci&amp;#243;n ideol&amp;#243;gica, socialista y comunista, de las justas reivindicaciones del mundo del trabajo. En este horizonte hist&amp;#243;rico se colocan las reflexiones y las advertencias de la enc&amp;#237;clica &amp;#171; &lt;i&gt;Rerum novarum&lt;/i&gt; &amp;#187; de Le&amp;#243;n XIII.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;268 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La &lt;/i&gt;&amp;#171; &lt;i&gt;Rerum novarum&lt;/i&gt; &amp;#187;&lt;i&gt; es, ante todo, una apasionada defensa de la inalienable dignidad de los trabajadores&lt;/i&gt;, a la cual se une la importancia del derecho de propiedad, del principio de colaboraci&amp;#243;n entre clases, de los derechos de los d&amp;#233;biles y de los pobres, de las obligaciones de los trabajadores y de los patronos, del derecho de asociaci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Las orientaciones ideales expresadas en la enc&amp;#237;clica reforzaron el compromiso de animaci&amp;#243;n cristiana de la vida social, que se manifest&amp;#243; en el nacimiento y la consolidaci&amp;#243;n de numerosas iniciativas de alto nivel civil&lt;/i&gt;: uniones y centros de estudios sociales, asociaciones, sociedades obreras, sindicatos, cooperativas, bancos rurales, aseguradoras, obras de asistencia. Todo esto dio un notable impulso a la legislaci&amp;#243;n laboral en orden a la protecci&amp;#243;n de los obreros, sobre todo de los ni&amp;#241;os y de las mujeres; a la instrucci&amp;#243;n y a la mejora de los salarios y de la higiene.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;269 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;A&lt;/i&gt;&lt;i&gt; partir de la &amp;#171; Rerum novarum &amp;#187;, la Iglesia no ha dejado de considerar los problemas del trabajo como parte de una cuesti&amp;#243;n social que ha adquirido progresivamente dimensiones mundiales&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;583&lt;/sup&gt; La enc&amp;#237;clica &amp;#171; &lt;i&gt;Laborem exercens&lt;/i&gt; &amp;#187; enriquece la visi&amp;#243;n personalista del trabajo, caracter&amp;#237;stica de los precedentes documentos sociales, indicando la necesidad de profundizar en los significados y los compromisos que el trabajo comporta, poniendo de relieve el hecho que &amp;#171; surgen siempre nuevos interrogantes y problemas, nacen siempre nuevas esperanzas, pero nacen tambi&amp;#233;n temores y amenazas relacionados con esta dimensi&amp;#243;n fundamental de la existencia humana, de la que la vida del hombre est&amp;#225; hecha cada d&amp;#237;a, de la que deriva la propia dignidad espec&amp;#237;fica y en la que a la vez, est&amp;#225; contenida la medida incesante de la fatiga humana, del sufrimiento, y tambi&amp;#233;n del da&amp;#241;o y de la injusticia que invaden profundamente la vida social, dentro de cada Naci&amp;#243;n y a escala internacional &amp;#187;.&lt;sup&gt;584&lt;/sup&gt; En efecto, el trabajo, &amp;#171; clave esencial &amp;#187;&lt;sup&gt;585&lt;/sup&gt; de toda la cuesti&amp;#243;n social, condiciona el desarrollo no s&amp;#243;lo econ&amp;#243;mico, sino tambi&amp;#233;n cultural y moral, de las personas, de la familia, de la sociedad y de todo el g&amp;#233;nero humano.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;III. LA DIGNIDAD DEL TRABAJO&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="La_dimensi&amp;#243;n_subjetiva_y_objetiva_del_tr"&gt;&lt;b&gt;La dimensi&amp;#243;n subjetiva y objetiva del trabajo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;270 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo humano tiene una doble dimensi&amp;#243;n: objetiva y subjetiva.&lt;/i&gt; En&lt;i&gt; sentido objetivo,&lt;/i&gt; es el conjunto de actividades, recursos, instrumentos y t&amp;#233;cnicas de las que el hombre se sirve para producir, para&lt;i&gt; dominar la tierra&lt;/i&gt;, seg&amp;#250;n las palabras del libro del G&amp;#233;nesis. El trabajo en&lt;i&gt; sentido subjetivo, &lt;/i&gt;es el actuar del hombre en cuanto ser din&amp;#225;mico, capaz de realizar diversas acciones que pertenecen al proceso del trabajo y que corresponden a su vocaci&amp;#243;n personal: &amp;#171; El hombre debe someter la tierra, debe dominarla, porque, como &amp;#8220;imagen de Dios&amp;#8221;, es una persona, es decir, un ser subjetivo capaz de obrar de manera programada y racional, capaz de decidir acerca de s&amp;#237; y que tiende a realizarse a s&amp;#237; mismo.&lt;i&gt; Como persona, el hombre es, pues, sujeto del trabajo&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;586&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El trabajo en sentido objetivo constituye el aspecto contingente de la actividad humana&lt;/i&gt;, que var&amp;#237;a incesantemente en sus modalidades con la mutaci&amp;#243;n de las condiciones t&amp;#233;cnicas, culturales, sociales y pol&amp;#237;ticas. &lt;i&gt;El trabajo en sentido subjetivo se configura, en cambio, como su dimensi&amp;#243;n estable&lt;/i&gt;, porque no depende de lo que el hombre realiza concretamente, ni del tipo de actividad que ejercita, sino s&amp;#243;lo y exclusivamente de su dignidad de ser personal. Esta distinci&amp;#243;n es decisiva, tanto para comprender cu&amp;#225;l es el fundamento &amp;#250;ltimo del valor y de la dignidad del trabajo, cuanto para implementar una organizaci&amp;#243;n de los sistemas econ&amp;#243;micos y sociales, respetuosa de los derechos del hombre.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;271 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La subjetividad confiere al trabajo su peculiar dignidad, que impide considerarlo como una simple mercanc&amp;#237;a o un elemento impersonal de la organizaci&amp;#243;n productiva.&lt;/i&gt; El trabajo, independientemente de su mayor o menor valor objetivo, es expresi&amp;#243;n esencial de la persona, es &amp;#171; &lt;i&gt;actus personae&lt;/i&gt; &amp;#187;. Cualquier forma de materialismo y de economicismo que intentase reducir el trabajador a un mero instrumento de producci&amp;#243;n, a simple &lt;i&gt;fuerza-trabajo&lt;/i&gt;, a valor exclusivamente material, acabar&amp;#237;a por desnaturalizar irremediablemente la esencia del trabajo, priv&amp;#225;ndolo de su finalidad m&amp;#225;s noble y profundamente humana. &lt;i&gt;La persona es la medida de la dignidad del trabajo&lt;/i&gt;: &amp;#171; En efecto, no hay duda de que el trabajo humano tiene un valor &amp;#233;tico, el cual est&amp;#225; vinculado completa y directamente al hecho de que quien lo lleva a cabo es una persona &amp;#187;.&lt;sup&gt;587&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La dimensi&amp;#243;n subjetiva del trabajo debe tener preeminencia sobre la objetiva&lt;/i&gt;, porque es la del hombre mismo que realiza el trabajo, aquella que determina su calidad y su m&amp;#225;s alto valor. Si falta esta conciencia o no se quiere reconocer esta verdad, el trabajo pierde su significado m&amp;#225;s verdadero y profundo: en este caso, por desgracia frecuente y difundido, la actividad laboral y las mismas t&amp;#233;cnicas utilizadas se consideran m&amp;#225;s importantes que el hombre mismo y, de aliadas, se convierten en enemigas de su dignidad.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;272 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo humano no solamente procede de la persona, sino que est&amp;#225; tambi&amp;#233;n esencialmente ordenado y finalizado a ella&lt;/i&gt;. Independientemente de su contenido objetivo, el trabajo debe estar orientado hacia el sujeto que lo realiza, porque la finalidad del trabajo, de cualquier trabajo, es siempre el hombre. Aun cuando no se puede ignorar la importancia del componente objetivo del trabajo desde el punto de vista de su calidad, esta componente, sin embargo, est&amp;#225; subordinada a la realizaci&amp;#243;n del hombre, y por ello a la dimensi&amp;#243;n subjetiva, gracias a la cual es posible afirmar que&lt;i&gt; el trabajo es para el hombre y no el hombre para el trabajo&lt;/i&gt; y que &amp;#171; la finalidad del trabajo, de cualquier trabajo realizado por el hombre &amp;#8212;aunque fuera el trabajo &amp;#8220;m&amp;#225;s corriente&amp;#8221;, m&amp;#225;s mon&amp;#243;tono en la escala del modo com&amp;#250;n de valorar, e incluso el que m&amp;#225;s margina&amp;#8212;, sigue siendo siempre el hombre mismo &amp;#187;.&lt;sup&gt;588&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;273 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo humano posee tambi&amp;#233;n una intr&amp;#237;nseca dimensi&amp;#243;n social&lt;/i&gt;. El trabajo de un hombre, en efecto, se vincula naturalmente con el de otros hombres: &amp;#171; Hoy, principalmente, el trabajar &lt;i&gt;es trabajar con otros y trabajar para otros&lt;/i&gt;: es un hacer algo para alguien &amp;#187;.&lt;sup&gt;589&lt;/sup&gt; Tambi&amp;#233;n los frutos del trabajo son ocasi&amp;#243;n de intercambio, de relaciones y de encuentro. El trabajo, por tanto, no se puede valorar justamente si no se tiene en cuenta su naturaleza social, &amp;#171; ya que, si no existe un verdadero cuerpo social y org&amp;#225;nico, si no hay un orden social y jur&amp;#237;dico que garantice el ejercicio del trabajo, si los diferentes oficios, dependientes unos de otros, no colaboran y se completan entre s&amp;#237; y, lo que es m&amp;#225;s todav&amp;#237;a, no se asocian y se funden como en una unidad la inteligencia, el capital y el trabajo, la eficiencia humana no ser&amp;#225; capaz de producir sus frutos. Luego el trabajo no puede ser valorado justamente ni remunerado con equidad si no se tiene en cuenta su car&amp;#225;cter social e individual &amp;#187;.&lt;sup&gt;590&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;274 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo es tambi&amp;#233;n &amp;#171; una obligaci&amp;#243;n&lt;/i&gt;,&lt;i&gt; es decir, un deber&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;591&lt;/sup&gt; El hombre debe trabajar, ya sea porque el Creador se lo ha ordenado, ya sea porque debe responder a las exigencias de mantenimiento y desarrollo de su misma humanidad. El trabajo se perfila como obligaci&amp;#243;n moral con respecto al pr&amp;#243;jimo, que es en primer lugar la propia familia, pero tambi&amp;#233;n la sociedad a la que pertenece; la Naci&amp;#243;n de la cual se es hijo o hija; y toda la familia humana de la que se es miembro: somos herederos del trabajo de generaciones y, a la vez, art&amp;#237;fices del futuro de todos los hombres que vivir&amp;#225;n despu&amp;#233;s de nosotros.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;275 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo confirma la profunda identidad del hombre creado a imagen y semejanza de Dios&lt;/i&gt;: &amp;#171; Haci&amp;#233;ndose &amp;#8212;mediante su trabajo&amp;#8212; cada vez m&amp;#225;s due&amp;#241;o de la tierra y confirmando todav&amp;#237;a &amp;#8212;mediante el trabajo&amp;#8212; su dominio sobre el mundo visible, el hombre, en cada caso y en cada fase de este proceso, se coloca en la l&amp;#237;nea del plan original del Creador; lo cual est&amp;#225; necesaria e indisolublemente unido al hecho de que el hombre ha sido creado, var&amp;#243;n y hembra, &amp;#8220;a imagen de Dios&amp;#8221; &amp;#187;.&lt;sup&gt;592&lt;/sup&gt; Esto califica la actividad del hombre en el universo: no es el due&amp;#241;o, sino el depositario, llamado a reflejar en su propio obrar la impronta de Aquel de quien es imagen.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Las_relaciones_entre_trabajo_y_capital"&gt;&lt;b&gt;Las relaciones entre trabajo y capital&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;276 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo, por su car&amp;#225;cter subjetivo o personal, es superior a cualquier otro factor de producci&amp;#243;n. Este principio vale, en particular, con respeto al capital&lt;/i&gt;. En la actualidad, el t&amp;#233;rmino &amp;#171; capital &amp;#187; tiene diversas acepciones: en ciertas ocasiones indica los medios materiales de producci&amp;#243;n de una empresa; en otras, los recursos financieros invertidos en una iniciativa productiva o tambi&amp;#233;n, en operaciones de mercados burs&amp;#225;tiles. Se habla tambi&amp;#233;n, de modo no totalmente apropiado, de &amp;#171; &lt;i&gt;capital humano&lt;/i&gt; &amp;#187;, para significar los recursos humanos, es decir las personas mismas, en cuanto son capaces de esfuerzo laboral, de conocimiento, de creatividad, de intuici&amp;#243;n de las exigencias de sus semejantes, de acuerdo rec&amp;#237;proco en cuanto miembros de una organizaci&amp;#243;n. Se hace referencia al &amp;#171; &lt;i&gt;capital social&lt;/i&gt; &amp;#187; cuando se quiere indicar la capacidad de colaboraci&amp;#243;n de una colectividad, fruto de la inversi&amp;#243;n en v&amp;#237;nculos de confianza rec&amp;#237;proca. Esta multiplicidad de significados ofrece motivos ulteriores para reflexionar acerca de qu&amp;#233; pueda significar, en la actualidad, la relaci&amp;#243;n entre trabajo y capital.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;277 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social ha abordado las relaciones entre trabajo y capital destacando la prioridad del primero sobre el segundo, as&amp;#237; como su complementariedad.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El trabajo tiene una prioridad intr&amp;#237;nseca con respecto al capital&lt;/i&gt;: &amp;#171; Este principio se refiere directamente al proceso mismo de producci&amp;#243;n, respecto al cual el trabajo es siempre una causa eficiente primaria, mientras el &amp;#8220;capital&amp;#8221;, siendo el conjunto de los medios de producci&amp;#243;n, es s&amp;#243;lo un instrumento o la causa instrumental. Este principio es una verdad evidente, que se deduce de toda la experiencia hist&amp;#243;rica del hombre &amp;#187;.&lt;sup&gt;593&lt;/sup&gt; Y &amp;#171; pertenece al patrimonio estable de la doctrina de la Iglesia &amp;#187;.&lt;sup&gt;594&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Entre trabajo y capital debe existir complementariedad&lt;/i&gt;. La misma l&amp;#243;gica intr&amp;#237;nseca al proceso productivo demuestra la necesidad de su rec&amp;#237;proca compenetraci&amp;#243;n y la urgencia de dar vida a sistemas econ&amp;#243;micos en los que la antinomia entre trabajo y capital sea superada.&lt;sup&gt;595&lt;/sup&gt; En tiempos en los que, dentro de un sistema econ&amp;#243;mico menos complejo, el &amp;#171; capital &amp;#187; y el &amp;#171; trabajo asalariado &amp;#187; identificaban con una cierta precisi&amp;#243;n no s&amp;#243;lo dos factores productivos, sino tambi&amp;#233;n y sobre todo, dos clases sociales concretas, la Iglesia afirmaba que ambos eran en s&amp;#237; mismos leg&amp;#237;timos.&lt;sup&gt;596&lt;/sup&gt; &amp;#171; Ni el capital puede subsistir sin el trabajo, ni el trabajo sin el capital &amp;#187;.&lt;sup&gt;597&lt;/sup&gt; Se trata de una verdad que vale tambi&amp;#233;n para el presente, porque &amp;#171; es absolutamente falso atribuir &amp;#250;nicamente al capital o &amp;#250;nicamente al trabajo lo que es resultado de la efectividad unida de los dos, y totalmente injusto que uno de ellos, negada la eficacia del otro, trate de arrogarse para s&amp;#237; todo lo que hay en el efecto &amp;#187;.&lt;sup&gt;598&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;278 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En la reflexi&amp;#243;n acerca de las relaciones entre trabajo y capital, sobre todo ante las imponentes transformaciones de nuestro tiempo, se debe considerar que &amp;#171; el recurso principal &amp;#187; y el &lt;/i&gt;&amp;#171; &lt;i&gt;factor decisivo&lt;/i&gt; &amp;#187; &lt;sup&gt;599&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; de que dispone el hombre es el hombre mismo&lt;/i&gt; y que &amp;#171; el desarrollo integral de la persona humana en el trabajo no contradice, sino que favorece m&amp;#225;s bien la mayor productividad y eficacia del trabajo mismo &amp;#187;.&lt;sup&gt;600&lt;/sup&gt; El mundo del trabajo, en efecto, est&amp;#225; descubriendo cada vez m&amp;#225;s que el valor del &amp;#171; capital humano &amp;#187; reside en los conocimientos de los trabajadores, en su disponibilidad a establecer relaciones, en la creatividad, en el car&amp;#225;cter emprendedor de s&amp;#237; mismos, en la capacidad de afrontar conscientemente lo nuevo, de trabajar juntos y de saber perseguir objetivos comunes. Se trata de cualidades genuinamente personales, que pertenecen al sujeto del trabajo m&amp;#225;s que a los aspectos objetivos, t&amp;#233;cnicos u operativos del trabajo mismo. Todo esto conlleva un cambio de perspectiva en las relaciones entre trabajo y capital: se puede afirmar que, a diferencia de cuanto suced&amp;#237;a en la antigua organizaci&amp;#243;n del trabajo, donde el sujeto acababa por equipararse al objeto, a la m&amp;#225;quina, hoy, en cambio, la dimensi&amp;#243;n subjetiva del trabajo tiende a ser m&amp;#225;s decisiva e importante que la objetiva.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;279 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La relaci&amp;#243;n entre trabajo y capital presenta, a menudo, los rasgos del conflicto, que adquiere caracteres nuevos con los cambios en el contexto social y econ&amp;#243;mico&lt;/i&gt;. Ayer, el conflicto entre capital y trabajo se originaba, sobre todo, &amp;#171; por el hecho de que los trabajadores, ofreciendo sus fuerzas para el trabajo, las pon&amp;#237;an a disposici&amp;#243;n del grupo de los empresarios, y que &amp;#233;ste, guiado por el principio del m&amp;#225;ximo rendimiento, trataba de establecer el salario m&amp;#225;s bajo posible para el trabajo realizado por los obreros &amp;#187;.&lt;sup&gt;601&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;Actualmente, el conflicto presenta aspectos nuevos y, tal vez, m&amp;#225;s preocupantes&lt;/i&gt;: los progresos cient&amp;#237;ficos y tecnol&amp;#243;gicos y la mundializaci&amp;#243;n de los mercados, de por s&amp;#237; fuente de desarrollo y de progreso, exponen a los trabajadores al riesgo de ser explotados por los engranajes de la econom&amp;#237;a y por la b&amp;#250;squeda desenfrenada de productividad.&lt;sup&gt;602&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;280 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;No debe pensarse equivocadamente que el proceso de superaci&amp;#243;n de la dependencia del trabajo respecto a la materia sea capaz por s&amp;#237; misma de superar la alienaci&amp;#243;n en y del trabajo.&lt;/i&gt; Esto sucede no s&amp;#243;lo en las numerosas zonas existentes donde abunda el desempleo, el trabajo informal, el trabajo infantil, el trabajo mal remunerado, o la explotaci&amp;#243;n en el trabajo; tambi&amp;#233;n se presenta con las nuevas formas, mucho m&amp;#225;s sutiles, de explotaci&amp;#243;n en los nuevos trabajos: el super-trabajo; el trabajo-carrera que a veces roba espacio a dimensiones igualmente humanas y necesarias para la persona; la excesiva flexibilidad del trabajo que hace precaria y a veces imposible la vida familiar; la segmentaci&amp;#243;n del trabajo, que corre el riesgo de tener graves consecuencias para la percepci&amp;#243;n unitaria de la propia existencia y para la estabilidad de las relaciones familiares. Si el hombre est&amp;#225; alienado cuando invierte la relaci&amp;#243;n entre medios y fines, tambi&amp;#233;n en el nuevo contexto de trabajo inmaterial, ligero, cualitativo m&amp;#225;s que cuantitativo, pueden darse elementos de alienaci&amp;#243;n, &amp;#171; seg&amp;#250;n que aumente su participaci&amp;#243;n [del hombre] en una aut&amp;#233;ntica comunidad solidaria, o bien su aislamiento en un complejo de relaciones de exacerbada competencia y de rec&amp;#237;proca exclusi&amp;#243;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;603&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="El_trabajo,_t&amp;#237;tulo_de_participaci&amp;#243;n"&gt;&lt;b&gt;El trabajo, t&amp;#237;tulo de participaci&amp;#243;n&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;281 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La relaci&amp;#243;n entre trabajo y capital se realiza tambi&amp;#233;n mediante la participaci&amp;#243;n de los trabajadores en la propiedad, en su gesti&amp;#243;n y en sus frutos&lt;/i&gt;. Esta es una exigencia frecuentemente olvidada, que es necesario, por tanto, valorar mejor: debe procurarse que &amp;#171; toda persona, bas&amp;#225;ndose en su propio trabajo, tenga pleno t&amp;#237;tulo a considerarse, al mismo tiempo, &amp;#8220;copropietario&amp;#8221; de esa especie de gran taller de trabajo en el que se compromete con todos. Un camino para conseguir esa meta podr&amp;#237;a ser la de asociar, en cuanto sea posible, el trabajo a la propiedad del capital y dar vida a una rica gama de cuerpos intermedios con finalidades econ&amp;#243;micas, sociales, culturales: cuerpos que gocen de una autonom&amp;#237;a efectiva respecto a los poderes p&amp;#250;blicos, que persigan sus objetivos espec&amp;#237;ficos manteniendo relaciones de colaboraci&amp;#243;n leal y mutua, con subordinaci&amp;#243;n a las exigencias del bien com&amp;#250;n, y que ofrezcan forma y naturaleza de comunidades vivas, es decir, que los miembros respectivos sean considerados y tratados como personas y sean estimulados a tomar parte activa en la vida de dichas comunidades &amp;#187;.&lt;sup&gt;604&lt;/sup&gt; La nueva organizaci&amp;#243;n del trabajo, en la que el saber cuenta m&amp;#225;s que la sola propiedad de los medios de producci&amp;#243;n, confirma de forma concreta que el trabajo, por su car&amp;#225;cter subjetivo, es t&amp;#237;tulo de participaci&amp;#243;n: es indispensable aceptar firmemente esta realidad para valorar la justa posici&amp;#243;n del trabajo en el proceso productivo y para encontrar modalidades de participaci&amp;#243;n conformes a la subjetividad del trabajo en la peculiaridad de las diversas situaciones concretas.&lt;sup&gt;605&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;d) &lt;a name="Relaci&amp;#243;n_entre_trabajo_y_propiedad_priva"&gt;&lt;b&gt;Relaci&amp;#243;n entre trabajo y propiedad privada&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;282 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Magisterio social de la Iglesia estructura la relaci&amp;#243;n entre trabajo y capital tambi&amp;#233;n respecto a la instituci&amp;#243;n de la propiedad privada, al derecho y al uso de &amp;#233;sta&lt;/i&gt;. El derecho a la propiedad privada est&amp;#225; subordinado al principio del destino universal de los bienes y no debe constituir motivo de impedimento al trabajo y al desarrollo de otros. La propiedad, que se adquiere sobre todo mediante el trabajo, debe servir al trabajo. Esto vale de modo particular para la propiedad de los medios de producci&amp;#243;n; pero el principio concierne tambi&amp;#233;n a los bienes propios del mundo financiero, t&amp;#233;cnico, intelectual y personal.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Los medios de producci&amp;#243;n &amp;#171; no pueden ser pose&amp;#237;dos contra el trabajo, no pueden ser ni siquiera pose&amp;#237;dos para poseer &amp;#187;.&lt;sup&gt;606&lt;/sup&gt; Su posesi&amp;#243;n se vuelve ileg&amp;#237;tima &amp;#171; cuando o sirve para impedir el trabajo de los dem&amp;#225;s u obtener unas ganancias que no son fruto de la expansi&amp;#243;n global del trabajo y de la riqueza social, sino m&amp;#225;s bien de su limitaci&amp;#243;n, de la explotaci&amp;#243;n il&amp;#237;cita, de la especulaci&amp;#243;n y de la ruptura de la solidaridad en el mundo laboral &amp;#187;.&lt;sup&gt;607&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;283 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La propiedad privada y p&amp;#250;blica, as&amp;#237; como los diversos mecanismos del sistema econ&amp;#243;mico, deben estar predispuestas para garantizar una econom&amp;#237;a al servicio del hombre&lt;/i&gt;, de manera que contribuyan a poner en pr&amp;#225;ctica el principio del destino universal de los bienes. En esta perspectiva adquiere gran importancia la cuesti&amp;#243;n relativa a la propiedad y al uso de las nuevas tecnolog&amp;#237;as y conocimientos que constituyen, en nuestro tiempo, una forma particular de propiedad, no menos importante que la propiedad de la tierra y del capital.&lt;sup&gt;608&lt;/sup&gt; Estos recursos, como todos los dem&amp;#225;s bienes, tienen un &lt;i&gt;destino universal&lt;/i&gt;; por lo tanto deben tambi&amp;#233;n insertarse en un contexto de normas jur&amp;#237;dicas y de reglas sociales que garanticen su uso inspirado en criterios de justicia, equidad y respeto de los derechos del hombre. Los nuevos conocimientos y tecnolog&amp;#237;as, gracias a sus enormes potencialidades, pueden contribuir en modo decisivo a la promoci&amp;#243;n del progreso social, pero pueden convertirse en factor de desempleo y ensanchamiento de la distancia entre zonas desarrolladas y subdesarrolladas, si permanecen concentrados en los pa&amp;#237;ses m&amp;#225;s ricos o en manos de grupos reducidos de poder.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;e) &lt;a name="El_descanso_festivo"&gt;&lt;b&gt;El descanso festivo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;284 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El descanso festivo es un derecho&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;609&lt;/sup&gt; &amp;#171; El d&amp;#237;a s&amp;#233;ptimo ces&amp;#243; Dios de toda la tarea que hab&amp;#237;a hecho &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 2,2): tambi&amp;#233;n los hombres, creados a su imagen, deben gozar del descanso y tiempo libre para poder atender la vida familiar, cultural, social y religiosa.&lt;sup&gt;610&lt;/sup&gt; A esto contribuye la instituci&amp;#243;n del d&amp;#237;a del Se&amp;#241;or.&lt;sup&gt;611&lt;/sup&gt; Los creyentes, durante el domingo y en los dem&amp;#225;s d&amp;#237;as festivos de precepto, deben abstenerse de &amp;#171; trabajos o actividades que impidan el culto debido a Dios, la alegr&amp;#237;a propia del d&amp;#237;a del Se&amp;#241;or, la pr&amp;#225;ctica de las obras de misericordia y el descanso necesario del esp&amp;#237;ritu y del cuerpo &amp;#187;.&lt;sup&gt;612&lt;/sup&gt; Necesidades familiares o exigencias de utilidad social pueden leg&amp;#237;timamente eximir del descanso dominical, pero no deben crear costumbres perjudiciales para la religi&amp;#243;n, la vida familiar y la salud.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;285 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El domingo es un d&amp;#237;a que se debe santificar mediante una caridad efectiva, dedicando especial atenci&amp;#243;n a la familia y a los parientes, as&amp;#237; como tambi&amp;#233;n a los enfermos y a los ancianos&lt;/i&gt;. Tampoco se debe olvidar a los &amp;#171; hermanos que tienen las misma necesidades y los mismos derechos y no pueden descansar a causa de la pobreza y la miseria &amp;#187;.&lt;sup&gt;613&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;Es adem&amp;#225;s un tiempo propicio para la reflexi&amp;#243;n, el silencio y el estudio, que favorecen el crecimiento de la vida interior y cristiana&lt;/i&gt;. Los creyentes deber&amp;#225;n distinguirse, tambi&amp;#233;n en este d&amp;#237;a, por su moderaci&amp;#243;n, evitando todos los excesos y las violencias que frecuentemente caracterizan las diversiones masivas.&lt;sup&gt;614&lt;/sup&gt; El d&amp;#237;a del Se&amp;#241;or debe vivirse siempre como el d&amp;#237;a de la liberaci&amp;#243;n, que lleva a participar en &amp;#171; la reuni&amp;#243;n solemne y asamblea de los primog&amp;#233;nitos inscritos en los cielos &amp;#187; (&lt;i&gt;Hb&lt;/i&gt; 12,22-23) y anticipa la celebraci&amp;#243;n de la Pascua definitiva en la gloria del cielo.&lt;sup&gt;615&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;286 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las autoridades p&amp;#250;blicas tienen el deber de vigilar para que los ciudadanos no se vean privados, por motivos de productividad econ&amp;#243;mica, de un tiempo destinado al descanso y al culto divino&lt;/i&gt;. Los patronos tienen una obligaci&amp;#243;n an&amp;#225;loga con respecto a sus empleados.&lt;sup&gt;616&lt;/sup&gt; Los cristianos deben esforzarse, respetando la libertad religiosa y el bien com&amp;#250;n de todos, para que las leyes reconozcan el domingo y las dem&amp;#225;s solemnidades lit&amp;#250;rgicas como d&amp;#237;as festivos: &amp;#171; Deben dar a todos un ejemplo p&amp;#250;blico de oraci&amp;#243;n, de respeto y de alegr&amp;#237;a, y defender sus tradiciones como una contribuci&amp;#243;n preciosa a la vida espiritual de la sociedad humana &amp;#187;.&lt;sup&gt;617&lt;/sup&gt; Todo cristiano deber&amp;#225; &amp;#171; evitar imponer sin necesidad a otro lo que le impedir&amp;#237;a guardar el d&amp;#237;a del Se&amp;#241;or &amp;#187;.&lt;sup&gt;618&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;IV. EL DERECHO AL TRABAJO&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="El_trabajo_es_necesario"&gt;&lt;b&gt;El trabajo es necesario&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;287 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo es un derecho fundamental y un bien para el hombre&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;619 &lt;/sup&gt;&lt;i&gt;un bien &amp;#250;til, digno de &amp;#233;l, porque es id&amp;#243;neo para expresar y acrecentar la dignidad humana. La Iglesia ense&amp;#241;a el valor del trabajo no s&amp;#243;lo porque es siempre personal, sino tambi&amp;#233;n por el car&amp;#225;cter de necesidad&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;620&lt;/sup&gt; El trabajo es necesario para formar y mantener una familia,&lt;sup&gt;621&lt;/sup&gt; adquirir el derecho    &lt;br /&gt;a la propiedad &lt;sup&gt;622&lt;/sup&gt; y contribuir al bien com&amp;#250;n de la familia humana.&lt;sup&gt;623&lt;/sup&gt; La consideraci&amp;#243;n de las implicaciones morales que la cuesti&amp;#243;n del trabajo comporta en la vida social, lleva a la Iglesia a indicar la desocupaci&amp;#243;n como una &amp;#171; verdadera calamidad social &amp;#187;,&lt;sup&gt;624&lt;/sup&gt; sobre todo en relaci&amp;#243;n con las j&amp;#243;venes generaciones.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;288 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo es un bien de todos, que debe estar disponible para todos aquellos capaces de &amp;#233;l&lt;/i&gt;.&lt;i&gt; La &amp;#171; plena ocupaci&amp;#243;n &amp;#187; es, por tanto, un objetivo obligado para todo ordenamiento econ&amp;#243;mico orientado a la justicia y al bien com&amp;#250;n&lt;/i&gt;. Una sociedad donde el derecho al trabajo sea anulado o sistem&amp;#225;ticamente negado y donde las medidas de pol&amp;#237;tica econ&amp;#243;mica no permitan a los trabajadores alcanzar niveles satisfactorios de ocupaci&amp;#243;n, &amp;#171; no puede conseguir su legitimaci&amp;#243;n &amp;#233;tica ni la justa paz social &amp;#187;.&lt;sup&gt;625&lt;/sup&gt; Una funci&amp;#243;n importante y, por ello, una responsabilidad espec&amp;#237;fica y grave, tienen en este &amp;#225;mbito los &amp;#171; empresarios indirectos &amp;#187;,&lt;sup&gt;626&lt;/sup&gt; es decir aquellos sujetos &amp;#8212;personas o instituciones de diverso tipo&amp;#8212; que son capaces de orientar, a nivel nacional o internacional, la pol&amp;#237;tica del    &lt;br /&gt;trabajo y de la econom&amp;#237;a.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;289 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La capacidad propulsora de una sociedad orientada hacia el bien com&amp;#250;n y proyectada hacia el futuro se mide tambi&amp;#233;n, y sobre todo, a partir de las perspectivas de trabajo que puede ofrecer&lt;/i&gt;. El alto &amp;#237;ndice de desempleo, la presencia de sistemas de instrucci&amp;#243;n obsoletos y la persistencia de dificultades para acceder a la formaci&amp;#243;n y al mercado de trabajo constituyen para muchos, sobre todo j&amp;#243;venes, un grave obst&amp;#225;culo en el camino de la realizaci&amp;#243;n humana y profesional. Quien est&amp;#225; desempleado o subempleado padece, en efecto, las consecuencias profundamente negativas que esta condici&amp;#243;n produce en la personalidad y corre el riesgo de quedar al margen de la sociedad y de convertirse en v&amp;#237;ctima de la exclusi&amp;#243;n social.&lt;sup&gt;627&lt;/sup&gt; Adem&amp;#225;s de a los j&amp;#243;venes, este drama afecta, por lo general, a las mujeres, a los trabajadores menos especializados, a los minusv&amp;#225;lidos, a los inmigrantes, a los ex-reclusos, a los analfabetos, personas todas que encuentran mayores dificultades en la b&amp;#250;squeda de una colocaci&amp;#243;n en el mundo del trabajo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;290 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La conservaci&amp;#243;n del empleo depende cada vez m&amp;#225;s de las capacidades profesionales&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;628&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;El sistema de instrucci&amp;#243;n y de educaci&amp;#243;n no debe descuidar la formaci&amp;#243;n humana y t&amp;#233;cnica, necesaria para desarrollar con provecho las tareas requeridas&lt;/i&gt;. La necesidad cada vez m&amp;#225;s difundida de cambiar varias veces de empleo a lo largo de la vida, impone al sistema educativo favorecer la disponibilidad de las personas a una actualizaci&amp;#243;n permanente y una reiterada cualifica. Los j&amp;#243;venes deben aprender a actuar aut&amp;#243;nomamente, a hacerse capaces de asumir responsablemente la tarea de afrontar con la competencia adecuada los riesgos vinculados a un contexto econ&amp;#243;mico cambiante y frecuentemente imprevisible en sus escenarios de evoluci&amp;#243;n.&lt;sup&gt;629&lt;/sup&gt; Es igualmente indispensable ofrecer ocasiones formativas oportunas a los adultos que buscan una nueva cualificaci&amp;#243;n, as&amp;#237; como a los desempleados. En general, la vida laboral de las personas debe encontrar nuevas y concretas formas de apoyo, comenzando precisamente por el sistema formativo, de manera que sea menos dif&amp;#237;cil atravesar etapas de cambio, de incertidumbre y de precariedad.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="La_funci&amp;#243;n_del_Estado_y_de_la_sociedad_c"&gt;&lt;b&gt;La funci&amp;#243;n del Estado y de la sociedad civil en la promoci&amp;#243;n del derecho al trabajo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;291 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los problemas de la ocupaci&amp;#243;n reclaman las responsabilidades del Estado, al cual compete el deber de promover pol&amp;#237;ticas que activen el empleo&lt;/i&gt;, es decir, que favorezcan la creaci&amp;#243;n de oportunidades de trabajo en el territorio nacional, incentivando para ello el mundo productivo. El deber del Estado no consiste tanto en asegurar directamente el derecho al trabajo de todos los ciudadanos, constri&amp;#241;endo toda la vida econ&amp;#243;mica y sofocando la libre iniciativa de las personas, cuanto sobre todo en &amp;#171; secundar la actividad de las empresas, creando condiciones que aseguren oportunidades de trabajo, estimul&amp;#225;ndola donde sea insuficiente o sosteni&amp;#233;ndola en momentos de crisis &amp;#187;.&lt;sup&gt;630&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;292 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Teniendo en cuenta las dimensiones planetarias que han asumido vertiginosamente las relaciones econ&amp;#243;mico-financieras y el mercado de trabajo, se debe promover una colaboraci&amp;#243;n internacional eficaz entre los Estados&lt;/i&gt;, mediante tratados, acuerdos y planes de acci&amp;#243;n comunes que salvaguarden el derecho al trabajo, incluso en las fases m&amp;#225;s cr&amp;#237;ticas del ciclo econ&amp;#243;mico, a nivel nacional e internacional. Hay que ser conscientes de que el trabajo humano es un derecho del que depende directamente la promoci&amp;#243;n de la justicia social y de la paz civil. Tareas importantes en esta direcci&amp;#243;n corresponden a las Organizaciones Internacionales, as&amp;#237; como a las sindicales: uni&amp;#233;ndose en las formas m&amp;#225;s oportunas, deben esforzarse, ante todo, en el establecimiento de &amp;#171; una trama cada vez m&amp;#225;s compacta de disposiciones jur&amp;#237;dicas que protejan el trabajo de los hombres, de las mujeres, de los j&amp;#243;venes, y les aseguren una conveniente retribuci&amp;#243;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;631&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;293 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Para la promoci&amp;#243;n del derecho al trabajo es importante, hoy como en tiempos de la &amp;#171; Rerum novarum &amp;#187;, que exista realmente un &amp;#171; libre proceso de auto-organizaci&amp;#243;n de la sociedad &amp;#187;&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;632&lt;/sup&gt; Se pueden encontrar significativos testimonios y ejemplos de auto-organizaci&amp;#243;n en las numerosas iniciativas, privadas y sociales, caracterizadas por formas de participaci&amp;#243;n, de cooperaci&amp;#243;n y de autogesti&amp;#243;n, que revelan la fusi&amp;#243;n de energ&amp;#237;as solidarias. Estas iniciativas se ofrecen al mercado como un variado sector de actividades laborales que se distinguen por una atenci&amp;#243;n particular al aspecto relacional de los bienes producidos y de los servicios prestados en diversos &amp;#225;mbitos: educaci&amp;#243;n, cuidado de la salud, servicios sociales b&amp;#225;sicos, cultura. Las iniciativas del as&amp;#237; llamado &amp;#171; tercer sector &amp;#187; constituyen una oportunidad cada vez m&amp;#225;s relevante de desarrollo del trabajo y de la econom&amp;#237;a.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="La_familia_y_el_derecho_al_trabajo"&gt;&lt;b&gt;La familia y el derecho al trabajo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;294 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo es &amp;#171; el fundamento sobre el que se forma la vida familiar, la cual es un derecho natural y una vocaci&amp;#243;n del hombre &amp;#187;&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;633&lt;/sup&gt; El trabajo asegura los medios de subsistencia y garantiza el proceso educativo de los hijos.&lt;sup&gt;634&lt;/sup&gt; Familia y trabajo, tan estrechamente interdependientes en la experiencia de la gran mayor&amp;#237;a de las personas, requieren una consideraci&amp;#243;n m&amp;#225;s conforme a la realidad, una atenci&amp;#243;n que las abarque conjuntamente, sin las limitaciones de una concepci&amp;#243;n privatista de la familia y economicista del trabajo. Es necesario para ello que las empresas, las organizaciones profesionales, los sindicatos y el Estado se hagan promotores de pol&amp;#237;ticas laborales que no perjudiquen, sino favorezcan el n&amp;#250;cleo familiar desde el punto de vista ocupacional. La vida familiar y el trabajo, en efecto, se condicionan rec&amp;#237;procamente de diversas maneras. Los largos desplazamientos diarios al y del puesto de trabajo, el doble trabajo, la fatiga f&amp;#237;sica y psicol&amp;#243;gica limitan el tiempo dedicado a la vida familiar; &lt;sup&gt;635&lt;/sup&gt; las situaciones de desocupaci&amp;#243;n tienen repercusiones materiales y espirituales sobre las familias, as&amp;#237; como las tensiones y las crisis familiares influyen negativamente en las actitudes y el rendimiento en el campo laboral.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;d) &lt;a name="Las_mujeres_y_el_derecho_al_trabajo"&gt;&lt;b&gt;Las mujeres y el derecho al trabajo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;295 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El genio femenino es necesario en todas las expresiones de la vida social; por ello se ha de garantizar la presencia de las mujeres tambi&amp;#233;n en el &amp;#225;mbito laboral&lt;/i&gt;. El primer e indispensable paso en esta direcci&amp;#243;n es la posibilidad concreta de acceso a la formaci&amp;#243;n profesional.&lt;i&gt; El reconocimiento y la tutela de los derechos de las mujeres en este &amp;#225;mbito dependen, en general, de la organizaci&amp;#243;n del trabajo, que debe tener en cuenta la dignidad y la vocaci&amp;#243;n de la mujer&lt;/i&gt;, cuya &amp;#171; verdadera promoci&amp;#243;n... exige que el trabajo se estructure de manera que no deba pagar su promoci&amp;#243;n con el abandono del car&amp;#225;cter espec&amp;#237;fico propio y en perjuicio de la familia, en la que como madre tiene un papel insustituible &amp;#187;.&lt;sup&gt;636&lt;/sup&gt; Es una cuesti&amp;#243;n con la que se miden la&lt;i&gt; cualidad de la sociedad &lt;/i&gt;y la&lt;i&gt; efectiva tutela&lt;/i&gt; del derecho al trabajo de las mujeres.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La persistencia de muchas formas de discriminaci&amp;#243;n que ofenden la dignidad y vocaci&amp;#243;n de la mujer en la esfera del trabajo, se debe a una larga serie de condicionamientos perniciosos para la mujer, que ha sido y es todav&amp;#237;a &amp;#171; olvidada en sus prerrogativas, marginada frecuentemente e incluso reducida a esclavitud &amp;#187;.&lt;sup&gt;637&lt;/sup&gt; Estas dificultades, desafortunadamente, no han sido superadas, como lo demuestran en todo el mundo las diversas situaciones que humillan a la mujer, someti&amp;#233;ndola a formas de verdadera y propia explotaci&amp;#243;n. La urgencia de un efectivo reconocimiento de los derechos de la mujer en el trabajo se advierte especialmente en los aspectos de la retribuci&amp;#243;n, la seguridad y la previsi&amp;#243;n social.&lt;sup&gt;638&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;e) &lt;a name="El_trabajo_infantil"&gt;&lt;b&gt;El trabajo infantil&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;296 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo infantil y de menores, en sus formas intolerables, constituye un tipo de violencia menos visible, mas no por ello menos terrible&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;639&lt;/sup&gt; Una violencia que, m&amp;#225;s all&amp;#225; de todas las implicaciones pol&amp;#237;ticas, econ&amp;#243;micas y jur&amp;#237;dicas, sigue siendo esencialmente un problema moral. Le&amp;#243;n XIII ya advert&amp;#237;a: &amp;#171; En cuanto a los ni&amp;#241;os, se ha de evitar cuidadosamente y sobre todo que entren en talleres antes de que la edad haya dado el suficiente desarrollo a su cuerpo, a su inteligencia y a su alma. Puesto que la actividad precoz agosta, como a las hierbas tiernas, las fuerzas que brotan de la infancia, con lo que la constituci&amp;#243;n de la ni&amp;#241;ez vendr&amp;#237;a a destruirse por completo &amp;#187;.&lt;sup&gt;640&lt;/sup&gt; La plaga del trabajo infantil, a m&amp;#225;s de cien a&amp;#241;os de distancia, todav&amp;#237;a no ha sido eliminada.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Es verdad que, al menos por el momento, en ciertos pa&amp;#237;ses, la contribuci&amp;#243;n de los ni&amp;#241;os con su trabajo al presupuesto familiar y a las econom&amp;#237;as nacionales es irrenunciable y que, en alg&amp;#250;n modo, ciertas formas de trabajo a tiempo parcial pueden ser provechosas para los mismos ni&amp;#241;os; con todo ello, la doctrina social denuncia el aumento de la &amp;#171; explotaci&amp;#243;n laboral de los menores en condiciones de aut&amp;#233;ntica esclavitud &amp;#187;.&lt;sup&gt;641&lt;/sup&gt; Esta explotaci&amp;#243;n constituye una grave violaci&amp;#243;n de la dignidad humana de la que todo individuo es portador, &amp;#171; prescindiendo de que sea peque&amp;#241;o o aparentemente insignificante en t&amp;#233;rminos utilitarios &amp;#187;.&lt;sup&gt;642&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;f) &lt;a name="La_emigraci&amp;#243;n_y_el_trabajo"&gt;&lt;b&gt;La emigraci&amp;#243;n y el trabajo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;297 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La inmigraci&amp;#243;n puede ser un recurso m&amp;#225;s que un obst&amp;#225;culo para el desarrollo.&lt;/i&gt; En el mundo actual, en el que el desequilibrio entre pa&amp;#237;ses ricos y pa&amp;#237;ses pobres se agrava y el desarrollo de las comunicaciones reduce r&amp;#225;pidamente las distancias, crece la emigraci&amp;#243;n de personas en busca de mejores condiciones de vida, procedentes de las zonas menos favorecidas de la tierra; su llegada a los pa&amp;#237;ses desarrollados, a menudo es percibida como una amenaza para los elevados niveles de bienestar, alcanzados gracias a decenios de crecimiento econ&amp;#243;mico. Los inmigrantes, sin embargo, en la mayor&amp;#237;a de los casos, responden a un requerimiento en la esfera del trabajo que de otra forma quedar&amp;#237;a insatisfecho, en sectores y territorios en los que la mano de obra local es insuficiente o no est&amp;#225; dispuesta a aportar su contribuci&amp;#243;n laboral.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;298 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las instituciones de los pa&amp;#237;ses que reciben inmigrantes deben vigilar cuidadosamente para que no se difunda la tentaci&amp;#243;n de explotar a los trabajadores extranjeros, priv&amp;#225;ndoles de los derechos garantizados a los trabajadores nacionales&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;que deben ser asegurados a todos sin discriminaciones&lt;/i&gt;. La regulaci&amp;#243;n de los flujos migratorios seg&amp;#250;n criterios de equidad y de equilibrio &lt;sup&gt;643&lt;/sup&gt; es una de las condiciones indispensables para conseguir que la inserci&amp;#243;n se realice con las garant&amp;#237;as que exige la dignidad de la persona humana. Los inmigrantes deben ser recibidos en cuanto personas y ayudados, junto con sus familias, a integrarse en la vida social.&lt;sup&gt;644&lt;/sup&gt; En este sentido,&lt;i&gt; se ha de respetar y promover el derecho a la reuni&amp;#243;n de sus familias&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;645&lt;/sup&gt; Al mismo tiempo, en la medida de lo posible, han de favorecerse todas aquellas condiciones que permiten mayores posibilidades de trabajo en sus lugares de origen.&lt;sup&gt;646&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;g) &lt;a name="El_mundo_agr&amp;#237;cola_y_el_derecho_al_trabaj"&gt;&lt;b&gt;El mundo agr&amp;#237;cola y el derecho al trabajo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;299 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo agr&amp;#237;cola merece una especial atenci&amp;#243;n, debido a la funci&amp;#243;n social, cultural y econ&amp;#243;mica que desempe&amp;#241;a en los sistemas econ&amp;#243;micos de muchos pa&amp;#237;ses, a los numerosos problemas que debe afrontar en el contexto de una econom&amp;#237;a cada vez m&amp;#225;s globalizada, y a su importancia creciente en la salvaguardia del ambiente natural&lt;/i&gt;: &amp;#171; Por consiguiente, en muchas situaciones son necesarios cambios radicales y urgentes para volver a dar a la agricultura &amp;#8212;y a los hombres del campo&amp;#8212; el justo valor como base de una sana econom&amp;#237;a, en el conjunto del desarrollo de la comunidad social &amp;#187;.&lt;sup&gt;647&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Los cambios profundos y radicales que se presentan actualmente en el &amp;#225;mbito social y cultural, y que afectan tambi&amp;#233;n a la agricultura y, m&amp;#225;s en general, a todo el mundo rural, precisan con urgencia una profunda reflexi&amp;#243;n sobre el significado del trabajo agr&amp;#237;cola y sus m&amp;#250;ltiples dimensiones. Se trata de un desaf&amp;#237;o de gran importancia, que debe afrontarse con pol&amp;#237;ticas agr&amp;#237;colas y ambientales capaces de superar una cierta concepci&amp;#243;n residual y asistencial, y de elaborar nuevos procedimientos para lograr una agricultura moderna, que est&amp;#233; en condiciones de desempe&amp;#241;ar un papel significativo en la vida social y econ&amp;#243;mica.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;300 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En algunos pa&amp;#237;ses es indispensable una redistribuci&amp;#243;n de la tierra, en el marco de pol&amp;#237;ticas eficaces de reforma agraria, con el fin de eliminar el impedimento que supone el latifundio improductivo, condenado por la doctrina social de la Iglesia&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;648&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;para alcanzar un aut&amp;#233;ntico desarrollo econ&amp;#243;mico&lt;/i&gt;: &amp;#171; Los pa&amp;#237;ses en v&amp;#237;as de desarrollo pueden contrarrestar eficazmente el proceso actual de concentraci&amp;#243;n de la propiedad de la tierra si hacen frente a algunas situaciones que se presentan como aut&amp;#233;nticos nudos estructurales. Estas son: las carencias y los retrasos a nivel legislativo sobre el tema del reconocimiento del t&amp;#237;tulo de propiedad de la tierra y sobre el mercado del cr&amp;#233;dito; la falta de inter&amp;#233;s por la investigaci&amp;#243;n y por la capacitaci&amp;#243;n agr&amp;#237;cola; la negligencia por los servicios sociales y por la creaci&amp;#243;n de infraestructuras en las &amp;#225;reas rurales &amp;#187;.&lt;sup&gt;649&lt;/sup&gt; La reforma agraria es, por tanto, adem&amp;#225;s de una necesidad pol&amp;#237;tica, una obligaci&amp;#243;n moral, ya que el no llevarla a cabo constituye, en estos pa&amp;#237;ses, un obst&amp;#225;culo para los efectos ben&amp;#233;ficos que derivan de la apertura de los mercados y, en general, de las ventajosas ocasiones de crecimiento que la globalizaci&amp;#243;n actual puede ofrecer.&lt;sup&gt;650&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;V. DERECHOS       &lt;br /&gt;DE LOS TRABAJADORES&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="Dignidad_de_los_trabajadores_y_respeto_d"&gt;&lt;b&gt;Dignidad de los trabajadores y respeto de sus derechos&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;301 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los derechos de los trabajadores, como todos los dem&amp;#225;s derechos, se basan en la naturaleza de la persona humana y en su dignidad trascendente.&lt;/i&gt; El Magisterio social de la Iglesia ha considerado oportuno enunciar algunos de ellos, indicando la conveniencia de su reconocimiento en los ordenamientos jur&amp;#237;dicos: el derecho a una justa remuneraci&amp;#243;n; &lt;sup&gt;651&lt;/sup&gt; el derecho al descanso; &lt;sup&gt;652&lt;/sup&gt; el derecho &amp;#171; a ambientes de trabajo y a procesos productivos que no comporten perjuicio a la salud f&amp;#237;sica de los trabajadores y no da&amp;#241;en su integridad moral &amp;#187;; &lt;sup&gt;653&lt;/sup&gt; el derecho a que sea salvaguardada la propia personalidad en el lugar de trabajo, sin que sean &amp;#171; conculcados de ning&amp;#250;n modo en la propia conciencia o en la propia dignidad &amp;#187;; &lt;sup&gt;654&lt;/sup&gt; el derecho a subsidios adecuados e indispensables para la subsistencia de los trabajadores desocupados y de sus familias; &lt;sup&gt;655&lt;/sup&gt; el derecho a la pensi&amp;#243;n, as&amp;#237; como a la seguridad social para la vejez, la enfermedad y en caso de accidentes relacionados con la prestaci&amp;#243;n laboral; &lt;sup&gt;656&lt;/sup&gt; el derecho a previsiones sociales vinculadas a la maternidad; &lt;sup&gt;657&lt;/sup&gt; el derecho a reunirse y a asociarse.&lt;sup&gt;658&lt;/sup&gt; Estos derechos son frecuentemente desatendidos, como confirman los tristes fen&amp;#243;menos del trabajo infraremunerado, sin garant&amp;#237;as ni representaci&amp;#243;n adecuadas. Con frecuencia sucede que las condiciones de trabajo para hombres, mujeres y ni&amp;#241;os, especialmente en los pa&amp;#237;ses en v&amp;#237;as de desarrollo, son tan inhumanas que ofenden su dignidad y da&amp;#241;an su salud.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="El_derecho_a_la_justa_remuneraci&amp;#243;n_y_dis"&gt;&lt;b&gt;El derecho a la justa remuneraci&amp;#243;n y distribuci&amp;#243;n de la renta&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;302 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La remuneraci&amp;#243;n es el instrumento m&amp;#225;s importante para practicar la justicia en las relaciones laborales&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;659&lt;/sup&gt; El &amp;#171; salario justo es el fruto leg&amp;#237;timo del trabajo &amp;#187;; &lt;sup&gt;660&lt;/sup&gt; comete una grave injusticia quien lo niega o no lo da a su debido tiempo y en la justa proporci&amp;#243;n al trabajo realizado (cf.&lt;i&gt; Lv&lt;/i&gt; 19,13;&lt;i&gt; Dt&lt;/i&gt; 24,14-15;&lt;i&gt; St &lt;/i&gt;5,4). El salario es el instrumento que permite al trabajador acceder a los bienes de la tierra: &amp;#171; La remuneraci&amp;#243;n del trabajo debe ser tal que permita al hombre y a su familia una vida digna en el plano material, social, cultural y espiritual, teniendo presentes el puesto de trabajo y la productividad de cada uno, as&amp;#237; como las condiciones de la empresa y el bien com&amp;#250;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;661&lt;/sup&gt; El simple acuerdo entre el trabajador y el patrono acerca de la remuneraci&amp;#243;n, no basta para calificar de &amp;#171; justa &amp;#187; la remuneraci&amp;#243;n acordada, porque &amp;#233;sta &amp;#171; no debe ser en manera alguna insuficiente &amp;#187; &lt;sup&gt;662&lt;/sup&gt; para el sustento del trabajador: la justicia natural es anterior y superior a la libertad del contrato.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;303 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El bienestar econ&amp;#243;mico de un pa&amp;#237;s no se mide exclusivamente por la cantidad de bienes producidos, sino tambi&amp;#233;n teniendo en cuenta el modo en que son producidos y el grado de equidad en la distribuci&amp;#243;n de la renta&lt;/i&gt;, que deber&amp;#237;a permitir a todos disponer de lo necesario para el desarrollo y el perfeccionamiento de la propia persona. Una justa distribuci&amp;#243;n del r&amp;#233;dito debe establecerse no s&amp;#243;lo en base a los criterios de justicia conmutativa, sino tambi&amp;#233;n de justicia social, es decir, considerando, adem&amp;#225;s del valor objetivo de las prestaciones laborales, la dignidad humana de los sujetos que las realizan. Un bienestar econ&amp;#243;mico aut&amp;#233;ntico se alcanza tambi&amp;#233;n por medio de adecuadas&lt;i&gt; pol&amp;#237;ticas sociales de redistribuci&amp;#243;n de la renta&lt;/i&gt; que, teniendo en cuenta las condiciones generales, consideren oportunamente los m&amp;#233;ritos y las necesidades de todos los ciudadanos.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="El_derecho_de_huelga"&gt;&lt;b&gt;El derecho de huelga&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;304 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social reconoce la legitimidad de la huelga &lt;/i&gt;&amp;#171; cuando constituye un recurso inevitable, si no necesario para obtener un beneficio proporcionado &amp;#187;,&lt;sup&gt;663&lt;/sup&gt; despu&amp;#233;s de haber constatado la ineficacia de todas las dem&amp;#225;s modalidades para superar los conflictos.&lt;sup&gt;664&lt;/sup&gt; La huelga, una de las conquistas m&amp;#225;s costosas del movimiento sindical, se puede definir como el rechazo colectivo y concertado, por parte de los trabajadores, a seguir desarrollando sus actividades, con el fin de obtener, por medio de la presi&amp;#243;n as&amp;#237; realizada sobre los patrones, sobre el Estado y sobre la opini&amp;#243;n p&amp;#250;blica, mejoras en sus condiciones de trabajo y en su situaci&amp;#243;n social. Tambi&amp;#233;n la huelga, aun cuando aparezca &amp;#171; como una especie de ultim&amp;#225;tum &amp;#187;,&lt;sup&gt;665&lt;/sup&gt; debe ser siempre un m&amp;#233;todo pac&amp;#237;fico de reivindicaci&amp;#243;n y de lucha por los propios derechos; resulta &amp;#171; moralmente inaceptable cuando va acompa&amp;#241;ada de violencias o tambi&amp;#233;n cuando se lleva a cabo en funci&amp;#243;n de objetivos no directamente vinculados con las condiciones del trabajo o contrarios al bien com&amp;#250;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;666&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;VI. SOLIDARIDAD ENTRE LOS TRABAJADORES&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="La_importancia_de_los_sindicatos"&gt;&lt;b&gt;La importancia de los sindicatos&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;305 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El Magisterio reconoce la funci&amp;#243;n fundamental desarrollada por los sindicatos de trabajadores, cuya raz&amp;#243;n de ser consiste en el derecho de los trabajadores a formar asociaciones o uniones para defender los intereses vitales de los hombres empleados en las diversas profesiones&lt;/i&gt;. Los sindicatos &amp;#171; se han desarrollado sobre la base de la lucha de los trabajadores, del mundo del trabajo y, ante todo, de lo trabajadores industriales para la tutela de&lt;i&gt; sus justos derechos &lt;/i&gt;frente a los empresarios y a los propietarios de los medios de producci&amp;#243;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;667&lt;/sup&gt; Las organizaciones sindicales, buscando su fin espec&amp;#237;fico al servicio del bien com&amp;#250;n, son un factor constructivo de orden social y de solidaridad y, por ello, un&lt;i&gt; elemento indispensable de la vida social&lt;/i&gt;. El reconocimiento de los derechos del trabajo ha sido desde siempre un problema de dif&amp;#237;cil soluci&amp;#243;n, porque se realiza en el marco de procesos hist&amp;#243;ricos e institucionales complejos, y todav&amp;#237;a hoy no se puede decir cumplido. Lo que hace m&amp;#225;s actual y necesario el ejercicio de una aut&amp;#233;ntica solidaridad entre los trabajadores.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;306 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social ense&amp;#241;a que las relaciones en el mundo del trabajo se han de caracterizar por la colaboraci&amp;#243;n: el odio y la lucha por eliminar al otro, constituyen m&amp;#233;todos absolutamente inaceptables&lt;/i&gt;, porque en todo sistema social son indispensables al proceso de producci&amp;#243;n tanto el&lt;i&gt; trabajo&lt;/i&gt; como el &lt;i&gt;capital&lt;/i&gt;. A la luz de esta concepci&amp;#243;n, la doctrina social &amp;#171; no considera de ninguna manera que los sindicatos constituyan &amp;#250;nicamente el reflejo de la estructura &amp;#8220;de clase&amp;#8221;, de la sociedad ni que sean el exponente de la lucha de clases que gobierna inevitablemente la vida social &amp;#187;.&lt;sup&gt;668&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;Los sindicatos son propiamente los promotores de la lucha por la justicia social&lt;/i&gt;, por los derechos de los hombres del trabajo, en sus profesiones espec&amp;#237;ficas: &amp;#171; Esta &amp;#8220;lucha&amp;#8221; debe ser vista como una acci&amp;#243;n de defensa normal &amp;#8220;en favor&amp;#8221; del justo bien; [...] no es una lucha &amp;#8220;contra&amp;#8221; los dem&amp;#225;s &amp;#187;.&lt;sup&gt;669&lt;/sup&gt; El sindicato, siendo ante todo un medio para la solidaridad y la justicia, no puede abusar de los instrumentos de lucha; en raz&amp;#243;n de su vocaci&amp;#243;n, debe vencer las tentaciones del corporativismo, saberse autorregular y ponderar las consecuencias de sus opciones en relaci&amp;#243;n al bien com&amp;#250;n.&lt;sup&gt;670&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;307 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Al sindicato, adem&amp;#225;s de la funci&amp;#243;n de defensa y de reivindicaci&amp;#243;n, le competen las de representaci&amp;#243;n, dirigida a &amp;#171; la recta ordenaci&amp;#243;n de la vida econ&amp;#243;mica &amp;#187;&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;671&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;y de educaci&amp;#243;n de la conciencia social de los trabajadores&lt;/i&gt;, de manera que se sientan parte activa, seg&amp;#250;n las capacidades y aptitudes de cada uno, en toda la obra del desarrollo econ&amp;#243;mico y social, y en la construcci&amp;#243;n del bien com&amp;#250;n universal. El sindicato y las dem&amp;#225;s formas de asociaci&amp;#243;n de los trabajadores deben asumir una funci&amp;#243;n de colaboraci&amp;#243;n con el resto de los sujetos sociales e interesarse en la gesti&amp;#243;n de la cosa p&amp;#250;blica. Las organizaciones sindicales tienen el deber de influir en el poder p&amp;#250;blico, en orden a sensibilizarlo debidamente sobre los problemas laborales y a comprometerlo a favorecer la realizaci&amp;#243;n de los derechos de los trabajadores. Los sindicatos, sin embargo, no tienen car&amp;#225;cter de &amp;#171; partidos pol&amp;#237;ticos &amp;#187; que luchan por el poder, y tampoco deben estar sometidos a las decisiones de los partidos pol&amp;#237;ticos o tener v&amp;#237;nculos demasiado estrechos con ellos: &amp;#171; En tal situaci&amp;#243;n f&amp;#225;cilmente se apartan de lo que es su cometido espec&amp;#237;fico, que es el de asegurar los justos derechos de los hombres del trabajo en el marco del bien com&amp;#250;n de la sociedad entera, y se convierten, en cambio, en&lt;i&gt; un instrumento de presi&amp;#243;n para realizar otras finalidades&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;672&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Nuevas_formas_de_solidaridad"&gt;&lt;b&gt;Nuevas formas de solidaridad&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;308 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El contexto socioecon&amp;#243;mico actual, caracterizado por procesos de globalizaci&amp;#243;n econ&amp;#243;mico-financiera cada vez m&amp;#225;s r&amp;#225;pidos, requiere la renovaci&amp;#243;n de los sindicatos&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;En la actualidad, los sindicatos est&amp;#225;n llamados a actuar en formas nuevas&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;673&lt;/sup&gt; ampliando su radio de acci&amp;#243;n de solidaridad de modo que sean tutelados, adem&amp;#225;s de las categor&amp;#237;as laborales tradicionales, los trabajadores con contratos&lt;i&gt; at&amp;#237;picos&lt;/i&gt; o a tiempo determinado; los trabajadores con un puesto de trabajo en peligro a causa de las fusiones de empresas, cada vez m&amp;#225;s frecuentes, incluso a nivel internacional; los desempleados, los inmigrantes, los trabajadores temporales; aquellos que por falta de actualizaci&amp;#243;n profesional han sido expulsados del mercado laboral y no pueden regresar a &amp;#233;l por falta de cursos adecuados para cualificarse de nuevo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Ante los cambios introducidos en el mundo del trabajo, la solidaridad se podr&amp;#225; recuperar, e incluso fundarse mejor que en el pasado, si se act&amp;#250;a para volver a descubrir el valor subjetivo del trabajo&lt;/i&gt;: &amp;#171; Hay que seguir pregunt&amp;#225;ndose sobre el sujeto del trabajo y las condiciones en las que vive &amp;#187;. Por ello, &amp;#171; son siempre necesarios nuevos movimientos de solidaridad de los hombres del trabajo y de&lt;i&gt; solidaridad con los hombres del trabajo&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;674&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;309 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En la b&amp;#250;squeda de &amp;#171; nuevas formas de solidaridad &amp;#187;&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;675&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;las asociaciones de trabajadores deben orientarse hacia la asunci&amp;#243;n de mayores responsabilidades&lt;/i&gt;, no solamente respecto a los tradicionales mecanismos de la redistribuci&amp;#243;n, sino tambi&amp;#233;n en relaci&amp;#243;n a la producci&amp;#243;n de la riqueza y a la creaci&amp;#243;n de condiciones sociales, pol&amp;#237;ticas y culturales que permitan a todos aquellos que pueden y desean trabajar, ejercer su derecho al trabajo, en el respeto pleno de su dignidad de trabajadores. La superaci&amp;#243;n gradual del modelo organizativo basado sobre el trabajo asalariado en la gran empresa, hace adem&amp;#225;s oportuna &amp;#8212;salvando los derechos fundamentales del trabajo&amp;#8212; una actualizaci&amp;#243;n de las normas y de los sistemas de seguridad social mediante los cuales los trabajadores han sido hasta hoy tutelados.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;VII. LAS &amp;#171; RES NOVAE &amp;#187; DEL MUNDO DEL TRABAJO&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="Una_fase_de_transici&amp;#243;n_epocal"&gt;&lt;b&gt;Una fase de transici&amp;#243;n epocal&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;310 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Uno de los est&amp;#237;mulos m&amp;#225;s significativos para el actual cambio de la organizaci&amp;#243;n del trabajo procede del fen&amp;#243;meno de la globalizaci&amp;#243;n, que permite experimentar formas nuevas de producci&amp;#243;n, trasladando las plantas de producci&amp;#243;n en &amp;#225;reas diferentes a aquellas en las que se toman las decisiones estrat&amp;#233;gicas y lejanas de los mercados de consumo&lt;/i&gt;. Dos son los factores que impulsan este fen&amp;#243;meno: la extraordinaria velocidad de comunicaci&amp;#243;n sin l&amp;#237;mites de espacio y tiempo, y la relativa facilidad para transportar mercanc&amp;#237;as y personas de una parte a otra del planeta. Esto comporta una consecuencia fundamental sobre los procesos productivos: la propiedad est&amp;#225; cada vez m&amp;#225;s lejos, a menudo indiferente a los efectos sociales de las opciones que realiza. Por otra parte, si es cierto que la globalizaci&amp;#243;n, a priori, no es ni buena ni mala en s&amp;#237; misma, sino que depende del uso que el hombre hace de ella,&lt;sup&gt;676&lt;/sup&gt; debe afirmarse que &lt;i&gt;es necesaria una globalizaci&amp;#243;n de la tutela, de los derechos m&amp;#237;nimos esenciales y de la equidad.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;311 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una de las caracter&amp;#237;sticas m&amp;#225;s relevantes de la nueva organizaci&amp;#243;n del trabajo es la fragmentaci&amp;#243;n f&amp;#237;sica del ciclo productivo, impulsada por el af&amp;#225;n de conseguir una mayor eficiencia y mayores beneficios&lt;/i&gt;. Desde este punto de vista, las tradicionales coordenadas espacio-temporales, dentro de las que el ciclo productivo se defin&amp;#237;a, sufren una transformaci&amp;#243;n sin precedentes, que determina un cambio en la estructura misma del trabajo. Todo ello tiene importantes consecuencias en la vida de las personas y de las comunidades, sometidas a cambios radicales tanto en el &amp;#225;mbito de las condiciones materiales, cuanto en el de la cultura y de los valores. Este fen&amp;#243;meno afecta, a nivel global y local, a millones de personas, independientemente de la profesi&amp;#243;n que ejercen, de su condici&amp;#243;n social, o de su preparaci&amp;#243;n cultural. La reorganizaci&amp;#243;n del tiempo, su regularizaci&amp;#243;n y los cambios en curso en el uso del espacio &amp;#8212;comparables, por su entidad, a la primera revoluci&amp;#243;n industrial, en cuanto que implican a todos los sectores productivos, en todos los continentes, independientemente de su grado de desarrollo&amp;#8212; deben considerarse, por tanto, un desaf&amp;#237;o decisivo, incluidos los aspectos &amp;#233;tico y cultural, en el &amp;#225;mbito de la definici&amp;#243;n de un sistema renovado de tutela del trabajo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;312 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La globalizaci&amp;#243;n de la econom&amp;#237;a, con la liberaci&amp;#243;n de los mercados, la acentuaci&amp;#243;n de la competencia, el crecimiento de empresas especializadas en el abastecimiento de productos y servicios, requiere una mayor flexibilidad en el mercado de trabajo y en la organizaci&amp;#243;n y gesti&amp;#243;n de los procesos productivos&lt;/i&gt;. Al valorar esta delicada materia, parece oportuno conceder una mayor atenci&amp;#243;n moral, cultural y estrat&amp;#233;gica para orientar la acci&amp;#243;n social y pol&amp;#237;tica en la tem&amp;#225;tica vinculada a la identidad y los contenidos del nuevo trabajo, en un mercado y una econom&amp;#237;a a su vez nuevos. Los cambios del mercado de trabajo son a menudo un efecto del cambio del trabajo mismo, y no su causa.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;313 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El trabajo, sobre todo en los sistemas econ&amp;#243;micos de los pa&amp;#237;ses m&amp;#225;s desarrollados, atraviesa una fase que marca el paso de una econom&amp;#237;a de tipo industrial a una econom&amp;#237;a esencialmente centrada en los servicios y en la innovaci&amp;#243;n tecnol&amp;#243;gica&lt;/i&gt;. Los servicios y las actividades caracterizados por un fuerte contenido informativo crecen de modo m&amp;#225;s r&amp;#225;pido que los tradicionales sectores primario y secundario, con consecuencias de gran alcance en la organizaci&amp;#243;n de la producci&amp;#243;n y de los intercambios, en el contenido y la forma de las prestaciones laborales y en los sistemas de protecci&amp;#243;n social.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Gracias a las innovaciones tecnol&amp;#243;gicas, el mundo del trabajo se enriquece con nuevas profesiones, mientras otras desaparecen&lt;/i&gt;. En la actual fase de transici&amp;#243;n se asiste, en efecto, a un pasar continuo de empleados de la industria a los servicios. Mientras pierde terreno el modelo econ&amp;#243;mico y social vinculado a la grande f&amp;#225;brica y al trabajo de una clase obrera homog&amp;#233;nea, mejoran las perspectivas ocupacionales en el sector terciario y aumentan, en particular, las actividades laborales en el &amp;#225;mbito de los servicios a la persona, de las prestaciones a &lt;i&gt;tiempo parcial&lt;/i&gt;, interinas y &amp;#171; at&amp;#237;picas &amp;#187;, es decir, las formas de trabajo que no se pueden encuadrar ni como trabajo dependiente ni como trabajo aut&amp;#243;nomo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;314 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La transici&amp;#243;n en curso significa el paso de un trabajo dependiente a tiempo indeterminado, entendido como puesto fijo, a un trabajo caracterizado por una pluralidad de actividades laborales&lt;/i&gt;; de un mundo laboral compacto, definido y reconocido, a un universo de trabajos, variado, fluido, rico de promesas, pero tambi&amp;#233;n cargado de preguntas inquietantes, especialmente ante la creciente incertidumbre de las perspectivas de empleo, a fen&amp;#243;menos persistentes de desocupaci&amp;#243;n estructural, a la inadecuaci&amp;#243;n de los actuales sistemas de seguridad social. Las exigencias de la competencia, de la innovaci&amp;#243;n tecnol&amp;#243;gica y de la complejidad de los flujos financieros deben armonizarse con la defensa del trabajador y de sus derechos.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La inseguridad y la precariedad no afectan solamente a la condici&amp;#243;n laboral de los hombres que viven en los pa&amp;#237;ses m&amp;#225;s desarrollados, sino tambi&amp;#233;n, y sobre todo, a las realidades econ&amp;#243;micamente menos avanzadas del planeta, los pa&amp;#237;ses en v&amp;#237;as de desarrollo y los pa&amp;#237;ses con econom&amp;#237;as en transici&amp;#243;n. Estos &amp;#250;ltimos, adem&amp;#225;s de los complejos problemas vinculados al cambio de los modelos econ&amp;#243;micos y productivos, deben afrontar cotidianamente las dif&amp;#237;ciles exigencias procedentes de la globalizaci&amp;#243;n en curso. La situaci&amp;#243;n resulta particularmente dram&amp;#225;tica para el mundo del trabajo, afectado por vastos y radicales cambios culturales y estructurales, en contextos frecuentemente privados de soportes legislativos, formativos y de asistencia social.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;315 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La descentralizaci&amp;#243;n productiva, que asigna a empresas menores m&amp;#250;ltiples tareas, anteriormente concentradas en las grandes unidades productivas, robustece y da nuevo impulso a la peque&amp;#241;a y mediana empresa&lt;/i&gt;. Surgen as&amp;#237;, junto a la actividad artesanal tradicional, nuevas empresas caracterizadas por peque&amp;#241;as unidades productivas que trabajan en modernos sectores de producci&amp;#243;n o bien en actividades descentralizadas de las empresas mayores. Muchas actividades que ayer requer&amp;#237;an trabajo dependiente, hoy son realizadas en formas nuevas, que favorecen el trabajo independiente y se caracterizan por una mayor componente de riesgo y de responsabilidad.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El trabajo en las peque&amp;#241;as y medianas empresas, el trabajo artesanal y el trabajo independiente, pueden constituir una ocasi&amp;#243;n para hacer m&amp;#225;s humana la vivencia laboral&lt;/i&gt;, ya sea por la posibilidad de establecer relaciones interpersonales positivas en comunidades de peque&amp;#241;as dimensiones, ya sea por las mejores oportunidades que se ofrecen a la iniciativa y al esp&amp;#237;ritu emprendedor; sin embargo, no son pocos, en estos sectores, los casos de trato injusto, de trabajo mal pagado y sobre todo inseguro.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;316 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En los pa&amp;#237;ses en v&amp;#237;as de desarrollo se ha difundido, en estos &amp;#250;ltimos a&amp;#241;os, el fen&amp;#243;meno de la expansi&amp;#243;n de actividades econ&amp;#243;micas &amp;#171; informales &amp;#187; o &amp;#171; sumergidas &amp;#187;, que representa una se&amp;#241;al de crecimiento econ&amp;#243;mico prometedor, pero plantea problemas &amp;#233;ticos y jur&amp;#237;dicos&lt;/i&gt;. El significativo aumento de los puestos de trabajo suscitado por tales actividades se debe, en realidad, a la falta de especializaci&amp;#243;n de gran parte de los trabajadores locales y al desarrollo desordenado de los sectores econ&amp;#243;micos formales. Un elevado n&amp;#250;mero de personas se ven as&amp;#237; obligadas a trabajar en condiciones de grave desaz&amp;#243;n y en un marco carente de las reglas necesarias que protejan la dignidad del trabajador. Los niveles de productividad, renta y tenor de vida, son extremamente bajos y con frecuencia se revelan insuficientes para garantizar que los trabajadores y sus familias alcancen un nivel de subsistencia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Doctrina_social_y_&amp;#171;_res_novae_&amp;#187;"&gt;&lt;b&gt;Doctrina social y &amp;#171; res novae &amp;#187;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;317 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Ante las imponentes &amp;#171; res novae &amp;#187; del mundo del trabajo, la doctrina social de la Iglesia recomienda, ante todo, evitar el error de considerar que los cambios en curso suceden de modo determinista&lt;/i&gt;. El factor decisivo y &amp;#171; el &amp;#225;rbitro &amp;#187; de esta compleja fase de cambio es&lt;i&gt; una vez m&amp;#225;s el hombre&lt;/i&gt;, que debe seguir siendo el verdadero protagonista de su trabajo. El hombre puede y debe hacerse cargo, creativa y responsablemente, de las actuales innovaciones y reorganizaciones, de manera que contribuyan al crecimiento de la persona, de la familia, de la sociedad y de toda la familia humana.&lt;sup&gt;677&lt;/sup&gt; Es importante para todos recordar el significado de la&lt;i&gt; dimensi&amp;#243;n subjetiva del trabajo&lt;/i&gt;, a la que la doctrina social de la Iglesia ense&amp;#241;a a dar la debida prioridad, porque el trabajo humano &amp;#171; procede directamente de personas creadas a imagen de Dios y llamadas a prolongar, unidas y para mutuo beneficio, la obra de la creaci&amp;#243;n dominando la tierra &amp;#187;.&lt;sup&gt;678&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;318 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las interpretaciones de tipo mecanicista y economicista de la actividad productiva, a pesar de su extensi&amp;#243;n y su influjo, han sido superadas por el mismo an&amp;#225;lisis cient&amp;#237;fico de los problemas relacionados con el trabajo&lt;/i&gt;. Estas concepciones se revelan hoy, m&amp;#225;s que ayer, totalmente inadecuadas para interpretar los hechos, que demuestran cada d&amp;#237;a m&amp;#225;s el valor del trabajo como actividad libre y creativa del hombre. De esta realidad concreta debe derivar tambi&amp;#233;n el impulso para superar sin demora los horizontes te&amp;#243;ricos y los criterios operativos estrechos e insuficientes respecto a las din&amp;#225;micas actuales, intr&amp;#237;nsecamente incapaces de identificar las apremiantes y concretas necesidades humanas en toda su extensi&amp;#243;n, que van m&amp;#225;s all&amp;#225; de las categor&amp;#237;as meramente econ&amp;#243;micas. La Iglesia sabe bien, y as&amp;#237; lo ha ense&amp;#241;ado siempre, que el hombre, a diferencia de cualquier otro ser viviente, tiene necesidades que no se limitan solamente al &amp;#171; tener &amp;#187;,&lt;sup&gt;679&lt;/sup&gt; porque su naturaleza y su vocaci&amp;#243;n est&amp;#225;n en relaci&amp;#243;n inseparable con el Trascendente. La persona humana emprende la aventura de la transformaci&amp;#243;n de las cosas mediante su trabajo para satisfacer necesidades y carencias ante todo materiales, pero lo hace siguiendo un impulso que la empuja siempre m&amp;#225;s all&amp;#225; de los resultados logrados, a la b&amp;#250;squeda de lo que pueda responder m&amp;#225;s profundamente a sus innegables exigencias interiores.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;319 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Cambian las formas hist&amp;#243;ricas en las que se expresa el trabajo humano, pero no deben cambiar sus exigencias permanentes, que se resumen en el respeto de los derechos inalienables del hombre que trabaja&lt;/i&gt;. Ante el riesgo de ver negados estos derechos, se deben proyectar y construir&lt;i&gt; nuevas formas de solidaridad&lt;/i&gt;, teniendo en cuenta la interdependencia que une entre s&amp;#237; a los hombres del trabajo. Cuanto m&amp;#225;s profundos son los cambios, tanto m&amp;#225;s firme debe ser el esfuerzo de la inteligencia y de la voluntad para tutelar la dignidad del trabajo, reforzando, en los diversos niveles, las instituciones interesadas. Esta perspectiva permite orientar mejor las actuales transformaciones en la direcci&amp;#243;n, tan necesaria, de la complementariedad entre la dimensi&amp;#243;n econ&amp;#243;mica local y la global; entre econom&amp;#237;a &amp;#171; vieja &amp;#187; y &amp;#171; nueva &amp;#187;; entre la innovaci&amp;#243;n tecnol&amp;#243;gica y la exigencia de salvaguardar el trabajo humano; entre el crecimiento econ&amp;#243;mico y la compatibilidad ambiental del desarrollo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;320 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La soluci&amp;#243;n de las vastas y complejas problem&amp;#225;ticas del trabajo, que en algunas &amp;#225;reas adquieren dimensiones dram&amp;#225;ticas, exige la contribuci&amp;#243;n espec&amp;#237;fica de los cient&amp;#237;ficos y los hombres de cultura, que resulta particularmente importante para la elecci&amp;#243;n de soluciones justas&lt;/i&gt;. Es una responsabilidad que les debe llevar a se&amp;#241;alar las ventajas y los riesgos que se perfilan en los cambios y, sobre todo, a sugerir l&amp;#237;neas de acci&amp;#243;n para orientar el cambio en el sentido m&amp;#225;s favorable para el desarrollo de toda la familia humana. A ellos corresponde la delicada tarea de leer e interpretar los fen&amp;#243;menos sociales con inteligencia y amor a la verdad, sin preocupaciones dictadas por intereses de grupo o personales. Su contribuci&amp;#243;n, en efecto, precisamente por ser de naturaleza te&amp;#243;rica, se convierte en una referencia esencial para la actuaci&amp;#243;n concreta de las pol&amp;#237;ticas econ&amp;#243;micas.&lt;sup&gt;680&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;321 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los escenarios actuales de profunda transformaci&amp;#243;n del trabajo humano hacen todav&amp;#237;a m&amp;#225;s urgente un desarrollo aut&amp;#233;nticamente global y solidario, capaz de alcanzar todas las regiones del mundo, incluyendo las menos favorecidas&lt;/i&gt;. Para estas &amp;#250;ltimas, la puesta en marcha de un proceso de desarrollo solidario de vasto alcance, no s&amp;#243;lo aparece como una posibilidad concreta de creaci&amp;#243;n de nuevos puestos de trabajo, sino que tambi&amp;#233;n representa una verdadera condici&amp;#243;n para la supervivencia de pueblos enteros: &amp;#171; Es preciso globalizar la solidaridad &amp;#187;.&lt;sup&gt;681&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Los desequilibrios econ&amp;#243;micos y sociales existentes en el mundo del trabajo se han de afrontar restableciendo la justa jerarqu&amp;#237;a de valores y colocando en primer lugar la dignidad de la persona que trabaja&lt;/i&gt;: &amp;#171; Las nuevas realidades, que se manifiestan con fuerza en el proceso productivo, como la globalizaci&amp;#243;n de las finanzas, de la econom&amp;#237;a, del comercio y del trabajo, jam&amp;#225;s deben violar la dignidad y la centralidad de la persona humana, ni la libertad y la democracia de los pueblos. La solidaridad, la participaci&amp;#243;n y la posibilidad de gestionar estos cambios radicales constituyen, sino la soluci&amp;#243;n, ciertamente la necesaria garant&amp;#237;a &amp;#233;tica para que las personas y los pueblos no se conviertan en instrumentos, sino en protagonistas de su futuro. Todo esto puede realizarse y, dado que es posible, constituye un deber &amp;#187;.&lt;sup&gt;682&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;322 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Se hace cada vez m&amp;#225;s necesaria una consideraci&amp;#243;n atenta de la nueva situaci&amp;#243;n del trabajo en el actual contexto de la globalizaci&amp;#243;n, desde una perspectiva que valore la propensi&amp;#243;n natural de los hombres a establecer relaciones. &lt;/i&gt;A este prop&amp;#243;sito, se debe afirmar que la universalidad es una dimensi&amp;#243;n del hombre, no de las cosas. La t&amp;#233;cnica podr&amp;#225; ser la causa instrumental de la globalizaci&amp;#243;n, pero la universalidad de la familia humana es su causa &amp;#250;ltima. El trabajo, por tanto, tambi&amp;#233;n tiene una dimensi&amp;#243;n universal, en cuanto se funda en el car&amp;#225;cter relacional del hombre. Las t&amp;#233;cnicas, especialmente electr&amp;#243;nicas, han permitido ampliar este aspecto relacional del trabajo a todo el planeta, imprimiendo a la globalizaci&amp;#243;n un ritmo particularmente acelerado. El fundamento &amp;#250;ltimo de este dinamismo es el hombre que trabaja, es siempre el elemento subjetivo y no el objetivo. Tambi&amp;#233;n el trabajo globalizado tiene su origen, por tanto, en el fundamento antropol&amp;#243;gico de la intr&amp;#237;nseca dimensi&amp;#243;n relacional del trabajo. Los aspectos negativos de la globalizaci&amp;#243;n del trabajo no deben da&amp;#241;ar las posibilidades que se han abierto para todos de &lt;i&gt;dar expresi&amp;#243;n a un humanismo del trabajo a nivel planetario&lt;/i&gt;, a una solidaridad del mundo del trabajo a este nivel, para que trabajando en un contexto semejante, dilatado e interconexo, el hombre comprenda cada vez m&amp;#225;s su vocaci&amp;#243;n unitaria y solidaria.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-1939454815614861187?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/1939454815614861187/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=1939454815614861187&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/1939454815614861187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/1939454815614861187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/2008/06/captulo-sexto-el-trabajo-humano.html' title='CAPÍTULO SEXTO: EL TRABAJO HUMANO'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-5426882954351825566</id><published>2008-06-01T22:57:00.001-03:00</published><updated>2008-06-01T22:57:57.335-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RELIGIÓN'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='COLEGIO'/><title type='text'>CAPÍTULO QUINTO: LA FAMILIA CÉLULA VITAL DE LA SOCIEDAD</title><content type='html'>&lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a name="I._LA_FAMILIA,_PRIMERA_SOCIEDAD_NATURAL"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;I. &lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;LA FAMILIA, PRIMERA SOCIEDAD NATURAL&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;209 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La importancia y la centralidad de la familia, en orden a la persona y a la sociedad, est&amp;#225; repetidamente subrayada en la Sagrada Escritura: &lt;/i&gt;&amp;#171; No est&amp;#225; bien que el hombre est&amp;#233; solo &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 2,18). A partir de los textos que narran la creaci&amp;#243;n del hombre (cf.&lt;i&gt; Gn&lt;/i&gt; 1,26-28; 2,7-24) se nota c&amp;#243;mo &amp;#8212;seg&amp;#250;n el designio de Dios&amp;#8212; la pareja constituye &amp;#171; la expresi&amp;#243;n primera de la comuni&amp;#243;n de personas humanas &amp;#187;.&lt;sup&gt;458&lt;/sup&gt; Eva es creada semejante a Ad&amp;#225;n, como aquella que, en su alteridad, lo completa (cf. &lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 2,18) para formar con &amp;#233;l &amp;#171; una sola carne &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn &lt;/i&gt;2,24; cf. &lt;i&gt;Mt&lt;/i&gt; 19,5-6).&lt;sup&gt;459&lt;/sup&gt; Al mismo tiempo, ambos tienen una misi&amp;#243;n procreadora que los hace colaboradores del Creador: &amp;#171; Sed fecundos y multiplicaos, henchid la tierra &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn &lt;/i&gt;1,28). La familia es considerada, en el designio del Creador, como &amp;#171; el &lt;i&gt;lugar primario de la &lt;/i&gt;&amp;#8220;&lt;i&gt;humanizaci&amp;#243;n&lt;/i&gt;&amp;#8221; de la persona y de la sociedad &amp;#187; y &amp;#171; cuna de la vida y del amor &amp;#187;.&lt;sup&gt;460&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;210 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En la familia se aprende a conocer el amor y la fidelidad del Se&amp;#241;or, as&amp;#237; como la necesidad de corresponderle&lt;/i&gt; (cf.&lt;i&gt; Ex &lt;/i&gt;12,25-27; 13,8.14-15;&lt;i&gt; Dt&lt;/i&gt; 6,20- 25; 13,7-11; 1 S 3,13); los hijos aprenden las primeras y m&amp;#225;s decisivas lecciones de la sabidur&amp;#237;a pr&amp;#225;ctica a las que van unidas las virtudes (cf.&lt;i&gt; Pr&lt;/i&gt; 1,8-9; 4,1-4; 6,20-21; &lt;i&gt;Si &lt;/i&gt;3,1-16; 7,27-28). Por todo ello, el Se&amp;#241;or se hace garante del amor y de la fidelidad conyugales (cf. &lt;i&gt;Ml &lt;/i&gt;2,14-15).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Jes&amp;#250;s naci&amp;#243; y vivi&amp;#243; en una familia concreta aceptando todas sus caracter&amp;#237;sticas propias&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;461&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;y dio as&amp;#237; una excelsa dignidad a la instituci&amp;#243;n matrimonial&lt;/i&gt;, constituy&amp;#233;ndola como sacramento de la nueva alianza (cf.&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 19,3-9). En esta perspectiva, la pareja encuentra su plena dignidad y la familia su solidez.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;211 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Iluminada por la luz del mensaje b&amp;#237;blico, la Iglesia considera la familia como la primera sociedad natural, titular de derechos propios y originarios, y la sit&amp;#250;a en el centro de la vida social&lt;/i&gt;: relegar la familia &amp;#171; a un papel subalterno y secundario, excluy&amp;#233;ndola del lugar que le compete en la sociedad, significa causar un grave da&amp;#241;o al aut&amp;#233;ntico crecimiento de todo el cuerpo social &amp;#187;.&lt;sup&gt;462&lt;/sup&gt; La familia, ciertamente, nacida de la &amp;#237;ntima comuni&amp;#243;n de vida y de amor conyugal fundada sobre el matrimonio entre un hombre y una mujer,&lt;sup&gt;463&lt;/sup&gt; posee una espec&amp;#237;fica y original dimensi&amp;#243;n social, en cuanto lugar primario de relaciones interpersonales, &lt;i&gt;c&amp;#233;lula primera y vital de la sociedad&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;464&lt;/sup&gt; es una instituci&amp;#243;n divina, fundamento de la vida de las personas y prototipo de toda organizaci&amp;#243;n social. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="La_importancia_de_la_familia_para_la_per"&gt;&lt;b&gt;La importancia de la familia para la persona&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;212 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La familia es importante y central en relaci&amp;#243;n a la persona. &lt;/i&gt;En esta cuna de la vida y del amor, el hombre&lt;i&gt; nace &lt;/i&gt;y&lt;i&gt; crece&lt;/i&gt;. Cuando&lt;i&gt; nace&lt;/i&gt; un ni&amp;#241;o, la sociedad recibe el regalo de una nueva persona, que est&amp;#225; &amp;#171; llamada, desde lo m&amp;#225;s &amp;#237;ntimo de s&amp;#237; a la&lt;i&gt; comuni&amp;#243;n &lt;/i&gt;con los dem&amp;#225;s y a la&lt;i&gt; entrega&lt;/i&gt; a los dem&amp;#225;s &amp;#187;.&lt;sup&gt;465&lt;/sup&gt; En la familia, por tanto, la entrega rec&amp;#237;proca del hombre y de la mujer unidos en matrimonio, crea un ambiente de vida en el cual el ni&amp;#241;o puede &amp;#171; desarrollar sus potencialidades, hacerse consciente de su dignidad y prepararse a afrontar su destino &amp;#250;nico e irrepetible &amp;#187;.&lt;sup&gt;466&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;En el clima de afecto natural que une a los miembros de una comunidad familiar, las personas son reconocidas y responsabilizadas en su integridad:&lt;/i&gt; &amp;#171; La primera estructura fundamental a favor de la &amp;#8220;ecolog&amp;#237;a humana&amp;#8221; es la familia, en cuyo seno el hombre recibe las primeras nociones sobre la verdad y el bien; aprende qu&amp;#233; quiere decir amar y ser amado y, por consiguiente, qu&amp;#233; quiere decir en concreto ser una persona &amp;#187;.&lt;sup&gt;467&lt;/sup&gt; Las obligaciones de sus miembros no est&amp;#225;n limitadas por los t&amp;#233;rminos de un contrato, sino que derivan de la esencia misma de la familia, fundada sobre un pacto conyugal irrevocable y estructurada por las relaciones que derivan de la generaci&amp;#243;n o adopci&amp;#243;n de los hijos.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="La_importancia_de_la_familia_para_la_soc"&gt;&lt;b&gt;La importancia de la familia para la sociedad&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;213 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La familia, comunidad natural en donde se experimenta la sociabilidad humana, contribuye en modo &amp;#250;nico e insustituible al bien de la sociedad&lt;/i&gt;. La comunidad familiar nace de la comuni&amp;#243;n de las personas: &amp;#171; La &amp;#8220;&lt;i&gt;comuni&amp;#243;n&lt;/i&gt;&amp;#8221; se refiere a la relaci&amp;#243;n personal entre el &amp;#8220;yo&amp;#8221; y el &amp;#8220;t&amp;#250;&amp;#8221;. La &amp;#8220;comunidad&amp;#8221;, en cambio, supera este esquema apuntando hacia una &amp;#8220;sociedad&amp;#8221;, un &amp;#8220;nosotros&amp;#8221;. La familia, comunidad de personas, es por consiguiente la primera &amp;#8220;sociedad&amp;#8221; humana&amp;#187;.&lt;sup&gt;468&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Una sociedad a medida de la familia es la mejor garant&amp;#237;a contra toda tendencia de tipo individualista o colectivista, porque en ella la persona es siempre el centro de la atenci&amp;#243;n en cuanto fin y nunca como medio&lt;/i&gt;. Es evidente que el bien de las personas y el buen funcionamiento de la sociedad est&amp;#225;n estrechamente relacionados con &amp;#171; la prosperidad de la comunidad conyugal y familiar &amp;#187;.&lt;sup&gt;469&lt;/sup&gt; Sin familias fuertes en la comuni&amp;#243;n y estables en el compromiso, los pueblos se debilitan. En la familia se inculcan desde los primeros a&amp;#241;os de vida los valores morales, se transmite el patrimonio espiritual de la comunidad religiosa y el patrimonio cultural de la Naci&amp;#243;n. En ella se aprenden las responsabilidades sociales y la solidaridad.&lt;sup&gt;470&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;214 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Ha&lt;/i&gt;&lt;i&gt; de afirmarse la prioridad de la familia respecto a la sociedad y al Estado&lt;/i&gt;. La familia, al menos en su funci&amp;#243;n procreativa, es la condici&amp;#243;n misma de la existencia de aqu&amp;#233;llos. En las dem&amp;#225;s funciones en pro de cada uno de sus miembros, la familia precede, por su importancia y valor, a las funciones que la sociedad y el Estado deben desempe&amp;#241;ar.&lt;sup&gt;471&lt;/sup&gt; La familia, sujeto titular de derechos inviolables, encuentra su legitimaci&amp;#243;n en la naturaleza humana y no en el reconocimiento del Estado.&lt;i&gt; La familia no est&amp;#225;, por lo tanto, en funci&amp;#243;n de la sociedad y del Estado, sino que la sociedad y el Estado est&amp;#225;n en funci&amp;#243;n de la familia.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Todo modelo social que busque el bien del hombre no puede prescindir de la centralidad y de la responsabilidad social de la familia&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;La sociedad y el Estado, en sus relaciones con la familia, tienen la obligaci&amp;#243;n de atenerse al principio de subsidiaridad&lt;/i&gt;. En virtud de este principio, las autoridades p&amp;#250;blicas no deben sustraer a la familia las tareas que puede desempe&amp;#241;ar sola o libremente asociada con otras familias; por otra parte, las mismas autoridades tienen el deber de auxiliar a la familia, asegur&amp;#225;ndole las ayudas que necesita para asumir de forma adecuada todas sus responsabilidades.&lt;sup&gt;472&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;II. EL MATRIMONIO, FUNDAMENTO DE LA FAMILIA&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="El_valor_del_matrimonio"&gt;&lt;b&gt;El valor del matrimonio&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;215 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La familia tiene su fundamento en la libre voluntad de los c&amp;#243;nyuges de unirse en matrimonio, respetando el significado y los valores propios de esta instituci&amp;#243;n, que no depende del hombre, sino de Dios mismo&lt;/i&gt;: &amp;#171; Este v&amp;#237;nculo sagrado, en atenci&amp;#243;n al bien, tanto de los esposos y de la prole como de la sociedad, no depende de la decisi&amp;#243;n humana. Pues es el mismo Dios el autor del matrimonio, al cual ha dotado con bienes y fines varios &amp;#187;.&lt;sup&gt;473&lt;/sup&gt; La instituci&amp;#243;n matrimonial &amp;#8212;&amp;#171; fundada por el Creador y en posesi&amp;#243;n de sus propias leyes, la &amp;#237;ntima comunidad conyugal de vida y amor &amp;#187; &lt;sup&gt;474&lt;/sup&gt; &amp;#8212; no es una creaci&amp;#243;n debida a convenciones humanas o imposiciones legislativas, sino que debe su estabilidad al ordenamiento divino.&lt;sup&gt;475&lt;/sup&gt; Nace, tambi&amp;#233;n para la sociedad, &amp;#171; del acto humano por el cual los esposos se dan y se reciben mutuamente &amp;#187; &lt;sup&gt;476&lt;/sup&gt; y se funda sobre la misma naturaleza del amor conyugal que, en cuanto don total y exclusivo, de persona a persona, comporta un compromiso definitivo expresado con el consentimiento rec&amp;#237;proco, irrevocable y p&amp;#250;blico.&lt;sup&gt;477&lt;/sup&gt; Este compromiso pide que las relaciones entre los miembros de la familia est&amp;#233;n marcadas tambi&amp;#233;n por el sentido de la justicia y el respeto de los rec&amp;#237;procos derechos y deberes.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;216 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Ning&amp;#250;n poder puede abolir el derecho natural al matrimonio ni modificar sus caracter&amp;#237;sticas ni su finalidad. El matrimonio tiene caracter&amp;#237;sticas propias, originarias y permanentes. &lt;/i&gt;A pesar de los numerosos cambios que han tenido lugar a lo largo de los siglos en las diferentes culturas, estructuras sociales y actitudes espirituales, en todas las culturas existe un cierto sentido de la dignidad de la uni&amp;#243;n matrimonial, aunque no siempre se trasluzca con la misma claridad.&lt;sup&gt;478&lt;/sup&gt; Esta dignidad ha de ser respetada en sus caracter&amp;#237;sticas espec&amp;#237;ficas, que exigen ser salvaguardadas frente a cualquier intento de alteraci&amp;#243;n de su naturaleza. La sociedad no puede disponer del v&amp;#237;nculo matrimonial, con el cual los dos esposos se prometen fidelidad, asistencia rec&amp;#237;proca y apertura a los hijos, aunque ciertamente le compete regular sus efectos civiles.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;217 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El matrimonio tiene como rasgos caracter&amp;#237;sticos&lt;/i&gt;: la &lt;i&gt;totalidad&lt;/i&gt;, en raz&amp;#243;n de la cual los c&amp;#243;nyuges se entregan rec&amp;#237;procamente en todos los aspectos de la persona, f&amp;#237;sicos y espirituales; la &lt;i&gt;unidad&lt;/i&gt; que los hace &amp;#171; una sola carne &amp;#187; (&lt;i&gt;Gn&lt;/i&gt; 2,24);&lt;i&gt; la indisolubilidad&lt;/i&gt; y &lt;i&gt;la fidelidad&lt;/i&gt; que exige la donaci&amp;#243;n rec&amp;#237;proca y definitiva; la &lt;i&gt;fecundidad&lt;/i&gt; a la que naturalmente est&amp;#225; abierto.&lt;sup&gt;479&lt;/sup&gt; El sabio designio de Dios sobre el matrimonio &amp;#8212;designio accesible a la raz&amp;#243;n humana, no obstante las dificultades debidas a la dureza del coraz&amp;#243;n (cf. &lt;i&gt;Mt&lt;/i&gt; 19,8;&lt;i&gt; Mc &lt;/i&gt;10,5)&amp;#8212; no puede ser juzgado exclusivamente a la luz de los comportamientos de hecho y de las situaciones concretas que se alejan de &amp;#233;l. La &lt;i&gt;poligamia &lt;/i&gt;es una negaci&amp;#243;n radical del designio original de Dios, &amp;#171; porque es contraria a la igual dignidad personal del hombre y de la mujer, que en el matrimonio se dan con un amor total y por lo mismo &amp;#250;nico y exclusivo &amp;#187;.&lt;sup&gt;480&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;218 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El matrimonio, en su verdad &amp;#171; objetiva &amp;#187;, est&amp;#225; ordenado a la procreaci&amp;#243;n y educaci&amp;#243;n de los hijos&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;481&lt;/sup&gt; La uni&amp;#243;n matrimonial, en efecto, permite vivir en plenitud el don sincero de s&amp;#237; mismo, cuyo fruto son los hijos, que, a su vez, son un don para los padres, para la entera familia y para toda la sociedad.&lt;sup&gt;482&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;El matrimonio, sin embargo, no ha sido instituido &amp;#250;nicamente en orden a la procreaci&amp;#243;n&lt;/i&gt;: &lt;sup&gt;483&lt;/sup&gt; su car&amp;#225;cter indisoluble y su valor de comuni&amp;#243;n permanecen incluso cuando los hijos, aun siendo vivamente deseados, no lleguen a coronar la vida conyugal. Los esposos, en este caso, &amp;#171; pueden manifestar su generosidad adoptando ni&amp;#241;os abandonados o realizando servicios abnegados en beneficio del pr&amp;#243;jimo &amp;#187;.&lt;sup&gt;484&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="El_sacramento_del_matrimonio"&gt;&lt;b&gt;El sacramento del matrimonio&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;219 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los bautizados, por instituci&amp;#243;n de Cristo, viven la realidad humana y original del matrimonio, en la forma sobrenatural del sacramento, signo e instrumento de Gracia&lt;/i&gt;. La historia de la salvaci&amp;#243;n est&amp;#225; atravesada por el tema de la alianza esponsal, expresi&amp;#243;n significativa de la comuni&amp;#243;n de amor entre Dios y los hombres y clave simb&amp;#243;lica para comprender las etapas de la alianza entre Dios y su pueblo.&lt;sup&gt;485&lt;/sup&gt; El centro de la revelaci&amp;#243;n del proyecto de amor divino es el don que Dios hace a la humanidad de su Hijo Jesucristo, &amp;#171; el Esposo que ama y se da como Salvador de la humanidad, uni&amp;#233;ndola a s&amp;#237; como su cuerpo. El revela la verdad original del matrimonio, la verdad del &amp;#8220;principio&amp;#8221; (cf.&lt;i&gt; Gn&lt;/i&gt; 2,24;&lt;i&gt; Mt&lt;/i&gt; 19,5) y, liberando al hombre de la dureza del coraz&amp;#243;n, lo hace capaz de realizarla plenamente &amp;#187;.&lt;sup&gt;486&lt;/sup&gt; Del amor esponsal de Cristo por la Iglesia, cuya plenitud se manifiesta en la entrega consumada en la Cruz, brota la sacramentalidad del matrimonio, cuya Gracia conforma el amor de los esposos con el Amor de Cristo por la Iglesia. El matrimonio, en cuanto sacramento, es una alianza de un hombre y una mujer en el amor.&lt;sup&gt;487&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;220 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El sacramento del matrimonio asume la realidad humana del amor conyugal con todas las implicaciones&lt;/i&gt; y &amp;#171; capacita y compromete a los esposos y a los padres cristianos a vivir su vocaci&amp;#243;n de laicos, y, por consiguiente, a &amp;#8220;buscar el Reino de Dios gestionando los asuntos temporales y orden&amp;#225;ndolos seg&amp;#250;n Dios&amp;#8221; &amp;#187;.&lt;sup&gt;488&lt;/sup&gt; &amp;#205;ntimamente unida a la Iglesia por el v&amp;#237;nculo sacramental que la hace &lt;i&gt;Iglesia dom&amp;#233;stica &lt;/i&gt;o &lt;i&gt;peque&amp;#241;a Iglesia&lt;/i&gt;, la familia cristiana est&amp;#225; llamada &amp;#171; a ser signo de unidad para el mundo y a ejercer de ese modo su funci&amp;#243;n prof&amp;#233;tica, dando testimonio del Reino y de la paz de Cristo, hacia el cual el mundo entero est&amp;#225; en camino &amp;#187;.&lt;sup&gt;489&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La caridad conyugal, que brota de la caridad misma de Cristo, ofrecida por medio del Sacramento, hace a los c&amp;#243;nyuges cristianos testigos de una sociabilidad nueva, inspirada por el Evangelio y por el Misterio pascual. La dimensi&amp;#243;n natural de su amor es constantemente purificada, consolidada y elevada por la gracia sacramental. De esta manera, los c&amp;#243;nyuges cristianos, adem&amp;#225;s de ayudarse rec&amp;#237;procamente en el camino de la santificaci&amp;#243;n, son en el mundo signo e instrumento de la caridad de Cristo. Con su misma vida, est&amp;#225;n llamados a ser testigos y anunciadores del sentido religioso del matrimonio, que la sociedad actual reconoce cada vez con mayor dificultad, especialmente cuando acepta visiones relativistas del mismo fundamento natural de la instituci&amp;#243;n matrimonial.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;III. LA SUBJETIVIDAD SOCIAL DE LA FAMILIA&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="El_amor_y_la_formaci&amp;#243;n_de_la_comunidad_d"&gt;&lt;b&gt;El amor y la formaci&amp;#243;n de la comunidad de personas&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;221 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La familia se presenta como espacio de comuni&amp;#243;n &amp;#8212;tan necesaria en una sociedad cada vez m&amp;#225;s individualista&amp;#8212;, que debe desarrollarse como una aut&amp;#233;ntica comunidad de personas&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;490&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;gracias al incesante dinamismo del amor, dimensi&amp;#243;n fundamental de la experiencia humana, cuyo lugar privilegiado para manifestarse es precisamente la familia&lt;/i&gt;: &amp;#171; El amor hace que el hombre se realice mediante la entrega sincera de s&amp;#237; mismo. Amar significa dar y recibir lo que no se puede comprar ni vender, sino s&amp;#243;lo regalar libre y rec&amp;#237;procamente &amp;#187;.&lt;sup&gt;491&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Gracias al amor, realidad esencial para definir el matrimonio y la familia, cada persona, hombre y mujer, es reconocida, aceptada y respetada en su dignidad&lt;/i&gt;. Del amor nacen relaciones vividas como entrega gratuita, que &amp;#171; respetando y favoreciendo en todos y cada uno la dignidad personal como &amp;#250;nico t&amp;#237;tulo de valor, se hace acogida cordial, encuentro y di&amp;#225;logo, disponibilidad desinteresada, servicio generoso y solidaridad profunda &amp;#187;.&lt;sup&gt;492&lt;/sup&gt; La existencia de familias que viven con este esp&amp;#237;ritu pone al descubierto las carencias y contradicciones de una sociedad que tiende a privilegiar relaciones basadas principalmente, cuando no exclusivamente, en criterios de eficiencia y funcionalidad. La familia que vive construyendo cada d&amp;#237;a una red de relaciones interpersonales, internas y externas, se convierte en la &amp;#171; primera e insustituible escuela de socialidad, ejemplo y est&amp;#237;mulo para las relaciones comunitarias m&amp;#225;s amplias en un clima de respeto, justicia, di&amp;#225;logo y amor &amp;#187;.&lt;sup&gt;493&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;222 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El amor se expresa tambi&amp;#233;n mediante la atenci&amp;#243;n esmerada de los ancianos que viven en la familia: su presencia supone un gran valor&lt;/i&gt;. Son un ejemplo de vinculaci&amp;#243;n entre generaciones, un recurso para el bienestar de la familia y de toda la sociedad: &amp;#171; No s&amp;#243;lo pueden dar testimonio de que hay aspectos de la vida, como los valores humanos y culturales, morales y sociales, que no se miden en t&amp;#233;rminos econ&amp;#243;micos o funcionales, sino ofrecer tambi&amp;#233;n una aportaci&amp;#243;n eficaz en el &amp;#225;mbito laboral y en el de la responsabilidad. Se trata, en fin, no s&amp;#243;lo de hacer algo por los ancianos, sino de aceptar tambi&amp;#233;n a estas personas como colaboradores responsables, con modalidades que lo hagan realmente posible, como agentes de proyectos compartidos, bien en fase de programaci&amp;#243;n, de di&amp;#225;logo o de actuaci&amp;#243;n &amp;#187;.&lt;sup&gt;494&lt;/sup&gt; Como dice la Sagrada Escritura, las personas &amp;#171; todav&amp;#237;a en la vejez tienen fruto &amp;#187; (&lt;i&gt;Sal &lt;/i&gt;92,15). Los ancianos constituyen una importante escuela de vida, capaz de transmitir valores y tradiciones y de favorecer el crecimiento de los m&amp;#225;s j&amp;#243;venes: estos aprenden as&amp;#237; a buscar no s&amp;#243;lo el propio bien, sino tambi&amp;#233;n el de los dem&amp;#225;s. Si los ancianos se hallan en una situaci&amp;#243;n de sufrimiento y dependencia, no s&amp;#243;lo necesitan cuidados m&amp;#233;dicos y asistencia adecuada, sino, sobre todo, ser tratados con amor.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;223 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El ser humano ha sido creado para amar y no puede vivir sin amor&lt;/i&gt;. El amor, cuando se manifiesta en el don total de dos personas en su complementariedad, no puede limitarse a emociones o sentimientos, y mucho menos a la mera expresi&amp;#243;n sexual. Una sociedad que tiende a relativizar y a banalizar cada vez m&amp;#225;s la experiencia del amor y de la sexualidad, exalta los aspectos ef&amp;#237;meros de la vida y oscurece los valores fundamentales. Se hace m&amp;#225;s urgente que nunca anunciar y testimoniar que la&lt;i&gt; verdad &lt;/i&gt;del amor y de la sexualidad conyugal se encuentra all&amp;#237; donde se realiza la entrega plena y total de las personas con las caracter&amp;#237;sticas de la &lt;i&gt;unidad&lt;/i&gt; y de la &lt;i&gt;fidelidad&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;495&lt;/sup&gt; Esta verdad, fuente de alegr&amp;#237;a, esperanza y vida, resulta impenetrable e inalcanzable mientras se permanezca encerrados en el relativismo y en el escepticismo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;224 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En relaci&amp;#243;n a las teor&amp;#237;as que consideran la identidad de g&amp;#233;nero como un mero producto cultural y social derivado de la interacci&amp;#243;n entre la comunidad y el individuo, con independencia de la identidad sexual personal y del verdadero significado de la sexualidad, la Iglesia no se cansar&amp;#225; de ofrecer la propia ense&amp;#241;anza: &amp;#171; Corresponde a cada uno, hombre y mujer, reconocer y aceptar su identidad sexual. &lt;/i&gt;La&lt;i&gt; diferencia&lt;/i&gt; y la &lt;i&gt;complementariedad&lt;/i&gt; f&amp;#237;sicas, morales y espirituales, est&amp;#225;n orientadas a los bienes del matrimonio y al desarrollo de la vida familiar. La armon&amp;#237;a de la pareja humana y de la sociedad depende en parte de la manera en que son vividas entre los sexos la complementariedad, la necesidad y el apoyo mutuos &amp;#187;.&lt;sup&gt;496&lt;/sup&gt; Esta perspectiva lleva a considerar necesaria la&lt;i&gt; adecuaci&amp;#243;n&lt;/i&gt; del derecho positivo a la ley natural, seg&amp;#250;n la cual la &lt;i&gt;identidad sexual es indiscutible&lt;/i&gt;, porque es la condici&amp;#243;n objetiva para formar una pareja en el matrimonio.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;225 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La naturaleza del amor conyugal exige la estabilidad de la relaci&amp;#243;n matrimonial y su indisolubilidad&lt;/i&gt;. La falta de estos requisitos perjudica la relaci&amp;#243;n de amor exclusiva y total, propia del v&amp;#237;nculo matrimonial, trayendo consigo graves sufrimientos para los hijos e incluso efectos negativos para el tejido social.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La estabilidad y la indisolubilidad de la uni&amp;#243;n matrimonial no deben quedar confiadas exclusivamente a la intenci&amp;#243;n y al compromiso de los individuos: la responsabilidad en el cuidado y la promoci&amp;#243;n de la familia, como instituci&amp;#243;n natural y fundamental, precisamente en consideraci&amp;#243;n de sus aspectos vitales e irrenunciables, compete principalmente a toda la sociedad. La necesidad de conferir un car&amp;#225;cter institucional al matrimonio, fund&amp;#225;ndolo sobre un acto p&amp;#250;blico, social y jur&amp;#237;dicamente reconocido, deriva de exigencias b&amp;#225;sicas de naturaleza social.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La introducci&amp;#243;n del divorcio en las legislaciones civiles ha alimentado una visi&amp;#243;n relativista de la uni&amp;#243;n conyugal&lt;/i&gt; y se ha manifestado ampliamente como una &amp;#171; verdadera plaga social &amp;#187;.&lt;sup&gt;497&lt;/sup&gt; Las parejas que conservan y afianzan los bienes de la estabilidad y de la indisolubilidad &amp;#171; cumplen... de manera &amp;#250;til y valiente, el cometido a ellas confiado de ser un &amp;#8220;signo&amp;#8221; en el mundo &amp;#8212;un signo peque&amp;#241;o y precioso, a veces expuesto a la tentaci&amp;#243;n, pero siempre renovado&amp;#8212; de la incansable fidelidad con que Dios y Jesucristo aman a todos los hombres y a cada hombre &amp;#187;.&lt;sup&gt;498&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;226 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La Iglesia&lt;/i&gt;&lt;i&gt; no abandona a su suerte aquellos que, tras un divorcio, han vuelto a contraer matrimonio. La Iglesia ora por ellos, los anima en las dificultades de orden espiritual que se les presentan y los sostiene en la fe y en la esperanza&lt;/i&gt;. Por su parte, estas personas, en cuanto bautizados, pueden y deben participar en la vida de la Iglesia: se les exhorta a escuchar la Palabra de Dios, a frecuentar el sacrificio de la Misa, a perseverar en la oraci&amp;#243;n, a incrementar las obras de caridad y las iniciativas de la comunidad a favor de la justicia y de la paz, a educar a los hijos en la fe, a cultivar el esp&amp;#237;ritu y las obras de penitencia para implorar as&amp;#237;, d&amp;#237;a a d&amp;#237;a, la gracia de Dios.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La reconciliaci&amp;#243;n en el sacramento de la penitencia, &amp;#8212;que abrir&amp;#237;a el camino al sacramento eucar&amp;#237;stico&amp;#8212; puede concederse s&amp;#243;lo a aqu&amp;#233;llos que, arrepentidos, est&amp;#225;n sinceramente dispuestos a una forma de vida que ya no est&amp;#233; en contradicci&amp;#243;n con la indisolubilidad del matrimonio.&lt;sup&gt;499&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Actuando as&amp;#237;, la Iglesia profesa su propia fidelidad a Cristo y a su verdad; al mismo tiempo, se comporta con &amp;#225;nimo materno para con estos hijos suyos, especialmente con aquellos que sin culpa suya, han sido abandonados por su c&amp;#243;nyuge leg&amp;#237;timo. La Iglesia cree con firme convicci&amp;#243;n que incluso cuantos se han apartado del mandamiento del Se&amp;#241;or y persisten en ese estado, podr&amp;#225;n obtener de Dios la gracia de la conversi&amp;#243;n y de la salvaci&amp;#243;n si perseveran en la oraci&amp;#243;n, en la penitencia y en la caridad.&lt;sup&gt;500&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;227 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las uniones de hecho, cuyo n&amp;#250;mero ha ido progresivamente aumentando, se basan sobre un falso concepto de la libertad de elecci&amp;#243;n de los individuos&lt;/i&gt; &lt;sup&gt;501&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;y sobre una concepci&amp;#243;n privada del matrimonio y de la familia&lt;/i&gt;. El matrimonio no es un simple pacto de convivencia, sino una relaci&amp;#243;n con una dimensi&amp;#243;n social &amp;#250;nica respecto a las dem&amp;#225;s, ya que la familia, con el cuidado y la educaci&amp;#243;n de los hijos, se configura como el instrumento principal e insustituible para el crecimiento integral de toda persona y para su positiva inserci&amp;#243;n en la vida social.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La eventual equiparaci&amp;#243;n legislativa entre la familia y las &amp;#171; uniones de hecho &amp;#187; se traducir&amp;#237;a en un descr&amp;#233;dito del modelo de familia&lt;/i&gt;, que no se puede realizar en una relaci&amp;#243;n precaria entre personas,&lt;sup&gt;502&lt;/sup&gt; sino s&amp;#243;lo en una uni&amp;#243;n permanente originada en el matrimonio, es decir, en el pacto entre un hombre y una mujer, fundado sobre una elecci&amp;#243;n rec&amp;#237;proca y libre que implica la plena comuni&amp;#243;n conyugal orientada a la procreaci&amp;#243;n.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;228 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Un problema particular, vinculado a las uniones de hecho, es el que se refiere a la petici&amp;#243;n de reconocimiento jur&amp;#237;dico de las uniones homosexuales&lt;/i&gt;, objeto, cada vez m&amp;#225;s, de debate p&amp;#250;blico. S&amp;#243;lo una antropolog&amp;#237;a que responda a la plena verdad del hombre puede dar una respuesta adecuada al problema, que presenta diversos aspectos tanto en el plano social como eclesial.&lt;sup&gt;503&lt;/sup&gt; A la luz de esta antropolog&amp;#237;a se evidencia &amp;#171; qu&amp;#233; incongruente es la pretensi&amp;#243;n de atribuir una realidad &amp;#8220;conyugal&amp;#8221; a la uni&amp;#243;n entre personas del mismo sexo. Se opone a esto, ante todo, la imposibilidad objetiva de hacer fructificar el matrimonio mediante la transmisi&amp;#243;n de la vida, seg&amp;#250;n el proyecto inscrito por Dios en la misma estructura del ser humano. Asimismo, tambi&amp;#233;n se opone a ello la ausencia de los presupuestos para la complementariedad interpersonal querida por el Creador, tanto en el plano f&amp;#237;sico-biol&amp;#243;gico como en el eminentemente psicol&amp;#243;gico, entre el var&amp;#243;n y la mujer. &amp;#218;nicamente en la uni&amp;#243;n entre dos personas sexualmente diversas puede realizarse la perfecci&amp;#243;n de cada una de ellas, en una s&amp;#237;ntesis de unidad y mutua complementariedad ps&amp;#237;co-f&amp;#237;sica&amp;#187;.&lt;sup&gt;504&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La persona homosexual debe ser plenamente respetada en su dignidad&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;505&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;y animada a seguir el plan de Dios con un esfuerzo especial en el ejercicio de la castidad&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;506&lt;/sup&gt; Este respeto no significa la legitimaci&amp;#243;n de comportamientos contrarios a la ley moral ni, mucho menos, el reconocimiento de un derecho al matrimonio entre personas del mismo sexo, con la consiguiente equiparaci&amp;#243;n de estas uniones con la familia: &lt;sup&gt;507&lt;/sup&gt; &amp;#171; Si, desde el punto de vista legal, el casamiento entre dos personas de sexo diferente fuese s&amp;#243;lo considerado como uno de los matrimonios posibles, el concepto de matrimonio sufrir&amp;#237;a un cambio radical, con grave deterioro del bien com&amp;#250;n. Poniendo la uni&amp;#243;n homosexual en un plano jur&amp;#237;dico an&amp;#225;logo al del matrimonio o al de la familia, el Estado act&amp;#250;a arbitrariamente y entra en contradicci&amp;#243;n con sus propios deberes &amp;#187;.&lt;sup&gt;508&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;229 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La solidez del n&amp;#250;cleo familiar es un recurso determinante para la calidad de la convivencia social. Por ello la comunidad civil no puede permanecer indiferente ante las tendencias disgregadoras que minan en la base sus propios fundamentos&lt;/i&gt;. Si una legislaci&amp;#243;n puede en ocasiones tolerar comportamientos moralmente inaceptables,&lt;sup&gt;509&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; no debe jam&amp;#225;s debilitar el reconocimiento del matrimonio monog&amp;#225;mico indisoluble, como &amp;#250;nica forma aut&amp;#233;ntica de la familia&lt;/i&gt;. Es necesario, por tanto, que las autoridades p&amp;#250;blicas &amp;#171; resistiendo a las tendencias disgregadoras de la misma sociedad y nocivas para la dignidad, seguridad y bienestar de los ciudadanos, procuren que la opini&amp;#243;n p&amp;#250;blica no sea llevada a menospreciar la importancia institucional del matrimonio y de la familia &amp;#187;.&lt;sup&gt;510&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Es tarea de la comunidad cristiana y de todos aquellos que se preocupan sinceramente por el bien de la sociedad, reafirmar que &amp;#171; la familia constituye, m&amp;#225;s que una unidad jur&amp;#237;dica, social y econ&amp;#243;mica, una comunidad de amor y de solidaridad, insustituible para la ense&amp;#241;anza y transmisi&amp;#243;n de los valores culturales, &amp;#233;ticos, sociales, espirituales y religiosos, esenciales para el desarrollo y bienestar de los propios miembros y de la sociedad &amp;#187;.&lt;sup&gt;511&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="La_familia_es_el_santuario_de_la_vida"&gt;&lt;b&gt;La familia es el santuario de la vida&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;230 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El amor conyugal est&amp;#225; por su naturaleza abierto a la acogida de la vida&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;512&lt;/sup&gt; En la tarea procreadora se revela de forma eminente la dignidad del ser humano, llamado a hacerse int&amp;#233;rprete de la bondad y de la fecundidad que proviene de Dios: &amp;#171; La paternidad y la maternidad humanas, a&amp;#250;n siendo &lt;i&gt;biol&amp;#243;gicamente parecidas&lt;/i&gt; a las de otros seres de la naturaleza, tienen en s&amp;#237; mismas, de manera esencial y exclusiva, una &amp;#8220;&lt;i&gt;semejanza&lt;/i&gt;&amp;#8221; &lt;i&gt;con Dios&lt;/i&gt;, sobre la que se funda la familia, entendida como comunidad de vida humana, como comunidad de personas unidas en el amor (&lt;i&gt;communio personarum&lt;/i&gt;) &amp;#187;.&lt;sup&gt;513&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La procreaci&amp;#243;n expresa la subjetividad social de la familia e inicia un dinamismo de amor y de solidaridad entre las generaciones que constituye la base de la sociedad&lt;/i&gt;. Es necesario redescubrir el valor social de&lt;i&gt; part&amp;#237;cula&lt;/i&gt; del bien com&amp;#250;n insita en cada nuevo ser humano: cada ni&amp;#241;o &amp;#171; hace de s&amp;#237; mismo un don a los hermanos, hermanas, padres, a toda la familia.&lt;i&gt; Su vida se convierte en don para los mismos donantes de la vida,&lt;/i&gt; los cuales no dejar&amp;#225;n de sentir la presencia del hijo, su participaci&amp;#243;n en la vida de ellos, su aportaci&amp;#243;n a su bien com&amp;#250;n y al de la comunidad familiar &amp;#187;.&lt;sup&gt;514&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;231 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La familia fundada en el matrimonio es verdaderamente el santuario de la vida,&lt;/i&gt; &amp;#171; el &amp;#225;mbito donde la vida, don de Dios, puede ser acogida y protegida de manera adecuada contra los m&amp;#250;ltiples ataques a los que est&amp;#225; expuesta, y puede desarrollarse seg&amp;#250;n las exigencias de un aut&amp;#233;ntico crecimiento humano &amp;#187;.&lt;sup&gt;515&lt;/sup&gt; La funci&amp;#243;n de la familia es determinante e insustituible en la promoci&amp;#243;n y construcci&amp;#243;n de la cultura de la vida,&lt;sup&gt;516&lt;/sup&gt; contra la difusi&amp;#243;n de una &amp;#171; &amp;#8220;anticivilizaci&amp;#243;n&amp;#8221; destructora, como demuestran hoy tantas tendencias y situaciones de hecho &amp;#187;.&lt;sup&gt;517&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Las familias cristianas tienen, en virtud del sacramento recibido, la peculiar misi&amp;#243;n de ser testigos y anunciadoras del Evangelio de la vida&lt;/i&gt;. Es un compromiso que adquiere, en la sociedad, el valor de verdadera y valiente profec&amp;#237;a. Por este motivo, &amp;#171; servir el&lt;i&gt; Evangelio de la vida&lt;/i&gt; supone que las familias, participando especialmente en asociaciones familiares, trabajan para que las leyes e instituciones del Estado no violen de ning&amp;#250;n modo el derecho a la vida, desde la concepci&amp;#243;n hasta la muerte natural, sino que la defiendan y promuevan &amp;#187;.&lt;sup&gt;518&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;232 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La familia contribuye de modo eminente al bien social por medio de la paternidad y la maternidad responsables, formas peculiares de la especial participaci&amp;#243;n de los c&amp;#243;nyuges en la obra creadora de Dios&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;519&lt;/sup&gt; La carga que conlleva esta responsabilidad, no se puede invocar para justificar posturas ego&amp;#237;stas, sino que debe guiar las opciones de los c&amp;#243;nyuges hacia una generosa acogida de la vida: &amp;#171; En relaci&amp;#243;n con las condiciones f&amp;#237;sicas, econ&amp;#243;micas, psicol&amp;#243;gicas y sociales, la paternidad responsable se pone en pr&amp;#225;ctica, ya sea con la deliberaci&amp;#243;n ponderada y generosa de tener una familia numerosa, ya sea con la decisi&amp;#243;n, tomada por graves motivos y en el respeto de la ley moral, de evitar un nuevo nacimiento durante&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;alg&amp;#250;n tiempo o por tiempo indefinido &amp;#187;.&lt;sup&gt;520&lt;/sup&gt; Las motivaciones que deben guiar a los esposos en el ejercicio responsable de la paternidad y de la maternidad, derivan del pleno reconocimiento de los propios deberes hacia Dios, hacia s&amp;#237; mismos, hacia la familia y hacia la sociedad, en una justa jerarqu&amp;#237;a de valores.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;233 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En cuanto a los &amp;#171; medios &amp;#187; para la procreaci&amp;#243;n responsable, se han de rechazar como moralmente il&amp;#237;citos tanto la esterilizaci&amp;#243;n como el aborto&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;521&lt;/sup&gt; Este &amp;#250;ltimo, en particular, es un delito abominable y constituye siempre un desorden moral particularmente grave; &lt;sup&gt;522&lt;/sup&gt; lejos de ser un derecho, es m&amp;#225;s bien un triste fen&amp;#243;meno que contribuye gravemente a la difusi&amp;#243;n de una mentalidad contra la vida, amenazando peligrosamente la convivencia social justa y democr&amp;#225;tica.&lt;sup&gt;523&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Se ha de rechazar tambi&amp;#233;n el recurso a los medios contraceptivos en sus diversas formas&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;524&lt;/sup&gt;&lt;i&gt; Este rechazo deriva de una concepci&amp;#243;n correcta e &amp;#237;ntegra de la persona y de la sexualidad humana&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;525&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;y tiene el valor de una instancia moral en defensa del verdadero desarrollo de los pueblos&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;526&lt;/sup&gt; Las mismas razones de orden antropol&amp;#243;gico, justifican, en cambio, como l&amp;#237;cito el recurso a la abstinencia en los per&amp;#237;odos de fertilidad femenina.&lt;sup&gt;527&lt;/sup&gt; Rechazar la contracepci&amp;#243;n y recurrir a los m&amp;#233;todos naturales de regulaci&amp;#243;n de la natalidad comporta la decisi&amp;#243;n de vivir las relaciones interpersonales entre los c&amp;#243;nyuges con rec&amp;#237;proco respeto y total acogida; de ah&amp;#237; derivar&amp;#225;n tambi&amp;#233;n consecuencias positivas para la realizaci&amp;#243;n de un orden social m&amp;#225;s humano.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;234 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El juicio acerca del intervalo entre los nacimientos y el n&amp;#250;mero de los hijos corresponde solamente a los esposos&lt;/i&gt;. Este es uno de sus derechos inalienables, que ejercen ante Dios, considerando los deberes para consigo mismos, con los hijos ya nacidos, la familia y la sociedad.&lt;sup&gt;528&lt;/sup&gt; La intervenci&amp;#243;n del poder p&amp;#250;blico, en el &amp;#225;mbito de su competencia, para la difusi&amp;#243;n de una informaci&amp;#243;n apropiada y la adopci&amp;#243;n de oportunas medidas demogr&amp;#225;ficas, debe cumplirse respetando las personas y la libertad de las parejas: no puede jam&amp;#225;s sustituir sus decisiones; &lt;sup&gt;529&lt;/sup&gt; tanto menos lo pueden hacer las diversas organizaciones que trabajan en este campo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Son moralmente condenables, como atentados a la dignidad de la persona y de la familia, los programas de ayuda econ&amp;#243;mica destinados a financiar campa&amp;#241;as de esterilizaci&amp;#243;n y anticoncepci&amp;#243;n o subordinados a la aceptaci&amp;#243;n de dichas campa&amp;#241;as&lt;/i&gt;. La soluci&amp;#243;n de las cuestiones relacionadas con el crecimiento demogr&amp;#225;fico se debe buscar, m&amp;#225;s bien, respetando contempor&amp;#225;neamente la moral sexual y la social, promoviendo una mayor justicia y una aut&amp;#233;ntica solidaridad para dar en todas partes dignidad a la vida, comenzando por las condiciones econ&amp;#243;micas, sociales y culturales.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;235 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El deseo de maternidad y paternidad no justifica ning&amp;#250;n &amp;#171; derecho al hijo &amp;#187;, en cambio, son evidentes los derechos de quien a&amp;#250;n no ha nacido, al que se deben garantizar las mejores condiciones de existencia, mediante la estabilidad de la familia fundada sobre el matrimonio y la complementariedad de las dos figuras, paterna y materna&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;530&lt;/sup&gt; El acelerado desarrollo de la investigaci&amp;#243;n y de sus aplicaciones t&amp;#233;cnicas en el campo de la reproducci&amp;#243;n, plantea nuevas y delicadas cuestiones que exigen la intervenci&amp;#243;n de la sociedad y la existencia de normas que regulen este &amp;#225;mbito de la convivencia humana.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Es necesario reafirmar que no son moralmente aceptables todas aquellas&lt;i&gt; t&amp;#233;cnicas de reproducci&amp;#243;n &lt;/i&gt;&amp;#8212;como la donaci&amp;#243;n de esperma o de &amp;#243;vulos; la maternidad sustitutiva; la fecundaci&amp;#243;n artificial heter&amp;#243;loga&amp;#8212; en las que se recurre al &amp;#250;tero o a los gametos de personas extra&amp;#241;as a los c&amp;#243;nyuges. Estas pr&amp;#225;cticas da&amp;#241;an el derecho del hijo a nacer de un padre y de una madre que lo sean tanto desde el punto de vista biol&amp;#243;gico como jur&amp;#237;dico. Tambi&amp;#233;n son reprobables las pr&amp;#225;cticas que separan el acto unitivo del procreativo mediante t&amp;#233;cnicas de laboratorio, como la inseminaci&amp;#243;n y la fecundaci&amp;#243;n artificial hom&amp;#243;loga, de forma que el hijo aparece m&amp;#225;s como el resultado de un acto t&amp;#233;cnico, que como el fruto natural del acto humano de donaci&amp;#243;n plena y total de los esposos.&lt;sup&gt;531&lt;/sup&gt; Evitar el recurso a las diversas formas de la llamada &lt;i&gt;procreaci&amp;#243;n asistida&lt;/i&gt;, la cual sustituye el acto conyugal, significa respetar &amp;#8212;tanto en los mismos padres como en los hijos que pretenden generar&amp;#8212; la dignidad integral de la persona humana.&lt;sup&gt;532&lt;/sup&gt; Son l&amp;#237;citos, en cambio, los medios que se configuran como ayuda al acto conyugal o en orden a lograr sus efectos.&lt;sup&gt;533&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;236 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una cuesti&amp;#243;n de particular importancia social y cultural, por las m&amp;#250;ltiples y graves implicaciones morales que presenta, es la clonaci&amp;#243;n humana, t&amp;#233;rmino que, de por s&amp;#237;, en sentido general, significa reproducci&amp;#243;n de una entidad biol&amp;#243;gica gen&amp;#233;ticamente id&amp;#233;ntica a la originante.&lt;/i&gt; La clonaci&amp;#243;n ha adquirido, tanto en el pensamiento como en la praxis experimental, diversos significados que suponen, a su vez, procedimientos diversos desde el punto de vista de las modalidades t&amp;#233;cnicas de realizaci&amp;#243;n, as&amp;#237; como finalidades diferentes. Puede significar la simple&lt;i&gt; replicaci&amp;#243;n&lt;/i&gt; en laboratorio de c&amp;#233;lulas o de porciones de ADN. Pero hoy espec&amp;#237;ficamente se entiende por clonaci&amp;#243;n la reproducci&amp;#243;n de individuos, en estado embrional, con modalidades diversas de la fecundaci&amp;#243;n natural y en modo que sean gen&amp;#233;ticamente id&amp;#233;nticos al individuo del que se originan. Este tipo de clonaci&amp;#243;n puede tener una finalidad&lt;i&gt; reproductiva&lt;/i&gt; de embriones humanos o una finalidad, llamada&lt;i&gt; terap&amp;#233;utica,&lt;/i&gt; que tiende a utilizar estos embriones para fines de investigaci&amp;#243;n cient&amp;#237;fica o, m&amp;#225;s espec&amp;#237;ficamente, para la producci&amp;#243;n de c&amp;#233;lulas estaminales.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Desde el punto de vista &amp;#233;tico, la simple&lt;i&gt; replicaci&amp;#243;n&lt;/i&gt; de c&amp;#233;lulas normales o de porciones del ADN no presenta problemas particulares. Muy diferente es el juicio del Magisterio acerca de la clonaci&amp;#243;n propiamente dicha. &amp;#201;sta es contraria a la dignidad de la procreaci&amp;#243;n humana porque se realiza en ausencia total del acto de amor personal entre los esposos, trat&amp;#225;ndose de una reproducci&amp;#243;n ag&amp;#225;mica y asexual.&lt;sup&gt;534&lt;/sup&gt; En segundo lugar, este tipo de reproducci&amp;#243;n representa una forma de dominio total sobre el individuo reproducido por parte de quien lo reproduce.&lt;sup&gt;535&lt;/sup&gt; El hecho que la clonaci&amp;#243;n se realice para reproducir embriones de los cuales extraer c&amp;#233;lulas que puedan usarse con fines terap&amp;#233;uticos no aten&amp;#250;a la gravedad moral, porque adem&amp;#225;s para extraer tales c&amp;#233;lulas el embri&amp;#243;n primero debe ser producido y despu&amp;#233;s eliminado.&lt;sup&gt;536&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;237 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los padres, como ministros de la vida, nunca deben olvidar que la dimensi&amp;#243;n espiritual de la procreaci&amp;#243;n merece una consideraci&amp;#243;n superior a la reservada a cualquier otro aspecto&lt;/i&gt;: &amp;#171; La paternidad y la maternidad representan&lt;i&gt; un cometido de naturaleza no simplemente f&amp;#237;sica, sino espiritual&lt;/i&gt;; en efecto, por ellas pasa la genealog&amp;#237;a de la persona, que tiene su inicio eterno en Dios y que debe conducir a &amp;#201;l &amp;#187;.&lt;sup&gt;537&lt;/sup&gt; Acogiendo la vida humana en la unidad de sus dimensiones, f&amp;#237;sicas y espirituales, las familias contribuyen a la &amp;#171; &lt;i&gt;comuni&amp;#243;n de las generaciones&lt;/i&gt; &amp;#187;, y dan as&amp;#237; una contribuci&amp;#243;n esencial e insustituible al desarrollo de la sociedad. Por esta raz&amp;#243;n, &amp;#171; la familia tiene derecho a la asistencia de la sociedad en lo referente a sus deberes en la procreaci&amp;#243;n y educaci&amp;#243;n de los hijos. Las parejas casadas con familia numerosa, tienen derecho a una ayuda adecuada y no deben ser discriminadas &amp;#187;.&lt;sup&gt;538&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;c) &lt;a name="La_tarea_educativa"&gt;&lt;b&gt;La tarea educativa&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;238 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Con la obra educativa, la familia forma al hombre en la plenitud de su dignidad, seg&amp;#250;n todas sus dimensiones, comprendida la social&lt;/i&gt;. La familia constituye &amp;#171; una comunidad de amor y de solidaridad, insustituible para la ense&amp;#241;anza y transmisi&amp;#243;n de los valores culturales, &amp;#233;ticos, sociales, espirituales y religiosos, esenciales para el desarrollo y bienestar de sus propios miembros y de la sociedad &amp;#187;.&lt;sup&gt;539&lt;/sup&gt; Cumpliendo con su misi&amp;#243;n educativa, la familia contribuye al bien com&amp;#250;n y constituye la primera escuela de virtudes sociales, de la que todas las sociedades tienen necesidad.&lt;sup&gt;540&lt;/sup&gt; La familia ayuda a que las personas desarrollen su libertad y su responsabilidad, premisas indispensables para asumir cualquier tarea en la sociedad. Adem&amp;#225;s, con la educaci&amp;#243;n se comunican algunos valores fundamentales, que deben ser asimilados por cada persona, necesarios para ser ciudadanos libres, honestos y responsables.&lt;sup&gt;541&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;239 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La familia tiene una funci&amp;#243;n original e insustituible en la educaci&amp;#243;n de los hijos&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;542&lt;/sup&gt; El amor de los padres, que se pone al servicio de los hijos para ayudarles a extraer de ellos (&amp;#171;e-ducere&amp;#187;) lo mejor de s&amp;#237; mismos, encuentra su plena realizaci&amp;#243;n precisamente en la tarea educativa: &amp;#171; El amor de los padres se transforma de &lt;i&gt;fuente &lt;/i&gt;en&lt;i&gt; alma &lt;/i&gt;y, por consiguiente, en &lt;i&gt;norma&lt;/i&gt; que inspira y gu&amp;#237;a toda la acci&amp;#243;n educativa concreta, enriqueci&amp;#233;ndola con los valores de dulzura, constancia, bondad, servicio, desinter&amp;#233;s, esp&amp;#237;ritu de sacrificio, que son el fruto m&amp;#225;s precioso del amor &amp;#187;.&lt;sup&gt;543&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;El derecho y el deber de los padres a la educaci&amp;#243;n de la prole se debe considerar &amp;#171; como &lt;i&gt;esencial&lt;/i&gt;, relacionado como est&amp;#225; con la transmisi&amp;#243;n de la vida humana; como &lt;i&gt;original y primario&lt;/i&gt;, respecto al deber educativo de los dem&amp;#225;s, por la unicidad de la relaci&amp;#243;n de amor que subsiste entre padres e hijos; como&lt;i&gt; insustituible&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;inalienable&lt;/i&gt;, y... por consiguiente, no puede ser totalmente delegado o usurpado por otros &amp;#187;.&lt;sup&gt;544&lt;/sup&gt; Los padres tiene el derecho y el deber de impartir una educaci&amp;#243;n religiosa y una formaci&amp;#243;n moral a sus hijos: &lt;sup&gt;545&lt;/sup&gt; derecho que no puede ser cancelado por el Estado, antes bien, debe ser respetado y promovido. Es un deber primario, que la familia no puede descuidar o delegar.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;240 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los padres son los primeros, pero no los &amp;#250;nicos, educadores de sus hijos. Corresponde a ellos, por tanto, ejercer con sentido de responsabilidad, la labor educativa en estrecha y vigilante colaboraci&amp;#243;n con los organismos civiles y eclesiales&lt;/i&gt;: &amp;#171; La misma dimensi&amp;#243;n comunitaria, civil y eclesial, del hombre exige y conduce a una acci&amp;#243;n m&amp;#225;s amplia y articulada, fruto de la colaboraci&amp;#243;n ordenada de las diversas fuerzas educativas. &amp;#201;stas son necesarias, aunque cada una puede y debe intervenir con su competencia y con su contribuci&amp;#243;n propias &amp;#187;.&lt;sup&gt;546&lt;/sup&gt; Los padres tienen el derecho a elegir los instrumentos formativos conformes a sus propias convicciones y a buscar los medios que puedan ayudarles mejor en su misi&amp;#243;n educativa, incluso en el &amp;#225;mbito espiritual y religioso. Las autoridades p&amp;#250;blicas tienen la obligaci&amp;#243;n de garantizar este derecho y de asegurar las condiciones concretas que permitan su ejercicio.&lt;sup&gt;547&lt;/sup&gt; En este contexto, se sit&amp;#250;a el tema de la colaboraci&amp;#243;n entre familia e instituci&amp;#243;n escolar.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;241 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los padres tienen el derecho de fundar y sostener instituciones educativas&lt;/i&gt;. Por su parte, las autoridades p&amp;#250;blicas deben cuidar que &amp;#171; las subvenciones estatales se repartan de tal manera que los padres sean verdaderamente libres para ejercer su derecho, sin tener que soportar cargas injustas. Los padres no deben soportar, directa o indirectamente, aquellas cargas suplementarias que impiden o limitan injustamente el ejercicio de esta libertad &amp;#187;.&lt;sup&gt;548&lt;/sup&gt; Ha de considerarse una injusticia el rechazo de apoyo econ&amp;#243;mico p&amp;#250;blico a las escuelas no estatales que tengan necesidad de &amp;#233;l y ofrezcan un servicio a la sociedad civil: &amp;#171; Cuando el Estado reivindica el monopolio escolar, va m&amp;#225;s all&amp;#225; de sus derechos y conculca la justicia... El Estado no puede, sin cometer injusticia, limitarse a tolerar las escuelas llamadas privadas. &amp;#201;stas presentan un servicio p&amp;#250;blico y tienen, por consiguiente, el derecho a ser ayudadas econ&amp;#243;micamente &amp;#187;.&lt;sup&gt;549&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;242 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La familia tiene la responsabilidad de ofrecer una educaci&amp;#243;n integral&lt;/i&gt;. En efecto, la verdadera educaci&amp;#243;n &amp;#171; se propone la formaci&amp;#243;n de la persona humana en orden a su fin &amp;#250;ltimo y al bien de las sociedades, de las que el hombre es miembro y en cuyas responsabilidades participar&amp;#225; cuando llegue a ser adulto &amp;#187;.&lt;sup&gt;550&lt;/sup&gt; Esta integridad queda asegurada cuando &amp;#8212;con el testimonio de vida y con la palabra&amp;#8212; se educa a los hijos al di&amp;#225;logo, al encuentro, a la sociabilidad, a la legalidad, a la solidaridad y a la paz, mediante el cultivo de las virtudes fundamentales de la justicia y de la caridad.&lt;sup&gt;551&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;En la educaci&amp;#243;n de los hijos, las funciones materna y paterna son igualmente necesarias&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;552&lt;/sup&gt; Por lo tanto, los padres deben obrar siempre conjuntamente. Ejercer&amp;#225;n la autoridad con respeto y delicadeza, pero tambi&amp;#233;n con firmeza y vigor: debe ser una autoridad cre&amp;#237;ble, coherente, sabia y siempre orientada al bien integral de los hijos.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;243 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Los padres tienen una particular responsabilidad en la esfera de la educaci&amp;#243;n sexual&lt;/i&gt;. Es de fundamental importancia, para un crecimiento arm&amp;#243;nico, que los hijos aprendan de modo ordenado y progresivo el significado de la sexualidad y aprendan a apreciar los valores humanos y morales a ella asociados: &amp;#171; Por los v&amp;#237;nculos estrechos que hay entre la dimensi&amp;#243;n sexual de la persona y sus valores &amp;#233;ticos, esta educaci&amp;#243;n debe llevar a los hijos a conocer y estimar las normas morales como garant&amp;#237;a necesaria y preciosa para un crecimiento personal y responsable en la sexualidad humana &amp;#187;.&lt;sup&gt;553&lt;/sup&gt; Los padres tienen la obligaci&amp;#243;n de verificar las modalidades en que se imparte la educaci&amp;#243;n sexual en las instituciones educativas, con el fin de controlar que un tema tan importante y delicado sea tratado en forma apropiada.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;d) &lt;a name="Dignidad_y_derechos_de_los_ni&amp;#241;os"&gt;&lt;b&gt;Dignidad y derechos de los ni&amp;#241;os&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;244 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La doctrina social de la Iglesia indica constantemente la exigencia de respetar la dignidad de los ni&amp;#241;os&lt;/i&gt;. &amp;#171; En la familia, comunidad de personas, debe reservarse una atenci&amp;#243;n especial&amp;#237;sima al ni&amp;#241;o, desarrollando una profunda estima por su dignidad personal, as&amp;#237; como un gran respeto y un generoso servicio a sus derechos. Esto vale respecto a todo ni&amp;#241;o, pero adquiere una urgencia singular cuando el ni&amp;#241;o es peque&amp;#241;o y necesita de todo, est&amp;#225; enfermo, delicado o es minusv&amp;#225;lido &amp;#187;.&lt;sup&gt;554&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Los derechos de los ni&amp;#241;os deben ser protegidos por los ordenamientos jur&amp;#237;dicos&lt;/i&gt;. Es necesario, sobre todo, el reconocimiento p&amp;#250;blico en todos los pa&amp;#237;ses del valor social de la infancia: &amp;#171; Ning&amp;#250;n pa&amp;#237;s del mundo, ning&amp;#250;n sistema pol&amp;#237;tico, puede pensar en el propio futuro de modo diverso si no es a trav&amp;#233;s de la imagen de estas nuevas generaciones, que tomar&amp;#225;n de sus padres el m&amp;#250;ltiple patrimonio de los valores, de los deberes, de las aspiraciones de la Naci&amp;#243;n a la que pertenecen, junto con el de toda la familia humana &amp;#187;.&lt;sup&gt;555&lt;/sup&gt; El primer derecho del ni&amp;#241;o es &amp;#171; a nacer en una familia verdadera &amp;#187;,&lt;sup&gt;556&lt;/sup&gt; un derecho cuyo respeto ha sido siempre problem&amp;#225;tico y que hoy conoce nuevas formas de violaci&amp;#243;n debidas al desarrollo de las t&amp;#233;cnicas gen&amp;#233;ticas.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;245 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La situaci&amp;#243;n de gran parte de los ni&amp;#241;os en el mundo dista mucho de ser satisfactoria, por la falta de condiciones que favorezcan su desarrollo integral, a pesar de la existencia de un espec&amp;#237;fico instrumento jur&amp;#237;dico internacional para tutelar los derechos del ni&amp;#241;o&lt;/i&gt;,&lt;sup&gt;557&lt;/sup&gt; ratificado por la casi totalidad de los miembros de la comunidad internacional. Se trata de condiciones vinculadas a la carencia de servicios de salud, de una alimentaci&amp;#243;n adecuada, de posibilidades de recibir un m&amp;#237;nimo de formaci&amp;#243;n escolar y de una casa. Siguen sin resolverse adem&amp;#225;s algunos problemas grav&amp;#237;simos: el tr&amp;#225;fico de ni&amp;#241;os, el trabajo infantil, el fen&amp;#243;meno de los &amp;#171; ni&amp;#241;os de la calle &amp;#187;, el uso de ni&amp;#241;os en conflictos armados, el matrimonio de las ni&amp;#241;as, la utilizaci&amp;#243;n de ni&amp;#241;os para el comercio de material pornogr&amp;#225;fico, incluso a trav&amp;#233;s de los m&amp;#225;s modernos y sofisticados instrumentos de comunicaci&amp;#243;n social. Es indispensable combatir, a nivel nacional e internacional, las violaciones de la dignidad de los ni&amp;#241;os y de las ni&amp;#241;as causadas por la explotaci&amp;#243;n sexual, por las personas dedicadas a la pedofilia y por las violencias de todo tipo infligidas a estas personas humanas, las m&amp;#225;s indefensas.&lt;sup&gt;558&lt;/sup&gt; Se trata de actos delictivos que deben ser combatidos eficazmente con adecuadas medidas preventivas y penales, mediante una acci&amp;#243;n firme por parte de las diversas autoridades.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;IV. LA FAMILIA,       &lt;br /&gt;PROTAGONISTA DE LA VIDA SOCIAL&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;a) &lt;a name="Solidaridad_familiar"&gt;&lt;b&gt;Solidaridad familiar&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;246 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La subjetividad social de las familias, tanto individualmente como asociadas, se expresa tambi&amp;#233;n con manifestaciones de solidaridad y ayuda mutua, no s&amp;#243;lo entre las mismas familias, sino tambi&amp;#233;n mediante diversas formas de participaci&amp;#243;n en la vida social y pol&amp;#237;tica&lt;/i&gt;. Se trata de la consecuencia de la realidad familiar fundada en el amor: naciendo del amor y creciendo en &amp;#233;l, la solidaridad pertenece a la familia como elemento constitutivo y estructural.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Es una solidaridad que puede asumir el rostro del servicio y de la atenci&amp;#243;n a cuantos viven en la pobreza y en la indigencia, a los hu&amp;#233;rfanos, a los minusv&amp;#225;lidos, a los enfermos, a los ancianos, a quien est&amp;#225; de luto, a cuantos viven en la confusi&amp;#243;n, en la soledad o en el abandono; una solidaridad que se abre a la acogida, a la tutela o a la adopci&amp;#243;n; que sabe hacerse voz ante las instituciones de cualquier situaci&amp;#243;n de carencia, para que intervengan seg&amp;#250;n sus finalidades espec&amp;#237;ficas.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;247 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Las familias, lejos de ser s&amp;#243;lo objeto de la acci&amp;#243;n pol&amp;#237;tica, pueden y deben ser sujeto de esta actividad,&lt;/i&gt; moviliz&amp;#225;ndose para &amp;#171; procurar que las leyes y las instituciones del Estado no s&amp;#243;lo no ofendan, sino que sostengan y defiendan positivamente los derechos y deberes de la familia. En este sentido, las familias deben crecer en la conciencia de ser &amp;#8220;protagonistas&amp;#8221; de la llamada &amp;#8220;pol&amp;#237;tica familiar&amp;#8221; y asumir la responsabilidad de transformar la sociedad &amp;#187;.&lt;sup&gt;559&lt;/sup&gt; Con este fin, se ha de reforzar el asociacionismo familiar: &amp;#171; Las familias tienen el derecho de formar asociaciones con otras familias e instituciones, con el fin de cumplir la tarea familiar de manera apropiada y eficaz, as&amp;#237; como defender los derechos, fomentar el bien y representar los intereses de la familia. En el orden econ&amp;#243;mico, social, jur&amp;#237;dico y cultural, las familias y las asociaciones familiares deben ver reconocido su propio papel en la planificaci&amp;#243;n y el desarrollo de programas que afectan a la vida familiar &amp;#187;.&lt;sup&gt;560&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;b) &lt;a name="Familia,_vida_econ&amp;#243;mica_y_trabajo"&gt;&lt;b&gt;Familia, vida econ&amp;#243;mica y trabajo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;248 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;La relaci&amp;#243;n que se da entre la familia y la vida econ&amp;#243;mica es particularmente significativa&lt;/i&gt;. Por una parte, en efecto, la&lt;i&gt; &amp;#171; eco-nom&amp;#237;a &amp;#187;&lt;/i&gt; naci&amp;#243; del trabajo dom&amp;#233;stico: la casa ha sido por mucho tiempo, y todav&amp;#237;a &amp;#8212;en muchos lugares&amp;#8212; lo sigue siendo, unidad de producci&amp;#243;n y centro de vida. El dinamismo de la vida econ&amp;#243;mica, por otra parte, se desarrolla a partir de la iniciativa de las personas y se realiza, como c&amp;#237;rculos conc&amp;#233;ntricos, en redes cada vez m&amp;#225;s amplias de producci&amp;#243;n e intercambio de bienes y servicios, que involucran de forma creciente a las familias. La familia, por tanto, debe ser considerada protagonista esencial de la vida econ&amp;#243;mica, orientada no por la l&amp;#243;gica del mercado, sino seg&amp;#250;n la l&amp;#243;gica del compartir y de la solidaridad entre las generaciones.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;249 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Una relaci&amp;#243;n muy particular une a la familia con el trabajo&lt;/i&gt;: &amp;#171; La familia constituye uno de los puntos de referencia m&amp;#225;s importantes, seg&amp;#250;n los cuales debe formarse el orden socio-&amp;#233;tico del trabajo humano &amp;#187;.&lt;sup&gt;561&lt;/sup&gt; Esta relaci&amp;#243;n hunde sus ra&amp;#237;ces en la conexi&amp;#243;n que existe entre la persona y su derecho a poseer el fruto de su trabajo y ata&amp;#241;e no s&amp;#243;lo a la persona como individuo, sino tambi&amp;#233;n como miembro de una familia, entendida como &amp;#171; &lt;i&gt;sociedad dom&amp;#233;stica&lt;/i&gt; &amp;#187;.&lt;sup&gt;562&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;El trabajo es esencial en cuanto representa la condici&amp;#243;n que hace posible la fundaci&amp;#243;n de una familia, cuyos medios de subsistencia se adquieren mediante el trabajo&lt;/i&gt;. El trabajo condiciona tambi&amp;#233;n el proceso de desarrollo de las personas, porque una familia afectada por la desocupaci&amp;#243;n, corre el peligro de no realizar plenamente sus finalidades.&lt;sup&gt;563&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;La aportaci&amp;#243;n que la familia puede ofrecer a la realidad del trabajo es preciosa, y por muchas razones, insustituible&lt;/i&gt;. Se trata de una contribuci&amp;#243;n que se expresa tanto en t&amp;#233;rminos econ&amp;#243;micos como a trav&amp;#233;s de los vastos recursos de solidaridad que la familia posee. Estos &amp;#250;ltimos constituyen un apoyo importante para quien, en la familia, se encuentra sin trabajo o est&amp;#225; buscando una ocupaci&amp;#243;n. Pero m&amp;#225;s radicalmente a&amp;#250;n, es una contribuci&amp;#243;n que se realiza con la educaci&amp;#243;n al sentido del trabajo y mediante el ofrecimiento de orientaciones y apoyos ante las mismas decisiones profesionales.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;250 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Para tutelar esta relaci&amp;#243;n entre familia y trabajo, un elemento importante que se ha de apreciar y salvaguardar es el salario familiar&lt;/i&gt;, es decir, un salario suficiente que permita mantener y vivir dignamente a la familia.&lt;sup&gt;564&lt;/sup&gt; Este salario debe permitir un cierto ahorro que favorezca la adquisici&amp;#243;n de alguna forma de propiedad, como garant&amp;#237;a de libertad. El derecho a la propiedad se encuentra estrechamente ligado a la existencia de la familia, que se protege de las necesidades gracias tambi&amp;#233;n al ahorro y a la creaci&amp;#243;n de una propiedad familiar.&lt;sup&gt;565&lt;/sup&gt; Diversas pueden ser las formas de llevar a efecto el salario familiar. Contribuyen a determinarlo algunas medidas sociales importantes, como los subsidios familiares y otras prestaciones por las personas a cargo, as&amp;#237; como la remuneraci&amp;#243;n del trabajo en el hogar de uno de los padres.&lt;sup&gt;566&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;251 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;En la relaci&amp;#243;n entre la familia y el trabajo, una atenci&amp;#243;n especial se reserva al trabajo de la mujer en la familia&lt;/i&gt;, o &lt;i&gt;labores de cuidado familiar&lt;/i&gt;, que implica tambi&amp;#233;n las responsabilidades del hombre como marido y padre. Las labores de cuidado familiar, comenzando por las de la madre, precisamente porque est&amp;#225;n orientadas y dedicadas al servicio de la calidad de la vida, constituyen un tipo de actividad laboral eminentemente personal y personalizante, que debe ser socialmente reconocida y valorada,&lt;sup&gt;567&lt;/sup&gt; incluso mediante una retribuci&amp;#243;n econ&amp;#243;mica al menos semejante a la de otras labores.&lt;sup&gt;568&lt;/sup&gt; Al mismo tiempo, es necesario que se eliminen todos los obst&amp;#225;culos que impiden a los esposos ejercer libremente su responsabilidad procreativa y, en especial, los que impiden a la mujer desarrollar plenamente sus funciones maternas.&lt;sup&gt;569&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;V. &lt;/font&gt;&lt;a name="LA_SOCIEDAD_AL_SERVICIO_DE_LA_FAMILIA"&gt;&lt;/a&gt;&lt;font color="#0000a0"&gt;LA SOCIEDAD AL SERVICIO DE LA FAMILIA&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;252 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El punto de partida para una relaci&amp;#243;n correcta y constructiva entre la familia y la sociedad es el reconocimiento de la subjetividad y de la prioridad social de la familia&lt;/i&gt;. Esta &amp;#237;ntima relaci&amp;#243;n entre las dos &amp;#171; impone tambi&amp;#233;n que la sociedad no deje de cumplir su deber fundamental de respetar y promover la familia misma &amp;#187;.&lt;sup&gt;570&lt;/sup&gt; La sociedad y, en especial, las instituciones estatales, &amp;#8212;respetando la prioridad y &amp;#171; preeminencia &amp;#187; de la familia&amp;#8212; est&amp;#225;n llamadas a &lt;i&gt;garantizar y favorecer la genuina identidad de la vida familiar &lt;/i&gt;y a evitar y combatir todo lo que la altera y da&amp;#241;a. Esto exige que la acci&amp;#243;n pol&amp;#237;tica y legislativa salvaguarde los valores de la familia, desde la promoci&amp;#243;n de la intimidad y la convivencia familiar, hasta el respeto de la vida naciente y la efectiva libertad de elecci&amp;#243;n en la educaci&amp;#243;n de los hijos. La sociedad y el Estado no pueden, por tanto, ni absorber ni sustituir, ni reducir la dimensi&amp;#243;n social de la familia; m&amp;#225;s bien deben honrarla, reconocerla, respetarla y promoverla seg&amp;#250;n el &lt;i&gt;principio de subsidiaridad&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;571&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;253 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El servicio de la sociedad a la familia se concreta en el reconocimiento, el respeto y la promoci&amp;#243;n de los derechos de la familia&lt;/i&gt;.&lt;sup&gt;572&lt;/sup&gt; &lt;i&gt;Todo esto requiere la realizaci&amp;#243;n de aut&amp;#233;nticas y eficaces pol&amp;#237;ticas familiares,&lt;/i&gt; con intervenciones precisas, capaces de hacer frente a las necesidades que derivan de los derechos de la familia como tal. En este sentido, es necesario como requisito previo, esencial e irrenunciable, el&lt;i&gt; reconocimiento&lt;/i&gt; &amp;#8212;lo cual comporta la tutela, la valoraci&amp;#243;n y la promoci&amp;#243;n&amp;#8212; de la identidad de la familia,&lt;i&gt; sociedad natural fundada sobre el matrimonio&lt;/i&gt;. Este reconocimiento establece una neta l&amp;#237;nea de demarcaci&amp;#243;n entre la familia, entendida correctamente, y las otras formas de convivencia, que &amp;#8212;por su naturaleza&amp;#8212; no pueden merecer ni el nombre ni la condici&amp;#243;n de familia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;254 &lt;/b&gt;&lt;i&gt;El reconocimiento, por parte de las instituciones civiles y del Estado, de la prioridad de la familia sobre cualquier otra comunidad y sobre la misma realidad estatal, comporta superar las concepciones meramente individualistas y asumir la dimensi&amp;#243;n familiar como perspectiva cultural y pol&amp;#237;tica, irrenunciable en la consideraci&amp;#243;n de las personas&lt;/i&gt;. Ello no se coloca como alternativa de los derechos que las personas poseen individualmente, sino m&amp;#225;s bien como su apoyo y tutela. Esta perspectiva hace posible elaborar criterios normativos para una soluci&amp;#243;n correcta de los diversos problemas sociales, porque las personas no deben ser consideradas s&amp;#243;lo singularmente, sino tambi&amp;#233;n en relaci&amp;#243;n a sus propios n&amp;#250;cleos familiares, cuyos valores espec&amp;#237;ficos y exigencias han de ser tenidos en cuenta.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-5426882954351825566?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/5426882954351825566/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=5426882954351825566&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/5426882954351825566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/5426882954351825566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/2008/06/captulo-quinto-la-familia-clula-vital.html' title='CAPÍTULO QUINTO: LA FAMILIA CÉLULA VITAL DE LA SOCIEDAD'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-1083913953472132751</id><published>2008-06-01T22:47:00.000-03:00</published><updated>2008-06-01T22:52:47.237-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RELIGIÓN'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='COLEGIO'/><title type='text'>SEGUNDA PARTE</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;font color="#800000" size="3"&gt;&amp;#171; ... la&lt;i&gt; doctrina social&lt;/i&gt; tiene de por s&amp;#237; el valor      &lt;br /&gt;de un&lt;i&gt; instrumento de evangelizaci&amp;#243;n: &lt;/i&gt;en cuanto tal,      &lt;br /&gt;anuncia a Dios y su misterio de salvaci&amp;#243;n en Cristo      &lt;br /&gt;a todo hombre y, por la misma raz&amp;#243;n, revela al hombre a s&amp;#237; mismo.      &lt;br /&gt;Solamente bajo esta perspectiva se ocupa de lo dem&amp;#225;s:      &lt;br /&gt;de los derechos humanos de cada uno y, en particular,      &lt;br /&gt;del &amp;#8220;proletariado&amp;#8221;, la familia y la educaci&amp;#243;n,      &lt;br /&gt;los deberes del Estado, el ordenamiento de la sociedad nacional      &lt;br /&gt;e internacional, la vida econ&amp;#243;mica, la cultura, la guerra y la paz,      &lt;br /&gt;as&amp;#237; como del respeto a la vida desde el momento      &lt;br /&gt;de la concepci&amp;#243;n hasta la muerte &amp;#187;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font color="#800000" size="3"&gt;(&lt;i&gt;Centesimus annus&lt;/i&gt;, 54)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4786152930510280731-1083913953472132751?l=juanmelchorbosco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/feeds/1083913953472132751/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4786152930510280731&amp;postID=1083913953472132751&amp;isPopup=true' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/1083913953472132751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4786152930510280731/posts/default/1083913953472132751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://juanmelchorbosco.blogspot.com/2008/06/segunda-parte.html' title='SEGUNDA PARTE'/><author><name>Ricardo Cámpoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08580372017972047808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_Eur-WY1c-oM/R2_Vk0dOYRI/AAAAAAAAAKo/5XDogJFZ6fs/S220/foto+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4786152930510280731.post-2451009435961039520</id><published>2008-06-01T22:40:00.001-03:00</published><updated>2008-06-01T22:40:56.469-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RELIGIÓN'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='COLEGIO'/><title type='text'>COMPENDIO DE LA DOCTRINA SOCIAL DE LA IGLESIA - Segunda Parte</title><content type='html'>&lt;h4&gt;&amp;#205;NDICE&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#SEGUNDA PARTE#SEGUNDA PARTE"&gt;SEGUNDA PARTE&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#CAP&amp;Iacute;TULO QUINTO#CAP&amp;Iacute;TULO QUINTO"&gt;CAP&amp;#205;TULO QUINTO&lt;/a&gt;      &lt;br /&gt;LA FAMILIA C&amp;#201;LULA VITAL DE LA SOCIEDAD&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;I. &lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#I. LA FAMILIA, PRIMERA SOCIEDAD NATURAL#I. LA FAMILIA, PRIMERA SOCIEDAD NATURAL"&gt;LA FAMILIA, PRIMERA SOCIEDAD NATURAL&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La importancia de la familia para la persona#La importancia de la familia para la persona"&gt;La importancia de la familia para la persona&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La importancia de la familia para la sociedad#La importancia de la familia para la sociedad"&gt;La importancia de la familia para la sociedad&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;II. EL MATRIMONIO, FUNDAMENTO DE LA FAMILIA&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El valor del matrimonio#El valor del matrimonio"&gt;El valor del matrimonio&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El sacramento del matrimonio#El sacramento del matrimonio"&gt;El sacramento del matrimonio&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;III. LA SUBJETIVIDAD SOCIAL DE LA FAMILIA&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El amor y la formaci&amp;oacute;n de la comunidad de personas#El amor y la formaci&amp;oacute;n de la comunidad de personas"&gt;El amor y la formaci&amp;#243;n de la comunidad de personas&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;&lt;i&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La familia es el santuario de la vida#La familia es el santuario de la vida"&gt;La familia es el santuario de la vida&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;&lt;i&gt;c) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La tarea educativa#La tarea educativa"&gt;La tarea educativa&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;d) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Dignidad y derechos de los ni&amp;ntilde;os#Dignidad y derechos de los ni&amp;ntilde;os"&gt;Dignidad y derechos de los ni&amp;#241;os&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;IV. LA FAMILIA PROTAGONISTA DE LA VIDA SOCIAL&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Solidaridad familiar#Solidaridad familiar"&gt;Solidaridad familiar&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Familia, vida econ&amp;oacute;mica y trabajo#Familia, vida econ&amp;oacute;mica y trabajo"&gt;Familia, vida econ&amp;#243;mica y trabajo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;V. &lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#LA SOCIEDAD AL SERVICIO DE LA FAMILIA#LA SOCIEDAD AL SERVICIO DE LA FAMILIA"&gt;LA SOCIEDAD AL SERVICIO DE LA FAMILIA&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#CAP&amp;Iacute;TULO SEXTO#CAP&amp;Iacute;TULO SEXTO"&gt;CAP&amp;#205;TULO SEXTO&lt;/a&gt;      &lt;br /&gt;EL TRABAJO HUMANO&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;I. ASPECTOS B&amp;#205;BLICOS&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La tarea de cultivar y custodiar la tierra#La tarea de cultivar y custodiar la tierra"&gt;La tarea de cultivar y custodiar la tierra&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Jes&amp;uacute;s hombre del trabajo#Jes&amp;uacute;s hombre del trabajo"&gt;Jes&amp;#250;s hombre del trabajo&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;c) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El deber de trabajar#El deber de trabajar"&gt;El deber de trabaja&lt;/a&gt;r&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;II. &lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#EL VALOR PROF&amp;Eacute;TICO DE LA "&gt;EL VALOR PROF&amp;#201;TICO DE LA &amp;#171; RERUM NOVARUM &amp;#187;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;III. LA DIGNIDAD DEL TRABAJO&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La dimensi&amp;oacute;n subjetiva y objetiva del trabajo#La dimensi&amp;oacute;n subjetiva y objetiva del trabajo"&gt;La dimensi&amp;#243;n subjetiva y objetiva del trabajo&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Las relaciones entre trabajo y capital#Las relaciones entre trabajo y capital"&gt;Las relaciones entre trabajo y capital&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;c) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El trabajo, t&amp;iacute;tulo de participaci&amp;oacute;n#El trabajo, t&amp;iacute;tulo de participaci&amp;oacute;n"&gt;El trabajo, t&amp;#237;tulo de participaci&amp;#243;n&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;d) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Relaci&amp;oacute;n entre trabajo y propiedad privada#Relaci&amp;oacute;n entre trabajo y propiedad privada"&gt;Relaci&amp;#243;n entre trabajo y propiedad privada&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;e) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El descanso festivo#El descanso festivo"&gt;El descanso festivo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;IV. EL DERECHO AL TRABAJO&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El trabajo es necesario#El trabajo es necesario"&gt;El trabajo es necesario&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La funci&amp;oacute;n del Estado y de la sociedad civil en la promoci&amp;oacute;n del derecho al trabajo#La funci&amp;oacute;n del Estado y de la sociedad civil en la promoci&amp;oacute;n del derecho al trabajo"&gt;La funci&amp;#243;n del Estado y de la sociedad civil en la promoci&amp;#243;n del derecho al trabajo&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;c) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La familia y el derecho al trabajo#La familia y el derecho al trabajo"&gt;La familia y el derecho al trabajo&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;d) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Las mujeres y el derecho al trabajo#Las mujeres y el derecho al trabajo"&gt;Las mujeres y el derecho al trabajo&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;e) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El trabajo infantil#El trabajo infantil"&gt;El trabajo infantil&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;f) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La emigraci&amp;oacute;n y el trabajo#La emigraci&amp;oacute;n y el trabajo"&gt;La emigraci&amp;#243;n y el trabajo&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;g) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El mundo agr&amp;iacute;cola y el derecho al trabajo#El mundo agr&amp;iacute;cola y el derecho al trabajo"&gt;El mundo agr&amp;#237;cola y el derecho al trabajo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;V. DERECHOS DE LOS TRABAJADORES&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Dignidad de los trabajadores y respeto de sus derechos#Dignidad de los trabajadores y respeto de sus derechos"&gt;Dignidad de los trabajadores y respeto de sus derechos&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El derecho a la justa remuneraci&amp;oacute;n y distribuci&amp;oacute;n de la renta#El derecho a la justa remuneraci&amp;oacute;n y distribuci&amp;oacute;n de la renta"&gt;El derecho a la justa remuneraci&amp;#243;n y distribuci&amp;#243;n de la renta&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;c) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El derecho de huelga#El derecho de huelga"&gt;El derecho de huelga&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;VI. SOLIDARIDAD ENTRE LOS TRABAJADORES&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La importancia de los sindicatos#La importancia de los sindicatos"&gt;La importancia de los sindicatos&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Nuevas formas de solidaridad#Nuevas formas de solidaridad"&gt;Nuevas formas de solidaridad&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;VII. LAS &amp;#171; RES NOVAE &amp;#187; DEL MUNDO DEL TRABAJO&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Una fase de transici&amp;oacute;n epocal#Una fase de transici&amp;oacute;n epocal"&gt;Una fase de transici&amp;#243;n epocal&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Doctrina social y "&gt;Doctrina social y &amp;#171; res novae &amp;#187;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#CAP&amp;Iacute;TULO S&amp;Eacute;PTIMO#CAP&amp;Iacute;TULO S&amp;Eacute;PTIMO"&gt;CAP&amp;#205;TULO S&amp;#201;PTIMO&lt;/a&gt;      &lt;br /&gt;LA VIDA ECON&amp;#211;MICA&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;I. ASPECTOS B&amp;#205;BLICOS&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El hombre, pobreza y riqueza#El hombre, pobreza y riqueza"&gt;El hombre, pobreza y riqueza&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La riqueza existe para ser compartida#La riqueza existe para ser compartida"&gt;La riqueza existe para ser compartida&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;II. &lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#MORAL Y ECONOM&amp;Iacute;A#MORAL Y ECONOM&amp;Iacute;A"&gt;MORAL Y ECONOM&amp;#205;A&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;III. &lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#III. INICIATIVA PRIVADA Y EMPRESA#III. INICIATIVA PRIVADA Y EMPRESA"&gt;INICIATIVA PRIVADA Y EMPRESA&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La empresa y sus fines#La empresa y sus fines"&gt;La empresa y sus fines&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El papel del empresario y del dirigente de empresa#El papel del empresario y del dirigente de empresa"&gt;El papel del empresario y del dirigente de empresa&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;IV. &lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#INSTITUCIONES ECON&amp;Oacute;MICAS AL SERVICIO DEL HOMBRE#INSTITUCIONES ECON&amp;Oacute;MICAS AL SERVICIO DEL HOMBRE"&gt;INSTITUCIONES ECON&amp;#211;MICAS AL SERVICIO DEL HOMBRE&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El papel del libre mercado#El papel del libre mercado"&gt;El papel del libre mercado&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La acci&amp;oacute;n del Estado#La acci&amp;oacute;n del Estado"&gt;La acci&amp;#243;n del Estado&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;c) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La funci&amp;oacute;n de los cuerpos intermedios#La funci&amp;oacute;n de los cuerpos intermedios"&gt;La funci&amp;#243;n de los cuerpos intermedios&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;d) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Ahorro y consumo#Ahorro y consumo"&gt;Ahorro y consumo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;V. LAS &amp;#171; RES NOVAE &amp;#187; EN ECONOM&amp;#205;A&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La globalizaci&amp;oacute;n: oportunidades y riesgos#La globalizaci&amp;oacute;n: oportunidades y riesgos"&gt;La globalizaci&amp;#243;n: oportunidades y riesgos&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;b) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#El sistema financiero internacional#El sistema financiero internacional"&gt;El sistema financiero internacional&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;c) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La funci&amp;oacute;n de la comunidad internacional en la &amp;eacute;poca de la econom&amp;iacute;a global#La funci&amp;oacute;n de la comunidad internacional en la &amp;eacute;poca de la econom&amp;iacute;a global"&gt;La funci&amp;#243;n de la comunidad internacional en la &amp;#233;poca de la econom&amp;#237;a global&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;d) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#Un desarrollo integral y solidario#Un desarrollo integral y solidario"&gt;Un desarrollo integral y solidario&lt;/a&gt;&lt;i&gt;     &lt;br /&gt;e) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#La necesidad de una gran obra educativa y cultural#La necesidad de una gran obra educativa y cultural"&gt;La necesidad de una gran obra educativa y cultural&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_sp.html#CAP&amp;Iacute;TULO OCTAVO#CAP&amp;Iacute;TULO OCTAVO"&gt;CAP&amp;#205;TULO OCTAVO&lt;/a&gt;      &lt;br /&gt;LA COMUNIDAD POL&amp;#205;TICA&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;I. ASPECTOS B&amp;#205;BLICOS&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;a) &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/p
